Home VIAGGIO BRASILE Pernambuco

Pernambuco

0

SPIAGGE A SUD DI RECIFE

Fino a una ventina d’anni fa Porto de Galinhas, 70 km a sud di Recife, non era che uno dei tanti villaggi di pescatori situati al fondo di una strada sterrata, con la consueta spiaggia or­lata di palme e qualche casa di villeggiatura dei recifenses (abitanti di Recife). Oggi è invece una delle località balneari più alla moda del Brasile, con diversi grandi resort che svettano lungo Praia Muro Alto e Praia do Cupe, a nord del centro, e folle festose che vi si riversano in massa nei periodi di vacanza. La pedonalizzazione delle poche strade che costituiscono il centro, dove i saltuari ristoranti affacciano direttamente sulla spiaggia, ha contribuito a preservare in parte l’atmosfera autentica del luogo. Splendide spiagge di sabbia bianca si estendono per diversi chilometri in entrambe le direzioni a partire dall’abitato.

Porto de Galinhas deve il proprio nome (Porto delle Galline) al periodo tra il 1853 e il 1888, in cui in Brasile il commercio degli schiavi, ma non la schiavitù in sé, era stato dichiarato illegale, così al porto continuavano ad arrivare navi cariche di schiavi nascosti tra casse piene di galline (galinhas). Oggi, alcune sculture raffiguranti galline dall’espressione disorientata sono dissemi­nate lungo le strade cittadine, come una sorta di logo turistico (di gusto peraltro discutibile).

Dal Terminal Cais de Santa Rita del centro di Recife, l’autobus n. 195 parte a intervalli di un’ora dalle 5.10 alle 20.30 alla volta di Porto de Galinhas, transitando da Boa Viagem (Av Domingos Ferreira) e dal Recife Guararapes International Airport (di fronte alla zona arrivi).

Più a sud, la zona di Tamandaré è molto meno frenetica ed è frequentata per lo più da viaggiatori indipendenti. Situata 30 km a sud di Porto de Galinhas (57 km in automobile), Tamandaré è una piccola località di mare, assai meno di moda, affacciata su un lungo litora­le costituito da deliziose spiagge orlate di palme che si estendono per 16 km.

Olinda

POP. 368.000

La pittoresca Olinda, adagiata sui versanti di una collina ammantata di alberi 6 km a nord di Recife, è considerata il contraltare artistico e storico della frenetica e trafficata Recife. È abitata infatti da personaggi creativi di ogni genere ed è ricca di gallerie d’arte, laboratori artigianali, musei, splendide chiese di epoca coloniale e musica che riempie le strade. Con le sue stradine strette e tortuose su cui affac­ciano vecchi edifici dai colori sgargianti e le splendide vedute sugli alberi, sui campanili delle chiese e sui tetti di tegole rosse, Olinda rimane una delle città coloniali più squisite e meglio conservate di tutto il Brasile. Il centro storico, con la sua interessante varietà di incantevoli pousadas e il bel panorama di ristoranti e bar, costituisce una base assai più tranquilla rispetto alla più vasta e caotica Recife, che torreggia in lontananza.

Fondata nel 1535, Olinda è stata la prima capitale del Pernambuco. Saccheggiata e data alle fiamme insieme a tutte le sue chiese cat­toliche dagli olandesi di religione calvinista nel 1631, venne successivamente ricostruita, ma finì col perdere la preminenza quando i mercanti di Recife s’imposero sui baroni dello zucchero di Olinda dopo una sangui­nosa faida regionale scoppiata nel XVIII secolo e passata alla storia come Guerra dos Mascates. Anche se molti edifici furono ori­ginariamente costruiti nel XVI secolo, gran parte di ciò che si vede oggi risale al XVIII o XIX secolo. Tutto il suggestivo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1982.

Che cosa vedere

I luoghi interessanti di Olinda sono facilmen­te raggiungibili a piedi e si possono visitare nel corso di una piacevole passeggiata, seb­bene l’irregolarità degli orari di apertura renda impossibile vederli tutti nell’arco di una singola giornata (le chiese sono davvero tante!). Un buon posto da cui iniziare è Praça do Carmo, punto d’arrivo della maggior parte degli autobus. Questa piazza è dominata dalla Igreja NS do Carmo  edificata nel 1580 e restaurata di recente. Da qui si sale verso Alto da Sé (Colle della Cattedrale), dove si può ammirare un magnifico panorama di Olinda e Recife. L’area è disseminata di chio­schi e bancarelle che vendono cibo, bevande e artigianato.

Igreja da Sé

L’imponente Igreja da Sé, costruita originariamente nel 1537, fu data alle fiamme nel 1631 e da allora ricostruita ben quattro volte; i lavori più recenti, eseguiti in stile manierista, hanno avuto luogo dal 1974 al 1984 e hanno cercato di restituirle l’originale aspetto cinquecentesco. Da non perdere la commovente iscrizione in portoghese sul portone in legno a sinistra dell’ingresso.

Convento de São Francisco

Vasto complesso di cui fanno parte la cinquecentesca Igreja NS das Neves e due cappelle di epoca successiva, con ricchi dettagli barocchi e deliziosi azulejos.

Mosteiro de São Bento

Il vastissimo Mosteiro de São Bento, costruito originariamente nel 1582, è degno di nota per le splendide sculture in legno che si possono ammirare nella chiesa, dove la messa della domenica mattina (ore 10) viene celebrata con l’accom­pagnamento di canti gregoriani.

Museu do Mamulengo

Il Museu do Mamulengo ha una straordinaria collezione composta da circa un migliaio di pezzi e dedicata agli spettacoli ambulanti di marionette (chiamati mamulengos), una tradizione popolare tipica del Nordeste.

Museu de Arte Contemporânea

Allestito all’interno di un edificio che nel XVII secolo fu una delle prigioni dell’Inquisizione, il MAC merita una visita tanto per l’interessante esposizione permanente quanto per la ras­segna di mostre temporanee.

Feste ed eventi

A Olinda i festeggiamenti che accompagna­no il Carnaval (www.carnaval.olinda.pe.gov.br) durano ininterrottamente per 11 giorni e si distinguono per il carattere spontaneo, irreverente e coinvolgente, che difficilmente si riscontra nelle manifestazioni carneva­lesche delle grandi città. Una nutrita serie di eventi preliminari ha luogo già a partire dalla domenica precedente il weekend del Carnevale vero e proprio e inizia con la sfilata delle Virgens do Bairro Novo. Questo bloco di oltre 400 ‘vergini’ (uomini vestiti da donne) sfila accompagnato da un pubblico festante di almeno 900.000 spettatori prendendo le mosse da Praça 12 de Março.

Numerosi sono gli eventi organizzati, tra cui balli e raduni di gruppi di musica e danza maracatu e afoxé, ma tutto il resto si improvvisa per le strade. Qui, un’infinità di gruppi di musicisti e danzatori in costumi favolosi sfilano a ogni ora del giorno tra ali di folla esultante, con gli spettatori che spes­so si uniscono alle danze per ballare frevo, samba, maracatu, caboclinho o afoxé. L’eu­foria e il divertimento raggiungono apici di un’intensità che si può comprendere soltanto gettandosi nella mischia. Un altro elemento caratterizzante del Carnevale di Olinda sono i bonecos gigantes, enormi pupazzi di cartape­sta realizzati con le sembianze di personaggi d’importanza storica o culturale. Uno dei momenti culminanti del Carnevale è la sfilata del boneco chiamato Homem da Meia‑Noite (Uomo di Mezzanotte), un pupazzo con tanto di cappello a cilindro che fa la sua comparsa in Largo do Bonsucesso allo scoccare della mezzanotte del sabato.

Pasti

Tra i vicoli in acciottolato della città vecchia sono nascosti diversi ristoranti di buon livello. Un ottimo modo per iniziare la serata è bere una birra o una Caipirinha accompagnate da un appetitoso spuntino a base di tapioca presso uno dei numerosi chioschi di tapioca

Locali e vita notturna

La sera, la zona di Alto da Sé diventa un animato luogo di aggregazione per turisti e gente del posto, che acquistano bevande e spuntini dai vari venditori ambulanti, assistono alle esibizioni di capoeira e si godono il panorama e la brezza. In genere, dal mercoledì al sabato sera e anche la do­menica pomeriggio, in varie parti di Olinda si tengono spettacoli dal vivo di samba, cho­rinho o altre danze tradizionali brasiliane. Il venerdì sera, a partire dalle 21, in giro per la città si possono incontrare musicisti che percorrono un determinato circuito per le vie cittadine accompagnati dai canti improvvisati degli astanti: è una tradizione locale che prende il nome di serenata o seresta.

Shopping

A Olinda troverete una quantità di piccoli negozi e gallerie che vendono oggetti d’arte e artigianato tra cui ceramiche, tessuti e sculture in legno e pietra. Si tratta di luoghi spesso incredibilmente variopinti, dove fer­marsi a curiosare costituisce uno dei nume­rosi piaceri che la visita a questa città saprà regalarvi. Il fulcro dello shopping creativo è Rua do Amparo, che ospita l’abitazione, il laboratorio o lo spazio espositivo di alcuni dei migliori artisti e artigiani.

FORRÓ PER TUTTI

Ovunque, nella regione brasiliana del Nordeste, vi capiterà di udire le melodie del forró, la musica (oltre che danza) popolare che ebbe origine un paio di secoli or sono e che negli anni ’90 ha letteralmente conquistato il cuore di tutti i brasiliani. Il forró, che in origine veniva suonato da gruppi di tre musicisti con una fisarmonica, un triangolo e uno zabumba (un tamburo africano che si tiene in mano), si diffuse come musica da accompagnamento per le danze popolari del Nordeste, con canzoni dai testi semplici che parlavano della dura vita di campagna, di patimenti d’amore e della bellezza della danza. Con il termine forró vengono identificati in realtà stili musicali e balli popolari diversi, tra cui il veloce baião, l’ancora più veloce arrasta‑pé e il più lento xote.

Il forró si balla a coppie, in cui il compito di guidare tocca all’uomo. Nella sua versio­ne più elementare vengono eseguiti due passi a destra e due a sinistra, ma esistono numerose variazioni su questo schema e per trarre il massimo divertimento dalla dan­za potrebbe essere interessante frequentare un paio di lezioni.

La prima icona del forró fu Luiz Gonzaga (1912-89), originario di Exu, una piccola cittadina del Pernambuco. Conosciuto come O Rei do Baião (‘re del baião’), promos­se la diffusione della musica del Pernambuco nel resto del paese, influenzando così alcuni musicisti brasiliani noti in tutto il mondo. Nonostante la notorietà personale di Gonzaga, il forró continuò a essere tenuto in scarsa considerazione dalla classe media di São Paulo, Rio de Janeiro e di altre città del sud, dove era bollato come rozza musica del Nordeste. Più tardi, negli anni ’90, gli interpreti del forró hanno modernizzato il loro sound, aggiungendo chitarre elettriche, tastiere e percussioni. Questa musica, e la danza a essa strettamente legata, sono diventate così un fenomeno di massa nazionale e hanno colmato un vuoto, proponendo una musica allegra che si balla facilmente in coppia. Nel frattempo lo stile d’origine del forró, ovvero quello suonato con fisarmo­nica, triangolo e zabumba, è stato riscoperto e oggi gode di grande popolarità con il nome di forró pé‑de‑serra (forró pedemontano).

Fernando de Noronha

POP. 2630

In Brasile non si dibatte sull’esistenza di una vita dopo la morte, perché il paradiso è già lì, nelle 21 isole che compongono l’ar­cipelago di Fernando de Noronha. Situato nell’Oceano Atlantico a 525 km da Recife e a 350 km da Natal, questo luogo è tanto bello da reggere il paragone con qualsiasi altro Eden tropicale esistente al mondo. Con le sue acque cristalline, la ricca vita marina e gli spettacolari panorami, offre uno spettacolo unico in tutto il Brasile. La Guia Quatro Rodas Praias, considerata la ‘Bibbia delle spiagge’ brasiliana, attribuisce cinque stelle a cinque sole spiagge del paese, e tre di esse si trovano proprio qui. Concedetevi tutto il tempo possibile per visitarla, perché Fernando de Noronha provo­ca dipendenza! È infatti un posto splendido per praticare sport acquatici di qualsiasi genere (immersioni, surf, snorkelling), ma anche attività sulla terraferma (passeggiate a cavallo, escursioni a piedi, visite guidate), tanto che la permanenza media è di quattro o cinque notti. Grazie soprattutto al Parque Nacional Marinho de Fernando de Noronha (www.parnanoronha.com.br) S e ai progetti avviati in questa sede, l’ambiente costiero e marino è tutelato in modo talmente rigoroso che la gente del luogo ha coniato il soprannome di ‘isola del no’: ‘No, questo non si può fare; no, quello nemmeno’.

Il limite di posti in aereo di norma dispo­nibili al giorno per l’accesso all’arcipelago, compreso tra 270 e 400 circa, fa sì che le isole non risultino mai eccessivamente af­follate; quindi si hanno di rado difficoltà a trovare un angolo di sabbia appartato su una spiaggia da sogno, anche in alta stagione. È comunque consigliabile prenotare per tempo sia l’alloggio sia i voli, in particolare per i mesi di dicembre, gennaio, febbraio, luglio e agosto. La settimana precedente e successiva al Capodanno può registrare il tutto esaurito già con sei mesi d’anticipo.

I posti in paradiso non sono a buon mer­cato: a causa degli elevati costi di trasporto delle merci sulle isole, i prezzi possono raggiungere livelli quasi surreali e le camere costano circa il doppio rispetto alle strutture sulla terraferma. Ma Fernando de Noronha vale senz’altro la spesa.

La più grande tra le isole dell’arcipelago, nonché l’unica abitata, è Ilha de Fernando de Noronha, lunga 10 km. La popolazione è concentrata nel villaggio di Vila dos Re­médios e negli insediamenti confinanti di Vila do Trinta, Floresta Velha e Floresta Nova, sviluppatisi in modo piuttosto disor­dinato. Un’unica strada asfaltata, la BR-363, corre per 7 km dal porto, presso l’estremità nord-orientale dell’isola, e attraversa la parte abitata fino a raggiungere l’aeroporto e, più avanti, la località di Baía do Sueste, sulla costa meridionale. Strade secondarie non asfaltate conducono a diverse altre spiagge. Lo spettacolare cono del vulcano estinto Morro do Pico costituisce il punto più alto dell’intero arcipelago: svetta a 323 m sul livello del mare e a più di 4300 m sopra il fondo oceanico. Se vi chiedete se sia possibile scalarlo, la risposta, ovviamente, è no.

La stagione delle piogge va da febbraio a giugno e in qualsiasi periodo dell’anno le isole sono battute da brezze fresche e leggere. Il fuso orario in questa zona è un’ora avanti rispetto a Brasília.

Storia

Nel 1504 il re del Portogallo Dom Manoel assegnò queste isole a Fernão de Loronha, un aristocratico suo conterraneo che tuttavia non ci mise mai piede e se ne dimenticò. L’arcipelago venne occupato a varie riprese da inglesi, francesi (due volte) e olandesi (due volte) prima che i portoghesi ne ri­prendessero definitivamente possesso nel 1737, costruendovi 10 forti per difenderlo. Da allora, le isole di Fernando de Noronha sono state utilizzate come colonia penale, base militare (durante la seconda guerra mondiale vi erano di stanza truppe statuni­tensi) e base missilistica; soltanto da qualche anno a questa parte sono diventate una meta turistica. La disputa tra imprenditori edili e ambientalisti sul futuro del luogo si risolse nel 1988, quando il 75% dell’arcipelago, tra cui buona parte dell’isola principale e le acque circostanti, venne dichiarato parco nazionale marino. Nel 2002 l’arcipelago è stato inserito dall’UNESCO tra i siti Patri­monio dell’Umanità.

Che cosa vedere

Il Centro de Visitantes a Vila do Bol­dró, comprende un piccolo museo della tartaruga all’aperto, con mostre dedicate alle tartarughe di mare curate dall’organiz­zazione no profit Projeto Tamar (www.tamar.org.br); sono presenti anche uno sportello informativo dell’organizzazione e un negozio.

Forte dos Remédios

Il Forte dos Remédios, che senza dubbio è la meglio conservata tra le fortezze portoghesi dell’arcipelago, vale davvero una visita, se non altro per i favolosi panorami che si possono ammirare dalla cima della collina.

Spiagge

Sono 16 o 17 le spiagge dell’arcipelago di Fer­nando de Noronha (a seconda della persona a cui lo si chiede) e sono tutte immacolate, perfette per essere immortalate e quasi de­serte. Spiagge a ‘cinque stelle’ come Baía do Sancho, Praia do Leão e Baía dos Porcos sembrano quasi finte tanto sono belle, ma la concorrenza è feroce (a Praia dos Porcos si può arrivare a piedi soltanto dalla vicina Praia da Cacimba do Padre e quando non c’è l’alta marea). Le distese di sabbia affacciate sul Mar de Dentro (Mare Interno) lungo il lato nord-occidentale dell’isola, vale a dire Cachorro (a Vila dos Remédios), Conceição, Boldró, Americano, Quixaba e Cacimba do Padre, offrono anche buone condizioni per il surf.

L’accesso alle spiagge che fanno parte del parco nazionale è vietato dalle 18.30 alle 8. Sul lato opposto dell’isola, Praia do Atalaia, le cui piscine di marea, poco profonde, sono ideali per lo snorkelling, può essere visitata esclusivamente nel corso di un’escursione guidata. Baía dos Golfinhos è rigorosamente vie­tata a bagnanti e imbarcazioni.

Pernottamento

A Fernando de Noronha ci sono all’incirca 150 pousadas, alcune molto spartane altre di gran lusso. Quasi tutte si trovano nella zona di Vila do Remédios, Vila do Trinta e Floresta Velha e soltanto alcune hanno la vista mare. La prenotazione anticipata è sempre fortemente consigliata, ma diventa essenziale per le pousadas più esclusive (ce ne sono una decina, con prezzi a partire da R$500), fatta eccezione forse per i mesi di maggio e giugno. Alcune strutture richiedono il pagamento anticipato dell’intera somma dovuta con carta di credito, oltre a una copia del passaporto (scannerizzata o fotografata), e quasi tutte offrono i trasferimenti per e dall’aeroporto compresi nel prezzo. L’alta stagione va da giugno a febbraio.

JACUMÃ E DINTORNI

La belle spiagge e i piccoli villaggi che si susseguono in ordine sparso lungo la strada che da Jacumã porta a Tambaba, a sud di João Pessoa, costituiscono una meta rilas­sante ed economica dove fare tappa se si è in viaggio per/da Recife, o da visitare con un’escursione in giornata da João Pessoa.

A Jacumã, il più grande di questi villaggi, oltre ai bar dove ogni sera viene suonato il forró troverete un sottile tratto di spiaggia lungo 3 km, con caratteristiche strisce di sabbia colorata, piscine naturali e scogliere dalle sfumature rosa; in zona ci sono altre spiagge, ma non altrettanto suggestive. Lunga appena 500 m e separata da Praia de Ja­cumã da un piccolo promontorio ricoperto di arbusti, Praia de Carapibus è delimitata da basse scogliere e ha diverse piscine naturali; alla sua estremità si fonde con la più ampia Praia da Tabatinga, un tratto di sabbia che disegna una curva lunga quasi 2 km. La spiaggia più bella è Praia dos Coqueirinhos, situata al di là del promontorio che de­limita l’estremità sud di Praia Tabatinga e caratterizzata da una selva di palme da cocco, alte scogliere dalle sfumature rossastre, sorgenti d’acqua dolce e una decina di barracas (bancarelle gastronomiche); durante il weekend può essere affollata all’inverosimile. Praia de Tambaba, 4 km più a sud, è famosa per essere l’unica spiaggia naturista della regione. Gli uomini possono accedere alla zona per nudisti soltanto insieme al proprio compagno o con una donna. La parte riservata ai bagnanti che preferiscono indossare il costume è altrettanto bella, con un’ampia distesa di arenaria pietrificata che segue la costa e forma piscine di marea naturali. Tutti gli anni ad agosto a Tambaba si svolge una manifestazione unica nel suo genere, chiamata Open de Surf Naturista (Festival del surf per nudisti).

Quando la marea non è molto alta, questo tratto costiero si può percorrere intera­mente a piedi camminando lungo la spiaggia.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here
This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.