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Bom Jardim

POP. 11.500

Le bellezze acquatiche nei dintorni di Bom Jardim – cittadina con un’unica strada, abbarbicata sulle alture 150 km a nord di Cuiabá – sono simili a quelle di Bonito, nel Mato Grosso do Sul, ma in scala ridotta e con meno turisti. Fiumi cristallini ricchi di pesci tropicali, grotte, cascate e are fanno di questa zona una destinazione interessante sia per una gita in giornata da Cuiabá sia per un breve soggiorno.

Che cosa vedere e fare

Per visitare i luoghi d’interesse principali bisogna essere accompagnati da una guida. Le escursioni si possono organizzare tramite gli operatori turistici di Cuiabá oppure, se si preferisce essere indipendenti, cercando una guida direttamente sul posto, ma in questo caso è necessario disporre di un mezzo di trasporto. Se pernottate a Bom Jardim, può convenire prenotare contemporaneamente l’alloggio e l’escursione.

Recanto Ecológico Lagoa Azul L’attrattiva numero uno di Bom Jardim è l’Aquário En­cantado, un lago alimentato da una sorgente sotterranea le cui acque offrono una visibilità incredibile fino alla profondità di 6 m e sono ricche di pesci, che vi nuoteranno intorno mentre esplorerete questo favoloso mondo subacqueo. Si può scendere galleggiando e fare snorkelling anche in un tratto di 850 m del Rio Salobra che attraversa la proprietà della stessa fazenda (fattoria). Dista 10 km dalla città.

Rio Triste Al Rio Triste, a 17 km da Vila de Bom Jardim, si viene trasportati in trattore fino all’imbocco del sentiero che attraversa la foresta. Con un po’ di fortuna potreste avvistare qualche scimmia prima di tuffarvi in una profonda piscina naturale dalle acque cristalline e trovarvi a galleggiare faccia a faccia con piraputanga dalle pinne rosse. Seguendo la vostra guida, continuerete la discesa del fiume galleggiando tra tronchi d’albero sommersi e cercando di individuare le pastinache d’acqua dolce color sabbia.

Cachoeira da Serra Azul A 20 km dalla città, questa è la cascata più imponente fra le tante presenti in zona. Alta 50 m, si tuffa in una piscina naturale profon­da 8 m le cui acque color azzurro brillante sono perfette per godersi un po’ di flutação (galleggiamento).

Lagoa das Araras Con una camminata di 15 minuti, seguendo le indicazioni dalla via principale di Bom Jardim si raggiunge la Lagoa das Araras, una placida foresta som­mersa di alberi di palma. Il tramonto è il momento migliore per osservare le rumorose are gialle e azzurre che vengono qui a decine per trascorrere la notte, ma potreste vederne qualcuna anche di giorno.

RISERVA PRIVATA DEL PATRIMONIO NATURALE DEL CRISTALINO

Ad Alta Floresta, insignificante cittadina situata 873 km a nord di Cuiabá, la strada finisce: più a nord c’è solo la vasta distesa della giungla amazzonica. Un buon motivo per andarci però c’è: la Riserva Privata del Patrimonio Naturale del Cristalino, considerato uno dei luoghi migliori del Brasile per avvistare uccelli e mammiferi rari, comprese alcu­ne specie a rischio di estinzione, come il chiroponte dal naso bianco, il tapiro sudameri­cano, la lontra gigante e cinque diverse specie di ara.

Sulle rive del Rio Cristalino (39 km a nord di Alta Floresta), in una zona ricca di flora e fauna amazzonica, sorge il rinnovato Cristalino Jungle Lodge (www.cristalinolodge.com.br), do­tato di due torri di osservazione alte 50 m e oltre 20 km di bei sentieri naturalistici per l’osservazione di uccelli e altri animali (è annoverato tra i 50 migliori posti al mondo per il birdwatching). I nuovi bungalow VIP offrono comfort di lusso. Le tariffe comprendono trasferimenti, cucina gourmet, guide esperte che parlano più lingue, escursioni e assicu­razione. Per l’alta stagione bisogna prenotare con largo anticipo.

Se non potete permettervi il Cristalino Jungle Lodge per mancanza di tempo o limiti di budget, l’alternativa è soggiornare al confortevole Floresta Amazônica Hotel (www.cristalinolodge.com.br) di Alta Floresta e da lì organizzare una visita alla riserva (US$200 per persona). Sebbene l’escursione comprenda i trasferimenti, la guida, il trekking nella giungla e il pranzo al lodge, secondo noi non conviene. Per raggiungere la riserva da Alta Floresta si impiega un’ora e 30 minuti, il che significa che non si arriva prima delle 11, quando fa ormai troppo caldo per vedere gli animali (che è la ragione principale per cui ci si va). Il ritorno ad Alta Floresta avviene già tra le 15 e le 16 circa e inoltre l’organizzazione delle guide e dei trasferimenti è tutta incentrata sugli ospiti del Cristalino Jungle Lodge. Tra­scorrere una o due notti al lodge è quindi una soluzione decisamente migliore.

Da Cuiabá partono autobus Verde Transportes (www.viagemverde.com.br) diretti a nord per Alta Floresta.

Il Pantanal

Sebbene al centro dell’attenzione mediatica ci sia sempre l’Amazzonia, il Pantanal offre migliori opportunità se si vuole osservare la fauna selvatica. La fitta vegetazione amazzo­nica rende infatti difficile vedere gli animali, a differenza degli spazi aperti degli acquitrini del Pantanal, popolati da un’immensa varietà di specie, dai giaguari alle cicogne jabiru. Se vi piace osservare gli animali nel loro ambiente naturale, il Pantanal è dunque una meta da non perdere.

Situato nel cuore del Sud America, con i suoi 210.000 kmq il Pantanal è il territorio acquitrinoso più esteso del mondo, 20 volte più grande delle famose Everglades. Della superficie complessiva, meno di 100.000 kmq si estendono tra la Bolivia e il Paraguay, mentre il resto si trova tra gli stati del Mato Grosso e del Mato Grosso do Sul.

Il Pantanal ha pochi abitanti e nessuna città. Le distanze sono così grandi e i tra­sporti via terra così scarsi che gli spostamenti avvengono per la maggior parte a bordo di piccoli velivoli e motoscafi, mentre l’uso dell’automobile è limitato dall’andamento delle stagioni. La principale strada di accesso al Pantanal, che si addentra in profondità nella regione, è la Transpantaneira. Si tratta di una strada sterrata rialzata costellata da una serie di piccoli ponti in legno che termina a Porto Jofre, 145 km a sud di Poconé. Il tanto discusso collegamento stradale tra Porto Jofre e Corumbá (sul confine con la Bolivia) è ancora in sospeso a causa delle perplessità che suscita l’idea di costruire una strada che resterebbe sommersa sei mesi all’anno.

Il Parque Nacional do Pantanal Matogrossense occupa una superficie di 1350 kmq nel sud-ovest della regione, ma gran parte del territorio del Pantanal appartiene a privati. La collaborazione tra gli operatori ecoturistici e i proprietari terrieri locali (soprattutto allevatori) ha contribuito a preservare l’ambiente portando avanti uno sfruttamento sostenibile. Fornendo agli alle­vatori un reddito che li incentiva a rispettare l’ambiente in cui vivono, si compensano le perdite derivanti dalle alluvioni stagionali a cui è soggetta la regione, che altrimenti dovrebbero essere coperte ricorrendo a tecniche agricole più intensive (e quindi a maggior impatto ambientale). Nel 2000 il parco nazionale e le tre riserve private minori presenti nella regione sono stati dichiarati dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Geografia e clima

Sebbene in portoghese pantano significhi ‘palude’, il Pantanal non è una palude, bensì una vasta pianura alluvionale. In termini geologici si tratta di un bacino sedimentario originatosi nel Quaternario, ma a causa della sua estensione i primi abitanti lo scambiaro­no per il fondale di un mare, che chiamarono Xaraés, che aveva iniziato a prosciugarsi, insieme al Mare dell’Amazzonia, 65 milioni di anni fa.

Il Pantanal – che si estende 2000 km a monte dell’Oceano Atlantico, ma a un’altitu­dine sul livello del mare che si aggira appena tra 100 m e 200 m – è delimitato da territori con altitudini maggiori: le montagne della Serra de Maracaju a est, la Serra da Bodo­quena a sud e la Serra dos Parecis e la Serra do São Geronimo a nord. Da questi altopiani le acque piovane defluiscono nel Pantanal, formando il Rio Paraguai e i suoi affluenti (che scorrono prima verso sud poi verso est per sfociare infine nell’Oceano Atlantico).

Durante la stagione delle piogge (da no­vembre a marzo), i fiumi esondano, allagando gran parte delle basse pianure del Pantanal e creando così le cordilheiras (isole ammantate di vegetazione che emergono dalle acque alluvionali), dove trovano rifugio gli animali. Le acque raggiungono il livello massimo (fino a 3 m) in gennaio o febbraio, per poi iniziare a ritirarsi in marzo. Il fenomeno delle esondazioni stagionali impedisce la pratica sistematica dell’agricoltura e limita notevol­mente gli insediamenti umani, ma assicura una ricchissima fonte di nutrimento per la fauna selvatica.

Le acque alluvionali restituiscono al terreno le sostanze nutritive, che sarebbero altrimenti molto carenti a causa dell’ecces­sivo drenaggio. Le acque, inoltre, pullulano di pesci e gli stagni costituiscono un habitat sicuro per molte specie animali e vegetali. Enormi stormi di uccelli acquatici si radu­nano in questa zona formando colonie che occupano svariati chilometri quadrati.

Con l’inizio della stagione secca le acque si ritirano, le lagune e le paludi si prosciugano gradualmente e nella savana (la vegetazione del Pantanal comprende sia savana sia fore­ste, che spesso si sovrappongono senza una separazione netta) rispunta l’erba fresca. Falchi, cicogne e caimani (jacaré) si conten­dono i pesci negli specchi d’acqua rimasti. Mano a mano che anche questi si riducono fino a scomparire, i caimani cominciano ad aggirarsi sui terreni asciutti in cerca di acqua, nell’attesa che tornino le piogge.

Pianificare il viaggio

COSA METTERE IN VALIGIA PER IL PANTANAL

Nel Pantanal non si può comprare molto, perciò andateci già ben forniti. La stagione secca è anche la più fresca. Ecco una lista di cose da mettere in valigia:

  • Maglie a maniche lunghe dai colori chiari ad asciugatura rapida; evitate il rosso (spaventa gli animali), il giallo (attira le zanzare) e il nero (attira il calore e le zanzare)
  • Pantaloni lunghi dai colori naturali
  • Scarpe da ginnastica o da trekking
  • Mantella impermeabile
  • Infradito o sandali anfibi
  • Cappello parasole
  • Costume da bagno
  • Pile o maglione
  • Zainetto
  • Repellente per gli insetti ad alto contenuto di DEET
  • Crema solare
  • Occhiali da sole
  • Binocolo
  • Torcia elettrica o lampada frontale potenti
  • Macchina fotografica con un buono zoom
  • Borraccia o bottiglia d’acqua riutilizzabile

Quando andare

Il Pantanal si può visitare in qualsiasi periodo dell’anno, ma sarebbe meglio nella stagione secca (da maggio a settembre). Il periodo ideale per osservare gli uccelli va da luglio a settembre, quando le acque si sono ormai ritirate e dal fango spunta l’erba fresca con il suo verde brillante. Se invece siete sulle tracce degli sfuggenti giaguari, dovreste programmare il viaggio tra giugno e agosto, quando il Pantanal è accessibile in ogni sua parte e ci si può addentrare maggiormente nella natura.

Gli allagamenti, le piogge incessanti e il caldo rendono più difficile visitare il Pantanal durante la stagione umida (da novembre ad aprile), che tuttavia non è priva di occa­sioni interessanti: è in questo periodo, per esempio, che i bovini e gli animali selvatici si radunano sulle cordilheiras. Queste isole, però, sono coperte da una fitta vegetazione che ostacola l’avvistamento degli animali. Le precipitazioni sono più intense nei mesi di febbraio e marzo, quando le strade diventano impraticabili e organizzare gli spostamenti è un incubo.

I mesi da giugno ad agosto sono i più secchi e le probabilità di avvistare i giaguari aumentano notevolmente. Nei mesi più caldi, che vanno da dicembre a febbraio, le tem­perature superano spesso i 40°C, le strade si trasformano in un ammasso di polvere e le zanzare non danno tregua. Molti alberghi chiudono e gli operatori turistici sospendono le attività nel Pantanal settentrionale.

Per la pesca il periodo ideale coincide con la prima parte della stagione secca (aprile e maggio), quando i fiumi esondati rientrano negli argini, sebbene la gente del posto continui a pescare con successo anche nei mesi successivi, catturando talvolta anche pesci di 80 kg. La pesca nel Pantanal offre opportunità tra le migliori al mondo, con tre specie di piranha e il celebre dourado: ottimo da mangiare, viene chiamato anche ‘tigre di fiume’ e può superare i 9 kg di peso. All’amo abboccano anche pacu, suribim, bagre, pi­raputanga, piapara, cachara, pirancajuva e pintado, solo per citarne alcuni.

Mentre la caccia è vietata, la pesca (con i regolari permessi) è invece incoraggiata nei mesi da febbraio a ottobre. È comunque vietata durante la piracema (stagione della riproduzione), che va da novembre a mar­zo. Le filiali del Banco do Brasil rilasciano permessi validi tre mesi in tutto il Pantanal, ma bisogna prima scaricare e compilare il modulo dal sito internet www.imasul.ms.gov.br. Per richiedere le licenze valide un anno su tutto il territorio nazionale, ci si deve rivolgere invece agli uffici Ibama di Campo Grande, Corumbá e Cuiabá

Salute

Nel Pantanal non è presente la malaria, ma a volte scoppiano epidemie di dengue. In genere vengono adottate subito le necessarie contromisure e la zanzara responsabile della trasmissione è diffusa più nelle zone urbane che nelle campagne. Se nutrite dubbi o preoccupazioni, prima di partire consultate un esperto di medicina dei viaggi per avere informazioni aggiornate. Troverete assistenza sanitaria a Cuiabá, Corumbá e Campo Grande.

Tour

Le città principali da cui partire per visi­tare il Pantanal sono Cuiabá a nord (per la Transpantaneira) e Campo Grande a sud (per l’Estrada Parque), mentre Corumbá, sul confine boliviano, ha ormai un ruolo più marginale. Le escursioni da Cuiabá tendono a essere un po’ più costose, ma anche più professio­nali, con gruppi meno numerosi e guide più preparate, rispetto ai tour che partono da Campo Grande o Corumbá; inoltre, rag­giungono zone più remote del Pantanal.

LA CUCINA DEL PANTANAL

I pantaneiros (abitanti del Pantanal) fanno buon uso degli ingredienti locali, che tra­sformano nelle deliziose specialità della loro cucina regionale. Viaggiando nella regione incontrerete molti ristoranti che servono piatti tipici: fermatevi e provatene qualcuno.

Nel Pantanal settentrionale la cucina è prevalentemente a base di pesce, che viene preparato frito (fritto), grelhado (grigliato), assado (cotto al forno) o defumado (affumi­cato). Il pacu, il dourado e il pintado sono le varietà più diffuse. Il dourado e il pacu han­no molte spine, che però si tolgono facilmente se il pesce è cotto lentamente al forno. Il pacu viene preparato spesso in questo modo e poi servito con una salsa chiamata escabeche a base di cipolle, pomodori e peperoni. Un altro tipo di pesce molto apprez­zato è il pintado, eccellente se condito con sale grosso e pepe e poi cotto alla griglia. Il peixe à urucum è una specialità locale in cui il pesce viene servito con una copertura di spezie, latte condensato, latte di cocco e mozzarella fusa. Molto diffusa è anche la zup­pa di piranha, che i pantaneiros considerano afrodisiaca.

Nelle case contadine e nel Pantanal meridionale la cucina si basa maggiormente sulle carni bovine e sui cereali di produzione locale. Alcune specialità sono la carne seca com abobora (carne di manzo essiccata al sole con zucca), la paçoca‑de‑pilã (carne di manzo essiccata al sole con farina di manioca, servita con banane e riso non salato), l’arroz de carreteiro (riso con carne di manzo essiccata al sole servito con manioca e banane fritte) e la galinha caipira (pollo con contorno di riso). Tra i dolci più famosi del Pantanal figurano il furrundu, un misto di gambo di papaia (non il frutto), succo di can­na da zucchero e cocco, e il gelato alla bocaiúva, un frutto locale.

SCEGLIERE UNA GUIDA NEL PANTANAL

Nel Pantanal il turismo genera un grosso giro d’affari e in passato alcuni operatori sen­za scrupoli hanno utilizzato tattiche subdole per adescare i clienti. Sebbene siano stati presi provvedimenti per porre un freno almeno alle truffe più gravi, è comunque il caso di tenere a mente alcuni consigli, se ci si vuole godere un’escursione piacevole e sicura.

  • Evitate di prendere decisioni affrettate, soprattutto se siete appena scesi dall’autobus dopo un viaggio durato tutta la notte.
  • Non decidete in base al costo. Raramente meno caro è sinonimo di migliore, ma anche i tour costosi possono rivelarsi scadenti.
  • Entrate nei forum. Leggete le recensioni online. Parlate con altri viaggiatori. Com’è stata la loro esperienza? A Campo Grande alcuni operatori turistici non si fanno scrupoli a deni­grare gli altri. Cercate di ottenere informazioni di prima mano.
  • Confrontate le opinioni, ma tenete presente che non saranno necessariamente il titolare o l’addetto alle vendite ad accompagnarvi: è con la guida che trascorrerete diversi giorni nella giungla. Chiedete quindi di poterla conoscere, se possibile. Accertatevi delle sue conoscenza linguistiche.
  • Non consegnate mai denaro a intermediari e pagate i biglietti d’autobus solo alla stessa persona che ve li consegnerà.
  • Se avete un po’ di interesse per la sostenibilità ambientale, non servitevi di operatori e lodge che danneggiano questi habitat così delicati. Non prendete in braccio gli animali per fotografarli e non toccateli in alcun modo.
  • I viaggi economici in comitiva si concentrano soprattutto sulle specie animali più spet­tacolari e facili da avvistare. Per un’osservazione naturalistica più seria bisogna essere disposti a spendere di più ingaggiando una guida privata.

Pernottamento

Nel Pantanal ci sono essenzialmente tre tipi di sistemazioni: le pousadas, che possono essere modeste o lussuose e servono tutti i pasti, le fazendas, alberghi in stile ranch che di solito hanno anche cavalli e imbarcazioni a disposizione degli ospiti, e i pesqueiros, che si rivolgono soprattutto ai pescatori e in genere hanno anche barche e attrezzature da pesca a noleggio. Se non siete convinti di riuscire ad adattarvi a un’escursione eco­nomica, è meglio che spendiate qualcosa in più per avere almeno le comodità essenziali, come un letto, l’acqua corrente e qualche speranza di non ritrovarvi punti da milioni di zanzare. Di solito basta poco per dormire sonni tranquilli.

Se volete viaggiare in autonomia, potete noleggiare un’auto e soggiornare nei lodge del Pantanal. Il trasporto non è quasi mai compreso nelle tariffe delle camere e può assorbire una buona fetta del budget, se non si dispone di un mezzo proprio. A seconda della stagione i trasferimenti per/da Cuiabá possono richiedere l’uso di vari mezzi, dal fuoristrada alla barca, dal cavallo all’aereo.

Per questo motivo è quasi sempre più conveniente, oltre che meno stressante dal punto di vista organizzativo, affidarsi a un tour operator. Facendo così, non solo i trasporti sono già compresi nel prezzo, ma anche i lodge più isolati possono diventare accessibili.

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