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Bahia

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A OVEST DI SALVADOR

La meta principale dell’entroterra di Bahia è il Parque Nacional da Chapada Diamantina, una zona verdeggiante fatta di scenografici altopiani, vallate erbose, cascate e fiumi impetuosi, con numerose opportunità per il trekking e altre attività all’aperto. In contra­sto con il verde di questa zona, il resto della regione è costituito soprattutto dai bizarri paesaggi lunari del sertão (l’entroterra del Nordeste), un vasto territorio riarso i cui abitanti conducono una dura esistenza alle­vando bestiame e lavorando i campi.

Feira de Santana

Dopo Salvador, Feira de Santana è la seconda città di Bahia per dimensioni: un grande centro per l’allevamento del bestiame privo di attrattive turistiche, anche se molti viaggiatori transitano dalla sua stazione degli autobus lungo il tragitto per Chapada Diamantina o il Recôncavo.

Lençóis

POP. 11.400

Se desiderate vedere l’altra faccia di Bahia, lontana dalle onde e dalla sabbia, o se avete tempo per una sola escursione nell’entroterra del Nordeste, questo è il posto che fa per voi. Lençóis è la più bella tra le antiche cittadine minerarie dove si estraevano i diamanti nella Chapada Diamantina, una montuosa oasi di boschi nel polveroso sertão. La cittadina ha strade acciottolate molto suggestive, edifici ottocenteschi dipinti a colori vivaci e piace­voli caffè e ristoranti all’aperto, ma la vera attrattiva sono i dintorni: grotte, cascate, fiumi idilliaci e altopiani panoramici offrono lo scenario ideale per alcune fantastiche av­venture. La cittadina di Lençóis può dunque essere utilizzata come base di partenza per escursioni nel Parque Nacional da Chapada Diamantina e nei luoghi di interesse al di fuori del parco.

Storia

La storia di Lençóis è emblematica del boom dei diamanti e del successivo periodo di deca­denza. Dopo che le precedenti spedizioni dei bandeirantes (gli esploratori paulistas con i loro mercenari) si erano rivelate infruttuose, i primi diamanti furono scoperti a Chapada Velha nel 1822, seguiti dai grandi giacimenti del Rio Mucujê nel 1844; una folla eterogenea arrivò da tutto il Brasile in cerca di fortuna.

I minatori iniziarono a setacciare i depositi alluvionali, sistemandosi in accampamenti di fortuna che, dalle alture circostanti, dove­vano sembrare lenzuola appese al vento ad asciugare, dato che il nome scelto per la città, Lençóis, significa appunto ‘lenzuola’ in porto­ghese. Le tende dei cercatori si trasformarono successivamente in centri abitati: Vila Velha de Palmeiras, Andaraí, Piatã, Igatu e Lençóis. Storie esagerate di ricchezze favolose venute alla luce nelle miniere di Diamantina pro­vocarono una vera e propria migrazione di massa, ma la zona finì per rivelarsi ricca di pietre impure adatte agli usi industriali più che di gemme di alta qualità.

All’apice del boom, i francesi – che acqui­stavano questi diamanti per le trivellazioni nel Canale di Panama (1881-89), nella galleria del San Gottardo e nella metropolitana di Londra – istituirono un vice-consolato a Lençóis. Le mode e le buone maniere europee presero rapidamente piede nella cittadina, ma all’inizio del XX secolo, quando i diaman­ti si esaurirono, la domanda francese calò e furono scoperte le miniere in Sudafrica, ebbe inizio il declino di Lençóis.

Nonostante tali vicissitudini, le estrazio­ni minerarie continuarono. Negli anni ’80 furono introdotte potenti pompe idrauliche, dall’impatto distruttivo, che aumentarono la produzione prima di essere finalmente vietate nel 1995. I pochi minatori rimasti sono tornati a estrarre i diamanti dal letto dei fiumi secondo i metodi tradizionali. Con l’istituzione del parco nazionale, nel 1985, l’economia della cittadina si è rivolta princi­palmente al turismo, che è tuttora la risorsa più importante per Lençóis.

ARTIGIANATO LOCALE

Bahia vanta alcuni tra gli artigiani più dotati del Brasile, che in genere hanno piccole botteghe o vendono nei mercati locali. Questi articoli si possono acquistare a Salvador, ma i posti migliori sono sempre quelli in cui vengono prodotti. Feira de Santana è celebre per il cuoio; Maragojipinho, Rio Real e Cachoeira per le terrecotte; Caldas do Jorro, Caldas de Cipo e Itaparica per gli oggetti di paglia; Rio de Contas e Muritiba per i metalli; Ilha de Maré per i merletti; Jequié, Valença e Feira de Santana si distinguono anche per la lavorazione del legno. A Santo Antônio de Jesus, Rio de Contas e Monte Santo si producono articoli in pelle e argento.

Parque Nacional da Chapada Diamantina

All’interno di questo parco nazionale, che ha una superficie di 1520 kmq, le cascate che scendono dalle montagne e dagli altopiani dei Monti Sincora confluiscono in fiumi e ru­scelli che attraversano verdi vallate formando incantevoli laghetti in cui si può nuotare. Una vastissima rete di sentieri escursionistici è punteggiata di cactus ed elicrisi in alcuni punti, e di filodendri, velosie, orchidee e altre bromeliacee (sfuggite allo scempio dei visitatori poco rispettosi dell’ambiente) in altri. Diverse specie di scimmie saltano tra gli alberi su cui stanno appollaiate le araras (are), mentre veados (cervi) s’infilano nelle grotte e mocós (roditori della zona) e cutia (aguti) corrono furtivi nel sottobosco. Anche se potreste vedere un paio di onça pintada (giaguari) affilarsi le unghie su un alto albero, è molto più probabile incrociare un bel quati (piccolo carnivoro dal pelo lungo con una coda a strisce gialle e marroni).

La straordinaria bellezza naturale della regione e la tranquillità delle sue cittadine co­loniali attirano da decenni un flusso costante di visitatori brasiliani e stranieri; alcuni non sono più ripartiti. I nuovi residenti, colpiti dal degrado dell’ambiente e dall’impoverimento della fauna selvatica, avviarono un vivace movimento ambientalista in contrapposizio­ne alla mentalità dei cercatori di diamanti e di molti abitanti del posto. Dopo sei anni di battaglie burocratiche, nel 1985 il lavoro del biologo Roy Funch contribuì a convincere il governo a istituire il Parque Nacional da Chapada Diamantina.

Il parco dispone di infrastrutture minime per i visitatori. Gli autobus sono pochi e sporadici, in particolare quelli per le zone più remote; tuttavia è possibile campeggiare o pernottare gratuitamente nelle piccole grotte senza bisogno di autorizzazione; vi serviranno zaini, sacchi a pelo e tende, che si possono noleggiare facilmente a Lençóis, e indumenti caldi.

Gli escursionisti esperti e motivati possono acquistare una cartina dettagliata della vasta zona di Chapada Diamantina nei negozi di Lençóis.

Geologia

Secondo i geologi, i diamanti di Chapada Diamantina si formarono milioni di anni fa nei pressi dell’odierna Namibia (Bahia, infatti, era contigua all’Africa prima della deriva dei continenti). Le gemme, mescolate ad altre pietre, finirono nelle profondità del mare che ricopriva quello che oggi è l’entroterra del Brasile e, quando i fondali si solidificarono, vi rimasero imprigionate. Questo strato di conglomerato si sollevò poi verso la superficie e le forze erosive libera­rono i diamanti, che andarono a posarsi nel letto dei fiumi.

Gite in giornata ed escursioni organizzate

La gita in giornata più amata nel parco con­duce in cima alla cascata più alta del Brasile: Cachoeira da Fumaça (Cascata del Fumo), chiamata così perché, prima di terminare il suo salto di 420 m, l’acqua evapora e si trasforma in nebbia. Per questa escursione a piedi di 6 km è necessaria una guida, perciò rivolgetevi a un’agenzia di Lençóis. In alter­nativa potete partire dal villaggio più vicino, Capão (su strada, 80 km a ovest di Lençóis), dove si trovano diverse pousadas e alcune agenzie di viaggi. La vicina, e quasi mistica, Vale do Capão, o Caeté‑Açu, ha richiamato una comunità internazionale di persone interessate a uno stile di vita alternativo che contempla il ritorno alla natura.

Percorrendo la strada all’esterno del parco, Palmeiras (54 km a ovest di Lençóis in au­tomobile) è una sonnolenta cittadina situata in una posizione scenografica lungo il fiume, nelle cui vie si affacciano case in colori vivaci e un paio di pousadas economiche.

Gli escursionisti possono seguire il sentie­ro lungo il Barro Branco tra Lençóis e Morro do Pai Inácio, una vetta alta 1120 m da cui si ammira un panorama magnifico su una val­lata pianeggiante. Tenete presente che sono necessarie dalle quattro alle cinque ore di marcia per il tragitto di andata e altrettante per quello di ritorno.

Immediatamente a sud-ovest di Lençóis, a monte di Ribeirão do Meio, c’è l’incantevole Cachoeira do Sossêgo, una cascata con una profonda piscina naturale alla base e spor­genze di roccia da cui tuffarsi. L’escursione di 7 km si snoda lungo un percorso acciden­tato sulle rocce del letto del fiume, che non andrebbe affrontato senza una guida o se la pioggia o l’acqua alta hanno reso scivolose le rocce ricoperte di licheni.

La Gruta do Lapão, probabilmente la più grande grotta in arenaria del Sud America, si trova a soli 5 km di cammino a nord di Lençóis. È necessario ingaggiare una guida poiché il percorso è accidentato.

Il ‘Pantanal di Chapada’, chiamato anche Marimbus, è una microregione paludosa che si estende 94 km a sud di Lençóis, dove si può andare in canoa o kayak e pescare tucunarés (pesci pavone), osservando capibara e jacarés (caimani). H2O Travel Adventures e altre agenzie di Lençóis organizzano escursioni in kayak in questa zona.

Escursioni più lunghe

Orientarsi nei percorsi più lunghi potrebbe essere difficoltoso, perciò è assolutamente consigliato affidarsi a una guida. I trekking con guida durano da due a otto giorni e gli itinerari vengono studiati in base alle esigenze del gruppo. In genere comportano pernottamenti in campeggio e in abitazioni locali e pousadas.

La base della Fumaça

Questa bellissima ma faticosa escursione di 36 km attraversa il parco nazionale da Lençóis a Capão in tre giorni. Lungo il tra­gitto si fanno deviazioni verso altre cascate e si raggiunge la base della Cachoeira da Fumaça. Si può anche aggiungere un giorno per tornare a Lençóis oppure proseguire lungo il Grande Circuito. Tenete presente che a volte la zona intorno alla base della Fumaça è estremamente affollata, perciò potreste dover condividere la vostra grotta con compagni inaspettati.

Vale do Patí

Questa escursione, che consigliamo, effettua un circuito da Vale do Capão e può durare da quattro a sei giorni a seconda delle devia­zioni lungo il percorso principale. Con ogni probabilità avrete i sentieri a vostra completa disposizione e la vista sulle pianure e sull’al­topiano di Chapada è magnifica. È possibile fermarsi presso un’abitazione locale per un pasto o per la notte: viaggiando con una guida del posto vi sarà più facile contrattare sul prezzo.

Il Grande Circuito

Il Grande Circuito del parco nazionale copre circa 100 km ed è preferibile percorrerlo in senso antiorario. Si impiegano circa cinque giorni, che diventano almeno otto facendo delle deviazioni. Se non volete portarvi die­tro l’attrezzatura da campeggio e una scorta sufficiente di provviste, è preferibile farsi accompagnare da una guida esperta, che vi aiuterà a trovare vitto e alloggio nelle case che incontrerete lungo il cammino.

Il primo giorno si percorre il tratto da Lençóis a Vale do Capão (25 km, circa 7 h) e lungo il tragitto è possibile fare un’escur­sione alla cima della Cachoeira da Fumaça.

Dalla zona chiamata Bomba a Vale do Capão si prosegue attraversando la bellis-sima regione pianeggiante di Gerais do Vieira e gli altopiani del Rio Preto fino alla Vale do Patí, dove si pianta la tenda; se avete una guida, probabilmente verrete accolti da una famiglia del posto.

Il giorno successivo si può percorrere tutto il tratto fino ad Andaraí, oppure decidere di trascorrere uno o due giorni (opzione con­sigliata) nella Vale do Patí, per ammirare la splendida cascata del Cachoeirão e il monte Morro do Castelo, prima di proseguire.

Una volta giunti ad Andaraí, vi consiglia-mo di fare le escursioni al Poço Encantado (a 56 km da Andaraí) e ai suggestivi ruderi in pietra di Igatu (a 12 km da Andaraí), che risalgono all’epoca del boom dei dia­manti.

La maggior parte dei visitatori sceglie di spostarsi da Andaraí a Lençóis con un mezzo di trasporto, poiché l’alternativa è camminare lungo una strada sterrata poco interessante. Se volete comunque proseguire a piedi, pre­vedete due giorni, con campeggio la prima notte lungo il Rio Roncador.

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