Home attualità La brasiliana EMBRACO chiude lo stabilimento di Torino .

La brasiliana EMBRACO chiude lo stabilimento di Torino .

5
CONDIVIDI

“On January 10, 2018, Whirlpool Corporation (the “Company”) announced certain restructuring actions related to streamlining operations in its Embraco compressor business.   Company management authorized such restructuring actions on January 4, 2018.  These actions are expected to result in ceasing operations and ending production at Embraco’s Riva Presso Chieri (Turin), Italy facility in 2018, and concentrating the assembly and manufacturing of compressors in Embraco’s other manufacturing centers.  The Company currently anticipates that approximately 500 positions would be impacted by these actions. The Company expects these actions to be substantially complete in 2018.”

Con questa comunicazione fatta dalla Whirpool alla SEC ( La CONSOB americana ) il 10 Gennaio di quest’anno , l’azienda statunitense comunicava la previsione di chiusura dello stabilimento torinese della sua controllata EMBRACO ( Gruppo brasiiliano con sede a Joinville  nello stato di Santa Catarina ) specializzata nella produzione di compressori ermertici per i frigoriferi . La comunicazione non lo dice ,ma l’intenzione della Whirpool è quella di concentrare la produzione nell’esistente stabilimento slovacco .

La EMBRACO ha circa 9600 dipendenti distribuiti in tutto il mondo con fabbriche in Europa ( Italia ,Slovacchia , Russia ), Asia ( Cina ) ed  America ( Brasile , Messico , USA ) ed ha la capacità di produrre  37 milioni di compressori per anno . Come tutte le buone multinazionali si localizza ma non si radicalizza , sempre pronta a dirigersi laddove i fattori produttivi ( leggi forza lavoro ) sono più favorevoli , le tasse più basse o il mercato locale estremamente allettante o protetto da regole che rendono improponibile la importazione di compressori prodotti fuori del paese .

Il caso EMBRACO non è nè il primo nè sarà l’ultimo : io stesso nella mia carriera ho vissuto questa esperienza quando la Texas Instruments Italia localizzata ad Aversa decise di chiudere la sua divisione Materiali e Controlli ( Incidentalmente vevivano prodotti parti per il compressore frigorifero )  e trasferirla in un paese dell’est europa . La caduta dei muri e l’unione europea significa anche questo , direi soprattutto questo .

E’ dunque con grande sorpresa osservare che ,dopo decine di anni da quello storico evento , un Ministro dell’Industria italiano ancora si scandalizza per quello che oggi si è concretizzato : la conferma del licenziamenti di circa 500 dipendenti della EMBRACO senza possibilità di ricorrere alla cassa integrazione avendo l’Azienda  escluso possibili  ristrutturazioni ed il trasferimento delle attività produttive in Slovacchia .

I giornali parlano di un ministro Calenda infuriato con l’Azienda e pronto a chiedere un intervento di Bruxelles.  “Non incontrerò più questa gentaglia”. Carlo Calenda chiude con Embraco e sposta la partita sullo stabilimento di Riva di Chieri in Europa, stanco di confrontarsi con un’azienda “che ci ha risposto negativamente e ci ha detto che deve licenziare subito: ci troviamo di fronte al peggior caso di multinazionale irresponsabile nei confronti dei lavoratori e senza rispetto per il governo”.

Calenda ha parlato di una “competizione non leale” da parte della Slovacchia, accusata di attirare le multinazionali offrendo condizioni di gran vantaggio anche grazie ai Fondi strutturali europei, che teoricamente non potrebbero esser usati per attirare  le società. “Hanno cinque milioni di abitanti e si sono da poco affacciati al mercato: è come amministrare una grande città con l’aiuto dei Fondi europei. Così è facile”, ha attaccato Calenda.

Ora mi chiedo : chi ha voluto incorporare nella Unione Europea paesi tanto eterogenei non sapeva a cosa si sarebbe andato incontro  ?  Questa guerra tra poveri era tranquillamente prevedibile da oltre dieci anni .

Cosa avrebbe dovuto fare per evitare questo il governo di una nazione come l’Italia che è tra l’altro  tra i membri fondatori della Unione ? La risposta è straordinariamente semplice anche se oggi non è più attuabile a causa del tempo trascorso . Si chiama ricerca , innovazione e lavoro  ovvero esattamente l’opposto di quello che è stato fatto dal governo italiano nel corso di questi ultimi 20 anni . La fuga dei cervelli ne è solo un esempio plateale ma non l’unico . Ed è  per questo che nel 2018 un ministro del governo si infuria perchè una fabbrica di compressori per  frigoriferi decide di andarsene . In realtà si sarebbe dovuto infuriare perchè nel 2018 ancora esiste una fabbrica di compressori per frigoriferi in Italia !!

A quest’ora noi dovremmo progettare microchips per l’immenso mercato della IOT ( Internet of Things ) , avere gruppi di giovani attivi nel mercato dei giochi elettronici , progettare nano -macchine , MEMS , ecc come si fa nei paesi europei evoluti : Germania e Francia .

Dopo 10 anni di assenza dalla vita lavorativa italiana trovo un Paese ancora più stremato , dove siamo alla guerra tra poveri , dove l’emigrato è visto come colui che toglie “lavoro” agli italiani . Ma di quale lavoro stiamo parlando ? E mentre le elezioni si avvicinano il governo in carica continua a presentare i suoi ” positivi ” risultati  : economia in crescita , anche se di poco e lumicino  in Europa , disoccupazione  in calo grazie al fatto che oramai cresce l’esercito degli scoraggiati che il lavoro vero nemmeno lo cerca più . E’ di ieri la notizia di un concorso per 20 infermieri a cui si sono presentati oltre 2000 candidati .

5 Commenti

  1. la questione è che in slovacchia i salari medi sono la metà che in italia.
    e avere una moneta unica non aiuta.
    abbiamo uno stato che non può più investire nell’economia.
    avevamo delle eccellenze tecnologiche private (es. olivetti) che sono state cancellate ad opera di entità straniere tramite manovalanza nazionale.
    siamo in balia dei voleri d’oltralpe e oltreoceano che usano personaggi nazionali (traditori) asserviti e foraggiati all’uopo.

  2. in Italia industrie in discesa libera incontrollata eppure chi ci rappresenta (rappresentato e rappresenterà) è e sarà sempre arrogante a parole

  3. “In realtà si sarebbe dovuto infuriare perchè nel 2018 ancora esiste una fabbrica di compressori per frigoriferi in Italia”

    antò, non è così.
    quando andiamo a VEDERE i dati, nel mondo più avanzato i settori dominanti sono sempre quelli classici. l’elettronica ultratecnologica (di cui si parla troppo e a sproposito) non può che coprire un’infima parte del pil.
    guarda qua i maggiori settori d’esportazione della germania (tra l’altro sono gli stessi dell’italia): meccanica, automobili, farmaci, metalli, chimica, alimentari

    https://atlas.media.mit.edu/it/profile/country/deu/

    • Caro Lucio

      ho letto il link che mi hai passato , ecco cosa dice :

      Le prime esportazioni Germania sono Cars ($150 miliardi), ($75,3 miliardi), Ricambi ($56,3 miliardi), Medicamenti Packaged ($48,3 miliardi) e Aerei, Elicotteri, e / o veicoli spaziali ($34,6 miliardi) ”

      Come vedi di tratta di prodotti di alta tecnologia non viti e chiodi che pure sono prodotti meccanici o compressori ermetici per frigoriferi . Quest’ultimo è un prodotto maturo con bassissimi margini di guadagno essendo basata su tecnologie del secolo scorso . Ecco perchè ti dico che la campagna che sta portando avanti il ministro Calenda , che dice di avere contatti con possibili investitori , è tutta una montatura a scopo puramente elettorale . Non esiste una impresa che acquisterebbe una fabbrica di prodotti maturi in un paese come l’Italia che ha il costo del lavoro doppio dei paesi dell’est e soprattutto mettendosi in competizione con EMBRACO che ha una capacità di produzione di 37 milioni di compressori l’anno . Naturalmente parliamo di capacità , non di effettiva produzione che potrebbe essere anche solo il 50-60% della capacità .

      MI potresti rispondere dicendo che anche sulla pasta ci sono bassi margini di guadagno ed io ti risponderei che hai ragione .L’altro giorno un chilo di pasta Barilla si comprava in offerta a 0,75 euro ! Ci sarà un motivo perchè nonostante si parti tanto di Made in Italia continuiamo ad essere il fanalino di coda dell’Europa che conta .

      Non sarà che questo Made n Italy è un altro specchietto luccicante per ingannare gli italiani ? Lo dico dopo aver appreso un paio di settimane fa della vendita di Italo al fondo americano Global Infrastructures Partners per 2 miliardi di euro . I patron Montezemolo e Della Valle , noti portabandiera del made in Italy hanno intascato ciascuno centinaia di milioni di euro di profitto .Eppure all’inizio la cordata italiana aveva vinto .I due volponi si sono naturalmente subito dissociati con le tasche piene … che ipocrisia.
      L’imprenditore del marchio Tod’s è stato tra i fondatori del servizio concorrente al Frecciarossa. dalla vendita al fondo americano Gip incassa oltre 343 milioni, ma assieme al presidente Luca Montezemolo e all’ad Flavio Cattaneo era per proseguire l’iter di quotazione
      in borsa .

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here