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Largo do Pelourinho Un tempo presso questa scenografica piazza triangolare, costruita in pendenza, si trovava il pelourinho, uno dei tanti luoghi del centro storico in cui gli schia­vi erano esposti alla pubblica riprovazione e fustigati. Dopo la fine della schiavitù, nel 1835, il quartiere cadde in abbandono, ma negli anni ’90 del XX secolo grandi lavori di restauro hanno restituito l’antico splendore alle case e chiese coloniali che si affacciano sull’acciottolato della piazza, diventata il cuore del centro storico di Salvador.

Igreja e Convento São Francisco Una delle chiese più straordinarie del Brasile, la barocca Igreja e Convento São Francisco custodisce una profusione di ricchezze e splendori. Un lampadario in argento del peso di 80 kg fa bella mostra di sé tra le sculture lignee rivestite con foglia d’oro, mentre il cor­tile del convento è piastrellato con azulejos portoghesi dipinti a mano. Il complesso fu terminato nel 1723.

Terreiro de Jesus Vivace punto di incontro di venditori, turisti, capoeiristas e pittoreschi abitanti del luogo, il Terreiro de Jesus è un sito storico dedicato alle fun­zioni religiose, circondato da quattro chiese, oltre che dall’ottocentesco palazzo della Faculdade de Medicina. La piazza sfocia nel Cruzeiro de São Francisco, così chiamato dalla croce in centro.

Fundação Casa de Jorge Amado Gli amanti della letteratura non dovrebbero perdersi una rapida visita alla Fundação Casa de Jorge Amado, per saperne di più sulla vita di uno dei romanzieri più noti del Brasile. Una parete con le copertine dei libri di Amado in tutte le lingue principali ne attesta la popo­larità a livello internazionale, mentre il caffè del museo propone un menu di stuzzichini e dessert descritti nelle opere dell’autore.

Praça da Sé La storia di Praça da Sé rivela alcuni dettagli intriganti sullo sviluppo di Salvador. Dal 1552 al 1933 nella piazza si tro­vava la sontuosa cattedrale di Sé Primacial, affacciata sulla baia, che sfortunatamente fu demolita insieme al suo cimitero negli anni ’30 – i pochi ruderi rimasti sono delimitati da cordoni – per fare spazio ad ampi viali dove potessero circolare i tram. Negli anni ’50 qui si trovava il terminal principale degli autobus di Salvador, mentre oggi la piazza è frequentata soprattutto da turisti.

Museu Afro‑Brasileiro Questo museo, che ha una delle collezioni più importanti di Ba­hia, espone sculture in legno, cesti, ceramiche e altri manufatti che illustrano le tradizioni artistiche brasiliane e africane. La sala più interessante contiene 27 giganteschi e stra­ordinari pannelli in legno scolpiti da Carybé; nato in Argentina, è con ogni probabilità l’artista di Salvador più famoso del XX secolo.

Catedral Basílica La Catedral Basílica risale al 1672 ed è un capo­lavoro dell’architettura gesuita. L’interno è elegante e sobrio, con pareti e alti pilastri rivestiti in marmo. La sacrestia ha una bel­lissima arcata scolpita in legno di jacaranda, e cupola e pavimento dipinti.

Museu da Cidade Riflettendo il ca­rattere stesso della città, il Museu da Cidade custodisce un’eclettica collezione di antico e moderno, sacro e profano. Tra gli oggetti esposti citiamo i costumi da orixá (divinità del candomblé) e le tradizionali bambole di pezza che ricreano scene di vita quotidiana dell’epoca coloniale.

Igreja NS do Rosário dos Pretos Nel 1704 il re del Portogallo donò alla Irma­nidade dos Homens Pretos (Confraternita degli Uomini Neri) il terreno su cui costruire la Igreja NS do Rosário dos Pretos, dal ca­ratteristico colore blu pervinca. Lavorando alla costruzione soltanto nel tempo libero, gli schiavi e gli schiavi liberati impiegarono quasi un secolo per portarla a termine.

Plano Inclinado Gonçalves Dopo essere rimasta inutilizzata per quasi tre stata riaperta al pubblico nel 2014 dopo lavori di restauro. Oggi collega il Comércio e la Cidade Alta grazie a una ripida cremagliera, e rappresenta un’alternativa panoramica al vicino Elevador Lacerda.

Museu de Arqueologia e Etnologia Situato sotto il Museu Afro‑Brasileiro (biglietto cumulativo), il Museu de Arqueologia e Etnologia presenta ceramiche, archi e frecce, maschere e copricapi di piume delle popolazioni indigene brasiliane. Tra le fondamenta in pietra dell’edificio sono esposti i vetri e le porcellane del XIX secolo recuperati durante gli scavi per la realizza­zione della metropolitana.

Igreja da Ordem Terceira do Carmo La chiesa originale, costruita nel 1636, fu completamente distrutta da un incendio, e l’attuale struttura neoclassica risale al 1828. Nella navata si trovano un organo francese e un altare barocco con la scandalosa statua di Nossa Senhora do Carmo: gli studiosi affermano che fu realizzata usando come modello Isabella II, figlia di Garcia d’Ávila, il più grande proprietario terriero del Nordeste.

Solar do Unhão In questo complesso del XVIII secolo, meravigliosamente conservato, si immagazzinava lo zucchero in attesa della spedizione via mare, e la leggenda vuole che sia infestato dai fantasmi degli schiavi uccisi. Oggi ospita il Museu de Arte Moder­na (cartina p418; %3117‑6139; Contorno s/n; interi/ bambini R$6/3; h13‑19 mar‑ven e dom, fino alle 21 sab)F, con un giardino ricco di sculture lungo la collina, dove si svolgono mostre a rotazione di artisti d’avanguardia e apprez­zati concerti di jazz e bossa nova il sabato sera (JAM no MAM; p435), sul magnifico sfondo della baia. Prendete un taxi; la zona è nota per le aggressioni ai turisti.

Museu Carlos Costa Pinto Questa incan­tevole residenza storica a due piani ospita alcune delle migliori opere di arte decorativa di Salvador, provenienti dalla collezione della coppia di mecenati Carlos de Aguiar Costa Pinto e la moglie Margarida, entrambi originari di Bahia e vissuti alla fine del XIX secolo. Sono esposti oggetti in oro, cristallo, porcellana e argento, splendidi gioielli di corallo e ventagli in tartaruga.

Museu de Arte da Bahia Questo museo espone opere di artisti di Bahia, tra cui dipinti di José Teófilo de Jesus (1758-1817) e disegni dell’artista argentino Carybé.

Barra L’animato lungomare di Barra comprende tre lingue di terra protese verso il mare, sulle quali sorgono alcuni forti coloniali: Forte São Diogo, Forte Santa Maria e il più imponente dei tre, Forte de Santo Antônio da Barra (cartina p430; Largo do Farol da Barra s/n). Costruito nel 1698, il forte più antico di Bahia viene chiamato Farol da Barra per il faro – il primo costruito in Sud America – che sorge all’interno delle sue mura. Oggi questa stra­ordinaria struttura ospita l’eccellente museo nautico. Se al tramonto vi unirete alla gente del posto sull’erbosa sporgenza di roccia alle spalle del forte, noterete che la penisola di Salvador è l’unico punto del Brasile da cui è possibile vedere il sole scendere nell’oceano.

Museu Náutico da Bahia  Oltre a go­dere di una vista splendida, il Forte de Santo Antônio da Barra ospita questo eccellente museo nautico che espone oggetti e reperti dell’epoca dei grandi navigatori portoghesi e interessanti mostre dedicate alla tratta degli schiavi. Tutte le didascalie sono in portoghese e inglese, un caso raro a Bahia. Se avete tem­po di visitare soltanto un museo di Salvador, scegliete questo.

Spiagge

Quando gli abitanti di Salvador parlano di andare in spiaggia, di solito si riferiscono a Barra. Questo quartiere è oggetto di una riqualificazione avviata prima dei mondiali di calcio del 2014: oggi la strada sul lungo­mare è un percorso pedonale, per lo meno nel tratto più frequentato che si estende su entrambi i lati del Forte de Santo Antônio da Barra, e di conseguenza le spiagge della zona sono più tranquille e pulite. Praia Porto da Barra, in una baia a ferro di cavallo, è piccola, pittoresca e di solito affollata e piena di venditori che propongono ogni genere di mercanzia; è il luogo ideale dove ammirare il tramonto. Le acque della baia sono limpide e calme ed è divertente osservare il viavai della gente. A sinistra del faro, Praia do Farol da Barra ha un beach break molto apprezzato dai surfisti con l’alta marea; con la bassa, si formano piscine naturali molto amate dalle famiglie con bambini. Meno gente e un oceano non inquinato si trovano a circa 40 minuti di autobus a est del centro (di più se c’è traffico). Acque tranquille lambiscono piatte distese di sabbia bianca con barracas (bancarelle di cibi) e palme ondeggianti sulle famose spiagge di Piatã (25 km) e Itapuã (27 km). Verso le spiagge di Stella Maris (31 km) e Flamengo (33 km), le onde si fanno progressivamente più forti, le barracas iniziano a diradarsi e le dune di sab­bia e la fitta vegetazione creano uno scenario più naturale. Salite su un autobus diretto a Itapuã, all’aeroporto o a Praia do Flamengo, assicurandovi che percorra la costa (via orla) e raggiunga la vostra destinazione.

Feste ed eventi

Salvador delizia i visitatori con le sue feste sfrenate, in cui si mescolano elementi del cattolicesimo e del candomblé. Sebbene in primo piano ci sia sempre il Carnevale, gli eventi sono davvero numerosi, soprattutto a gennaio e febbraio.

Processão do Senhor Bom Jesus dos Navegantes (1 gennaio) Nel corso di una processione marittima l’immagine del Bom Jesus viene trasportata dalla Igreja NS da Conceição, nella Cidade Baixa, verso nord lungo la baia fino alla Igreja de NS da Boa Viagem. Segue una festa sulla Praia da Boa Viagem.

Festas de Reis (6 gennaio) Nel Dia de Reis una processione accompagna le statue dei reis magos fino al presepe nella Igreja da Lapinha.

Lavagem do Bonfim (2° giovedì di gennaio) La più grande festa di Salvador dopo il Carnevale celebra il santo più venerato di Bahia, il Senhor do Bonfim, associato anche al candomblé. Una proces­sione di baianas (donne abbigliate come ‘zie’ di Bahia) con ceste di fiori percorre a piedi i 6 km dalla Cidade Baixa alla Igreja NS do Bonfim.

Festa de Iemanjá (2 febbraio) Con ogni probabilità la festa più importante del candomblé, questa manife­stazione rende omaggio alla orixá Iemanjá, dea del mare e della fertilità. Al mattino i fedeli scendono a Praia Rio Vermelho, dove si svolgono cerimonie per benedire le offerte fatte di fiori, torte, immagini e bottigliette di profumo. La festa di strada che segue è molto animata e dura fino a tarda notte, con alcuni dei gruppi musicali migliori di Salvador.

Festa de São João da Bahia (www.saojoaobahia.com.br; fine giugno) Fuochi d’artificio, feste di strada e danze forró ani­mano tutta la città per una settimana alla fine di giugno. Le cosiddette ‘festas juninas’ (feste di giugno) di Bahia hanno luogo a Salvador e in tutto lo stato.

Festa de NS da Conceição (8 dicembre) I candomblistas onorano l’alter ego orixá della Vergine, Iemanjá, con una processione e varie cerimonie nella Cidade Baixa.

Passagem do Ano Novo (31 dicembre) La vigilia di Capodanno si celebra con tutto l’entusiasmo del Carnevale, soprattutto sulle spiagge.

IL CARNEVALE DI SALVADOR

Il Carnaval di Salvador viene pubblicizzato come ‘la festa più grande del mondo’. Non tutti sono d’accordo, ma, come spiegano gli stessi organizzatori, se è vero che il Car­nevale di Rio de Janeiro attira più persone, quello di Salvador si svolge su uno spazio più esteso (chilometri e chilometri di strade) rispetto alla festa gemella della ‘Cidade Maravilhosa’. In ogni modo, si tratta di una festa di enormi proporzioni, che richiama fino a due milioni di persone nei sei giorni di baldoria che precedono il Mercoledì delle Ceneri. I festeggiamenti iniziano tutti i pomeriggi verso le 17 e proseguono fino alle 5 del mattino.

Cuore del Carnevale è la musica, e le band cittadine famose in tutta la nazione suo­nano axé e pagode (il pop di Bahia) a bordo dei trios elétricos (lunghi camion carichi di amplificatori). Intorno a loro marciano alcuni blocos afros (gruppi con potenti for­mazioni di percussionisti che promuovono la cultura afrobrasiliana) e afoxés (gruppi legati alle tradizioni del candomblé). Un trio elétrico e i suoi sostenitori, raggruppati in una zona delimitata da corde, formano un bloco. La gente è disposta a pagare grosse cifre per l’abadá (costume) del proprio gruppo preferito, soprattutto per il prestigio e la sicurezza che quella ‘recinzione’ garantisce. Scegliere di fazer pipoca (saltare qua e là) per strada è un buon modo di vivere il Carnevale, poiché avrete la possibilità di assistere a diversi tipi di esibizioni musicali e vi risparmierete i disagi che comporta procurarsi l’abadá.

Le parate si svolgono lungo tre grandi percorsi ad anello: Dodô, tra Barra e Ondina lungo Av Oceânica; Osmar o ‘le Avenidas’, tra Campo Grande e Praça Castro Alves lungo Av Sete de Setembro; e Batatinha nel Pelourinho.

La folla rappresenta il pericolo principale durante il Carnevale, perciò state attenti a chi avete intorno. La presenza massiccia della polizia aiuta a tenere a bada i violenti. Sul circuito Barra–Rio Vermelho evitate il tratto in cui la strada costiera si restringe, vicino al Morro do Cristo, dove a volte scoppiano alterchi.

Se avete in programma di trascorrere il Carnevale a Salvador, la cosa migliore da fare è organizzarvi con molto anticipo: numerosi ostelli e pousadas offrono pac­chetti, ma tendono a riempirsi rapidamente. Vi consigliamo inoltre di consultare attentamente la cartina prima di decidere dove alloggiare: alcuni quartieri diventano talmente rumorosi durante il Carnevale che dormire è praticamente impossibile. Molti abitanti di Barra se ne vanno durante i festeggiamenti e danno in affitto case e appartamenti ai turisti, offrendo un’alternativa in più a chi ha deciso di vivere quest’avventura.

Per maggiori informazioni e dettagli sugli orari e gli eventi specifici, visitate il sito ufficiale del Carnevale di Salvador www.carnaval.salvador.ba.gov.br. Per approfondire le vostre conoscenze sulla musica al centro dell’evento, visitate l’utile pagina (in ingle­se) del sito www.bahia‑online.net/Carnival.htm.

SCHIAVI ARTIGIANI

Gli schiavi africani svolsero un ruolo decisivo nella realizzazione dello splendido Pelou­rinho. Obbligati a costruire le chiese dei loro padroni, ma non autorizzati a praticare il proprio culto, si espressero attraverso il loro lavoro di artigiani. Nella Igreja e nel Con­vento São Francisco i volti dei cherubini sono deformati, alcuni angeli hanno genitali enormi, mentre altri sembrano addirittura gravidi. Quasi tutti questi tocchi di creatività furono pudicamente coperti dai sagrestani nel corso del XX secolo. L’immagine policro­ma di São Pedro da Alcântara, opera di Manoel Inácio da Costa, raffigura un uomo che soffre di tubercolosi (come lo stesso artista); un lato del volto del santo è più pallido dell’altro, cosicché appare sempre più sofferente mentre gli si passa davanti. José Joa­quim da Rocha dipinse il soffitto dell’ingresso con la tecnica della prospettiva, un’inno­vazione rispetto ai canoni barocchi.

Intanto nell’Igreja da Ordem Terceira do Carmo, l’artista noto come O Cabra (il Meticcio) lavorava alla sua scandalosa statua di Nossa Senhora do Carmo. O Cabra era uno schiavo senza alcuna formazione artistica, che probabilmente si era invaghito di Isabella II, figlia del ricco proprietario terriero Garcia d’Ávila. Pare che l’immagine della Vergine sia stata ispirata dalle fattezze di Isabel, e il Gesù Bambino che culla tra le braccia ha i tratti di un africano: forse l’artista immaginava così il frutto del loro amore? O Cabra impiegò otto anni per portare a termine la statua a grandezza naturale del Cristo (1630), esposta nel piccolo museo della chiesa, il cui sangue è costituito da 2000 rubini.

Pasti

Mangiare al ristorante è una vera delizia a Salvador. La cucina tradizionale di Bahia rivela una forte influenza africana e utilizza ingredienti quali crema di cocco, pomodoro, frutti di mare, peperoni e spezie, tra cui zenzero, peperoncino e coriandolo. Tenete d’occhio gli elenchi di locali e le promozioni del Food Park Salvador, un nuovissimo festival con furgoni alimentari e musica dal vivo in determinati weekend: si tratta di un evento appena lanciato, la cui edizione più recente ha avuto luogo nel quartiere Ondina.

Pelourinho

Il Pelourinho è pieno di ristoranti, alcuni dei quali troppo turistici e altri incantevoli. Sappiate che i tavoli all’aperto, perfetti per osservare il viavai, vi rendono però un facile bersaglio per venditori ambulanti e piccoli mendicanti.

continua…

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