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UNA SERATA A RIO VERMELHO

Il quartiere litoraneo Rio Vermelho ha sempre avuto un ruolo significativo nel panorama culturale di Salvador: al largo delle sue coste, nel 1510, fecero naufragio alcuni mari­nai portoghesi, qui visse il famoso romanziere Jorge Amado e sulle sue rive si svolge l’evento più importante del candomblé, la Festa de Iemanjá, che celebra la dea della maternità e della fertilità. Negli ultimi anni, il quartiere si è imposto anche come cuore della vita notturna cittadina.

Veniteci al tramonto e scegliete tra i tavoli e le sedie di plastica che affollano la vivace piazza Largo de Santana. Diversi bar informali servono birra fresca, ma la vera attra­zione è il cibo di strada preparato alle bancarelle intorno alla piazza da donne di Bahia vestite con abiti coloratissimi. Favolose sono le acarajé: palline di pasta fritte nell’olio di palma dendê e servite con salse piccanti e gamberetti.

Di sera si tengono eventi e concerti gratuiti presso il centro culturale Casa de Mãe Iemanja nella zona del Mercado do Peixe, sul lungomare. Dopo potrete bere qualcosa nel vicino Póstudo, poi ascoltare musica dal vivo al Commons Studio Bar, e dopo mezzanotte ballare sulla pista di San Sebastian.

Rio Vermelho dista circa 30 minuti a piedi lungo la costa, o una breve corsa da Barra con gli autobus indicati ‘Orla’ (lungomare).

Locali e vita notturna

Il Pelourinho è il fulcro della vita notturna di Salvador: bar con tavoli all’aperto e musica dal vivo si susseguono nelle vie in acciotto­lato, ed è il posto giusto in cui trovarsi nel Terça da Benção (Martedì Benedetto) di ogni settimana, quando spesso ci sono feste di strada dopo la messa serale.

A Barra c’è un’atmosfera rilassata e musica in Av Almirante Marques de Leão e sul lungo­mare nei pressi del Farol da Barra, e la zona bohémien di Rio Vermelho vanta una vita notturna tra le più interessanti della regione.

Divertimenti

Bar e locali notturni hanno spesso vita bre­ve a Salvador, perciò chiedete in giro quali sono quelli più in voga al momento, o date un’occhiata al calendario di feste, concerti ed esibizioni sul sito Festa da Semana (www.festadasemana.com.br/salvador).

Musica live

Salvador è il cuore pulsante di uno straor­dinario panorama musicale, dove la fusione delle tradizioni africane e brasiliane ha pro­dotto incredibili forme di percussioni che i salvadorenos mescolano nei loro reggae, pop e rock, pagode e axé. Questa città ha anche prodotto stili unici come l’afoxé e il samba reggae. Dato che praticamente in tutti i bar e ristoranti si suona musica dal vivo almeno una sera alla settimana, non è difficile ascol­tare artisti locali di talento.

In alta stagione ci sono concerti quasi ogni sera nei cortili del Pelourinho, con ingresso libero o con al massimo R$30 di spesa. Fate un giro nei seguenti luoghi e scoprite che cosa c’è in programma per la serata: Largo de Tereza Batista, Largo do Pedro Arcanjo e Praça Quincas Berro d’Água (di solito a ingresso libero). Occasionalmente ci sono concerti anche al Terreiro de Jesus e spesso si possono ascoltare gruppi di percussioni­sti che provano in giro per il Pelourinho, bloccando il traffico e raccogliendo lungo la strada sempre più gente.

Tra i gruppi tradizionali (caratterizzati da potenti percussioni afro) vi consigliamo gli Ilê Aiyê (il primo gruppo carnevalesco composto interamente da neri), la forma­zione tutta femminile Dida, i Muzenza e i Male Debalê. Più pop e con forti percussioni sono gli Olodum – famosi in tutto il mondo e autentica istituzione del martedì sera nel Pelourinho – gli Araketu e i Timbalada, eredi del compositore e musicista Carlinhos Brown. Anche le regine della musica pop di Salvador – Margareth Menezes, Ivete San­galo e Daniela Mercury – ‘provano’ spesso per strada.

LOCALI GAY-FRIENDLY

La vita notturna omosessuale di Sal­vador può essere meno vivace rispetto a quella di altre capitali brasiliane, ma alcuni locali al di fuori degli itinerari più battuti dai turisti meritano una visita.

OLODUM

Camminando per le vie di Salvador, noterete ovunque lo sgargiante simbolo della pace rosso, giallo e verde: è l’emblema degli Olodum, un gruppo culturale afrobrasiliano fon­dato nel 1979 dal percussionista Neguinho do Samba allo scopo di combattere il razzi­smo e creare opportunità per i giovani emarginati di Bahia. L’organizzazione continua a perseguire tali obiettivi, soprattutto attraverso la musica: la scuola Olodum è famosa per avere sviluppato lo stile del suo leader, chiamato afro bloco o samba reggae, che trae ispirazione dal reggae caraibico, dalla salsa e dal samba brasiliano.

Oggi la band ufficiale registra i dischi con la partecipazione dei più importanti mu­sicisti brasiliani, e ha inoltre un ruolo di spicco nel programma del Carnevale. Questo pittoresco gruppo di percussionisti ha fatto la sua comparsa anche sulla scena pop internazionale: nel 1996 Michael Jackson girò il video per il singolo They Don’t Care About Us con gli Olodum, nelle vie del Pelourinho.

ILHA DE ITAPARICA

La Baía de Todos os Santos, con una superficie di 1000 kmq, è la più grande di tutto il Brasile e comprende 56 isole dalla vegetazione lussureggiante ed edifici storici. La meta più popolare tra gli abitanti di Salvador è l’isola di Itaparica, le cui coste sono punteggia­te di case di villeggiatura; le spiagge non sono particolarmente belle, ma molti viaggia­tori amano fare una gita in giornata nell’isola per godersi i bar, i ristoranti e l’atmosfera rilassata della graziosa cittadina di Mar Grande, situata 9 km a sud del nodo dei traspor­ti dell’isola, Bom Despacho.

Posto a guardia della punta settentrionale dell’isola, il Forte de São Lourenço (1711), costruito dagli invasori olandesi, rivestì un ruolo fondamentale nella battaglia per l’indipendenza di Bahia nel 1823. Al centro dell’isola, un albero maestoso circonda con le sue radici le rovine della Igreja Baiacu. Praia Barra Grande, di fronte al villaggio omonimo, ha acque limpide ed è la più bella spiaggia pubblica di Itaparica, con case di villeggiatura abitate nel weekend. Moltissimi ristoranti informali, raggruppati nei pressi del molo dei traghetti, servono piatti di pesce nello stile di Bahia con vista sulla baia.

Il tragitto in barca da Salvador è molto piacevole. I traghetti passeggeri (R$3, 40 min, ogni 30 min 6-18, fino alle 18.30 nel weekend) fanno servizio dal Terminal Marítimo Turí­stico di Salvador al terminal di Mar Grande. Nei mesi estivi consigliamo di acquistare in anticipo il biglietto di andata e ritorno.

RECÔNCAVO

Verde regione di terre fertili che circondano la Baía de Todos os Santos, il Recôncavo portò ricchezza a Salvador (e alla Corona portoghe­se) con le sue coltivazioni di tabacco e canna da zucchero. I profitti derivati da queste terre hanno anche stimolato la crescita di cittadine un tempo fiorenti, come Cachoeira, che spicca per la sua splendida architettura coloniale e la sua storia.

Cachoeira e São Félix

POP. 46.400

Cachoeira, affettuosamente definita il gioiello del Recôncavo, è un luogo sonnolento e pieno di edifici coloniali dai colori vivaci, in gran parte ben conservati e non compromessi dalla presenza di strutture moderne. La cittadina sorge ai piedi di una serie di colline lungo le rive del Rio Paraguaçu, di fronte alla sua ge­mella São Félix – i due centri sono collegati da un avveniristico ponte realizzato da architetti britannici, con una parte riservata alle auto­mobili e l’altra ai pedoni. Un costante flusso turistico attraversa la zona, attratto dal miglior tabacco del Brasile, e dalla ben nota e antica tradizione in fatto di candomblé e scultura lignea. Partendo al mattino presto, è possibile visitare sia Cachoeira sia São Félix con una gita in giornata da Salvador, però consiglia­mo di venirci facendo una deviazione lungo il tragitto per/dal Parque Nacional Chapada Diamantina (passando per Feira de Santana).

Storia

Nel 1510 Diego Álvares, padre dei fondatori di Cachoeira, fu l’unico a sopravvivere al nau­fragio della sua nave, finita su una scogliera nei pressi di Salvador mentre faceva rotta verso le Indie Occidentali. Questo Robinson Crusoe portoghese venne tratto in salvo dai nativi tupinambá di Rio Vermelho, che so­prannominarono quella strana creatura dalla pelle bianca, venuta dal mare, Caramuru (‘uomo-pesce’). Álvares visse per vent’anni tra i nativi e sposò Catarina do Paraguaçu, figlia del più potente capo tupinambá. I loro figli João Gaspar Aderno Álvares e Rodrigues Martins Álvares sterminarono le popolazioni indigene locali, crearono le prime fazendas (ranch) e fondarono Cachoeira.

Nel XVIII secolo il tabacco di Cachoeira era considerato il migliore al mondo, ap­prezzato perfino dai sovrani cinesi e africani. Questa ‘erba sacra’ si diffuse anche in Brasile, dove veniva fiutata, fumata con la pipa o masticata.

Che cosa vedere e fare

Cachoeira è uno dei più importanti e forse più autentici centri spirituali del candomblé. Il venerdì e sabato sera si svolgono spesso cerimonie in casette e baracche sulle colline. I viaggiatori interessati ad approfondire la conoscenza di queste tradizioni religiose pos­sono contattare l’ufficio turistico, per avere informazioni sulle guide locali specializzate in questa tematica.

La cittadina ha anche mantenuto una tradizione dell’intaglio del legno dal gusto spiccatamente africano. Fermatevi negli atelier di due tra i migliori scultori del posto, Doidão (all’angolo tra 25 de Junho e 7 de Setembro, Cachoeira) e Louco (Rua 13 de Maio, Cachoeira), per farvi un’idea dello stile locale; gli artisti sono al lavoro all’incirca tra le 10 e le 16 da lunedì a venerdì.

Tenete presente che qui, come in altri luoghi di Bahia, a volte le chiese sono chiuse anche quando gli orari affissi all’esterno indicano altrimenti. L’ingresso è su offerta.

Igreja da Ordem Terceira do Carmo La Igreja da Ordem Terceira do Carmo, che risale al 1702, ha un altare dorato di epoca barocca, soffitti con rivestimenti in legno e azulejos fatti a mano, importati dal Portogallo.

Igreja Matriz NS do Rosário Questa chiesa, costruita tra il 1693 e il 1754, è ornata da bellissimi azulejos e ha un soffitto dipinto da Teófilo de Jesus. Il Museu das Alfaias, al secondo piano, contiene ciò che resta del seicentesco Convento de São Francisco do Paraguaçu, oggi abbandonato.

Museu Regional da Cachoeira Ospitato in una residenza coloniale del XVIII secolo, questo modesto museo espone mobili coloniali e paramenti sacri.

Casa da Câmara e Cadeia Alla Casa da Câmara e Cadeia, i detenuti appartenenti alla criminalità organizzata occupavano il piano superiore, mentre quelli meno importanti venivano tenuti dietro le sbarre al piano infe­riore. L’edificio venne costruito nel 1698 e nel 1822 fu usato come sede del governo di Bahia.

Museu Hansen Bahia Karl Heinz Hansen (1915‑76), artista tedesco emigrato in Brasile nel 1949, si sentì tanto a suo agio nella sua nuova patria da cambiarsi il cognome in ‘Hansen Bahia’. Oggi il museo a lui dedicato espone bellissime xilografie e dipinti, molti dei quali mostrano l’influenza della tradizio­nale scultura in legno di Cachoeira. In questo straordinario edificio nacque e visse l’eroina brasiliana Ana Nery, che organizzò i corpi di infermiere professionali durante la guerra contro il Paraguay.

Feste ed eventi

Festa de São João La più grande festa popolare nell’entroterra di Bahia viene celebrata con spettacoli folkloristici, musica, danze e tanto cibo e bevande.

Festa de NS do Rosário Festa religiosa con ottima musica e buona cucina.

Festa de NS D’Ajuda Prevede un lavagem (lavag­gio) rituale della chiesa e una festa di strada.

Pernottamento e pasti

Sulle piazze del lungomare di Cachoeira gli ambulanti vendono birre fresche, popcorn e specialità regionali come il caldo de cana (succo di zucchero di canna). Diversi grandi supermercati sono comodi per fare la spesa.

Santo Amaro

POP. 58.000

Santo Amaro è una ridente cittadina colo-niale dedita alla coltivazione della canna da zucchero, visitata da pochissimi turisti e dotata di un fascino senza pretese. È nota soprattutto per avere dato i natali ai fratelli Caetano Veloso e Maria Bethânia, tra i can­tanti più celebri del Brasile (che spesso si esi­biscono durante il Carnevale). Il centro della cittadina è sempre pieno di gente, soprattutto intorno al piccolo mercato all’aperto. Oggi la produzione della carta ha sostituito quella dello zucchero come industria principale, e lo si nota dall’invasione di bambù sui fianchi delle colline dove un tempo prosperavano le piantagioni di canna, e dalla grande cartiera fuori dall’abitato.

Le decrepite residenze dei magnati dello zucchero lungo la vecchia via commerciale, Rua General Câmara, e le numerose chiese ricordano il prospero passato di Santo Ama­ro. La sontuosa Matriz de NS da Purificação (1668) è la chiesa più grande, con azulejos e un soffitto dipinto. Purtroppo una banda di ladri ha rubato gran parte delle immagini sacre, inviandole in Francia.

Il Lavagem da Purificação (dal 23 genna­io al 2 febbraio) si celebra con una processio­ne e con il lavaggio rituale dei gradini della chiesa da parte delle baianas (‘zie’ di Bahia in abiti tradizionali), dopodiché i gruppi mu­sicali e i trios elétricos (lunghi camion carichi di enormi altoparlanti) invadono le vie.

Gli autobus partono da Salvador per Santo Amaro (R$15, 1 h) all’incirca ogni 30 minuti dalle 5.30 alle 19, e quasi tutti proseguono per Cachoeira/São Félix (R$12, 1 h).

continua…

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