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La città meravigliosa

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Chi comanda in favela è Johnny, i giornali hanno scritto cose diverse ma i miei amici confermano: chi comanda oggi nella favela Rocinha è Johnny. I giornali hanno scritto di un conflitto tra il genero di Nem (antico capo legato a Amigos Dos Amigos e forse passato oggi alla fazione Terceiro Comando Puro), i giornali hanno scritto di un conflitto tra il genero di Nem, marito della figlia, quella stessa figlia che da piccola con la sua deformazione offrì al padre la scusa per entrare nel narcotraffico offrendo i suoi servigi in cambio delle spese per operazione chirurgica e medicinali, i giornali hanno scritto di un conflitto tra il genero di Nem, soprannominato Modelo per la sua bellezza e per il vezzo di farsi fotografare in pose da… modello, e il braccio destro di Rogerio 157, antico capo oggi, come Nem, in prigione e legato a Comando Vermelho, braccio destro soprannominato O Genio per le indiscusse doti strategiche espresse prima, durante e dopo gli scontri del settembre duemiladiciassette.

Secondo i giornali gli scontri a fuoco in favela sarebbero dovuti alle contese territoriali tra la fazione Comando Vermelho legata a Rogerio 157 e, quindi, a Genio e la fazione Amigos Dos Amigos legata a Nem e quindi a Modelo. Sempre secondo i giornali però lo scenario sarebbe in continua evoluzione e Nem, in prigione, avrebbe deciso di passare alla fazione Terceiro Comando Puro (quella che nel centro della città e vicino all’aeroporto internazionale gestisce favelas divenute evangeliche nelle quali chi segue dottrine spiritiste afro discendenti viene riempito di botte e espulso). Nem avrebbe preso questa dolorosa decisione per assecondare l’ingresso nella guerra del narcotraffico di Rio della fortissima fazione di San Paolo chiamata Primeiro Comando da Capital, PCC, la quale monopolizza ormai la vendita di droga nella capitale paulista e con buon piglio imprenditoriale starebbe tentando di allargarsi, cercando di entrare nel dinamico mercato carioca. I miei amici però, che poco sanno di San Paolo e dei tentativi di PCC di entrare in conflitto con CV e ADA, alleandosi con TCP, conoscono bene la Rocinha e mi hanno confermato: chi comanda oggi è Johnny, un ragazzetto amico di Rogerio 157, quindi affiliato a Comando Vermelho, che era compagno di banco nella scuola pubblica di Gavea, quartiere altolocato vicino alla Rocinha, era compagno e amico fraterno di ***, mio amico personale e fonte di varie informazioni.

Johnny è un tipo calmo, riflessivo, legato più al business della droga che a quello delle armi, il cui intento è quello di ritornare al basso profilo, alla vendita discreta e costante di cocaina e marijuana agli abitanti della favela e a quelli dei dintorni, evitando inutili spargimenti di sangue. Il potere comunque non è saldamente nelle mani di Johnny, continua ad esistere il rischio di una nuova invasione di ADA, istigata da Nem (dalla prigione) e capeggiata da Modelo, o di TCP, istigata da Nem (dalla prigione) e da Primeiro Comando da Capital che fornirebbe armi e munizioni ghiotto com’è di impadronirsi dei punti di vendita di droga della favela.

Se allarghiamo l’orizzonte, se usiamo una lente maggiore ci accorgiamo che questi conflitti segnano solo una parte del puzzle chiamato Rio de Janeiro. L’altra parte si chiama Milicia, Milizia in italiano, ed è costituita da interi quartieri e favelas comandati non dal narcotraffico ma da banditi che di mestiere fanno i poliziotti. In tali zone (Rio das Pedras, Madureira, i comuni della Baixada Fluminense, e tante altre) la presenza di criminali in bermuda, a torso nudo è ridotta al minimo. Al minimo sono ridotte le sparatorie. Chi vi abita però è obbligato a pagare una tassa ai poliziotti in cambio della sicurezza, di internet, del gas, dell’acqua corrente. Proibito è rubare, chi è colto sul fatto viene ammazzato. Proibito è investigare, chi cerca di dare un volto e un nome agli anonimi pseudo agenti dello stato viene brutalmente assassinato. Tali agenti si muovono dentro macchine i cui vetri sono scuri, ammazzano in gruppo soprattutto quando i nemici (contravventori delle leggi di convivenza non scritte, oppositori, banditi, narcos o poliziotti di battaglioni – fazioni rivali) sono riuniti nei bar a bere birra. La recente morte in pieno centro di Marielle Franco, eletta circa un anno fa con quarantaseimila voti, rappresentante del partito PSOL (Partito Socialismo e Libertà) nell’assemblea comunale di Rio, sembra possa essere imputata alla Milizia. La modalità dell’assassinio (macchina parcheggiata in attesa, pedinamento, spari puntuali con buona mira) ricorda omicidi precedenti, uno su tutti, quello del giudice donna Patricia Acioli ammazzata mentre era alla guida della sua macchina, a Niteroi. Patricia, come Marielle, investigava l’operato della Milizia e non si dava per vinta nemmeno di fronte agli insulti e alle minacce…

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