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Il Brasile lancia la candidatura per il Consiglio di sicurezza dell’ONU

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Il Paese vuole occupare un seggio non permanente nel biennio 2022-2023


Il Brasile ha annunciato mercoledì la sua candidatura per un seggio non permanente al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per il biennio 2022-2023.
Il Paese chiede uno dei due posti per le nazioni dell’America Latina e dei Caraibi, ora occupate dal Perù e dalla Bolivia. L’ultima volta che il Brasile è entrato a far parte del Consiglio è stato nel 2010-2011. Se eletto, sarà il suo undicesimo mandato in carica.
“La partecipazione brasiliana al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel biennio 2022-2023 permetterà al paese, nel bicentenario della sua indipendenza, di contribuire direttamente alle principali decisioni sulla pace e la sicurezza internazionali”, dice una nota del ministro degli Esteri Aloysio Nunes Ferreira.
Il Brasile è anche uno dei difensori della riforma del Consiglio di sicurezza e l’espansione del numero di seggi permanenti, ora occupati da cinque paesi: Cina, Stati Uniti, Francia, Regno Unito e Russia, tutti con potere di veto. Complessivamente, il corpo comprende 15 nazioni.

8 Commenti

  1. spero che non glielo diano, visto che da 2 anni è diventato vergognosamente filoamericano ed ha abbandonato, nella pratica, i BRICS. ma forse proprio per questo glielo daranno.

    • il Brasile essendo un Paese “giovane” e “sregolato” ha bisogno di modelli di riferimento perchè il fai da te è pericoloso perchè dal fai da te mai è uscita una democrazia anche raffazzonata come quella degli USA. Penso che se il Brasile avesse preso a riferimento l’Inghilterra o la Germania probabilmente sarebbe arrivato ad una democrazia molto meno raffazzonata.

      • non concordo.
        1) dal 1700 al 1940 il modello del brasile e il primo alleato e creditore (e sfruttatore) fu proprio l’inghilterra (che era da sempre sponsor del portogallo in chiave anti-impero-spagnolo).
        2) farsi derubare da entità estere non mi pare un buon modello di democrazia
        3) la germania nell’800 era sponsor del paraguay che era diventato il maggior polo industriale delle americhe. l’inghilterra PAGO’ brasile, argentina e uruguai per fare guerra al paraguai per distruggerne le velleità industriali (e fu una guarra di sterminio, con milioni di morti civili). da allora il paraguay non si risollevò mai più, anche se mantenne sottobosco la vocazione produttiva (giratasi però verso il contrabbando, un po’ la stessa cosa accaduta a napoli dopo l’unificazione).
        l’inghilterra s’è sempre comportata così: milioni di morti per difendere i propri interessi, altro che hitler… e dopo la 2a guarra mondiale gli usa ne hanno raccolto eredità e “modi”.

          • alcune cose che ho scritto sono storia, non punti di vista. e lo ammettono gli stessi interessati:

            “stavolta rimandiamo l’Irak all’età della pietra a suon di bombe, perché Saddam non fa come i principi sauditi, che spendono tutto l’introito petrolifero in puttane e champagne a Parigi; no, quello con i soldi ci fa ferrovie, dighe, centrali elettriche, università! Quello sta rendendo il paese una media potenza industriale! Un paese moderno, una potenza regionale! Questo è una minaccia per Israele, che Israele non può tollerare!” (Edward Luttwak, politologo americano, ebreo, di destra).

            proprio oggi mi sono imbattuto in un piccolo esempio di come si comportano le “democrazie modello”:

            http://federicodezzani.altervista.org/olio-di-palma-come-costruire-un-embargo-commerciale/

          • Lucio, se non sono punti di vista differenti sono interpretazioni differenti. Su questo principio non puoi non concordare. Sono argomenti che meriterebbero approfondimenti impossibili su qualsiasi blog.

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