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Mato Grosso

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In passato il Mato Grosso era il ‘selvaggio west’ del Brasile, battuto solo da esploratori, cacciatori nativi, bracconieri, cercatori d’oro e naturalisti. Oggi, invece, è una delle mete preferite da ecoturisti e appassionati di pesca grazie alla splendida fauna selvatica e agli incredibili paesaggi naturali.

Il Pantanal, uno degli ecosistemi più importanti e fragili del pianeta, è il posto migliore in Brasile per l’osservazione degli animali e il birdwatching.

Quando andare

Giu-agosto Il pe­riodo migliore per avvistare i giaguari nel Pantanal.

Storia

In virtù del Trattato di Tordesillas, il remoto stato del Mato Grosso apparteneva alla Spagna, non al Portogallo. Per anni questo territorio fu esplorato solo da sporadiche spedizioni di avventurieri e missionari gesuiti, ma con la scoperta dell’oro, all’inizio del XVIII secolo, fu invaso da migliaia di persone in cerca di fortuna. Per raggiungere Cuiabá occorreva attraversare terre abitate da diversi gruppi di nativi, molti dei quali erano guer­rieri formidabili, come i caiapó (che attacca­rono anche l’insediamento di Goiás), i bororo del Pantanal, i parecis (che finirono schiavi nelle miniere d’oro), i paiaguá (che più volte seminarono il panico a Cuiabá) e i guaicuru (abili nel combattimento a cavallo). Con la fine della corsa all’oro, però, il Mato Grosso ripiombò nell’oscurità e nell’isolamento e la popolazione tornò a dedicarsi all’agricoltura e alla pesca di sussistenza. Ancora nel XIX se­colo si poteva raggiungere il territorio da Rio de Janeiro solo per via fluviale, viaggiando diverse settimane sul Rio Paraguai.

L’isolamento contribuì alla nascita di vari movimenti separatisti, ma con l’istituzione della repubblica nel 1889, l’avvento del tele­grafo all’inizio del XX secolo e l’apertura di alcune strade, per quanto precarie, il Mato Grosso cominciò lentamente ad allacciare contatti con il resto del mondo. Le politiche attuate dal governo brasiliano negli anni ’40 e ’50, volte a favorire lo sviluppo delle regioni interne, e il trasferimento della capitale a Brasília, nel 1960, produssero una nuova on­data di immigrazione dal nord-est e dal sud del paese, che contribuì alla crescita agricola che continua ancora oggi. Nel 1979 il vasto territorio del Mato Grosso fu diviso a metà, creando il nuovo stato del Mato Grosso do Sul. L’economia di entrambi gli stati si basa sull’agricoltura, con grandi allevamenti di bestiame e piantagioni di canna da zucchero e soia che ricoprono ogni porzione di terra non soggetta a qualche forma di tutela.

Il Mato Grosso è abitato ancora oggi da molti gruppi nativi, che spesso vivono secondo il loro stile di vita tradizionale. Gli erikbatsa, noti per le loro belle creazioni di piume, risiedono vicino a Fontanilles e Juima, i nhambikuraa nella zona di Padroal e i cayabi nei pressi di Juara. Ci sono inoltre i cinta larga del Parque Indígena Aripuanã e le tribù protette dalla Fundação Nacional do Indio (Funai) nel Parque Indígena do Xingu, istituito negli anni ’50 per tutelare vari gruppi indigeni.

Territorio

Il Mato Grosso, il cui nome significa ‘fitta foresta’, fa parte dell’altopiano che si estende nella zona interna del Brasile. È un territorio polveroso e leggermente ondulato, con pian­tagioni sterminate, vaste distese di savana e fiumi tra i più pescosi del mondo. Entro i confini dello stato sono presenti tre dei principali ecosistemi brasiliani: il Pantanal, l’Amazzonia e il cerrado.

Cuiabá

POP. 569.000

Cuiabá è una fiorente città esposta al sole impietoso del Mato Grosso, formata in realtà da due centri urbani separati dal Rio Cuiabá: Cuiabá Vecchia e Várzea Grande (dove si trova l’aeroporto).

La città prende il nome da un termine bororo che significa ‘pesca con le frecce’, ma sono stati prima l’oro e poi l’agricoltura a farla diventare una delle capitali brasiliane che hanno registrato la maggiore crescita negli ultimi 30 anni. Con uno spirito vivace, un eclettico panorama gastronomico e alcuni pregevoli edifici coloniali nei pressi della piazza principale, Cuiabá è un ottimo punto di partenza per le escursioni nel Pantanal, a Chapada dos Guimarães e a Bom Jardim.

Storia

Nel 1719 il paulista Pascoal Moreira Cabral trovò l’oro mentre dava la caccia alle popo­lazioni native lungo il Rio Cuiabá. Si scatenò così una frenetica corsa al prezioso metallo, ma molti non raggiunsero mai il nuovo insediamento di Cuiabá: la navigazione di 3000 km da São Paulo durava cinque mesi e durante il viaggio gli aspiranti cercatori d’oro incontravano poco cibo, molte zanzare, rapi­de insidiose, lunghe e faticose tratte a piedi, malattie e un caldo insopportabile.

Con la fine della corsa all’oro e la chiusura delle miniere, Cuiabá sarebbe sparita se non fosse stato per l’agricoltura di sussistenza praticata nelle terre lungo il corso del Rio Cuiabá e per la pesca nelle sue acque.

Nel 1835 la città divenne la capitale del Mato Grosso ma, a parte una breve ripresa come centro strategico nella guerra contro il Paraguay, nel decennio del 1860, rimase sem­pre poco sviluppata. Oggi, grazie soprattutto all’agricoltura intensiva e alla fama conqui­stata con i campionati mondiali di calcio del 2014, Cuiabá ha finalmente trovato slancio verso la modernità.

Che cosa vedere

Museu Histórico de Mato Grosso (http://museuhistoricodemt.blogspot.com) F Situato all’interno di un palazzo coloniale restaurato, questo museo propone un’interessante carrellata sulla storia dello stato. L’esposizione spazia tra riproduzioni d’arte rupestre preistorica, registri contabili dei commercianti di schiavi, vividi dipinti raffiguranti scene della guerra con il Paraguay e altri eventi storici, argente­ria del XIX secolo e la macchina per scrivere appartenuta a Rubens de Mendonça, poeta, storico e giornalista brasiliano.

Museu Rondon Il piccolo Museu Rondon, dedicato alla cultura dei nativi, merita una visita per vedere gli elaborati copricapi e le armi che vi sono esposte. Situato nel complesso dell’Uni­versità Federale del Mato Grosso (UFMT), si trova dietro la piscina e all’epoca della nostra visita era in fase di ristrutturazione. Per raggiungerlo, prendete l’autobus n. 103 per Jd Universitário lungo Av Tenente Coronel Duarte.

Museu do Morro da Caixa D´Agua Velha Il museo più strano della città raccoglie una grande varietà di oggetti davvero bizzarri legati al tema dell’acqua, da vecchie tubature a soffioni per la doccia, esposti in una galleria di pietra con una bella e scenografica illumi­nazione. Assai più interessante dell’esposizio­ne è l’edificio stesso: si tratta della vecchia cisterna idrica della città, costruita nel 1882 sul modello degli antichi acquedotti romani.

Centro Geodésico da America do Sul È un obelisco che segnereb­be il centro del continente, calcolato prima dell’avvento della mappatura satellitare. Pro­vate a dire che il vero centro geografico del Sud America si trova a 67 km di distanza, nei pressi di Chapada dos Guimarães, e vedrete che non susciterete molta simpatia.

Tour

Cuiabá è una delle principali vie di accesso al Pantanal settentrionale, in particolare alla strada Transpantaneira, ma anche al Parque Nacional Chapada dos Guimarães e alle meraviglie acquatiche della zona di Bom Jardim. Gli operatori turistici della città propongono escursioni verso tutte queste mete.

Feste

Festa de São Benedito La Festa de São Benedito si svolge la prima settimana di luglio alla Igreja NS do Rosário e alla Capela de São Benedito. Pare più una cerimonia di umbanda (magia bianca) che una festa cattolica, con pittoresche danze tradizionali e specialità gastronomiche locali, come i bolos de queijo (polpette di formaggio) e i bolos de arroz (polpette di riso).

Pernottamento

Nei giorni feriali e durante la bassa stagione (da novembre a maggio) si possono ottenere facilmente sconti.

Pasti

Per la gente del posto il centro è principal­mente il luogo di lavoro, quindi di sera resta pressoché deserto. I ristoranti migliori si concentrano soprattutto nei dintorni di Praça Popular e lungo Av Getúlio Vargas.

Locali e vita notturna

In città ci sono due centri principali della vita notturna: gli affollati bar sport con ta­voli all’aperto nei dintorni della bella Praça Popular (detta anche Praça Eurico Gaspar Dutra) e i locali di Av Getúlio Vargas. Se cer­cate qualcosa dal sapore più ‘locale’, andate in Praça da Mandioca, una piazzetta dove la gente del posto si ritrova a bere birra Skol in tre bar pressoché identici con musica dal vivo nei weekend.

Chapada dos Guimarães

POP. 18.700

La zona di Chapada dos Guimarães è poco conosciuta, pur essendo di una bellezza spettacolare: sorprendentemente diversa dai tipici paesaggi del Mato Grosso, ricorda un po’ il sud-ovest americano. Situata 800 m più in alto della capitale Cuiabá, ha un clima più fresco e costituisce un comodo punto di appoggio per visitare i dintorni.

Nella zona intorno al Parque Nacional Da Chapada ci sono numerose attrattive turistiche. Sulla strada che porta da Cuiabá a Chapada si incontrano il Rio dos Peixes, il Rio Mutaca e il Rio Claro, dove molti cu­iabános vanno a fare il bagno nei weekend, e tre maestose vallate: la Vale do Salgadeira, la Vale do Paciéncia e la Vale do Rio Claro. Altrettanto spettacolare è il ripido strapiom­bo di 800 m chiamato Portão do Inferno (Porta dell’Inferno), che all’inizio del XX secolo veniva usato come ‘prigione’ (usate l’immaginazione!).

Che cosa vedere

Mirante de Geodésia Il mirante (belvedere), costituito da un mo­desto piazzale in cemento, segna il centro geografico del Sud America. Se il monumento è insignificante, la vista è magnifica! Sulla destra si vedono lo skyline di Cuiabá e, al di là della città, le distese pianeggianti che precedono il Pantanal. Per raggiungere il punto panoramico, seguite la strada n. 251 che passa per Chapada dirigendovi a est per 7 km; c’è anche una pista ciclabile che collega il mirador alla città. Il ciglio del canyon si trova qualche centinaio di metri più avanti.

Pasti

Nel centro visitatori del Parque Nacional Da Chapada Dos Guimarães c’è un buon risto­rante aperto a pranzo. Nella piazza centrale della città troverete invece un paio di locali che vendono gelato artigianale in tanti irre­sistibili gusti alla frutta.

Parque Nacional da Chapada dos Guimarães

Istituito solo nel 1989, lo straordinario Par­que Nacional da Chapada dos Guimarães non è ancora stato preso di mira dal turismo di massa, per quanto strano possa sembrare. Provate a immaginare i paesaggi: contrafforti di roccia rossastra che svettano sopra verdi vallate, file di palme che costeggiano fiumi e piscine naturali con acque limpide ideali per lo snorkelling, cascate imponenti e famose e altre piccole e balneabili, sentieri polverosi che attraversano territori secchi e inariditi sotto il solitario sguardo degli allocchi del deserto dagli occhi gialli, grotte misteriose tutte da esplorare… Poiché il parco si estende su un altopiano, di mattina e di sera le tem­perature sono decisamente più fresche che nel resto del Mato Grosso.

Véu de Noiva è l’unica zona del parco che si può visitare da soli, altrimenti è obbligatorio l’accompagnamento di una guida qualificata.

Che cosa vedere

Véu de Noiva L’impressionante Véu de Noiva, con il suo salto di 86 m, è l’immagine simbolo del parco. Un piccolo sentiero conduce al belvedere abbarbicato sulla rupe che sovrasta il canyon. È uno dei luoghi più suggestivi di Chapada; non serve la guida per andarci.

La cascata si trova circa 9 km a ovest della città di Chapada. Si può raggiungere in autobus da Cuiabá scendendo al bivio per il parco; per tornare indietro al termine della visita, che richiede un paio d’ore, fermate il primo autobus di passaggio per Chapada.

Tour

La maggior parte dei visitatori partecipa ai tour organizzati, ma si possono concor­dare anche visite personalizzate ai luoghi d’interesse in zona; per trovare una buona guida qualificata chiedete informazioni al personale del vostro hotel a Chapada dos Guimarães. Sebbene sia possibile organizzare visite guidate anche presso l’ufficio del parco (vicino al ristorante), è meglio rivolgersi agli operatori in città.

In genere le escursioni partono verso le 9 del mattino, ma si possono anche prendere accordi per anticipare l’orario (per esempio se vi interessa il birdwatching) e in tal caso la guida ritirerà la chiave d’ingresso il giorno prima. Per i tour standard è meglio prenotare in anticipo, soprattutto in luglio, agosto e settembre. Sono compresi i trasferimenti ma non i pasti.

Cidade de Pedra Alla Cidade de Pedra vivrete i momen­ti più magici della vostra visita a Guimarães. Dalle enormi pareti rocciose, a strapiombo sulla vasta distesa verde della vallata sotto­stante, si alzano verso il cielo frastagliate formazioni di arenaria rossa che ricordano quelle dello Utah e dell’Arizona. Seguite il breve sentiero che costeggia il ciglio della profonda scarpata attraversando una mac­chia di vegetazione. Il momento migliore per andarci è al mattino, quando i raggi del sole illuminano quasi per intero la parete rocciosa. La Cidade de Pedra si trova 20 km a nord di Chapada.

Circuito das Cachoeiras Il Circuito delle Cascate è una facile escursione a piedi di 6,5 km che tocca sei cascate attraversando un territorio arido e rossastro, con macchie di cespugli e alberi a basso fusto; richiede dalle quattro alle sei ore, a seconda del passo che intendete tenere. La prima cascata è la più alta, mentre le altre sono più adatte per fare il bagno, grazie a profonde pozze e scrosci che creano una sorta di idromassaggio naturale. In qualche caso per raggiungere la cascata bisogna salire una ripida gradinata.

Roteiro da Caverna Aroe Jari e Lagoa Azul L’escursione ha per protagonista la grotta di arenaria più grande del Brasile: raggiunta da un sentiero che si snoda tra macchie di cespugli, è caratterizzata da insolite formazioni rocciose e da uno stre­pitoso lago sotterraneo che risplende come uno specchio.

Circuito Vale de Rio Claro Con una camminata in salita si raggiunge un punto panoramico che domi­na la lussureggiante vallata e le formazioni rocciose, sottili come lame di rasoio. Scesi dal belvedere, potrete nuotare e fare snorkelling nelle acque cristalline delle profonde piscine naturali che le rapide del fiume formano in mezzo alla foresta, per poi seguire la vostra guida scendendo per 500 m lungo il corso stretto e tortuoso del Rio Claro, mentre galleggiate sopra l’oscuro mondo subacqueo che si apre sotto di voi.

Morro São Jerônimo La cima piatta del Morro São Jerônimo si erge all’estremità meridionale del parco nazionale, offrendo una spettacolare vista a 360 gradi sulle for­mazioni rocciose di Chapada, sul Pantanal e sulle vallate sottostanti. È una bellissima escursione di un giorno, non particolarmente difficile, nonostante i 18 km tra andata e ritorno. Portatevi un’abbondante scorta d’acqua e indossate scarpe robuste.

Continua …

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