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Mato Grosso do Sul

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Lo stato del Mato Grosso do Sul fu istituito nel 1977, quando il governo militare decise che creare un nuovo stato sarebbe stato il modo migliore per amministrare e sviluppare una regione così vasta (per i più cinici, invece, era solo un modo per creare nuove cariche ben retribuite da assegnare ai membri del regime). Ancor prima della divisione, comun­que, la regione aveva un’identità economica e sociale diversa da quella del Mato Grosso settentrionale.

Alla fine del XIX secolo la regione diven­ne meta di un sostenuto flusso migratorio proveniente dal sud e dal sud-est del Brasile ed è per questo che oggi il Mato Grosso do Sul presenta un maggior numero di piccole aziende agricole e un’agricoltura più inten­siva rispetto al nord, dove prevalgono invece fattorie e allevamenti di grandi dimensioni. È però soprattutto grazie al fertile suolo di terra roxa (terra rossa) che l’agricoltura ha potuto svilupparsi.

La ricchezza creata dalla terra roxa ha contribuito a sua volta alla modernizzazione del settore. Il prodotto principale è la soia, ma si coltivano anche mais, riso e cotone e si allevano bovini. Il Mato Grosso do Sul comprende inoltre due terzi del Pantanal e la Serra da Bocaina, due meravigliose aree naturali meta di visitatori nazionali e internazionali.

Quando andare

Feb A Corumbá si svolge il Carnevale più grande della regione.
Nov Tutte le attrat­tive acquatiche di Bonito senza le folle di turisti.

Campo Grande

POP. 842.000

Chiamata anche Cidade Morena, non per le bellezze femminili (con morena si indicano le donne brune), ma per il colore rosso bruno della terra, Campo Grande è la capitale del Mato Grosso do Sul e la principale via di accesso al Pantanal meridionale. È una me­tropoli grande e moderna, con grattacieli che svettano sopra i centri commerciali e strade piene di ristoranti, in contrasto con la fonte della sua ricchezza, costituita principalmente dall’allevamento e dall’agricoltura. Sede di ben quattro università, Campo Grande ha un cuore giovane e la numerosa popolazione studentesca genera una domanda pressoché insaziabile di intrattenimento notturno (ecco spiegato il proliferare di bar e locali con musica dal vivo).

Fondata intorno al 1875, in origine si chiamava Santo Antônio de Campo Grande ed era solo un piccolo villaggio che cominciò a crescere con l’arrivo della ferrovia, nel 1914. Nel 1977 fu proclamata capitale dello stato del Mato Grosso do Sul con decreto del pre­sidente della giunta militare Ernesto Giesel.

Che cosa vedere

La maggior parte delle attrattive cittadine si trova all’interno dell’enorme Parque das Nações Indígenas, una riserva ambientale con un lago, una pista pedonale e ciclabile e vari monumenti e musei. Vicino al fiume si può vedere ogni tanto qualche capibara.

Museu das Culturas Dom Bosco (www.mcdb.org.br) Costruito sopra un sito di sepoltura bororo, questo superbo museo si divide in due parti. Una è una collezione di oltre 10.000 tra insetti, animali impagliati e piante conservate, mentre l’altra è un’imper­dibile mostra di grande effetto scenografico dedicata alle popolazioni native della regione del Mato Grosso, con teche di vetro illumina­te da luci soffuse disposte sotto il pavimento o sospese al soffitto in cui sono esposti oggetti sciamanici, armi, utensili di uso quotidiano, splendidi ornamenti di piume e parti di cor­redi funebri. Altrettanto suggestivi sono gli ingrandimenti fotografici in bianco e nero.

Osservate gli oggetti xavante usati nei riti di iniziazione all’età adulta, le elaborate statuette d’argilla raffiguranti il mito della creazione dei karajá, i magnifici copricapo fatti con penne d’ara dei bororo e le rare maschere funerarie degli abitanti della valle del fiume Ulaupés.

Aquario do Pantanal Questo ambizioso acquario/centro di ricerca, la cui inaugura­zione era prevista inizialmente per giugno 2014, ad oggi è ancora in fase di completamento l’allestimento definitivo. Una volta aperto, sarà il più grande acquario d’acqua dolce del mondo, con 263 specie di pesci del Pantanal e di tutto il mondo (ma anche altri animali indigeni) ospitati in enormi vasche dall’incredibile capacità di 6,6 milioni di litri, che saranno attraversate da gallerie per i visitatori.
La costruzione dell’acquario è stata ostaco­lata da una serie di problemi: fino a oggi è già costata quattro volte più della stima iniziale e l’80% dei pesci è morto durante un’ondata di freddo, perché non è stato possibile trasferirli dai contenitori provvisori alle vasche defini­tive, che in quel momento avrebbero dovuto essere già pronte, ma purtroppo non lo erano.

Museu de Arte Contemporânea de Mato Grosso do Sul (MARCO) Situato appena fuori dall’ingresso settentrionale del Parque das Nações Indígenas, questo museo d’arte moderna, piccolo ma ben allestito, presenta una collezione permanente di opere di talenti locali e mostre temporanee di artisti da tutto il Brasile.

Feira Central Vale davvero la pena di andare a fare una passeggiata in questo bel mercato, una vasta area commerciale all’aperto con molti locali giapponesi specializzati in noodles soba, ristoranti di vario genere, negozi di oggetti artigianali indigeni e venditori di articoli in cuoio. Nei weekend è sempre affollatissimo.

Pasti

A Campo Grande, dove vive la terza comunità giapponese più numerosa del Brasile, ci sono molti ristoranti che servono i noodles soba, soprattutto alla Feira Central.

Locali e vita notturna

A Campo Grande la vita notturna non si spegne mai, soprattutto dopo l’isolato 3900 di Av Afonso Pena, a est del centro, dove si concentrano i locali di tendenza.

PER/DALLA BOLIVIA

Gli autobus Fronteira (15 min) diretti al confine boliviano partono da Praça Inde­pendência a Corumbá ogni 25 minuti dalle 6 alle 19. La corsa in taxi dal centro al con­fine costa circa R$40, mentre se si è al massimo in due e senza tanti bagagli conviene prendere un mototaxi.

Tutte le formalità in uscita dal Brasile devono essere espletate al confine presso la Polícia Federal (www.dpf.gov.br). Gli orari di apertura sui due versanti del confine coincidono solo parzialmente, perciò può capitare di dover trascorrere la notte a Corumbá se non si arriva in orari concomitanti. Per la maggior parte delle nazionalità non è richiesto il visto per entrare in Bolivia, mentre i cittadini degli Stati Uniti devono richiederlo dall’estero oppure al Consolato boliviano (consuladoboliviacorumba@gmail.com) di Corumbá.

In Bolivia ci sono colectivos e taxi in servizio tra il confine e la stazione ferroviaria di Quijarro (distante 3 km), da dove si può proseguire per Santa Cruz. Le possibilità sono due: il Ferrobus, più veloce e confortevole, che parte alle 18 di martedì, giovedì e sabato (13 h) e arriva alle 7, e il più economico Expreso Orien­tal. Il Ferrobus effettua il viaggio di ritorno da Santa Cruz di lunedì, mercoledì e venerdì con arrivo alle 8, mentre l’Expreso Oriental parte negli stessi giorni alle 13.20 per arrivare alle 6.02.

La strada da Puerto Quijarro a Santa Cruz è in condizioni discrete e viaggiando in autobus si impiega circa la metà del tempo rispetto al treno.

Corumbá

POP. 97.900

‘Corumbaly’ (il vecchio nome di Corumbá) è un’antica città portuale ben conservata vicino al confine con la Bolivia. Chiamata anche Cidade Branca (Città Bianca), si trova 403 km di strada a nord-ovest di Campo Grande. Situata in cima a una ripida collina affacciata sul Rio Paraguai, domina una vasta porzio­ne di Pantanal che si estende all’orizzonte, dall’altro lato del fiume. Si divide in due parti: nella città alta si concentra il grosso delle attività commerciali, mentre la città bassa corrisponde alla zona del porto.

Fondata nel 1776 dal capitano Luis de Albuquerque, nel 1840 era il porto fluviale più grande del mondo. Gli imponenti edifici dai colori vivaci che sorgono sul lungofiume testimoniano la ricchezza di cui beneficiò la città nel XIX secolo, prima di cadere in declino con l’avvento della ferrovia.

Che cosa vedere e fare

Muhpan (www.muhpan.org.br) Situato sul lungofiume, questo museo parzialmente interattivo racconta la storia della formazione del Pantanal e dei 10.000 anni di civiltà nella regione. L’espo­sizione spazia dalla flora e la fauna in varie zone delle grandi pianure fino alla storia di questo difficile territorio e alla fondazione di Corumbá. Osservate lo splendido copricapo bororo fatto con piume d’ara e le belle foto d’epoca che ritraggono nativi e gaúchos al lavoro con il bestiame.

Forte de Coimbra Situata circa 80 km a valle di Corumbá lungo il Rio Paraguai, que­sta grande fortezza fu costruita nel 1775 per respingere eventuali invasioni dal Paraguay, ma senza riuscirci, visto che venne conquista­to dall’esercito paraguaiano nel 1864. Poiché sorge in territorio militare, gli operatori turi­stici devono richiedere l’autorizzazione per condurvi i visitatori. Ci si arriva in barca, con un viaggio spettacolare attraverso due grotte, oppure raggiungendo in auto Porto Morrinho e proseguendo poi in barca. Le visite costano circa R$300, compreso il pranzo.

Cristo Rei do Pantanal Facilmente raggiungibile con una breve cam­minata in salita, oppure in taxi, la risposta di Corumbá al Cristo Redentor di Rio offre vedute a perdita d’occhio sulla città e sul Pantanal, che si estende in lontananza. Dà il meglio di sé nelle mattinate limpide.

Forte Junqueira Il Forte Junqueira è una piccola fortezza esagonale con mura spesse 50 cm. La vera attrattiva del posto è il magnifico panorama sul Rio Paraguai e sul Pantanal in lontananza. Per arrivarci, percorrete Dom Aquino verso est, svoltando a sinistra all’al­tezza del campo di atletica. Una volta giunti sul lungofiume, proseguite verso est per altri 10 minuti. Si entra attraverso una porta non segnalata a sinistra dell’ingresso principale.

Museu de Corumbá L’Instituto Luiz de Al­buquerque ospita il Museu de Corumbá, che custodisce una collezione abbastanza interessante di manufatti indigeni e opere d’arte moderna. Al momento della nostra visita era chiuso a tempo indeterminato per lavori di rinnovamento.

Art Izu L’Art Izu è l’atelier di un’artista di spicco nel pano­rama culturale di Corumbá, Izulina Xavier. Non ci si può sbagliare: le sculture raffigu­ranti uccelli giganti e la statua bronzea di São Francisco nel cortile sul davanti sono sbalorditive e anche la pavimentazione è davvero pazzesca. Vi si possono acquistare oggetti artigianali.

Feste

Carnaval (feb/marzo) Uno dei carnevali più grandi e belli del Brasile riporta in vita questa cit­tadina calda e sonnolenta. La tradizione fu introdotta dagli ufficiali della marina, molti dei quali provenienti da Rio, che, trovandosi di stanza a Corumbá, sentirono la necessità di movimentare un po’ l’ambiente.

Continua …

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