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Brasiliana arrestata perchè gestiva una casa di appuntamenti a Capri

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E’ stata processata con rito direttissimo Ana Paula de Sa Gomes, 48 anni, origini brasiliane.

La Gomes è stata arrestata ieri sera a Capri, a Marina Grande, e il processo di oggi l’ha condannata a sei mesi di reclusione con pena sospesa.

L’accusa è quella di aver fornito documenti falsi ai carabinieri, nello specifico la carta d’identità con generalità e foto non corrispondente alla donna che gli agenti avevano di fronte.

Gli uomini erano stati insospettiti dall’atteggiamento irrequieto della donna che, in strada, sembrava aspettare qualcuno.

Da precisare che la donna è già nota alle forze dell’ordine: nel 2007 fu arrestata all’aeroporto di Fiumicino per traffico internazionale di droga. Aveva ingerito ovuli contenenti cocaina nel tentativo vano di eludere i controlli.

Dopo aver scontato la pena, si è trasferita a Capri dove vive. I carabinieri da tempo sospettano che la Gomes gestisce un giro di escort, ecco perché il controllo di ieri, mosso dal comportamento ambiguo della donna.

Alla vista dei documenti falsi, i carabinieri la hanno bloccato e hanno proceduto con la perquisizione del domicilio dove hanno trovato i documenti veri della donna.

E’ stato trovato, e sequestrato, anche il telefono cellulare della donna. All’interno erano presenti molteplici numeri, italiani, stranieri nonché capresi.

Le indagini proseguono ma il sospetto è quello che Ana Paula De Sa Gomes sia a capo di un giro di escort, prostituzione quindi, per intrattenere clientela di Capri, italiani ma anche stranieri e che luogo di incontri sia proprio la casa della Gomes.

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4 Commenti

  1. D’altronde in Italia si sa cosa è successo:
    prima hanno bandito la prostituzione poi hanno permesso che gruppi criminali la sfruttassero nel modo più becero obbligando delle innocenti a prostituirsi anche contro la loro volontà. Alla fine ci hanno convinto che in ogni caso di prostituzione c’è costrizione e che queste povere innocenti non lo fanno per il denaro ma per evitare le botte. Era quello che volevano? Io credo di si !

    • io non ci credo molto alle “povere innocenti contro la loro volontà”…
      cioè, a un poveraccio già gli rode perchè per trombare si deve far spillare soldi, in più si deve pure sentire in colpa perchè sta LUI sfruttando una povera innocente, in più arrivano gli sbirri e lo multano… mah!!!

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