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Brasile : campagna di sensibilizzazione sulla violenza contro la popolazione di colore

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Ogni 23 minuti un giovane uomo di colore viene ucciso in Brasile. Ogni giorno ci sono 66 perdite di vite per un totale di 4.290 morti all’anno. Secondo la Mappa della Violenza, per un ragazzo nero, è fino a 12 volte più probabile essere ucciso rispetto ad uno bianco. Le Nazioni Unite ritengono che il razzismo sia l’aspetto comune in questi omicidi. Questa è la premessa della campagna Vidas Negras, lanciata dall’ONU ieri a Brasilia.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di richiamare l’attenzione dei governi, dei parlamenti, dei tribunali, delle organizzazioni e della società sul problema della violenza contro questa parte di popolazione che rappresenta il 54% dei brasiliani. Secondo i dati delle Nazioni Unite, nella popolazione di colore, l’omicidio è cresciuto del 18% dal 2005 al 2015, rispetto agli altri brasiliani dove troviamo una diminuzione del 12%.

Il materiale della campagna, inclusi i video e i social media, è disponibile sul sito web dell’ONU e può essere utilizzato e condiviso da chiunque: nacoesunidas.org/vidasnegras.

L’aumento della disuguaglianza ha anche un taglio di genere. Secondo l’Atlante della violenza nel 2017, redatto dall’Istituto di ricerca economica applicata (IPEA), gli omicidi di donne nere sono aumentati del 22% nello stesso periodo mentre tra le donne bianche il tasso è stato ridotto dell’ 11%.

Gli artisti sono stati invitati a pubblicare video su questo argomento, che verranno riproposti in trasmissioni televisive e su Internet. “Il razzismo uccide i bambini, fratelli, vicini di casa e dietro ogni storia c’è una vita interrotta. Ci sono lati oscuri e non si può restare indifferenti”, sottolinea l’attrice e scrittrice Elisa Lucinda.

Oltre a mettere la questione all’attenzione del pubblico, la campagna si propone di sensibilizzare la politica affinché si capisca la necessità di combattere il problema riconoscendo la necessità di affrontare la discriminazione razziale nel paese.

2 Commenti

  1. c’è molta falsità e ipocrisia dietro alla presentazione di certi fenomeni in stile “boldriniano”. trovo insopportabile questo dovere del politicamente corretto.
    gli artisti vogliono lottare contro la diseguaglianaza? benissimo, prendiamo FAUSTAO, gli tagliamo il salario da 5 milioni al mese a 5000. prendiamo i giudici (che hanno la faccia tosta di condannare i ladri) e gli tagliamo il salario da 50.000 a 5000 al mese. e così via.
    con il risparmio ottenuto ci triplichiamo il salario minimo.
    vedrete che gli indici di violenza scenderebbero per incanto a valori europei.

    cioè… la classe medio-alta brasiliana (ma a volte anche gringa residente) vuole degli schiavi sottopagati e poi si lamenta se alcuni di questi si danno al crimine (io LO FAREI).
    poi paga da secoli la polizia per sterminarli e questa piagnucola se i banditi si armano e rispondono al fuoco…

    come disse un filosofo brasiliano: “questo è un paese dove tutti vogliono l’ombra ma nessuno pianta alberi”… anzi, li tagliano gli alberi aggiungerei io.

  2. molto “radical chic”. argomento flebile ma strutturato e sostenuto da Istituzioni che vogliono dare una occasione a chi ne ha (di soldi) per apparire socialmente dedicati. come sempre sparirà nel nulla perchè e il nulla.

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