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Imminente il rischio di riduzione del credit rate del Brasile

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Il 22 Agosto scadono i tre mesi che le maggiori agenzie di valutazione del rischio del mondo : S&P . Moody e Fitch avevano come limite massimo per emettere il loro giudizio dopo aver collocato il Brasile sotto CreditWatch  .

Il Brasile ha perso il grado di investimento nel Settembre 2015 quando il governo di Dilma Roussef ammise che il deficit nei conti pubblici era maggiore di quello dichiarato ufficialmente .

A peggiorare le cose la notizia che il Governo ha annunciato per il 2018 uno ulteriore aumento del deficit di   R$ 40-50 Miliardi che si aggiungono ai  R$129 Miliardi già planeggiati . Insomma nel 2018 mancheranno per la chiusura dei conti pubblici intorno ai  R$ 180 Miliardi che dovranno essere ” trovati ” a colpi di tagli nelle spese e ulteriori nuove tasse !

Nel frattempo negli ultimi mesi molte grandi Corporation brasiliane ( J&F , JBS , Eldorado Brasil Celulose  ) sono state downgraded o nella migliore delle ipotesi messe il creditwatch negativo .

Con queste premesse , aggiunte alla continua instabilità politica , il declassamento del Brasile potrebbe essere  solo una questione di giorni .  A questo punto , con il rischio aumentato ed il tasso di juro in picchiata quanti saranno gli investitori stranieri disposti a portare o lasciare i loro soldi in Brasile ? Potrebbe il declassamento ritardare la caduta della SELIC  ?

11 Commenti

  1. ieri, dopo aver letto che il Governo ha dovuto rivedere al rialzo i conti in rosso, per curiosita’ sono andato su questa pagina : http://usdforecast.com/br/previsão-do-euro.html

    Consulto spesso questo sito ma prendo con le molle le previsioni in campo economico; tuttavia ho notato che la notizia negativa di ieri ha nettamente peggiorato la quotazione del real, sia nell’ immediato che per quanto riguarda i mesi a venire. Si sa che le visioni in campo economico sono affidabili quanto una donna nel momento in cui si parte per il militare, pero’ rimane da sottolineare come le questioni di fondo del bilancio in difficolta’ siano sempre pronte a minare un tessuto economico gia’ in crisi. Questo tentativo inutile di ricorrere a tasse, tagli della spesa e riduzione dubbia della selic non cambia la situazione economica in generale ed in alcuni casi comprime i consumi, aumenta le criticita’ sociali e non e’ sufficiente a dare l’ossigeno che all’economia reale serve per ripartire. Il Brasile di oggi e’ una scommessa come lo era nel 2000, 2001; come dico sempre, il decennio d’oro e’ finito e mi sembra di rivivere il vecchio film di quegli anni. All’epoca il Brasile attirava i coraggiosi perche’ il quadro generale aveva rischi in pancia e ci voleva del fegato per trasferire il capitale di una vita di lavoro nella terra dove anche i soldi ballano samba. Anche oggi nessuno sa quale sara’ il futuro del Brasile, il sistema deve essere ristrutturato in maniera copernicana per scongiurare un’ involuzione pericolosa, manca pero’ una classe politica degna di qualsiasi considerazione. Se veramente il cambio tornasse ad essere molto favorvole io sono sempre del partito del rischio calcolato, dipende dalla personalita’! Una cosa e’ sicura: ormai questo e’ un Paese non per principianti ma per persone che lo conoscano in tutte le sue bassezze ed in tutti i suoi angoli. L’epoca delle copertìne entusiastiche col Christo Redentor che annuncia il miracolo brasiliano e’ in soffitta, adesso piu’ che all’uomo a braccia aperte che si affaccia su Rio bisogna pensare ad Oronzo Cana’. Anche lui ando’ a cercar fortuna e a fare affari calcistici nel mercato brasiliano, fini’ che gli tocco’ gridare al mondo intero:” mi avete preso per un coglione?”.

    • le rivoluzioni copernicane non esistono in questo campo. la cosa mi ricorda gli europeisti che dicevano “se l’italia diventa come la germania…”, ma è impossibile spostare l’italia 1000km più in alto e cancellarne storia, geografia, clima e cultura.
      per caso servì a qualcosa in italia mani pulite? quelli venuti dopo hanno rubato come quelli prima, ma con una differenza: quelli prima avevano una visione della convenienza nazionale (e per questo sono stati fatti fuori), quelli dopo hanno solo fatto gli interessi di potenze straniere.
      speriamo che temer faccia almeno la riforma previdenciaria, l’unico progetto buono e necessario, perchè tutto il resto è stato e sarà un cesso.
      si vocifera pure di un aumento delle imposte sugli investimenti…

      • Appoggio in toto il tuo sconforto in merito alla possibilita’ dei Popoli di poter facilmente cambiare mentalita’ e vizi.L’Italia non cambiera’ mai, il Brasile ha fatto solo finta di cambiare dal 2002 al 2012 ma era solo una maschera di carnevale. Tangentopoli parti’ da poteri forti non italiani, si servi’dei tribunali rossi per fare pulizia e disegno’ un nuovo quadro politico meno scomodo di quello in cui c’erano aneliti di dignita’ nazionale come con Craxi( un gigante rispetto ai nani di Arcore e ai compagni di merenda dell’ex partito comunista).Accettazione in maniera supina della perdita della sovranita’ monetaria, svendita dei gioielli di famiglia agli stranieri, imposizione della sostituzione di popolo attraverso una immigrazione incontrollabile ed ingiustificata dalla disoccupazione italiana….. diciamo che dalla gita in barca di Soros e Ciampi ad oggi l’Italia e’ stata sbranata e regalata ad interessi finanziari e geopolitici altrui.Per quanto riguarda il Brasile, non concordo con te sul rischio imposte investimenti, quello c’e’ gia’ stato ma e’ stato messo sotto il tappeto con il taglio selic. A Brasilia giocano sempre dietro le cortine fumogene, la prova plastica e’ stato l’aumento del reddito da pensione necessario per l’ottenimento del visto. i POLITICI BRASILIANI E QUELLI ITALIANI SONO FIGLI DELLA STESSA MADRE !!Comunque oggi real a 3,75, sopra i 4 ci faccio un pensierino per un appartamento nelle spiaggie dorate del Ceara’.Quadro politico ed economico che sfugge a qualsiasi previsione realistica, si va dal recupero post elezioni 2018 al quadro venezuelano entro 3,4 anni. Chi vivra’ vedra’ e boa sorte !

        • il mio non è sconforto ma tranquillo realismo. quando venni qui capii immediatamente com’era il brasile e mi stava bene coi suoi pregi e difetti. non ho mai sperato che diventasse germania. altrimenti me ne sarei andato in germania e non in brasile. e pure la germania ha i suoi difettacci in altri ambiti.
          dove vai nel cearà? io negli anni 90 anadvo spesso a canoa quebrada, stavo quasi per comprare qualcosa lì ma poi decisi che per me era meglio la grande città.
          conosco bene anche altri paesini vicini tipo majorlandia e lagoa do mato.
          in quest’ultimo ci stetti un periodo nel 94 quando ancora manco c’era l’elettricità. non spendevo soldi, mi davano da mangiare, da dormire e da trombare e io in cambio mi rendevo utile come “fornitore di acqua del pozzo”, ahahah!

          • entrambi i litorali a nord e sud di Fortaleza sono allucinanti per quanto riguarda gli scenari mozzafiato.Posti di una bellezza naturale senza aggettivi, peccato che Fortaleza sia diventata far west per banditi.Lo Stato e’ assente, la distribuzione della ricchezza e’ da caste indiane, la scolarizzazione scarsa, il costo della vita triplicato in un decennio.Canoa posto fantastico, un caldo della miseria ma ci sono stato 4,5 volte.Il Brasile di cui parli tu, anni 90 fino al 2001,massimo 2002, era il Brasile della spontaneita’ e delle opportunita’ immobiliari uniche.Ci si divertiva spendendo poco e veramente poteva essere considerato un “buen retiro”. Uno sviluppo non controllato, una perdita di identita’ sull’altare della americanizzazione hanno cambiato molte cose.Adesso da fornitore d’acqua andresti a fare il ricercatore d’acqua in fondo al pozzo . Comunque si trivella sempre e viva il Brasile con tutti i suoi pregi e difetti. AGUA MOLE EM PEDRA DURA TANTO BATE ATE’ QUE FURA KKKK

          • Marco che senso ha aprire un sito per vendere una pousada quando non c’è nemmeno una foto dell’immobile? Una mappa un prezzo…

  2. Cabo Frio RJ è una bella città che si è sviluppata recentemente. Città moderna, turistica e con praias tra le piu’ rinomate del Brasile. Servita molto bene, non manca nulla. Lino, il tuo amico Italiano non dovrebbe avere grossi problemi per vendere la casa, il bairro della rodoviaria si può considerare residenziale. Dipende dal prezzo, dalla condizione della casa e da chi l’ha in mano per vendere e dalla documentazione dell’immobile. Tieni conto che anche Cabo Frio, seppure marginalmente per la sua posizione strategica, paga il prezzo del momento critico del Brasile….ci sono piu’ offerte immobiliari che domande. Comunque rimane sempre la meta preferita dei “pensionati” Paulisti, Carioca e dei Mineri (MG) oltre che Argentini e diversi Americani ed Europei.

    • Grazie Undo..conosco Cabo Frio ci sono stato 3/4 volte sempre ospite in quella casa, il problema grosso e’ chi c’e’ l ha in mano per vendere!

      • piu’ di 2/3 dei successi o insuccessi di vendite/acquisti immobiliari dipendono dal “coretor”, purtroppo. mi risulta che in Cabo Frio ce ne siano tanti, forse troppi perchè c’è turismo da seconda casa e che quelli buoni concentrati sul residenziale ce ne sono pochi. poi con l’andamento positivo di questi ultimi 10 anni…..i pessimi hanno anche la pancia piena. ci sarebbe da scovare e puntare su chi ha fame e lasciar perdere i grandi nomi.

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