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In viaggio

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Sto scrivendo una nuova raccolta di racconti ambientati a Rio e in Italia. Quelli carioca riguardano la favela e i quartieri di Humaita’ e Copacabana per la maggior parte. I protagonisti sono missionari, barboni, narcotrafficanti e un prete, don Matteo, accanito lettore del Vangelo, idealista, diviso interiormente, corroso dai dubbi e dalle tentazioni… I racconti italiani sono essenzialmente racconti di viaggio. Ne trovate alcuni in questo blog (segue ora uno dei miei preferiti intitolato “In viaggio” e scritto sul treno che da Lecce mi riportava nelle Marche).

Sto cercando un editore per la raccolta. Se qualcuno è interessato e vuole leggere una quarantina di pagine, si faccia avanti a matteogennari@gmail.com

IN VIAGGIO

Ermanno è di Misano Adriatico, ha 53 anni, quando era più giovane faceva cagnara e si lasciava un po’ andare con l’alcool ma oggi no, oggi si controlla, quando il treno si ferma però, non ad ogni fermata ma quasi, lui si accende una sigaretta e la fuma rapidamente con la testa tra le porte.

La Bulgara invece fuma in bagno e quando torna nel vagone emana un forte odore mal nascosto dalle caramelline alla menta. Ha più di cinquant’anni, fisico atletico, ci tiene alla linea, pantaloni strappati, stivaloni, dieci anni fa era una gnocca.

Davanti alla Bulgara c’è la Brasiliana (di mia conoscenza) che tenta, discreta, di leggere un libro o finge di leggere perché un po’ la annoiano tutte queste parole in treno. E poi a lei la politica italiana non interessa.

Infatti il Ballerino (è di Molfetta, sta tornando a casa, ha lavorato per la televisione italiana a Roma con buone prospettive di carriera ma la famiglia è la famiglia e la sua ora l’aspetta) infatti il Ballerino commenta:

  • Abbiamo provato un po’ di tutto. Adesso proviamo il Movimento a Cinque Stelle. Lasciamoli lavorare e vediamo cosa sono capaci di fare.
  • A Roma hanno sbagliato – replica la Bulgara che vive a Foggia da 30 anni, ci venne in ferie quando il suo paese era ancora comunista, incontrò l’attuale marito, s’innamorarono… – A Roma non ci dovevano mettere una donna, è una piazza troppo difficile, troppa mafia, troppa confusione, hai visto cos’hanno combinato con i mezzi pubblici? E la spazzatura?
  • Sì, Roma è invivibile – ribatte il Ballerino – però offre possibilità per chi lavora con l’arte e io sono un artista – il suo sguardo è sognante – sempre ho in mente una nuova coreografia, voglio fare il regista, ho già un po’ di esperienza e anche ora in treno mi vengono in mente certe cose…

Nel vagone c’è Guido, studente di Campobasso nella facoltà Economia e Commercio di Bologna. E’ alto, scuro, magro, indossa scarponcini neri. E’ preparato un po’ su tutto e smonta le promesse elettorali dei politici – Non ci sono i soldi per pagare il reddito di cittadinanza, non ci sono i soldi per ridurre le tasse. Li vogliono prendere dai fondi pensione ma l’INPS non può sostenere questi costi.

  • Tu l’hai visto Berlusconi mentre dice bugie agli italiani? – commento io che ero in Italia nel 1994 durante la prima campagna elettorale berlusconiana e rivedere oggi il genio di Arcore in tv che ripete le stesse cose mi fa effetto – Ha gli stessi capelli del ’94, la stessa pelle, la stessa espressione d’allora. Nemmeno i denti sono i suoi, è tutto rifatto. Se gli togli la maschera, rimane un teschio consumato. Forse Berlusconi è uno zombie o un extraterrestre, è venuto dallo spazio, non è umano!

Gli astanti mi guardano sbigottiti. La Bulgara dice: – Berlusconi ha sbagliato ma non era poi così male. E anche al mio paese, a Foggia, la pensano così. E pensano pure che Mussolini, nonostante gli errori, abbia fatto un po’ di bene a questo paese.

  • Mussolini ha firmato le leggi razziali, gli accordi con Hitler, ha portato l’Italia in guerra anche se non eravamo preparati. E’ grazie a Mussolini che l’Italia è stata bombardata, è grazie a lui che molti italiani sono morti nei lager nazisti – chioso.

Intanto Guido di Campobasso si alza, deve rispondere al telefono. E’ un amico o un parente. Lui parla della preparazione degli esami nell’Università di Bologna, dice che ora studia molto di più, è soddisfatto del cambiamento, l’Università di Napoli non era all’altezza delle sue aspettative.

Ermanno, il romagnolo tracagnotto, si alza ogni cinque minuti per controllare se siamo già arrivati a Pescara.

La Brasiliana osserva tutti di sottecchi e pensa al futuro suo e mio, alla nostra famiglia, è preoccupata. Anche io sono preoccupato per lei, per me, per i nostri figli e per il mondo intero. Niente va come deve andare.

Il primo ad abbandonarci è il romagnolo che ci tiene a lasciarmi il suo numero di telefono. E’ un muratore, un ottimo professionista e sta lavorando presso un residence nel pescarese. Poi ci abbandona lo studente di Campobasso al quale raccomando, con un po’ di vergogna, di leggere almeno uno dei miei libri. Il ballerino di Molfetta (faccia pulita, è bello e felice) ci augura ogni bene ed è seguito dalla signora bulgara che mi chiede di aiutarla ad appoggiare la valigia sulla banchina di Foggia.

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