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La crisi non è uguale per tutti

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Il 2017  è stato un anno di crisi per il Brasile ? Sicuramente non per tutti e certamente non per le banche brasiliane che continuano ,nonostante inadempienza e crisi immobiliare , a macinare  utili record .

Vediamo i principali attori : la Caixa ha dichiarato per il 2017 un lucro liquido ( lordo ) di R$ 12,5 bilhões, 202,6% superiore a quanto registrato nel 2016 ed in assoluto il maggiore della sua storia .

Sempre in riferimento al 2017 , il  Bradesco ha dichiarato un lucro liquido di  R$ 14,65 bilhões .  Itaú Unibanco ha fatto registrare un lucro liquido pari a R$ 23,96 bilhões.  Il Banco  Santander ” solo ”  R$ 7,99 bilhões mentre il  Banco do Brasil ha ottenuto un lucro di  R$ 11 bilhões .

81 Commenti

  1. Hanno superato la Petrobras prosciugata nella classifica delle imporese piu’ redditizie in Brasile!
    Non ho mai visto un popolo tanto incline ad indebitarsi, e’ fuori da ogni mia logica e mentalita’..come si fa’ a comprare la benzina in 3X !!??

    • domandati anche come si fa a comprare la benzina “renovada” in 3X. la risposta è semplice, in Brasile quando hanno contanti a disposizione hanno altre priorità meno ludiche ma vitali (a parte i drogati e gli ubriaconi che ormai sono a “ruota libera”)

      • “Non ho mai visto un popolo tanto incline ad indebitarsi, e’ fuori da ogni mia logica e mentalita’”
        e ha ragione…

          • ..io l’ho comprata/e sempre a vista ma posso metterci la benzina sempre! Quello che non posso permettermi non lo compro ne mai lo comprero’! Spiegami l utilita’ di un ‘ auto col serbatoio vuoto

        • …o perchè sono capacissimi di squagliarsi 20 K reais in una sola serata per una banalissima festa di compleanno del nipote di sette anni…o perchè ogni 2 settimane fanno un costosissimo churrasco con palate di invitati (che ovviamente non contribuiscono neanche con un pacchetto di caffè) neanche fossero i figli di Bill Gates…poi la lamentela generale che l’università per i figli costa (entrare in una federale o statale che è gratis richiede un punteggio altissimo ENEM, dunque i più sono costretti a ripiegare sulle particulares). ma avete poi mai visto le famose feste dei 15 anni delle figlie? vabbè che è tradizione del Mercosul (anche l’Argentina ce l’ha), ma ho visto persone che si sono squagliati per quel solo giorno il doppio del prezzo del mio intero corso universitario attuale…se aprissero un investimento riuscirebbero poi con gli interessi a pagarsi il “superior em enfermagem”.
          mai visto niente del genere in nessun altro paese (eccettuata forse l’Argentina)

    • Infatti le pago io . Uno di questi ” splendidi ” cognato di un mio caro amico italiano si è presentato un giorno a casa mia chiedendomi R$2000 in prestito per la festa del figlio . La giustificazione era che il datore di lavoro stava ritardando di pagargli le ferie non consumate . Poichè eravamo tra gli invitati ho acconsentito al prestito senza pretendere alcun interesse come lui stesso voleva riconoscerci . Finita la festa lo ” splendido ” si è dissolto e , nonostante innumerevoli messaggi e telefonate non abbiamo mai visto un centavos .

        • Aggiungo che, se cobri loro i soldi prestati a tasso zero, si arrabbiano pure; in pratica la mentalita´e´che chi presta i soldi e dopo un tempo li richiede indietro, e´in errore, non chi non li restituisce!!
          Noi siamo abituati che ringraziamo al prestito, e ringraziamo 2 volte quando li restituiamo!!

          Carmine.

          • Carmine, gli regali qualcosa e alcuni (non tutti, a onor del vero, ho proprio visto che cambia a seconda della classe sociale/area geografica di appartenenza) neanche un grazie, forse credono che gli sia tutto dovuto

    • come fai a non vederlo, Francesco? una voltqa che sono indebitati fino al collo e questa piaga si è allargata a macchia d’olio, prima o poi busseranno alla tua porta per farti fare da “fiado”. ok, “fiado” mai, è un bel rischio, inutile dire che poi andranno puntualmente a pignorare te. oppure per chiedere il famoso prestito (che 9 volte su 10 non rivedrai mai più, vedi vivereinbrasile con lo splendido). ok, anche a questo puoi dire di no, ma fino a un certo punto…metti che si tratta di un tuo stretto familiare e poi finisce in stato di bisogno, cosa fai? magari gli dirai anche che essendosela cercata s’arrangi, ma ci saranno altri familiari in comune che poi ti si rivolteranno contro (mettici che sia ad es. un nipote di tua moglie) e non ti faranno più vivere, finiresti per cedere fosse anche solo per sfinimento

  2. Foda-se !!

    Nessuno obbliga nessuno a fare nulla, prestare soldi ha chi non li ha non mi sembra un grande affare, poi ognuno fà quello che vuole.

    Bisogna Sempre stare nella posizione di poter mandare a fare in culo Chiunque, in Brasile, Italia o Giappone.

    • Francesco, in Brasile ti potrebbe costare forse anche il divorzio dal coniuge. te ne dico solo una: una coppia di vicini in cui il rapporto si era incrinato perchè lei non aveva voluto ospitare in casa un’amica dell’enteada, vedi tu. e se in Brasile e divorzi non sarai certo in una bella posizione, te lo garantisco: innqnzi tutto rischi di vederti tolto arbitrariamente dalla pf il visto (oggi poi che con la nuova legge migratoria è solo temporaneo, se sei un nuovo ingresso ti rimangono solo 3 mesi per andartene e se hai montato una qualche impresa cosa fai? la vendi a prezzo di banana, come si usa dire qui, perchè non ti danno il tempo materiale di sistemarti? idem per la casa/terreno. se poi il coniuge si incaponisce, con la scusa che è carente, che è lui il brasiliano povero/lei la brasiliana povera, se vuole ti fa nero nero attivando la justiça…e il coniuge carente, uomo o donna che sia, è quello a cui il giudice tende a “abrigar”. insomma, nessuno obbliga nessuno se sei single. se sei coniugato/união estàvel, inutile dirlo, è come essere coproprietario al 50% di un’impresa (se i familiari conviventi sono di più, ragionare per quote identiche), se un socio tira a destra e l’altro a sinistra, crolla il castello. purtroppo quando si vive in famiglia/comunità le decisioni sono collettive per forza di cose, in primis proprio quella dell’utilizzo del denaro. mettici poi brasiliano e straniero: il primo difficilmente si adatta alla cultura del familiare straniero

        • vero, ma queste piccole cose “graziose” troppa gente suppongo che le scopra solo dopo che si è sposato. insomma, uno si sposa per crearsi la SUA di famiglia e non per entrare in una comunità allargata (certo, conformemente alla cultura di origine!). quantomeno se proviene da un paese industrializzato funziona così. non aggiungo capitalista, perchè ci sono paesi a economia di mercato dove comunque non si azzarderebbero mai a “encostarse” e “esbanjar e torrar salàrios”, basti guardare l’Europa orientale più evoluta e alcuni paesi asiatici. cioè, esisterà anche lì, ma non come fenomeno culturale diffuso a macchia d’olio. certo, vero è che è bene prima di sposare una persona straniera conoscere ogni minuzia della sua cultura. delle leggi del paese. del fisco locale. conoscere i familiari di questa persona. etc. e poi decidere oculatamente se prendere o lasciare. ma non trovo neppure bello condannare una persona che magari ha creduto di trovare la sua strada perchè ha fatto i suoi calcoli troppo in fretta, avrà sbagliato, ma quale l’essere umano che non commette errori nella vita?

    • Francesco, a volte, provo pena per queste persone, per questo faccio “beneficenza”, ma cé´un limite a tutto, chiaro!!

      Carmine.

  3. Gli utili delle banche si possono fare in vari modi, si dichiarano spesso per far contenti gli azionisti con un lauto dividendo, per far contenta la borsa dei valori e, non ultimo, per far contento il governo di turno con le tasse che ci si pagano sopra. Il problema è che spesso gli utili si dichiarano anche se non si sono fatti congrui accantonamento e/o svalutazioni in relazione alle inadempienze. E’ quello che è successo a molte banche europee e soprattutto italiane che poi però, sotto imposizione dell’organo di vigilanza e delle norme di Basilea, hanno dovute tutto ricorrere a spaventosi aumenti di capitale (o aiuti di stato) per fronteggiare gli spaventosi “Non Performing Loans”.
    Credo che prima o presto la pacchia finirà anche per le banche brasiliane…..
    Quanto ai prestiti a “amici e parenti acquisiti” penso che prima o poi ci siamo trovato tutti nella brutta situazione di dover decidere se rischiare i soldi o il divorzio. Anche perchè questi maledetti parenti acquisiti non vengono dritti da te a chiedere ma si rivolgono piagnucolanti alla tua consorte che, di fronte a un fratello/sorella bisognoso, non sa dire di no. D’altra parte mi seombra di aver già scritto in qualche commento che, secondo me, per quanti anni vivremo in Brasile e per quanto possiamo brasilianizzarci/integrarci verremo visti sempre come “gringos” e “bancomat viventi” ai loro occhi. Prima o poi cederanno sempre alla tentazione di fotterti. E’ più forte di loro e non solo i parenti purtroppo. Caso tipico sono i commercianti che ti raddoppiano i prezzi o gli artigiani che spariscono con l’acconto. Sempre di furto si tratta. Basta saperlo e adeguarsi di conseguenza predisponendo contromisure. Devo dire che dai fratelli di mia moglie ho sempre ricevuto indietro i soldi rateizzati, con ritardi e senza interessi. L’unico che mi ha fregato è stato mio suocero il quale ha preso un prestito al Banco Itaù con la firma di garanzia di mia moglie e poi non lo ha pagato. Inutile dire come è andata a finire. Ha avuto anche la faccia tosta di richiedermeli di nuovo in seguito: ho fatto finta di non capire. 🙂

  4. MarcoFalco, a parte la questione dei bancomat ambulanti, per cultura radicata tendono a considerare gli europei mão de vaca affetti da pão-durismo, credo che tutti sappiate oramai il significato di queste paroline dispettose. ho sentito fin troppo spesso tacciare gli europei come popoli freddi e materialisti. non dico che il materialismo in Europa sia inesistente (cosa impossibile da verificarsi), ma qui si parla di strati sociali che hanno la totale incapacità di discernere tra le formichine risparmiatrici e i taccagni veri. non sanno distinguere gli uni dagli altri. sono arciconvinti che se qualcuno ha la capacità finanziaria di Bill Gates è tenuto a elargire quantità impressionanti di fondi. il guaio purtroppo sta nel fatto che quando qualche “lascado” va a lavorare per certi plurimiliardari ben volentieri capita che questi non gli offrano neanche un bicchiere d’acqua nel vero senso della parola. regalare cibo e acqua a un tuo lavoratore affamato che s’è fatto i chilometri e chilometri a piedi per venire a lavorare da te perchè non aveva nemmeno gli spiccioli per il bus è più che giusto. riguardo poi a questioni quali “siccome lui è plurimiliardario mi dovrebbe comprare l’automobile” oppure “dovrebbe pagare gli studi di mio figlio ad Harvard” allora qua dico che non sto a dare torto al riccaccione di turno che non lo fa. se i miliardi non li ha rubati a me o a mio nonno non vedo perchè mi dovrebbe comprare l’automobile UNICAMENTE perche “tanto i soldi lui ce li ha e ne ha tanti” . a certe condizioni, a seconda dei casi e delle situazioni, poi non nego che si possa fare tranquillamente anche questo (es. ho mio nipote che ha bisogno come il pane dell’auto perchè altrimenti non può recarsi al lavoro in cui è stato appena assunto dopo parecchio che si dà diligentemente da fare e però versa in situazione di indigenza e non può comprarsela, nulla di male se a seconda delle mie condizioni finanziarie gliene compro una, magari usata ma in buono stato per andare al lavoro), ma quello che di fatto proprio mi sta in uggia sono questi atteggiamenti da indigenti che hanno vere e proprie pretese di vivere da ricchi tanto “papà paga”…

  5. @Nina e @Marcofalco, a proposito di soggetti brasiliani strambi oggi parlavo di prezzo dei carburanti con conoscenti brasiliani e mi è successo di sentire un 50enne piccolo commerciante in difficoltà (come tanti nello Stato di RJ) affermare iperconvinto che voleva comprarsi una Ferrari perchè la Ferrari per fare 100 Km ci impiega 30′ mentre la sua Chevrolet Cruze 60′ consumando quindi piu’ benzina della Ferrari. Sono rimasto senza parole, inutile ribattere anche perchè questo commerciante la Ferrari chissà quando potrà comprarsela ma da come si esprimeva era “decisissimo” e chi ha tentato di ribattere che la velocità della Ferrari, la cilindrata della Ferrari, l’aerodinamica della Ferrari..era rimbalzato. Per lui era solo il fattore tempo del viaggio che “valeva”. Di questi personaggi ce ne sono in ogni dove ma qui in Brasile e in America Latina in genere a me pare che pullulano.

    • ahahah! sì ci sono tanti esempi del genere derivati dalla totale ignoranza della MATEMATICA.
      ieri in tv hanno intervistato un tizio all’aeroporto di sao paulo, cercava soldi per andare a trovare la madre che non vedeva da anni.
      – “quanti anni ha tua madre?”
      – “45”
      – “e tu quanti anni hai?”
      – “37”
      ahahah!

      • …mmmmmm…la matematica, ecco un altro punto dolente. quando gli suggerisci che farebbero meglio a risparmiare, gli chiedi perchè pur essendo “lascados que vivem de salàrio mìnimo” o peggio della “pensão da vovò” non evitano certe spese futili e ti rispondono, faccio esempi standardizzati, possono essere quelli o altri, ma il gionaletto costa solo un real, si ma un real al giorno in un mese fa 30, perchè non lasciar perdere la TV a pagamento come Sky e consimili (che magari un piccolo plano de saùde ambulatorial in una clinica non se lo fanno ma anche se nella miseria hanno TV discovery e consimili e ti rispondono che l’abbonamento è piccolo e tu cerchi (invano?) di fargli capire che in un anno si fa il migliaio di reais e che se ce li avessero in banca invece di buttarli in questo modo alla fine dell’anno li recupererebbero con interessi, mah… mi sono accorta che VERAMENTE non conoscono la matematica, non gli viene VERAMENTE in mente di contare, quando fai le somme cascano dal pero sul serio, mica per scherzo…

        • Nina,
          cosa vorresti imporre ad altre persone?
          Ognuno con i soldi fá quello che vuole, dove stá scritto che i soldi bisogna risparmiarli e non spenderli ?

          • Ci sarebbe anche da dire che molti spendono soldi che non hanno ancora guadagnato, poi si lamentano della bola de neve!!!

            Carmine.

          • Se questa fose una caratteristica ad es. dei Filippini io me ne sbatterei ampiamente, solo che si da’ il caso che con i Brasiliani debba averci a che a fare e la cosa direttamente e/o indirettamente mi pregiudica

          • Lino,
            li paghi tu i débito degli altri ?
            Se é così ti passo um pó dei miei, fammi sapere…

          • Francesco, innanzi tutto non sto imponendo niente a nessuno. il discorso che ho fatto è generalizzato. se un tuo nipote politico ti chiede con gran faccia tosta un cellulare di regalo (ti faccio presente che i brasiliani è raro vederli con il cellulare obsoleto che fa solo chiamate e sms, vanno in giro coi galaxy) e non parlo del nipotino di 4 anni ma del cetriolo di 17/18, che fai? se il nipote politico insiste e pretende? che poi lo stesso a 25 batte ancora la fiacca che tanto ci sono nonna mammà e zii? se il nipote del figlio del cognato pesta i piedi che vuole il samsung J7 e suo padre dopo essersi svenato per non sapergli dire di no viene da te a chiederti i soldi per l’affitto se no l’immobiliaria gli manda lo sfratto, essendo un tuo parente politico, ancora non ti tocca? mettici poi (caso pietoso però accaduto tra italiani ma con parente politico straniero) che tua moglie/marito ti dia del mão de vaca se gli dici di no, non ti tocca nemmeno allora? neanche se devi decidere tra salvare il tuo matrimonio e ridurti nel lastrico o nel cercare di salvare i tuoi soldi rischiando il divorzio (ti ricordo che parecchi divorzi accadono proprio a causa della discordia sullo spendere il denaro, formica e cicala non vanno d’accordo, inutile sperare il contrario) perdi gli uni e l’altro perchè il coniuge carente tra pf e tribunale ti farà più nero del riso venere! anche quello non è un problema tuo? ascolta un po’ Lino, che non sta mica dicendo cretinaggini, anzi. quando convivi con gli altri, sei proprio sicuro che le loro scelte non ti tocchino, nemmeno ti scalfiscono?

          • mi scordavo: e quando il debito pubblico sale vertiginosamente fino a diventare impagabile, proprio per colpa degli spendaccioni seriali che insistono a vivere al di sopra delle loro possibilità e grazie a loro cominciano a saltare le banche bruciandosi anche i tuoi risparmi, vedi un po’ se non ti tocca. il caso della lehmann brothers chi se lo ricorda? grazie alla mania degli americani di spendere più di quanto guadagnavano e conseguentemente crisi dei subprime, guarda un po’ se ha toccato gli scialacquatori. no? infatti loro se la sono cavata perchè le mele marce le hanno vendute all’Europa e sono state alla fine anche le NOSTRE banche italiane a saltare come baionette. con la globalizzazione, oramai, ficchiamoci bene in testa che quello che accade a Dubai ha conseguenze a Roma, quello che accade a Casablanca a Edimburgo, non è più l’epoca dei nostri nonni in cui ognuno si spalava la propria neve. funzionerebbe come dici tu soltanto se esistessero ancora gli Stati sovrani. li hanno demoliti con la pietosa scusante (alla quale si spera sempre meno ci credano) che la monarchia fosse il diavolo con cento paia di corna e ora ci ritroviamo con tutte le conseguenze della deposta sovranità a favore della circolazione…dei panni sporchi altrui
            dite se la matematica non è un’opinione, dato che siamo in argomento scienze esatte…

          • Nina,

            hai parecchia fantasia, mescoli tutto e ti dilunghi troppo, alla quarta riga non ti seguo più; non ho pazienza di leggere, mi spiace.

          • magari fosse fantasia, ma hai letto bene Lino e MarcoFalco? e il nipote politico che vuole regali costosi e ha la sfacciataggine di chiederteli è fantasia? i “fiados” sono pure fantastici? purtroppo certo, se non hai pazienza di leggere, allora un’amara realtà ti appare fantasia sfrenata…poi se vivi in una realtà in cui i brasiliani si comportano da tedeschi, beato te…dicci dove vivi che ci veniamo di corsa…

          • nina,
            ma hai letto il link che ho postato sopra nel mio primo commento?
            il debito PRIVATO italiano è il doppio di quello brasiliano e quello svizzero il sestuplo.
            quanto al debito PUBBLICO quello italiano è doppio di quello brasiliano.

  6. i casi sembrano 2: o “papà paga” oppure i famosi prestação e parcelamento, quel che fa vivere allegramente molto al di sopra delle proprie possibilità. ma dato che è commerciante il parcelamento lo vedo molto più papabile. certo che se poi però la Ferrari la rivende a prezzo ben più alto della compera allora ci guadagna (magari le Ferrari non perdono il loro valore all’uscita dal negozio come le auto comuni…)

  7. Buon pomeriggio a tutti.
    Io mi trovo settimanalmente a parlare di questi argomenti con un mio amico anche lui sposato con una brasiliana. Effettivamente di economia, matematica e qualsiasi argomento dove usare la logica hanno delle difficoltà notevoli, per questo poi combinano dei casini a catena e non escono più dai problemi che loro stessi si sono creati. Io ho imparato a non farmi coinvolgere e adoro questo paese.
    Saluti a tutti
    Stefano

    • Stefano, il fatto che adori questo Paese, come me, è il primo passo per inciampare in qualche problema di qualche parente/amico, come a me successo. Devi amare questo Paese ma in silenzio e intimità. Appena manifesti il tuo amore, sei fatto.

  8. dicasi che anche gli stessi brasiliani ci incappano con i connazionali, a onor del vero. mia cognata ci incappa che è un piacere e non è certo europea…

  9. Ciao Undo, sfortunatamente sono già inciampato in problemi di parenti ma con danni limitati. Tu hai scritto una verità che questo paese bisogna viverlo in silenzio. Chiaramente sono cose che impari con il tempo oggi se c’è un problema in arrivo riesco già a fiutarlo tempo prima, per esempio un cognato che faceva l’imbianchino ha deciso da un giorno all’altro di diventare panettiere ma senza formazione nessun affiancamento niente….e non è che ha iniziato comprando una panetteria, ne ha comprate due, dopo due mesi ne ha chiusa una e dopo due anni non riuscendo più a pagare i debiti è fuggito in Italia. Ho fatto solo un esempio perchè ho una lista di cose non logiche che ho visto che potrei scrivere un libro.

  10. ho pensato alcuni giorni se scrivere qualcosa a proposito del tema “i brasiliani ci scroccano”. perchè poi mi incazzo se gente che non mi conosce mi dà del bugiardo.
    però non è neanche giusto che per questo motivo io non debba dire la mia. allora la dico.
    so benissimo che quello che dite è abbastanza diffuso, ma a me personalmente non è mai successo. e non credo sia solo fortuna.
    anzitutto io negli anni 90 avevo 30 anni, ero bello e prestante e prima di scegliere una tipa per una storia seria ne ho “esaminate a fondo” un centinaio, senza MAI elargire un centesimo, senza mai offrire, aiutare, fare regali. mi sforzavo di sembrare un morto di fame peggio di loro (il contrario di quello che fa di solito il maschio) proprio per allontanare da me a priori le scroccone.
    poi, di quelle 100, una decina le giudicai papabili per farci figli e mi adoperai per conoscerne le famiglie. alla fine ho avuto 2 figli da 2 di queste.
    la strategia ha funzionato perchè nessuno mi ha mai scroccato un centesimo. solo il nonno di mia figlia (sbirro) una volta mi chiese se gli compravo un profumo in italia, lo stroncai sul nascere e mai più mi chiese nulla.
    oltre a questo, tra 4 “suoceri” e 40 cognati nessuno mi ha mai chiesto nulla, e parliamo di gente di classe bassa (contadini, operai, empregade, cassiere di supermercato).
    anzi… il padre della mia compagna ogni volta che andiamo all’interior ci regala carni e frutta. e i suoi fratelli le mandano soldi per le medicine (ha una grave malattia cronica) anche se ho detto loro che non ce n’è bisogno e lei non ha chiesto loro nulla.

    quindi ci sono anche i brasiliani onesti, corretti e generosi.
    secondo me a volte è sbagliato sul nascere l’approccio del gringo medio, LUI sì troppo spendaccione e generoso (infatti qui qualcuno scrive che per vivere sono necessari 10.000 al mese…) e così facendo attira i vampiri…

    p.s. qualche mese fa un’amica della mia compagna ebbe un grave incidente con frattura di una vertebra. ha 35 anni e non potrà mai più lavorare. ha avuto bisogno di comprare un busto rigido, 4000 reais. non mi ha chiesto nulla ma mi sono offerto spontaneamente di regalarle soldi insieme ad altra gente.
    questo per dire che il mio atteggiamento non è di tircheria, in casi eccezionali e di vero bisogno, non ho problemi ad aiutare la gente

    • Lucio, hai mai avuto bisogno economicamente dei Brasiliani? Se no, sono felice per te. Se si, dai tempo al tempo. PS: complimenti per il post

      • cosa intendi?
        averci rapporti professionali (padroni, dipendenti, fornitori, clienti, soci) oppure che ho una difficoltà improvvisa e devo chiedere aiuto?

        • la seconda. e non solo economicamente ma anche solo perchè chiedi aiuto a qualcuno/a per farti la spesa magari perchè sei indisposto.

          • mai avuto problemi di questo tipo, qua in favela mi hanno fatto favoroni (gratis) anche semplici vicini di casa. anche se li cago pochissimo.
            del tipo correre al pronto soccorso con la loro macchina. oppure che mi risolvono problemi elettrici/idraulici e non vogliono soldi. oppure che litigo con un brasiliano LORO amico/parente e difendono ME.

            i parenti della mia compagna poi non ne parliamo… mi adorano proprio e se qualche volta ho avuto con lei brutte litigate hanno difeso ME.

          • ottimo e bene per te! e, sottolineo senza cattiveria, ti auguro che prima o dopo queste brave persone non ti presentino il conto.

  11. lucio, nonostante l’Italia sia indebitata il doppio, ha però minori problemi di ordine pubblico rispetto al Brasile. i quali ci piaccia o no incidono pure sull’economia. la popolazione italiana è poi l’inverso di quella brasiliana (ho sempre ascoltato la solfa “italiani popolo di risparmiatori”). non sarà una questione di oggi, ma alla lunga? anche molto lunga?

  12. C’è PIL e PIL. O meglio c’è PIB e PIL. Come c’è debito pubblico e debito pubblico. In Brasile avere un debito pubblico notevolmente al di sotto del PIB sembrerebbe una buona cosa ma non lo è assolutamente. Mi riferisco alle carenze sociali di questo Paese ed anche al fatto che non vengono pagati stipendi a pubblici funzionari e che, tra poco, non saranno pagate le pensioni. Non tocco il tasto del sistema della salute, della sicurezza e dell’educazione insieme alle infrastrutture. Quindi non sventoliamo tanto la situazione del debito pubblico Brasiliano……….non ce ne assolutamente motivo se non un mero esercizio matematico.

    • e me ne sono accorta: ho perso degli studenti perchè purtroppo statali e non ricevono più lo stipendio. qualcuno s’è indebitato e di conseguenza non riescono più nemmeno a pagare me

        • Non ricevere lo stipendio non ha nulla anche vedere con l’indebitarsi volontariamente con cose futili (di questo si stava parlando), mischiate argomenti a vostro piacere per sentirvi migliori degli altri perché avete i soldi; è di una stupidità senza pari e una perdita di tempo.

          • in primo luogo nessuno si sente migliore di nessuno, anzi abbiamo Undo, Carmine e vivereinbrasile che quello che fanno è sbattersi generosamente per tutti noialtri. e chi glielo fa fare? mica hanno un dovere civico!
            nessuno di noi qui si sta vantando di avere soldi, tutt’altro. evidentemente devi essere stato fortunato tu, mai un brasiliano (o chiunque di qualunque altra nazionalità) ti ha chiesto prestiti per poi darti puntualmente “calote”? beato te, perchè qui dentro è successo ai più

          • Chi può permettersi di prestare soldi é perché li há, cosa non ti é chiaro ?

            Tu vuoi insegnare aí Brasiliani come spendere i loro soldi perché secondo te li spendono male.

            Lino non si spiega come si fa a comprare lá benzina in 3x e si vanta di aver comprato la macchina a vista.

            Ridicolo.

          • quote: “Chi può permettersi di prestare soldi é perché li há, cosa non ti é chiaro ?”
            a nessuno di noi è chiaro il perchè leggi male quel che scriviamo. sarà anche vero che tutti coloro che hanno prestato soldi e ricevuto “calote” (vedi MarcoFalco e il suocero, vedi gli altri utenti che hanno detto che prima o poi qualcuno ha bussato alla loro porta a chiedere) li avevano, ma non ti sfiora proprio che hanno prestato non soldi che gli avanzavano, ma magari avevano il frigo o la lavatrice che stava tirando il calzino e hanno dovuto decidere tra cambiare l’elettrodomestico (indispensabile, oggi, o che fai, lavi tutto a mano, comprese le coperte? o ti sveni andando tutti i santi giorni a far la spesa perchè senza frigo non puoi conservare niente di fresco e devi mangiarlo tutto al momento?) o farti dare del “mão de vaca”, taccagno, spilorcio dal tuo/dalla tua consorte che ovviamente non può non commuoversi ai lamenti di suo fratello. insomma, o rischi il matrimonio o rischi soldi che nemmeno ti avanzano. rileggiti cosa ha scritto Marco, quantomeno
            qua comunque c’è già tanta bella gente, connazionali per giunta, che insegnano ai brasiliani come spendere i loro soldi, perchè quando “torran o salàrio” in 5 giorni, aspettati che bussino alla porta del caro parente

    • e sto tralasciando tanti altri aspetti “sociali” che in Brasile conoscono bene ma non riescono a metterli in pratica. Uno su tutti: la solidarietà. Quindi personalmente quando mi accorgo che si fanno riferimenti puramente economico/matematici con di mezzo la vita di un Popolo di oltre 200.000.000 di persone…….mi cascano le braccia. Perchè non si fanno riferimenti ad un PIB Sociale e relativo debito pubblico? Questo è quello che conta per la gente. Altro che un limitativo 1+1=2 e fare confronti improponibili con altri Paesi, es: Brasile vs Italia. Ma basta!

      • qui comunque si parlava di “inclinazione a indebitarsi” dei privati in relazione agli utili delle banche.
        è vero che hanno inclinazione a indebitarsi, ma per varie ragioni paliamo di bruscolini, tipo il tenis comprato a 10x o il condominio non pagato.
        ma metà dei brasiliani non ha manco il cc in banca, cosa devono indebitarsi? al massimo 100 reais al mercadinho sotto casa?

        in occidente invece, specie anglosassone, sopo iper-indebitati e sulle cose grosse.

        • Lucio, non so da te ma qui in RJ si indebitano anche per mangiare e per comprarsi delle medicine. Ho appena prestato 250 Reais a una Signora di 86 anni per potersi acquistare un bastone in alluminio telescopico con 3 piedi finali che le possa permettere di camminare/muoversi senza cadere. So che non me li renderà mai o meglio, me li renderà con degli splendidi sorrisi e qualche salgados domenicale. I suoi 2 figli e 3 nipoti sono incazzati con me, non mi salutano piu’, probabilmente perchè la volevano con il femore rotto ricoverata in qualche postaccio dove non pesasse piu’ sull’economia della famiglia.

          • boh, forse i bahiani hanno più il senso della famiglia dei carioca?
            comunque parliamo sempre di bruscolini, niente a che vedere con un occidentale che a 28 anni ha 1 milione di dollari di debito tra casa, macchina e università privata.

          • il vero guaio degli americani è che le loro università hanno costi proibitivi (mi pare che quelle pubbliche, che dovrebbero essere i community colleges, presentano troppo poca scelta nei corsi e somigliano più a una continuazione delle high schools), che non smettono di salire e ora si attengono a una media di 300 K dollari. mi è capitato di leggere le accorate testimonianze di questi “sfortunati” studenti americani costretti agli student’s loan per fees e tuition. una di loro, arrivata a metà del corso, aveva già speso 175 K e consapevole che se avesse voluto terminarlo sarebbero stati altrettanti e più loans, chiedeva consigli sul da farsi. si era accorta che la sua laurea (belle arti) non le avrebbe dato accesso a un lavoro ben pagato che quindi le avrebbe permesso di estinguere il debito in una manciata di anni (portarsi il debito degli student’s loan a vita non è esattamente il massimo), fosse anche un decennio. insomma, a 20 o poco più anni era indebitata per 175 K! ma negli States hanno un vantaggio non presente altrove: gli studi universitari parziali hanno di per sè un valoro autonomo a quello del raggiungimento della laurea e quindi il consiglio che le avevano dato mi pare fosse proprio quello di accettare un impiego che tenesse conto degli studi parziali, anche se non era certo il lavoro dei suoi sogni nell’ambito dell’arte. però le avrebbe garantito uno stipendio forse ancora più alto di quello che avrebbe avuto da laureata. a questo aggiungiamoci che gli States, pur con tutti i difetti, è sempre stato un paese meritocratico, tutto il contrario dell’Italia nepotista e clientelista e dunque chi abbia doti e qualità da far valere non resta disoccupato. insomma, è vero che si indebitano come matti, ma coloro che rendono in quel che fanno, quel debito si trasforma ben presto in un investimento che è valsa la pena. i loro concorsi pubblici non sono pilotati per far vincere la cognata dell’assessore o del deputato. il loro bar examination non à il caça-nìqueis della prova del disordine OAB brasiliana, nè ancora peggio, il se-conosci-lo-passi italiano, torinese in primis. dunque lo studentello a 20 anni sommerso dai debiti, se ha però scelto bene il suo corso universitario, a 30 si ritrova avvocato di successo e ben pagato. in Italia si ritroverebbe senzatetto, qualora non avesse la fortuna di avere i genitori in vita. il brutto dell’Italia è che contano agganci, contatti influenti, l’appartenere a questa o quella cerchia sociale. si può essere degli emeriti imbranati e ignoranti, ma se appartieni alla famiglia giusta il lavoro rinomato e ben pagato è tuo. a nulla serve avere un quoziente intelletivo da MENSA se sei figlio di Pinco Pallo Qualunque e magari a questo si aggiugono circostanze sfortunate che hanno mandato in fumo una vita sociale adeguata. in Brasile? un incognita…
            c’è comunque da dire che per quanto gli americani, a livello individuale, non politico, si possano indebitare, per loro andare a “encostar-se” in famiglia è proprio l’ultimissima spiaggia. a livello culturale è insegnato loro a essere autonomi e indipendenti già sin da quanto imparano a camminare e molto difficilmente chiederebbero aiuto fosse ai genitori. anzi, loro ai genitori danno, non pretendono. magari all’amico il prestito lo chiedono pure, ma difficilmente al loro padre (piuttosto sembra che vivrebbero per strada), sempre che le notizie di seconda mano siano tutte attendibili

          • nina,
            qua si parlava di indebitamento e io feci una comparazione brasile – altri paesi. non mi piace mischiare i discorsi. avete tirato fuori la violenza ecc.
            beh negli usa alcune città hanno indici di omicidi al livello delle peggiori città brasiliane.
            a los angeles in UN SOLO quartiere ci sono 20.000 senza tetto barboni.
            però siamo cresciuti coi film di hollywood e continuiamo a essere bombardati dai media che sono appecoronati a loro, e quindi certe cose non le sappiamo.
            o non le vogliamo sapere per non incrinare l’amore ideologico per l’america.
            ho grandi amici che vivono lì e so come funziona. c’è maggior meritocrazia, vero, questo è ottimo. sotto altri aspetti fanno SCHIFO, ad esempio muoiono annualmente 60.000 persone di overdose, si drogano in massa, 100 volte più che in brasile, proprio perchè è una societa crudele e priva di socialità e di famiglia.
            non ci vivrei mai. preferisco mille volte i brasiliani scrocconi o gli italiani mammoni.

          • …eppure ai brasiliani spiccica l’anima per viverci, tanto da rimanerci (alcuni) illegalmente pur di non andarsene…e alcuni finiscono in galere a Washington per immigrazione clandestina…ovvio che l’America non è il paradiso. più di Los Angeles sapevo di New Orleans pericolosa come Rio.
            quote: “però siamo cresciuti coi film di hollywood e continuiamo a essere bombardati dai media che sono appecoronati a loro”. purtroppo. e anche i brasiliani crescono così.
            quote:”italiani mammoni” gli anglo ce lo rimproverano…

          • e chi se ne frega se ce lo rimproverano! io rimprovero a loro tante altre cose.
            comunque sì, città come new orleans, atlanta, baltimora, chicago, detroit sono violente a livelli sudamericani.
            di los angeles parlavo degli homeless.

  13. ho preferito soffermarmi sugli student’s loans, non sui debiti che si farebbero in seguito. è già venuto fuori un papiro così

    • nel senso che studiare gli editàis della prova discursiva sono oramai creati a bella posta per prestarsi a interpretazioni doppie. e non potendo leggere nel pensiero della mesa examinadora, o ci azzecchi all’interpretazione che avevano in mente o nulla da fare. ho una cara amica che sono ANNI che tenta questa prova inutilmente. e non è certo possibile che dopo ANNI che fa pratica, tra i quali estàgio e trainee nella defensoria pùblica, non conosca gli argomenti della discursiva. e a fine estàgio obrigatòrio ha fatto e forse continua a fare ulteriori anni di facultativo per continuare nell’esercizio. un altro tizio ci ha provato 17 sante volte inutilmente. in questa prova passa solo il 10% dei candidati. insomma, significa che la probabilità di superare l’OAB è la stessa di vincere denaro nelle slot-machines (i caça-nìqueis)

      • Guarda brevemente ti racconto la mia esperienza a riguardo OAB.
        Ho superato la prova nel 2012 quando giá l esame era nazionale e
        la banca era l attuale (FGV).
        Ho studiato in Amazzonia (Manaus) quindi non certo nelle migliori facoltá del paese ma comunque decente per chi vuole.
        Ho fatto la prova alla fine del quarto anno di facoltá e sono stato approvato al primo tentativo. Per la prima fase cursinho reta final de 10 giorni, per la seconda fase cursinho di 25 gg.
        Per chi studia regolarmente, non cola, non va a rimorchio nei lavori di gruppo, cerca di studiare non solamente comprando prove dei semestri anteriori, la prova non é um bicho di sete cabeças. Com qualche contenuto extra aula (cursinho pre prova discursiva giusto per avere qualque dritta) si puó fare.
        Poi magari non passi al primo colpo, ma in due tre volte ce la fai.
        Il vero dramma é dopo. Quando finalmente hai la carteira in mano che fai ?
        Gli inizi sono duri se non hai (come nel mio caso) qualcuno alle spalle ( papa avvocato, giudice, promotor o di famigli nobile)…
        Vabbe probabilmente cio che ho scritto non interessa a nessuno. Volevo solo intervenire sull argomento OAB

  14. no Luciano, invece è interessante. la mia amica non ha niente di tutto questo alle spalle e ha pure raggiunto la terza età. so che una volta avesse la carteira in mano dovrebbe pagare un botto di anuidade al Conselho, che mi pare si attenga ai 1000, ma che nei primi 3 anni non guadagnerebbe niente (e come fa una madre di famiglia a non guadagnare niente? se lo può permettere solo lo studentello che ha ancora i genitori che lo mantengono e non chi a sua volta ha famiglia e non appartiene a una classe elitaria).
    oggi però siamo al 2018, nel frattempo sono state aggiunte materie alla prova objetiva rispetto a quando l’hai fatta tu. e hanno reso ambigua la discursiva, cioè il prestarsi l’atto giudiziario a più interpretazioni e in questo caso logicamente non sai cosa la “banca” ha in mente. es. so che è molto facile confondere un atto poco utilizzato nella pratica, ma dai risvolti fin troppo teorici con un mandado de segurança, che è quello più gettonato nella prassi. ma alla FGV non interessa la prassi, interessa la teoria ed è qui che gli studenti più abili si fregano.
    il fatto di aver studiato in Brasile e non in Italia è un altro paio di maniche, per quanto l’università possa essere poco rinomata. per questo ho preferito cambiare strada. nel mio caso ho convalidato la laurea, ma so che se dovessi cimentarmi con la prova de OAB dovrei studiare le materie di sana pianta in maniera approfondita per 5 anni e questo significherebbe 5 anni senza lavorare. non me lo posso permettere finanziariamente.
    nel mio caso ho fatto prima a cambiare strada e d’altra parte se avessi saputo che sarei venuta a vivere qua, in Italia non avrei certo studiato diritto. non ero ancora nemmeno fidanzata. il punto è la diversità dei sistemi educativi, se in Italia non ci fosse il gran tasso di disoccupazione che ha, diritto è una delle poche facoltà che aprirebbe troppe porte, compreso l’insegnamento. purtroppo in Brasile non è così, ogni ramo è specifico. qui non puoi lavorare in una corretora se no se un fiscal ti pizzica sei autuado perchè non sei técnico inmobiliàrio, non puoi fare il segretario perchè non hai la laurea in segretariado executivo o quantomeno técnico em secretaria, non puoi lavorare in un’impresa perchè non sei RH, non altri incarichi per cui richiedono administração, peraltro qui molto gettonata, nè men che meno puoi insegnare perchè direito è bacharelado e non licenciatura. nessuna impresa ti assume senza la carteria, mentre in Italia quando ancora non si era verificato il crollo era possibile lavorare praticamente ovunque. insomma, meglio cambiare…
    per quanto poi ne so, alla prova non sono ammessi errori in portoghese (e per errori non intendo solo parole che si conoscono poco scritte male, quello è il punto più facile da risolvere, ma magari la mancanza di una crase o una crase di troppo, la mancanza di un accento dovuto, per non parlare degli errori sintattici riguardanti la composizione delle frasi, che nel linguaggio giuridico è tutta a se stante -vedi la posizione di soggetto, verbo e complementi non certo in quest’ordine-, la reggenza verbale, i verbi transitivi indiretti). confermi?

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