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Incominciamo con la pubblicità

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Dopo 10 mesi trascorsi in Italia ed a due dal rientro in Brasile , faccio qualche considerazione . La prima riguarda la pubblicità che ci bombarda  quotidianamente e che evidenzia la differenza dei bisogni veri o indotti dei consumatori italiani rispetto a quelli brasiliani .

Oggi mi dedicherò al fiorente e crescente mercato degli anziani : in TV  impazzano  le vasche da bagno ad apertura laterale grazie alle quali non sono necessarie pericolose ” acrobazie ” per entrare nella vasca  , le poltrone che si distendono e si alzano da sole con il telecomando  , letti completamente motorizzati per anziani inabili , macchine per il massaggio ad ultrasuoni dei piedi stanchi , montascale per salire le scale stando comodamente seduti , carrozzelle motorizzate per andare il giro e non stancarsi , protesi uditive sempre più piccole  e dulcis in fundo pannoloni per adulti sottili ed … assorbiodori .  Alla prossima !

[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=UktNbPcprPE[/embedyt]

90 Commenti

  1. prossimamente anche in brasile!
    anche in brasile il tasso di procreazione è ormai sceso al di sotto del limite di stabilità, è a 1.8, quindi si avvia a essere un paese “anziano”.
    e infatti io che sono furbo ho indirizzato i miei figli verso il settore medico, eheheh!

  2. Quindi dopo 10 mesi in Italia ( perdonami in quale zona dell Italia?) ritieni che in Brasile tu stia meglio? Più sicuro e tranquillo in generale per te …tua moglie..i tuoi figli?

    • michele,
      io credo che, sia per l’italia che per il brasile, i giudizi cambino a seconda delle situazioni personali, economiche e non.
      poi c’è un meccanismo inconscio che ci fa focalizzare di più, del posto in cui stiamo, i tratti negativi. io sto in brasile (e non ho intenzione di tornare a vivere in italia) ma dopo 10 mesi mi scoccio e voglio fare una capatina in italia, poi in italia dopo un mese mi scoccio e voglio tornare in brasile, ahah!
      secondo me 2 cose sono sicure:
      – il brasile è più violento e insicuro
      – l’italia è più cara
      poi se uno ha figli dovrebbe ragionare in prospettiva da qui a 20 anni e da questo punto di vista a mio avviso il brasile può solo migliorare e l’italia peggiorare.
      tra l’altro in italia è in atto una sostituzione etnica e non so come andrà a finire. secondo me tra 20 anni ci saranno le favelas e partiti islamici.

      • per fortuna qualcun altro si è reso conto della sostituzione etnica in atto in Italia. peccato Lucio, che a parlar tanto ci danno dei razzisti. ovviamente la colpa non è dei migranti onesti (ne ho conosciuti) che forse purtroppo sono la minoranza (e saranno i primi a pagare lo scotto quando gli italiani avranno l’obbligo di corano e burka), ma di chi ha la convenienza o aspira al cambiamento culturale

        • guarda, io politicamente (in teoria, perchè poi non voto) mi definisco “socialdemocratico-politicamente-scorretto”.
          poi ovviamente gli altri mi giudicano diversamente a seconda della loro prospettiva (un liberale-di-destra magari mi appioppa “comunista”, un comunista mi appioppa “liberista”, ecc.).
          sono lontano anni luce dal razzismo: mi hanno sempre interessato le culture altre, le madri dei miei figli non sono bianche e ho scelto di vivere in una favela di salvador (e ci vivo benissimo) invece che in un quartiere figo di curitiba.
          ma sono politicamente scorretto perchè non accetto le falsità e le tendenze dispotiche di sistema su certi temi (femminismo, gender, immigrazione, ecc.).

          recentemente mi bannarono su un sito italiano (butac), che ufficialmente si erge a sito obiettivo di sbugiardamento delle bufale, mentre in realtà è un sito di propaganda piddina, perchè ho scritto una verità: in italia gli stranieri stuprano a un TASSO 6.5 volte maggiore degli italiani. apriti cielo! mi hanno preso a parolacce, accusato di razzismo, fascismo e infine mi hanno bannato.
          io credo che far entrare a milioni immigrati in un paese come l’italia, già densamente popolato e in perenne crisi economica da 10 anni, non sia una buona idea. se non per chi vuole creare un esercito di morti di fame che faranno abbassare i salari a livello di terzo mondo.
          e la pensa come me anche molta gente genuinamente di sinistra, insomma basta avere un minimo di realismo per capirlo.

          • Lucio, quando non c’era l’immigrazione a tappeto non c’era neanche il crimine alle stelle. la risposta che a suo tempo avevo ricevuto:- ma c’era meno popolazione e le notizie non erano divulgate!-
            sarà, ma questo non significa che si debba far entrare indiscriminatamente senza nemmeno guardare la fedina penale degli aspiranti residenti. neppure che se hai il frigo quasi vuoto invece di dar da mangiare ai tuoi figli dai da mangiare ai figli del tuo vicino. questi ultimi ti saranno eternamente grati, ma i tuoi figli ti ricorderanno come un padre menefreghista e forse insensato.
            non immaginavo che ci fosse gente di sinistra a pensarla così, ma è una buona notizia sapere che non tutti indistintamente seguono la nuova ideologia (comunista?) secondo la quale l’alterità è e sarà sempre meglio del nostrano

          • questo non è comunismo nè socialismo, è cretinismo e autorazzismo.
            oppure liberismo, nel senso che la grande impresa vuole la libera circolazione dei lavoratori per avere bassi salari in patria senza delocalizzare.
            pd, vendola ecc. non sono sinistra.
            uno è ciò che FA non ciò che dice di essere.

          • ah, non sapevo, visto che pd e italia dei valori si sono sempre qualificati partiti di sinistra e i discorsi cretinisti li ascoltavo pressochè da quelle parti lì (mai da un leghista o fli) -tipo qualche collega in pubblica amministrazione con iscrizione al partito-.
            ma le imprese come fanno a sottopagare gli extracomunitari? ci sono i minimi sindacali e se sul conto corrente del lavoratore, italiano o straniero che sia, non casca l’importo giusto, il sindacato di turno si rivela subito pronto a fare il sedere a capanna all’imprenditore…vedasi multe verbali compagnia bella. come fanno a evitarlo?

          • si, infatti, ma solo perchè hanno genitori giovani e magari anche in buona salute. non nego che altri miei amici e conoscenti sono messi così. chi è orfano di entrambi come me e pure figlio unico purtroppo non può permettersi di dormire sugli allori e ai primi segnali di fumo deve sempre avere il piano B e anche il Cc e il D.
            se ho pensato che foste tutti pensionati è dovuto allo spirito del portale, nato per aiutare i pensionati italiani che si vogliono trasferire in Brasile approfittando del cambio favorevole euro/real

          • ops, Lucio, la mia risposta è dovuta al mio post al fondo, ma forse per lavoratori in nero e mantenuti intendevi gli immigrati extracomunitari, non la situazione degli italiani, che quindi per questo gli imprenditori evitano le rogne sindacali? epperò se il lavoratore fa una vertenza non vorrei per nulla essere al posto del datore di lavoro…

  3. Ciao Michele

    Ho vissuto i miei primi 50 anni in Italia e sono poi passato in Brasile dove ho trascorso quasi 11 anni . E’ normale che sia quando ero in Italia che quando ero in Brasile ho viaggiato in altre parti del mondo vuoi per lavoro ( sono ingegnere specializzato in automazione industriale e telecomunicazioni ) che per turismo .
    Oggi sono in pensione ed ho deciso di trascorrere un periodo prolungato ( un anno ) in Italia per questioni familiari e ne ho approfittato per verificare quello che molti lettori del blog mi avevano segnalato sui vantaggi di vivere nel Bel Paese ( Sicurezza , assistenza sanitaria di livello elevato e gratuita , costo della vita moderato e servizi di buon livello , ecc ). Naturalmente mi avevano segnalato anche alcuni svantaggi ( Tassazione alle stelle , assenza di lavoro , burocrazia , corruzione , ecc ).

    Ho pensato che dopo 10 anni le cose dovessero essere necessariamente migliorate , almeno in certi settori . Anche se fanalino di coda dell’Europa siamo pur sempre in Europa !
    Al momento di rientrare ho preso in esame diverse ” location ” : dall’estremo nord all’estremo sud della penisola . Tuttavia avevo un budget di spesa e delle condizioni minime di livello di vita da garantire . Appartamento di 110 mq con garage , clima non inclemente ,vicinanza a centri commerciali , ospedali ed in generale ad un capoluogo di regione , vicinanza alla mia famiglia di origine e non ultima la vicinanza al mare . Sono stato a lungo in dubbio tra Abruzzo e Campania , alla fine ho optato per quest’ultima .

    Tra due mesi completerò la mia permanenza e potrò tirare delle conclusioni . Come mia abitudine ho registrato accuratamente tutte le spese sostenute durante l’anno e potrò confrontarle dopo averle depurate dai costi una tantuma ( Acquisto auto , cauzione per affitto appartamento , arredamento della casa ) con quelle che sostengo in Brasile allo stesso livello di vita . Naturalmente questo è solo un parametro . Gli altri sono il clima sia atmosferico che umano , la sicurezza , l’assistenza sanitaria , ecc .

    Comunque posso già anticipare che sull’argomento assistenza sanitaria , per quella che è stata la mia esperienza personale che ti garantisco è stata ” pesante ” , non cambierei il Brasile con L’Italia . Qui , nel Bel Paese , puoi avere anche uno stipendio di 5000 euro al mese , se vai in ospedale non ti servono a nulla . Per fare la differenza devi guadagnare tanto di più per da permetterti una assistenza privata a tutti i livelli . In Brasile , al contrario , con 1600 R$ al mese ( 400 euro /mese ) garantisco a me ed alla mia famiglia una assistenza di prim’ordine .

    La sicurezza è un altro punto su cui posso anticipare che senza alcun dubbio in Italia siamo molto più sicuri anche se il problema non è l’essere umano ma le condizioni di vita e culturali che in Italia sono mediamente migliori che in Brasile . In Brasile la droga è diventato un fenomeno endemico che è alla base della microcriminalità diffusa e che può essere combattuto solo con politiche sociali che garantiscano educazione e lavoro per la maggioranza della popolazione . Attualmente il Brasile è lontano decenni da questo obiettivo .

    • Antonio,

      dover spendere 1.600 R$ al mese per un Plano de Saude (oltre a quello che già si paga in tasse per la sanità pubblica) sono un assurdo non un punto a favore.

      • Ciao Francesco

        non capisco dove sia l’assurdo , io pagherei volentieri 400 euro al mese per tutta la famiglia se potessi disporre della assistenza sanitaria di cui ho goduto quando ero in Brasile . Posso garantirti che non c’è bene più prezioso della salute soprattutto alla nostra età . Te lo dico dopo essere stato salvato in Brasile da un grave problema cardiaco congenito il Settembre 2014 grazie ai medici e soprattutto alla disponibilità del mio plano de saude che mi consentito di NON spendere almeno 500 000 reais tra operazioni chirurgiche , degenza , unità di terapia intensiva , implantazione di pacemaker e defibrillatore , ablazione ventricolare , ecc. ecc .
        Pensa che il solo pacemaker+defibrillatore è costato all’AMIL oltre 100 000 reais senza considerare i costi ospedalieri e della chirurgia .
        Il mese precedente era nato il mio quarto figlio prematuro ed era appena tornato a casa dopo un mese di incubatrice a 2000 reais/giorno , anche questi pagati dal Plano .

        E se tutto ciò fosse capitato in Italia … preferisco non pensarci . Anche fossi riuscito a ricoverarmi a tempo , cosa di cui dubito non avendo santi in paradiso ( L’ultima volta che ho tentato di ricoverarmi al reparto cardiologia del Monaldi di Napoli ho atteso 15 gg ricoverato al reparto infettivi per mancanza di posti e dopo ho desistito ed ho firmato per ritornare a casa ) poteva capitarmi quello che è capitato alla madre di uno degli uomini più ricchi di Caserta due settimane fa :https://www.casertace.net/2100-caserta-e-morta-la-madre-di-antonio-luserta-dubbi-su-come-sia-stata-assistita-nella-notte-di-natale-all-interno-del-pronto-soccorso-d.html .

          • Non sarei nemmeno arrivato in ospedale infatti ! Penso che manchi dall’Italia da tempo . Qui si paga tutto attraverso il sistema del ticket che in pratica è più elevato del costo della stessa visita privata in Brasile .
            Se vuoi ti mando le ricevute di quello che ho pagato . Inoltre la visita la devi prenotare ed attendere almeno due mesi per essere ricevuto . Questo anno in Italia mi ha fatto capire che molti italiani in Brasile parlano per sentito dire e non per esperienza PERSONALE . Hai letto il link che ho postato ?

          • Per esperienza mia personale (che è relativa e non è la verità assoluta) a seguito di un incidente.

            In Lombardia ed in generale nel Nord Italia la sanità pubblica è ottima; si paga il ticket di alcuni € a fronte di un servizio eccellente e ci sono esenzioni per chi ha redditi minori ed altri casi dei quali non ricordo in particolare.

            Comunque sia anche in Campania esistono le cliniche private, visto che sei disposto a pagare potresti rivolgerti a quelle qualora ne avessi bisogno.

            In Brasile chi non ha possibilità economiche nel tuo caso sarebbe morto da tempo.

            Il livello dei servizi non si misurano da quello del settore privato (chi ha i soldi vive bene ovunque, in Brasile un pò meno) ma da quelli pubblici.

            Se posso farti una domanda…se non c’è nulla di più prezioso della salute perché trasferirsi in Campania dove appunto la sanità non eccelle ??

            P:S: manco dall’Italia da circa 3 anni e non apro i link.

            Grazie. Ciao

  4. Il Brasile è un disastro in tutto, al limite dell’ invivibile, non c’è nemmeno paragone e non c’è mai stato sul tenore di vita tra Italia e Brasile, ma questo già si sapeva.

    L’Italia si è involuta su se stessa ed è ormai un Paese asettico.

    • Bisogna anche dire che il Brasile è tra i Paesi che pagano gli interessi reali tra i piu’ alti al mondo, il fatto è che il 95% della popolazione residente , non ne sa approfittare!!!
      Per il resto posso anche concordare!!

      Carmine.

  5. Certo, tra i tanti problemi influisce notevolmente l’assenza di un minimo di educazione finanziaria e
    di questo ne godono banche e finanziarie!!
    E pensare che spendono tanti soldi di internet per postare sciocchezze sulle reti sociali, quando c’è materiale gratuito su educazione finanziaria!!
    Ognuno di noi contribuisce al proprio futuro !!

    Carmine.

  6. Sono iscritto AIRE da circa 10 anni e, quindi, sono stato cancellato dalla lista della Sanità Pubblica Italiana. Lo sapevo, nessun fastidio. Però durante i miei frequenti viaggi in Italia ho avuto a che fare con piccoli interventi chirurgici. 2 da day Hospital 1 con ricovero di 3 giorni. I 3 interventi sono avvenuti: 1° Nuovo Ospedale di Vimercate (Monza Brianza), 2° Ospedale di Mirani (Ve), 3° Ospedale di Udine. Tutti Ospedali pubblici. Mi sono presentato al Pronto Soccorso con CF alla mano e Documento alla Mano. Mi hanno visitato. Mi hanno rilasciato fogli amministrativi con valore Ticket da pagare in tempo reale. Mi hanno fatto i 3 interventi tra i quali 1 ricovero di 3 giorni. Sono tornato dopo 1 settimana per un controllo, mi hanno “liberato” ho ringraziato e salutato. Quindi, AIRE o non AIRE il servizio mi è stato erogato in tempo reale. Probabilmente avessi cercato il “medico di famiglia” per ricettarmi una visita specialistica e poi ricovero per intervento sarebbero trascorse settimane se non mesi. PS: il ticket è stato di 45,00 Euro per l’intervento day hospital + 30 Euro per analisi laboratorio mentre per il 3 giorni è stato sempre lo stesso con l’aggiunta di 12 Euro giorno per la refezione. Devo dire che me ne sono andato sorpreso ed ancora oggi sono stupefatto.

    • Brasile , Natal , Ospedale Promater , Plano Amil da 1300 R$ /mese per me , mia moglie e mio figlio . Nei due mesi precedenti il mio rientro in Italia , allo scopo di evitare le lungaggini della Sanità pubblica italiana ( del Sud ?) ho fatto ben quattro interventi . Due di cararatta ad entrambi gli occhi con implatazione di lente multifocale , una ernia ombelicale ed una colecistectomia . Stanza singola con frigobar , TV 32″ schermo piatto , letto per accompagnante . Ho approfittato della degenza per apprendere un nuovo linguaggio di programmazione ( Processing) . Mi sono fatto portare il Pc ed una breadboard con un circuito per simulare le interfacce con Processing . Colazione alle 8 , snack alle 10 , pranzo alle 12 , snack alle 16 , cena alle 18 , snack alle 21 . Infermiere carine e disponibili .
      Forse adesso sono stato più chiaro con quello che intendo come sanità privata in Brasile . E scusate se 1300 R$ sono troppi !!

      • Forse si sta´paragonando una eccellenza Brasiliana con la peggior sanita´italiana, personalmente ho visto i miei parenti, consorte compresa, avere sempre problemi con i vari planos, fai un intervento e ti devi pagare l anestesista (!!), fai il prechirurgico con un anestesista e poi ne viene unáltro, devi ricorrere alla “justiça“ per aver coperto un trattamento, il cugino di mia moglie dopo una caduta in moto da marzo scorso ancora non riesce a sapere cosa deve fare alla schiena..badate bene parlo di Recife considerato polo da saude nel NE e di planos come il bradesco !
        Il problema e´la cialtronaggine che impesta tutti i settori, che sicuro esiste pure in Italia, ma qui e´dominante! 4800 euro/anno io e i miei genitori 80enni (che poveretti sono sempre dal dottore) non li abbiamo mai spesi
        Questa e´la mia impressione personale avuta con i miei familiari qui, e che sono medico dentista fono….
        Poi quando ho avuto il dengue sono stato trattato benissimo all´HDT pubblico

      • In Itália non avresti avuto bisogno di nessun “Piano di Salute” per avere lo stesso trattamento.

        Purtroppo é uma vergogna dover pagare 1.300 R$ al mese per non morire in um “ospedale” pubblico, cosa da terzo mondo senza se e senza ma.

    • Per un servizio di questo livello pago il ticket più che volentieri.

      Il medico di famiglia serve per non fare file interminabili nel Pronto Soccorso quando si ha l’influenza o poco più; sarebbe molto utile in Brasile.

      • erano tutti dei Pronto Soccorso di Ospedali pubblici abbastanza grandi ed il personale amministrativo e operativo erano consapevoli di quello che dovevano fare per aiutare un cittadino Italiano. importante è stato avere con me il Codice fiscale Italiano ed un documento di identità Italiano in corso di validità.

          • guardate, se siete giovani e disoccupati (qui se ho capito bene siete tutti quanti pensionati, giusto?) credetemi, lo dico tristemente, piuttosto che patire la fame in Italia vivendo per strada, rischiereste pure in Uganda, se sapete che là troverete lavoro e bene o male avrete uno stipendio che ogni mese vi casca sul conto corrente. chiudendo anche uno e l’altro occhio sulla pessima sanità, tanto saprete che quantomeno avreste pane sulla tavola. perchè in Italia senza uno stipendio che ogni mese cade sul conto non vivete, ve lo garantisco. a un mio conoscente era capitata proprio la sfortuna di essere licenziato a 40 anni. non ricordo se l’impresa fosse fallita, diminuzione di richieste o simili o altro. fatto sta che 40 anni in Italia è un’età pessima per trovare un altro lavoro perfino per un uomo (se poi è donna non ne parliamo, allo stato degli atti se a 30 anni non ha un lavoro fa prima a interrarsi viva, a meno che non sia un’insegnante o abbia studiato medicina) e lui a distanza di anni, anni! nemmeno uno straccio di impiego. ovviamente aveva finito per non poter più pagare l’affitto dell’appartamento in cui viveva e ricevette lo sfratto. da allora, senza stipendio e senza casa, aveva iniziato a dormire nei dormitori pubblici. superaffollati e a quanto pare con la presenza di persone problematiche che non lo lasciavano mai avvicinarsi alle docce. morale della favola: mesi senza potersi fare una doccia e alla fine dovette andarsene (forse a causa di altri senzatetto prepotenti, ma non ne sono sicura) e si ridusse a dormire sui treni abbandonati di una stazione. e come lui parecchi altri. queste persone garantisco che preferirebbero vivere come i brasiliani poveri che hanno salàrio mìnimo e cesta bàsica. che vivono alla meglio in case non rifinite fatte appena in mattoni e calcestruzzo, ma non pagano utenze. che bene o male possono accedere all’istruzione gratuita, per quanto carente (ma non è detto che lo sia sempre, le scuole del mio estàgio em letras per quanto estaduais si sbattono a più non posso, sono proprio gli alunni, la maggior parte, a essere svogliati seriali). dove ottengono anche i pasti gratis. in Italia i miei amici stanno tribolando. una di loro quasi non ce l’ha fatta a comprare i libri scolastici per i figli. 300 euro solo per un anno di scuole medie mentre nelle scuole estaduais e municipais i ragazzini ricevono tutti i libri gratis. e non sempre li valorizzano. per non parlare dello sbaglio che la scuola italiana aveva fatto sul costo della mensa scolastica. debiti su debiti. i ragazzini brasiliani guardano all’Europa come chic, ma non si rendono conto che se ci vivessero dovrebbero pagare anche l’aria che respirano. ora, purtroppo quello della sanità è un punto dolente (ma varia da stato a stato). chi vive a Santa Catarina non ha bisogno del plano de saùde perchè là il sus funziona meglio che in Italia. a Rio de Janeiro già zoppica. in alcune zone funziona benone e in altre è un vero schifo. e il grosso problema è che non si trova un neurochirurgo neanche a pagarlo a oro (la mia supervisora di estàgio ne ha parecchio bisogno, ma nella baixada fluminense non c’è e anche a Rio è precario).
            ora, certo che chi si vuole spostare per evitare di andare a vivere letteralmente in mezzo alla strada come il mio conoscente, magari è vero che sia più consigliabile “fuggire” in un altro paese dell’UE anzichè in Brasile, ma neanche gli si può dire di rimanere in Italia aspettando il peggio. un altro mio amico è andato in Belgio dopo essere finito senzatetto anche lui (e ancora più vecchio). e lì ha trovato lavoro. pure il mio vicino di casa di allora, dopo essere rimasto 10 anni disoccupato (riusciva a trovare di quando in quando in nero) ha rischiato che gli mettessero l’appartamento all’asta perchè per 3 anni non era riuscito a pagare il condominio…tutti questi qui, nonostante l’assistenza sanitaria di prim’ordine, non possono andare a vivere negli ospedali italiani. vero è che senza agganci in Brasile il lavoro subordinato è troppo difficile, ho letto che è un paese protezionista. ma ad es. già in Olanda un’altra conoscente, pur essendo donna e non più giovane ha trovato lavoro in poco tempo. mi spiace per questo post ricolmo di tristezza, ma purtroppo a quelli della mia generazione è toccato di vedere un’epoca che per certi versi è peggio del crollo del 29

  7. Nina, sono pensionato Inps. Ho il 25% di un’acquacoltura marina con annesso ristorante fluttuante e di quando in quando, se mi riesce, acquisto e rivendo o affitto terreni agricoli o per orto se piccoli.

    • ecco, appunto, supponevo che più o meno tutti foste messi così, dato lo spirito del portale, ma comunque c’è Lucio che anche lui come me non è pensionato

      • Nina vedi che c’è gente che ha 30 anni ed è ferma/scoppiata peggio dei pensionati……e ci sono dei pensionati di 65-70 anni che sono attivi e produttivi nonchè lucidi. Ma questo di sicuro già lo sai di tuo.

        • Undo, è che qui c’è stata una sorta di corsa ai cavalli del tenore “il cavallo di qua corre meglio di quello di là” e leggendo delle “meraviglie” della sanità del nord Italia devo raccontare le belle esperienze di un caro amico che in Piemonte lo stavano lasciando morire perchè non era abbastanza VIP da ottenere un posto in ospedale. era zeppo di calcoli renali e da 4 anni aspettava un posto letto. nel suo caso non ci sarebbe stata differenza alcuna con il SUS del Brasile (anzi, a Santa Catarina l’avrebbero operato subito).
          in Piemonte si vocifera (ma non posso affermare la certezza) che ci si sbriga a seconda delle raccomandazioni di politici e compagnia.
          vogliamo poi mettere quando i dottori volevano curare la mia allergia al lattosio con la psicoterapia? questa dovrebbe essere da oscar.
          quanto a mia madre poi, quando ero piccola avevano scambiato il suo cancro alla spina dorsale per un dramma psicologico. questo perchè si rifiutavano di farle una risonanza magnetica. quando se ne sono accorti aveva un’ora di vita. e le hanno fatto gli esami giusti solo perchè mio padre, rendendosi conto che non la trattavano a dovere perchè non bene imparentata e volevano dimetterla per l’ennesima volta senza farle la risonanza, aveva piantato un casino della malora sbattendo in faccia a medici e primari la patente verità.
          non nego la triste verità in Brasile, dove il guaio è che bisogna pagare per avere un’assistenza di prim’ordine, dove il SUS non funziona. dove sono io i punti dolenti sono la mancanza di alcune specialità e il punto emergenza approssimativo. nel senso che se serve un trasporto urgente è meglio affidarsi all’auto di un parente, perchè qui ci sono solo 3 ambulanze per 300.000 e fischia abitanti. considerata anche la sovrappopolazione, visto che tra gli strati sociali più bassi (bassi senza offesa) si moltiplicano alla velocità del suono, a dispetto che dalla mia città hanno rimosso la maternità da anni (ma la stanno ricostruendo) e sento di svariate gravidanze finite con parto in macchina.
          purtroppo “il mio cavallo corre più del tuo” è un discorso troppo relativo. infatti il mio conoscente e l’amico che sono finiti senzatetto avrebbero preferito una vita da brasiliani poveri, mentre è ovvio che chi in Italia ha perfino un misero contratto a termine part-time, comunque rinnovabile, non farebbe mai cambio

  8. La mia personale opinione è che in Italia è migliore : SANITÁ ; SICUREZZA nei luoghi pubblici ed in generale; ALIMENTAZIONE; ISTRUZIONE PUBBLICA ecc ecc
    Ma manca una cosa fondamentale…. e cioè la possibilità di lavorare e guadagnare uno stipendio sufficiente per vivere una vita dignitosa.
    Quindi in Brasile, con tutti i problemi che ha questo paese, io riesco a lavorare e vivere in modo dignitoso, cosa che non riuscivo a fare in Italia !!
    Vivo a Manaus da 3 anni e sono contento della scelta fatta !!
    Abraço
    Andrea

    • concordo… anche se l’alimentazione è un fatto troppo soggettivo. gli altri sono oggettivi e anche un brasiliano concorderebbe.

    • Lucio, hanno ragione Andrea e Undo, anzi ragionissima. infatti peccato che il mio conoscente ridotto a dormire sui treni abbandonati della stazione di un capoluogo di regione non possa dire altrettanto. ma secondo voi questo qui che non trova lavoro da 4/5 anni, mettiamo che finisce in ospedale, una volta che esce cosa mangia? in Italia ho visto persone coi miei occhi e letteralmente ravanare nei cestini pubblici dell’immindizia in cerca di cibo, cosa che in Brasile non mi è finora capitato di vedere pur vivendo in una zona abitata da poveri. ditelo a lui come starebbe meglio. il mio amico è “fuggito ” in Belgio dove bene o male un lavoro l’ha trovato alla bella età di 56 (all’incirca) anni. in Italia non se lo sarebbero pigliato neanche morti o ubriachi un ultracinquantenne. il mio vicino se a quest’ora lo avessero pignorato starebbe a far compagnia all’altro sui treni abbandonati e rovistando cestini dell’immondizia per mangiare. una cosa simile è capitata a un amico brasiliano di mio marito: aveva lasciato in Brasile un impiego da salàrio mìnimo però fisso al mese per andare in Italia, dove è andato a riempire le fila dei senzatetto e si è buscato una polmonite (per la quale forse ha rischiato di morire) perchè dormire per strada in inverno in Italia non è lo stesso che in Brasile (dove a Rio solo i viziati in crack ho visto fare quella fine pietosa). ora dico: cos’era meglio, il salàrio mìnimo, un tetto sulla testa e la cesta bàsica in Brasile o la strada e i cestini dell’immondizia in Italia? pur con il cattivo paragone (non dico di no) tra il SUS e la ASL. qua anche a me il lavoro ringraziando il Signore mi sta letteralmente correndo dappresso (vero è che c’è il protezionismo e in tutta franchezza direi che uno straniero è difficile possa essere assunto in una impresa brasiliana , ma qua faccio l’insegnante di lingue straniere per cui c’è carenza) , per cui dovrò diminuire o sospendere temporaneamente le mie attività sui blog. ora me ne vo che ho 3 alunni che mi arrivano tra poco , scusate ho scritto parecchio di corsa!

  9. Una domanda mi sorge spontanea : ma di tutti gli italiani che parlano di sanità in Brasile , chi ha sottoscritto un Plano de Saude degno di questo nome ? A questi mi rivolgo per avere un loro parere . Il discorso della sanità pubblica brasiliana in confronto alla sanità pubblica italiana io non lo prendo proprio in considerazione .Nessuno di noi ” emigrati ” è venut in Brasile per stare peggio . Del resto se fossimo ” emigrati ” negli Stati Uniti non avremmo dovuto ricorrere ad un Plano de Saude ?

    • scusa antonio ma non concordo. le comparazioni si fanno fra cose oggettivamente della stessa specie, senza influenze soggettive. non mi puoi comparare un prodotto popolare (salute pubblica – italiana) con un prodotto di lusso (salute privata – brasiliana).
      alla realtà OGGETTIVA non interessa che tu non vai in brasile per stare peggio.
      ragionando come fai tu compari la vita “da operaio” in italia con la vita “da aristocratico” in brasile.

      • Premesso che tutte le numerose e frequenti vaccinazioni per il mio bambino le ho fatte tranquillamente al SUS , contesto la tua affermazione che la salute pubblica privata sia un ” prodotto di lusso ” .
        La maggioranza dei brasiliani che conosco e frequento hanno un Plano de Saude e non sono ricchi . Questo che tu definisci ” prodotto di lusso ” è un benefit che molte imprese forniscono ai loro dipendenti così come accade negli USA . Addirittura il mio amico pizzaiolo italiano Ivano ha inserito questo benefit nel pacchetto salariale dei suoi dipendenti . La differenza di costo tra i Plani di Saude dipende molto spesso dalla cosiddetta parte hotelleira ovvero dal trattamento in camera ( Singola o multipla , con alimentazione per l’accompagnante , ecc ) e non dal trattamento medico che si riceve .

        Vorrei infine evidenziare che quello che scrivo sulla sanità è ampiamente condiviso da mia moglie che è brasiliana e che durante quest’anno ha potuto rendersi conto di persona delle lungaggini burocratiche e della inefficienza e dei costi della sanità pubblica italiana . Lei stessa si è sorpresa del costo elevato di analisi e visite specialistiche il cui ticket corrisponde spesso a 200 R$ con il quale , anche SENZA alcun Plano si accede ad una ottima visita privata senza alcuna attesa e burocrazia in Brasile .

        Per concludere non mi aspetto che Lucio possa condividere le mie conclusioni visto che partiamo da situazioni completamente diverse . Io non andrei mai in Brasile a vivere in una favella con tutto il rispetto di quelli che ci vivono per forza e per mancanza di altre opportunità e che scappano appena possibile ( I brasiliani voglio dire ) . Il mio punto di vista è quello di un italiano che , appena andato in pensione , osserva che in Brasile con la sua pensione può permettersi : appartamento con servizi completi ( Piscina, churrasqueira , sauna , parco giochi per i bambini , portiere 24h , ecc) , Plano di Saude completo per se e la famiglia , ristorante e spiaggia quando vuole , ecc . in cambio di bassa sicurezza si ma questo vale anche se sei senza soldi . Viceversa con la stessa pensione devo accontentarmi della sanità pubblica italiana ( quella privata NON me la posso permettere con la mia pensione ) , di andare a mare 15gg all’anno , in pizzeria ( non ristorante ) una volta alla settimana , in cambio di sicurezza elevata ma che non posso sfruttare visto che sono tappato in casa almeno 6 mesi su 12 causa freddo ( Si , anche qui al sud Italia è freddo e pago bollette del gas e della energia stratosferiche rispetto a Natal ).

        Un appunto finale , vivendo in Italia quest’anno , dopo 11 anni di assenza mi rendo conto di quanto la parola ” operaio ” sia oramai anacronistica , almeno per gli italiani . E’ una specie oramai estinta . Qui ci sono solo ricchi e poveri ed i poveri si dividono in giovani inoccupati ( non disoccupati ! ) e pensionati . I giovani inoccupati ( ovvero che non hanno mai trovato lavoro e quindi per le statistiche NON sono disoccupati !!) vivono a carico dei pensionati . Mia moglie è sbalordita per la quantità di giovani anche maggiorenni che vivono a casa dei genitori senza fare nulla e con la legge che impone ai genitori di mantenerli sino a quando non diventeranno autonomi !?! Molti invece di autonomi diventano automi davanti ai PC o al telefonino … ma questa è un’altra storia .

        • 1) io credo che la sanità pubblica in italia sia molto diversa a seconda delle zone. a roma, a causa dei gravi problemi di mio padre prima e di mia madre ora, l’ho conosciuta molto bene e ti dico che è al livello di quella privata brasiliana. eccezion fatta per le visite/esami, che ormai devi farli presso privati per forza (“ce lo chiede l’europa”)

          2) basta consultare qualche sito per vedere che solo il 25% dei brasiliani ha un plano de saude. forse tu frequenti prevalentemente classi agiate, ancora una volta la “soggettività”…

  10. Antonio,

    un Servizio Pubblico si compara con il corrispettivo Servizio Pubblico di altro Paese, altrimenti non ha alcun senso; stessa cosa privato con privato, questa è la base di partenza per giudicare un servizio, l’esperienza personale conta poco o nulla.

    “Nessuno di noi emigrati è venuto in Brasile per stare peggio…” trasferirsi in Brasile e rischiare di essere rapinati ed uccisi a qualsiasi momento non mi sembra un grande miglioramento, nemmeno quello di vivere in mezzo alle fogne e alla spazzatura, oppure di prendersi qualche malattia endemica, (questi 3 esempi sono cose che i soldi non comprano ne migliorano), ma la lista è molto lunga…

    In Brasile si vive nettamente peggio che in Italia (infatti Tu te ne sei andato ed hai fatto benissimo), le ragioni che portano a trasferirsi sono molteplici e soggettive, certamente non è la qualità della vita, io se potessi me ne andrei domani, anzi oggi, probabilmente non in Italia.

    Il Brasile è un Paese bellissimo dove passare qualche giorno di vacanza, niente di più purtroppo.

    • Francesco Villa, quoto: “Nessuno di noi emigrati è venuto in Brasile per stare peggio…” Evito di commentare il resto del tuo intervento che in parte mi vede d’accordo ed in parte no. Ma che nessuno di noi si sia mosso dall’Italia per andare a stare peggio è da sottolineare! Cosa devo fare in Brasile per viverci bene? Non cerco risposte esogene (di terzi) le cerco in me stesso. Ce la sto mettendo tutta ma accidenti quanto è dura! Insicurezza su investimenti, sanità esplosa (epatite dietro ogni angolo – zika – febbre gialla – tbc a nastro – ritorno prepotente malattie veneree – etc) e strutture sanitarie fatiscenti. Ricevo tra le 3 e le 5 telefonate al giorno “golpiste”, ho anche cambiato numero ma dopo poco tornano i telefonisti. Sicurezza personale ai minimi termini, eppure volo molto basso. Inflazione fasulla che sta drogando l’economia e che tra poco trasformerà in carta straccia i titoli di Stato posseduti. Ho 3 nipoti che fatico a controllare, non sono mai in Classe perchè mancano i Professori. Mi sono informato e per iscriverli ad una Scuola privata ci devo mettere quasi 4000 Reais mese. Dulcis in fundo, pensando di fare una cosa giusta, 3 anni fa ho prestato a 2 parenti quattrini per migliorie della loro attività e, ad oggi, nulla è rientrato e nessuno mi dice nulla anzi, se io lo ricordo…..si incazzano pure. Intervengono le loro mogli per dirmi che sono “stressati”, poverini! Ho una partecipazione in un ristorante fluttuante che ha 8 dipendenti…….3 di questi 8 hanno fatto causa al Ristorante per eccesso di lavoro e hanno vinto la causa, hanno avuto la riduzione di orario e lo stesso corrispettivo e sono ancora in forza lavoro con il sorriso sulle labbra. Abbiamo una voglia di chiudere e sparire che non vi dico. Qui finisco ma potrei continuare. Chiudo riaffermando che “nessuno di noi emigrati è venuto in Brasile per stare peggio”

      • Trasferirsi dall’ Italia ad uno dei Paesi più poveri, più disastrati e violenti del Mondo non pare una grande passo in avanti, comunque ognuno ha le proprie ragioni, ci mancherebbe.

        Da quello che ho capito per la maggior parte sono gli interessi bancari che hanno influenzato la scelta, ma soldi in banca non comprano la sicurezza (al massimo una auto blindata), ecc…

        Io non avevo nessuna pretesa quando mi sono trasferito in Brasile, anzi sapevo benissimo a cosa andavo incontro.

        Come dicono i brasiliani: O Cara sai da Italia para morar no Brasil e ainda reclama…?? Rsrs

      • Ciao undo. Condivido toalmente tutto quello che hai scritto. Io molte cose le avevo capite e non messe in pratica. Le altre, tante, moltissime, le ho evitate per “boa sorte”. E’ proprio cosi. Nessuno di noi non ha la capacità di modificare una “bella” coltura e poi, ognuno fa la sua scelta di vita e va dove vuole!

  11. Diciamo che si vive dove si puo’, non dove si verrebbe, purtroppo!!!
    A tutti piacerebbe vivere in un posto tranquillo, violenza zero, tutto funziona ma, ce lo possiamo permettere??? Avra’ un costo vivere un un posto ideale, che probabilmente non tutti possono permettersi, per cui alla fine si sceglie il meno peggio;
    Per me il Brasile è il meno peggio, nonostante l’inefficienza di tutto cio’ che è pubblico;
    Naturalmente anche in questo caso è d’obbligo la soggettivita’, io parlo per me, che ho scelto l’investimento finanziario, che mi permette di fare una vita sicuramente piu’ indipendente di quella che potrei fare in Italia;
    Immobili, bar, ristoranti, agenzie ecc… implicano il rapporto con vari organi pubblici con una marea di scartoffie da controllare(che non siano fasulle) e firmare insieme ad altre persone con mentalita’ diversa dalla mia;
    nel finanziario no, sono io, un pc , un intermediatore online (correttora) e una istituzione finanziaria(controparte) : tempi ridottissimi , spese bassissime e tanto profitto e tempo libero!!!!
    Naturalmente cio’ comporta uno studio a monte;
    Ma si tratta di me, gli altri posso anche avere ragione ad andar via, tutto sommato;
    Anche io volo molto basso, come dice il buon Undo!!

    Carmine.
    p.s.: dopo il downgrade, i titoli del tesoro hanno registrato un lieve aumento del loro valore di mercato, ed inoltre, la curva dei tassi futuri, ha subito una lieve diminuzione, praticamente l’esatto contrario di cio’ che tutti si aspettavano. Vedremo dopo le elezioni.

    • ma uscire per fare una passeggiata, magari al tramonto e sedersi in una gelateria per gustarsi un gelato (sic brasiliano) facendo 2 parole in compagnia…..mai provato? andare a farsi una pizza senza timore che si venga assaltati? fare shopping per le strade cittadine? respirare aria silvestre in serra (rischio zika e febbe gialla)? tuffarsi in mare senza il timore di incrociare qualche organismo fecale da epatite? circolare in auto senza dover cambiare 2 x 3 le gomme per via dei “buracos”?……Musei? Mostre? Musica? insomma cose semplici……ma dove in Brasile? La vita non è solo indipendenza economica, rendimenti, seppure lodevoli per me la vita è ben altro.

      • Certo, ci sono luoghi abbastanza sicuri, diciamo quelli piu’ turistici, dove si puo’ andare di sera/notte , lontano dalle favelas, se poi ad uno piace il rischio, beh, ce nè’ in abbondanza!!
        Ripeto, è soggettivo, stare in un Paese bellissimo e sicurissimo, e non avere di che vivere………torniamo sempre al solito discorso!!!
        L’indipendenza finanziaria mi da tanto, anche la possibilita’ di vivere piu’ sicuro , di frequentare posti piu’ sicuri , poter scegliere cosa fare nel tempo libero, e perche’ no, anche conoscere gente decente( poca ma c’è ne’).
        Non ho fatto la bella vita in Italia, quindi so accontentarmi di quello che ho, senza grosse pretese!!
        Ognuno fa quello che sente di fare, ma la cosa peggiore è leggere di persone che vivono nel Paese che disprezzano…………io me ne sarei gia’ andato senza se o ma.

        Carmine.

          • Carmine,
            non mi pare próprio che qualcuno stia desprezzando il Brasile, a me piace moltissimo ma purtroppo é quello che é.

          • Carmine, mi pare di non essere stato compreso. Cosa significa….”io me ne sarei già andato da un pezzo senza se e senza ma?” Se non te ne sei andato è perchè in Brasile hai trovato motivazione personale per restarci che, spero per te, non sia solo quella dell’indipendenza economica perchè “pagano buoni interessi”. Per me la vita è anche “passioni”, “valori”, ricerca del “sapere” che qui in Brasile fatico ad appagare. I soldi sono solo un mezzo, mezzo importante ma non determinante, senza se e senza ma.

  12. Volevo aggiungere che il rating BB- , vale per grandi investitori esteri, che sono fuori dal sett./dic. 2015, anno in cui il Brasile perse il Grado di Investimento BBB-;
    Cio’ forse spiega il perche’ non si sia mossa una foglia in borsa , sul cambio e sui titoli del tesoro;
    Ribadisco che, per i residenti , i titoli del Tesoro sono praticamente l’ultima spiaggia, ovvero , l’investimento piu’ sicuro in Brasile.

  13. Posso condividere con te, Francesco, ma parlarne continuamente male, non credo ci faccia stare meglio, è inutile rodersi il fegato!!
    Nessuno ci obbliga a rimanerci!!

    Carmine.

      • @famatv, solo quando vivrai in Brasile ed avrai fatto degli investimenti allora potrai decidere se andartene e quando ti sarà possibile andartene. Ma, spero, sarà una decisione tua e non sollecitata da altri e con leggerezza senza senso.

    • vero, nessuno ci obbliga a rimanerci come nessuno ci deve invitare ad andarcene perchè dichiariamo disagi a cuore aperto e se li dichiariamo senza disprezzo è perchè gradiremmo una situazione migliore di quella che è. ho capito da te che in Brasile pagano dei buoni interessi, ma per me NON è un motivo attenuante i miei disagi. io in Brasile ho investito in terre e attività commerciali e continuerò a farlo. Posso anche andare a vivere in un altro Stato piu’ sano, piu’ sicuro, più pulito, piu’ piu’ ….. e lasciare i miei investimenti in Brasile.

  14. Io non invito nessuno ad andare via, io parlo per me;
    Ho + di un motivo per restare, ma credo che il fatto dipenda dai punti di vista(o scuola di pensiero) , il Brasile è un Paese critico, la maggioranza nelle crisi vede pericolo,io nelle crisi cerco di vederci delle opportunita’, ci sono molti punti negativi e pochi positivi, la maggioranza vede principalmente quelli negativi, io cerco di aggrapparmi a quelli positivi , insomma, non sputo nel piatto dove mangio;
    Poi ribadisco che ognuno è libero di fare cio’ che vuole, e con questo passo e chiudo qui!!

    Carmine.

        • una infinità di argomenti per noi emigrati. dalla nuova legge sull’immigrazione, al trasferimento dei soldi, alla salute, a quanti bei posti ci sarebbero da visitare in questo grande Paese, ai 2/3 del Paese senza esgoto incanado, alle Fiere, etc.etc. Invece no, corriamo dietro a dei maestrini scaldasedie che sfogano la loro repressione dietro un falso perbenismo affermando che il loro è piu’ lungo del nostro e, a volte, invitando ad andarsene da questo Paese senza rendersi conto di cosa ci potrebbe essere dietro al trasferimento in altro Paese dopo aver investito, assunto persone, creato famiglia. No, queste mezze fugure non devono prevalere in questo Blog. Zittiamole e pensiamo che potrebbero essere tra quelli che in Italia timbravano il cartellino e poi andavano a giocare a tennis, in palestra o a fare la spesa……tutto con soldi nostri. Che vadano a quel Paese queste mezze figure. Non meritano di essere ascoltate. Non permetterò mai piu’ a nessuno di invitarmi ad andarmene dal Brasile……..

        • Lino, sono in Vivereinbrasile dal 2008 e ho partecipato a tantissimi argomenti interessanti. una sintesi la trovi nella rubrica di Vivereinbasile. Nell’ultimo anno c’è come una gara a sparare stupidate, a divertirsi poco e a essere di aiuto pochissimo.

  15. io l’unico disagio che ho oggi in brasile è che non mi porto più a letto (gratis) 5 ragazze nuove al mese in media come facevo 15 anni fa pur avendo famiglia, anzi due, ahah!

  16. Ritornando sui Planos de Saude e su argomento non soggettivo..sabato sera 2 amici si lamentavano che una visita col Plano era disponibile dopo 2 mesi, ma a pagamento era disponibile subito..uno di loro avendo urgenza ha pagato 500rs! Sono due di classe medio alta

    • sorte loro che disponevano dei 500rs. io con il mio plano Unimed Statuale mediamente attendo 21 giorni per una visita specialistica e altri 15 giorni per un esame ambulatoriale. Se ho bisogno di una visita generica e di esami di routine i tempi mi si riducono a 12-12 giorni. Ho un plano partecipativo (25%).

    • i miei figli e la mia compagna (che ha una malattia cronica grave) hanno hapvida (quest’anno lo farò anche per me) e non hanno mai aspettato tanto, tempi medi sui 10 giorni.
      parlo di piani singoli individuali completi.
      i miei figli (17-19 anni) pagano 186, la compagna (43 anni) paga 319. per me sarebbe sui 600.

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