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La telenovela della patente di guida

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Ogni tanto appare  sui giornali la notizia che è stato finalmente firmato l’accordo bilaterale sulle patenti di guida tra Italia e Brasile .

Vari parlamentari si dicono autori di questo provvedimento dopo anni di lotta ! Passano i mesi ma nulla accade nella pratica . Insomma è una vera e propria telenovela che assieme a quella della doppia tassazione sembra stata creata apposta per giustificare la presenza di personaggi altrimenti inutili in questa o quella poltrona . Non faccio nomi .

Alla fine quello che vale è scritto chiaramente sul sito del Consolato Brasiliano dove  si afferma categoricamente che NON ESISTE alcun accordo bilaterale .

Gli italiani residenti in Brasile DOVRANNO sostenere gli Esami di Attitudine Fisica e Mentale, Valutazione Psicologica e di Guida, ( NOTA BENE : GUIDA ) rispettando la propria categoria, per ottenere la “Carteira Nacional de Habilitação”.

I brasiliani residenti in Italia DOVRANNO  obbligatoriamente sostenere tutti gli esami teorici e pratici, richiesti dal governo, per l’emissione della Patente Italiana.

Semplice e chiaro !

 

ITALIANI IN BRASILE

Italiani non residenti in Brasile

Il cittadino italiano, conducente di veicoli a motore, di età uguale o superiore a diciott’anni, potrà guidare in Brasile, per un tempo massimo di 180 (cento e ottanta) giorni, dalla data del suo ingresso in territorio brasiliano.

A tal fine dovrà:

Avere con sé la patente di guida estera in corso di validità e un documento d’identità. (Res. DENATRAN 345/2010).

Trascorso il termine di 180 (cento e ottanta) giorni di permanenza regolare in Brasile, nel caso in cui intenda continuare a guidare in territorio brasiliano, dovrà sostenere, rispettando la propria categoria, gli Esami di Attitudine Fisica e Mentale e Valutazione Psicologica, nei termini dell’articolo 147 del  “Código de trânsito brasileiro”, ai fini di ottenere la “Carteira Nacional de Habilitação”.

Italiani Residenti in Brasile

Il cittadino italiano, regolarmente residente in Brasile, di età uguale o superiore a diciott’anni, potrà guidare nel Territorio Nazionale sostituendo la sua patente originale per l’equivalente nazionale, presso l’organo o ente esecutivo di transito degli Stati o del  Distretto Federale – “DETRANs” e sostenendo gli Esami di Attitudine Fisica e Mentale, Valutazione Psicologica e di Guida, rispettando la propria categoria, per ottenere la “Carteira Nacional de Habilitação”.

Brasiliani con patente estera

Ai cittadini brasiliani con patente estera, saranno applicate le stesse regole stabilite per gli stranieri, con l’obbligo, però di provare la regolare residenza all’estero, per un periodo non inferiore a 06 (sei) mesi, al momento dell’emissione della patente.

Brasiliani non residenti in territorio italiano

I brasiliani non residenti in Italia, o residenti per un periodo di tempo non superiore a un anno, hanno due opzioni per guidare un veicolo a motore nel Paese:

1.Produrre, in Italia, la traduzione giurata della “Carteira Nacional de Habilitação” brasiliana. La “CNH” brasiliana deve essere in corso di validità e accompagnata dalla traduzione ufficiale*.

*Il Consolato Generale del Brasile a Milano non esegue la traduzione di documenti.

2. Richiedere, in Brasile, “Permissão Internacional para Dirigir” (PID), emessa dai dipartimenti di transito degli Stati (DETRAN). La convenzione di Vienna del 1968 ha standardizzato il modello di patente di guida, facilitando così l’identificazione dell’autista e del veicolo che può guidare*.

*Per ottenere il permesso, il conducente dovrà essere in possesso della “Carteira Nacional de Habilitação (CNH)” in corso di validità. Il termine di validità della PID, la categoria della patente e le restrizioni mediche sono le stesse della “CNH” e, nell’ipotesi che avvenga una qualsiasi modifica nella registrazione dei dati del conducente, questa dovrà essere inclusa nel rispettivo documento internazionale di guida.

3. La guida di un veicolo a motore senza la necessaria autorizzazione potrà far incorrere in contravvenzione e ritiro del veicolo.

Brasiliani residenti in territorio italiano

Non esiste, al momento, un accordo bilaterale in vigore tra la Repubblica Federativa del Brasile e la Repubblica Italiana, sulla conversione della “Carteira de Habilitação Brasileira” in Italia e vice-versa. Pertanto, i brasiliani con residenza in territorio italiano (iscritti all’Anagrafe), devono obbligatoriamente sostenere tutti gli esami teorici e pratici, richiesti dal governo, per l’emissione della Patente Italiana. La guida di veicolo a motore senza la necessaria autorizzazione potrà far incorrere in contravvenzione e ritiro del veicolo per un periodo di tre mesi.

N.B.: Il Consolato Generale del Brasile a Milano non emette duplicati.

 

Ulteriori informazioni:

Assessoria de Imprensa – Denatran
TEL. (61) 3429-3349
imprensa.denatran@mj.gov.br
http://www.denatran.gov.br

20 Commenti

  1. ottimo post! ottimo il collegamento sulla doppia tassazione! finalmente chiarezza su tema patenti e accordo Italia e Brasile tanto reclamizzato dall’Italia o meglio dall’On. Fabio Porta (PD) rappresentante nel Parlamento/Roma degli Italiani residenti in Brasile. L’Ufficio lavoro dell’On Fabio Porta è in Sao Paulo. Lo stesso Onorevole (poco) è anche il capo bastone che continuamente afferma di lavorare sulla questione della doppia imposizione fiscale sulle pensioni erogate dall’Inps a Italiani residenti in Brasile…..palle, tutte palle in quanto, come per le patenti, il Brasile non riconosce la posizione dell’Italia seppure la convenzione per evitare le doppie imposizioni è del 1980……se tanto mi da tanto e tenuto conto che ad oggi 2017 nulla è mutato sulla doppia imposizione…..anche per la riconversione delle patenti seguirà lo stesso percorso. vedi la posizione del Brasile e la “propaganda” elettorale dei rappresentanti in parlamento Italiano!!!!
    Leggere per credere:
    http://www.oriundi.net/politica/la-doppia-tassazione-delle-pensioni-italiane-in-brasile
    mi scuso con vivere in Brasile per la pubblicazione di questo articolo scritto su di un blog concorrente ma ….. rende meglio l’idea sulla questione della doppia tassazione.

    • E ‘ stata proprio l’approvazione della Camera in Agosto che ha suscitato la mia sorpresa .L’accordo è stato firmato quasi un anno fa e siamo ancora in attesa dell’approvazione del Senato , poi di Temer , poi …. . Poi inizierà la burocrazia italiana !

      • Questa volta il parlamento italiano ha fatto i compiti e ha approvato l’accordo in tempi brevi (circa 2 o 3 mesi dalla firma del documento). Chi non li ha fatti è il Brasile: all’annuncio di un probabile impeachment di Temer, governo e opposizione hanno bloccato i lavori delle camere per risolvere questioni considerate più “urgenti”.
        Comunque il procedimento di conversione della patente quasi sicuramente sarà quello utilizzato anche per gli altri stati non comunitari con i quali già sussiste un accordo bilaterale, vedi: http://www.mit.gov.it/come-fare-per/patenti-mezzi-e-abilitazioni/patenti-mezzi-stradali/conversione-patente-estera
        Spero solo che evitino la seccatura e il costo di una traduzione giurata.

        • …..anche il Parlamento Italiano ha lavori piu’ urgenti da fare e difatto dal 2001 mette in coda la doppia imposizione fiscale pagata dai Pensionati Italiani residenti in Brasile sullo stesso cespite di pensione erogata dall’Inps. Alle solite la responsabilità non è mai in casa nostra ma sempre in casa di altri. Che storie! E che palle (bugie)!

          • Infatti ho specificato “questa volta”. Comunque sia buttarla sempre in polemica politica non aggiunge niente di valido e interessante al post.

          • …..anche interventi “accondiscendenti” verso uno Stato e “ingenerosi” verso un altro Stato è fare politica. O per “questa volta” no? Saluti.

          • preciso…..è fare “polemica” politica……
            Infine: 2 parole di denuncia sulla situazione della doppia tassazione in presenza di una convenzione del 1980 non rispettata dall’Italia e c’è immediatamente una alzata di scudi e di “bla bla bla”. Nulla di personale ma è un fatto. Saluti.

  2. questa storia della doppia imposizione pur essendo poco corretta è un disincentivo che l’Italia ha messo in atto per evitare la fuga del pensionato all’estero. Lo stesso pensionato che rimane in Italia reinveste la pensione nel nostro sistema. Secondo me ci stà anche come forma di equità e rispetto verso i futuri pensionati.
    Faccio un esempio: mio padre andato in pensione qualche mese fa prende il 20/25% in meno del fratello che è andato in pensione nel 2000, ha dovuto lavorare 6 anni in più (stessa azienda stessa mansione) e lui cosa dovrebbe dire? E noi che prenderemo gli spicci cosa dovremmo fare? Il genocidio generazionale potrebbe essere l’unica soluzione di equità. A colpi di diritto acquisito.

    • sicuramente è un disincentivo e concordo che si debba assolutamente evitare il genocidio generazionale. la questione, o meglio le questioni sono: a) perchè allora si firmano convenzioni internazionali (legge del 1980) che, ricordo, sono sovranazionali e poi si disattendono? b) perchè con tutti gli altri Paesi si pagano le imposizioni in un solo luogo (o alla fonte o nel luogo di residenza)? c) Perchè solo con Brasile e Canada esistono convenzioni che prevedono l’imposizione concorrente sulle pensioni contro l’Ermeneutica della convenzione che titola “convenzione per evitare le doppie imposizioni fiscali”? ED INFINE la questione piu’ “dolorosa”: d) perchè l’imposizione concorrente tra Italia e Brasile è a carico dei pensionati Inps ex dipendenti privati mentre gli ex dipendenti pubblici pagano le imposizioni solo in Brasile (luogo di residenza)? Questa discriminazione mi da il diritto di affermare che il “disincentivo” (discriminazione) in corso per trattenere in Italia i Pensionati riguarda solo gli ex dipendenti di Aziende private e non gli ex dipendenti di Aziende pubbliche. Per esempio: è o non è discriminante che un ex pilota Alitalia residente in Brasile percepisca la pensione Inps al lordo delle imposizioni e paga le imposte solo in Brasile? Mentre, sempre per esempio, un ex impiegato FIAT ora in pensione e residente in Brasile paga le imposizioni alla fonte (Inps) e in Brasile. Intendiamoci, non ho nulla contro gli ex dipendenti pubblici ma la mia determinazione a portare, quando posso, in evidenza questa ingiustizia/ discriminazione ed a tentare di trovare una soluzione fuori dalle bugie dei diversi (poco) Onorevoli che rappresentano gli Italiani (ed i pensionati Italiani) residenti in Brasile. Tornando al “disincentivo”…sarei di accordo se toccasse a tutti non solo ad una parte di noi.

    • @Leo, capisco molto bene la situazione generazionale ed anche i diversi trattamenti pensionistici intervenuti negli anni…..quante storie tristi sono figlie del “mostro” del debito pubblico Italiano e dell’incapacità di liberare le risorse riducendo la contribuzione previdenziale obbligatoria per andare verso una Previdenza mista tra pubblica e privata! Chiediamoci il perchè non venga presa una decisione forte, chiara e trasparente. Si continua a rimandare avanti la questione con sotterfugi che stanno facendo esplodere non solo una ma molte generazioni future! Chiudo informandola che io: a) percepisco il 64% della media dei miei ultimi 10 anni e pago il 36% di imposizione in Italia ed il 22% di imposizione in Brasile ed infine, dal 2008 la mia pensione non mi è mai stata piu’ rivalutata (Prodi-Monti-Renzi)……penso che stia contribuendo a fare la mia parte per aiutare anche la Regione ed il Comune (Lazio e Roma perchè l’Inps ha sede in Roma) pagando le addizionali seppure io a Roma ci sono andato un paio di volte da turista. Saluti e boa sorte a tutti noi perchè siamo in pessime mani.

    • lo sappiamo tutti che è un disincentivo per evitare la fuga del pensionato. ma è un FURTO.
      quando la DDR impediva ai suoi cittadini di emigrare in occidente mi pare che strillavamo “dittatura!” tutti i giorni, o no?

  3. antonio,
    OT. st’articolo meriterebbe un post sul blog. i giudici brasiliani prendono in media 48.000 al mese (oltre il triplo degli italiani che prendono 4000 euro al mese) e siccome sono 118.000 la spesa annuale è di 68 miliardi, ovvero 1.13% del pil.
    ricordo che la spesa pubblica per educazione e salute è rispettivamente 1.4 e 1.7% del pil…

    http://g1.globo.com/politica/noticia/despesa-media-com-juiz-no-brasil-e-de-r-477-mil-por-mes-informa-cnj.ghtml

  4. Quando, circa quattro anni fa, o convertito la patente italiana in quella brasiliana non ho sostenuto nessun esame di guida. Non so se adesso le cose sono cambiate, all’epoca è stata suficiente la vista medica (durata meno di cinque minuti) e l’esame psicotecnico.

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