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Donne di successo

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Avevo un’alunna molto ricca, moglie di un miliardario basso e intelligente, uno di quelli che si è fatto da sé nel consiglio d’amministrazione di una banca e nella borsa di valori.

Nel Terreiro di Umbanda una mia amica posseduta (vestiva uno scialle e orecchini e collane tipo zingara) ha cantato una canzone dolcissima che ancora risuona nella mia coscienza mentre scrivo. E’ una melodia triste.

Ho organizzato una piccola riunione tra la mia amica della favela, il suo braccio destro, il fido luogotenente, la simpaticissima Carmigna, dolce e ingenua, sempre pronta a credere negli esseri umani nonostante la violenza; la favela è diventata complicata e io… ho paura di tutto, solo il mare con il suo sciabordio regolare e irregolare, solo la foresta con le sue ombre rinfrescanti e la dolcezza espressa così bene dalla canzone della zingara che possedeva il corpo della mia amica nel Terreiro, mi rasserenano. Era in corso una sessione di Exu. Il Pai de Santo è stato posseduto da Paulo Paulim della Mangueira, un noto malandrino seduttore, sambista, fumatore di sigarette e bevitore di birra. Io, tra il serio e il faceto, mi ci sono avvicinato, gli ho chiesto:

  • Dimmi un po’ tu che magari lo sai, è stata la Polizia a uccidere Marielle Franco, vero?

Lui ha titubato, si è voltato, mi ha guardato di sbieco e ha risposto:

  • Sono stati i pezzi grossi.

Avevo un’alunna che risiedeva a Ipanema davanti al mare, in un appartamento enorme e dalla sua finestra si vedevano l’oceano e le isolette che non sono abitate ma vengono visitate costantemente dai biologi. Lei col suo cannocchiale sorvegliava i movimenti delle balene, al largo. Una delle figlie, amante della natura, era indecisa se studiare economia, come il padre, o biologia. La mia alunna mi raccontava un po’ annoiata del cannocchiale e delle balene perché per lei era normale vivere in una casa come quella, era normale passare il fine settimana a Angra dos Reis, Miami o Parigi, viaggiare senza badare a spese, togliersi tutti gli sfizi. E anche io non ci trovavo niente di male, non la criticavo. Fino a quando mi ha detto che lei e il marito avevano fondato un nuovo partito il cui scopo era quello di incidere sulla società brasiliana e di moralizzare il Paese a suo dire distrutto dai vari governi del Partito dei Lavoratori.

L’ho sentita così tante volte parlare di morale, cambiamenti, gli occhi azzurri color dell’oceano brillavano, tanto era felice di raccontarmi quelle cose. E allora ho chiesto:

  • Io conosco un’organizzazione in favela di persone tostissime come la negra Marzia e la nordestina Carmigna che sono abituate a lottare per la sopravvivenza. Che ne diresti di aiutarle?
  • Certo, mi piacerebbe tanto. Facciamo così, solo per iniziare. Io ti faccio lasciare da un’inserviente dei vestiti, dei giocattoli per i bambini qui in portineria e tu li vieni a prendere o mandi qualcuno a prenderli, ok?

Il primo indizio del muro insormontabile, invalicabile è stata la telefonata del figlio di Marzia: – Matteo, la tua amica ha donato tre sacchettini con poche cose, alcune vecchie, da buttare.

Il secondo indizio dell’esistenza di quel muro à stato il mancato incontro delle due. Quando ho passato a Marzia il numero della mia alunna e alla mia alunna il numero di Marzia, le due hanno scambiato qualche messaggio e fissato alcuni appuntamenti che la ricca ha puntualmente cancellato mezz’ora prima che avvenissero. Prima di partire non so se per gli Stati Uniti o Fernando de Noronha, la ricca ha poi scritto cara Marzia, appena torno dal mio viaggio mi faccio viva così parliamo di quel progetto, e non si è fatta più sentire.

Persistente io però ci ho riprovato e ho organizzato un incontro con un’italiana significativa, moglie di qualcuno, che a Rio organizza cose, avvicina persone e fa della beneficienza. Avrei dovuto accompagnarla in favela ma, sul più bello, lei ha telefonato a non so quale ente che si occupa di assicurazioni sulla vita e allora per dirmi che in favela non ci avrebbe messo piede, mi ha detto che l’assicurazione non glielo permetteva. All’incontro con l’europea in uno sfarzoso e noiosissimo shopping center, Marzia si è presentata in un modo diverso dal suo solito. Era trasandata, il viso stanco, le caviglie gonfie. La direttrice della ong sempre ci ha tenuto a trasmettere una buona immagine di sé, quella volta io però ho capito che era giunta all’ora fissata senza la verve dei tempi migliori. Anche le sue argomentazioni non erano convincenti come in altre occasioni, le sparatorie, gli allagamenti quando piove, il pericolo delle frane l’hanno sfiancata e mi ha confessato che vorrebbe andare ad abitare da un’altra parte.

L’italiana ha ascoltato la nostra sincera tiritera su quando sia difficile vivere nella Rocinha e su come l’asilo di Marzia abbia bisogno di aiuti in denaro. E poi serafica, vestita di una bella e firmata giacchettina jeans con una stampa floreale sulla schiena, ha replicato:

  • Care mie, consolatevi; nell’Oriente Medio c’è gente che sta peggio di voi. Lì c’è il terrorismo.

Adesso io, vista la morte misteriosa dell’attivista nera Marielle Franco, e molte altre prima di lei, viste le continue sparatorie in giro per la città, ci penserei due volte ad affermare che in Brasile non si vive in uno stato di terrore e panico, soprattutto nelle zone più povere… Ma cosa si può pretendere da un’espatriata ricca con i figli iscritti nella scuola privata più cara di Rio, sempre in viaggio, protetta dal marito e tutelata da un’assicurazione sulla vita che le dice fino a dove può arrischiarsi?

Nel Terreiro di Umbanda il Malandrino Paulo della scuola di samba della Mangueira (è lo spirito di un sambista morto verso il 1960, una volta delle persone che l’avevano conosciuto da vivo sono venute a una sessione e sono rimaste impressionate dal fatto che il Pai de Santo riproduca i suoi stessi movimenti, parli con il suo stesso accento quando è posseduto dallo spirito del Mangueirense), nel Terreiro il Malandrino ha detto che in questa città ancora deve scorrere e scorrerà molto sangue, le prossime elezioni non cambieranno niente. E io, davanti a quello strano individuo che fumava una sigaretta dopo l’altra e beveva birra, ho capito che i miei tentativi di aiutare l’asilo di Marzia e Carmigna sono falliti.

27 Commenti

  1. eeehhh… è la fantastica “classe media” (= alta), quella alla quale appartengono anche quasi tutti gli italiani in brasile.
    alcune frasi di italiani in brasile sentite con le mie orecchie:

    “è colpa di lula se oggi anche i negri hanno la macchina!!!”

    “crisi economica? ottimo! così le ragazzette ricominceranno a darcela per pochi soldi come una volta” (ndr: illusi)

    “ma cosa ci fa quella bellissima ragazza con quel brutto negro???” (ndr: il “brutto negro” era bellissimo, 2 metri, muscolato, 25 anni… chi disse la frase era un cesso, 1.60, panzone, 70 anni)

  2. Una classe medio alta esiste senz’altro in Italia e vivono in giro per il mondo con residenza in paradisi fiscali . Quelli in Brasile non li vedrai mai .Gli italiani che sono in Brasile , salvo rare eccezioni , appartenevano alla classe media non certo alta . Almeno io non ho mai conosciuto italiani residenti che viaggiassero tra l’Europa e Miami cosa invece comune tra i brasiliani di classe alta . Nè tantomeno italiani residenti in Brasile in super appartamenti da milioni di reais e con condomini da capogiro . Quelli pelati e panciuti in fiat panda di quelli si ne vedo tanti in giro .

    • certo le definizioni relative. a mio avviso almeno il 20% più ricco della popolazione dovrebbe essere catalogato come classe alta. giorni fa avevo postato questo da una tabella ibge:

      FAIXAS DE RENDA POR DOMICILIO 2015 (tot 68 mln)
      atè 1 – 9.6 – 14.1%
      1 a 2 – 16.3 – 24.0%
      2 a 3 – 12.0 – 17.6%
      3 a 5 – 13.5 – 18.9%
      5 a 10 – 9.9 – 14.6%
      10 a 20 – 3.4 – 5.0%
      mais 20 – 1.2 – 1.8%

      attenzione, trattasi di reddito FAMILIARE. secondo me non è corretto considerare “medio” chi sta fra il 5% o il 20% dei più ricchi.
      quindi in brasile le famiglie oltre i 5 salari minimi (21% del totale) andrebbero classificate come classe alta. classe media quelle da 2 a 5 salari (36%).

    • beh, ho citato battute di gente evidentemente uguale alla riccona del racconto di matteo, che vive dalle TUE parti e non dalle mie.
      ovviamente dalle mie parti ci sono anche brasiliani con quegli atteggiamenti. il brasile è molto classista, c’è gente che le differenze di reddito le considera come fossero differenze di specie vivente.
      sono anche troppo conformisti, sottoposti al giudizio altrui. parlo dei ricchi, pur nella loro crudeltà a me fanno ridere, sono infantili

      • dalle MIE parti c’è soltanto uno svedese in età avanzata che si è ridotto senza uno spicciolo e costretto a vendere la sua casa per campare. poi ci sono un paio di argentini, uno dei quali medico. fine degli stranieri.

        • qui a salvador, nella mia zona, sono l’unico gringo nel raggio di 3km.
          però ne ho conosciuti tanti in altre zone (fighette). negli ultimi anni gli italiani sono diminuiti di brutto, o tornati in italia o andati altrove sia in brasile che in altri paesi.
          anche i turisti gringo si sono quasi azzerati, e non a causa della crisi o della violenza.

          • di fighette in Brasile tra Italiani e Brasiliani è una bella competizione! quale sarà il motivo della migrazione? io penso che il Brasile sia rapidamente diventato caro in tutto e per tutto e che l’assistenza medica sia notevolmente peggiorata. a parte l’Aids che è raddoppiata, unico Paese al mondo, tra dengue e tubercolosi e ora con una spruzzata di febbre gialla qui in Brasile non si scherza. non voglio commentare i morti ammazzati. cmq si muore anche qui di morte naturale, quando va bene.

          • ma va là che di fighette o meglio di boiola in Brasile tra Italiani e Brasiliani è una bella competizione! quale sarà il motivo della migrazione? io penso che il Brasile sia rapidamente diventato caro in tutto e per tutto e che l’assistenza medica sia notevolmente peggiorata. a parte l’Aids che è raddoppiata, unico Paese al mondo, tra dengue e tubercolosi e ora con una spruzzata di febbre gialla qui in Brasile non si scherza. non voglio commentare i morti ammazzati. cmq si muore anche qui di morte naturale, quando va bene e non c’è ricambio. oggi come oggi chi è il pirla che si avventura in questo Paese anima e corpo?

          • @Undo, suppongo qualcuno che viene trasferito per lavoro a S. Paulo (è capitato al cognato di un’amica o ingegneri che magari in precedenza avevano fatto intercambio studentesco sempre a S. Paulo) oppure qualcun altro che ha il coniuge brasiliano sistemato con il lavoro e/o che non ne vuole minimamente sapere, di vivere altrove (magari facendo il disoccupato a vita). in questi casi temo sia una scelta obbligata, dunque niente affatto anima e corpo…

          • io parlo per SALVADOR (altre città non so).
            secondo me il motivo principale è che a salvador non ci si diverte più:
            – le donne sono diventate tutte obese, lesbiche, antipatiche, drogate di social
            – gli ultimi sindaci hanno fatto distruggere tutti i divertimenti a buon mercato, barracas de praia e locali per ballare
            – in spiaggia o al pelourinho c’è 1/4 della gente di una volta, un mortorio

          • @ Nina, “anima e corpo” riferito ai gringos, italiani inclusi. No agli indigeni.
            @ Lucio, concordo che il “pane & salame”(baracche-ballare-etc.) era meglio ed è meglio di tante novità tecnologiche (social – etc.). Per le donne obese/antipatiche e “imparate” perchè sui social….penso sia una delle cause che tanti uomini abbiano iniziato a frequentare trans.

          • @Undo, infatti mi riferivo proprio agli stranieri. il cognato (italiano) della mia amica (italiana) non è appunto un locale, ma un lavoratore d’impresa che ha avuto una trasferta dall’Italia alla succursale di S. Paolo . anche gli studenti di ingegneria di cui parlavo sono italiani. se fai intercambio in Brasile è ovvio che non sei un lcale, sei straniero, se no che senso ha dire intercambio?
            curiosità: perchè ricorre troppo sto termine “gringos”? gli unici veri “gringos” sono statunitensi, nessun altro, nemmeno svedese, ha la green-card o moneta di origine dollaro americano che appunto è verde (green), il termine gringo deriva proprio dal colore del dollaro americano e della green card…se con il tempo è diventato però sinonimo di bianchi/caucasici, in generale, restano fuori comunque gli afro-discendenti americani che curiosamente continuano a essere portatori di green card e dollaro…e gli europei per nascita che però sono tutto tranne che caucasici…

          • in Argentina e in Cile il gringo è lo statunitense. in Paraguay non lo so, ma se segue l’andamento del Mercosur ispanico dovrebbe funzionare come gli altri ispanici (in Argentina e Cile in particolare mi hanno raccontato che il termine ha a che fare con la spiccata antipatia verso la politica estera americana nei confronti del sudamerica)

          • Nina, tuo cognato Italiano non è venuto in Brasile alla ricerca di opportunità lavorative-d’impresa ma è stato comandato di venire per lavoro. Lui un lavoro ce l’ha e, probabilmente, è anche “spesato” di vitto ed alloggio dalla casa madre. C’è una bella differenza con quelli che hanno avuto o hanno il coraggio di “buttarsi” e è di questi l”anima e corpo” alla quale mi riferivo. Sui gringos……anche un esquimese qui è definito gringo. Difficile che i Brasiliani cambino questa abitudine. Se ci avessero chiamati cowboy ti darei ragione anche se in Italia i “butteri” toscani lo sono dei veri cowboy.

          • @Undo, NON E’ mio cognato, è il cognato di un’amica d’infanzia con cui sono cresciuta, di cognati italiani non ho neanche l’ombra perchè ero figlia unica…

          • non so dire se il cognato di questa ragazza è stato trasferito senza repliche oppure abbia scelto lui di farsi mandare nella succursale a S. Paulo perchè gli garbava la città. non so neppure se a pagarlo sia la sede italiana o la succursale paulista. ma quel che è sicuro, le imprese a S. Paulo non pare che paghino poco…

          • ragione in che? ho soltanto sottolineato le differenze tra Mercosur e Mercosul. in Argentina e Cile il termine gringo (riferito solo allo statunitense) ha un significato dispregiativo bello e buono e per loro niente merita più disprezzo della politica estera americana. già i brasiliani sono invece parecchio affezionati agli States e il sogno più grande di alcuni è poterci andare a vivere, al punto da essere disposti a fare i clandestini (e chi ha potuto l’ha fatto). già gli argentini non ci metterebbero piede neanche per tutto l’oro del mondo…

          • nina,
            non generalizziamo. i brasiliani di classe medio-alta sognano gli USA, quelli che frequento io manco per niente.
            del resto negli usa se fai un churrasco per strada sbevazzando e con la musica a palla ti becchi decine di anni di galera, non fa per loro, ahah!

          • @Lucio, a Salvador senz’altro, ma a Rio e soprattutto Minas è l’esatto opposto (o al massimo tutti sognano gli Usa, quale che sia la classe sociale). non volevo fare la pettegola, ma ho conosciuto di persona un sudestino di classe tutt’altro che alta -e nemmeno borghese- (ma pentito di averlo fatto) finito in galera a Washington per essere voluto entrare illegalmente a tutti i costi. tralascio i particolari della triste vicenda. anche mio marito, che quando ho conosciuto era di classe infima, sognava gli Usa (ma lui non è mai stato disposto a entrare clandestinamente, ha preferito non farlo e restare nella legalità). se fai poi un salto nella scuola dove faccio pratica e intervisti alunni a campione, non ne troverai uno, di adolescente, che ti dica che non ci andrebbe di corsa. questo è uno dei motivi per cui qui tutti smaniano per l’inglese, loro adorano gli Usa e addirittura una mia studentessa ha una preferenza spiccata per la variante linguistica americana…

        • Andare a Orlando a Disney o nei centri commerciali di Miami sta’ ai Brasiliani come a un mussulmano andare alla Mecca! Se non ci sei mai andato sei un disperato! Quando gli dico che ci sono stato 2 volte in Florida e a Orlando ho preferito vedere Cape Canaveral o Key West (che i piu’ di loro non sanno nemmeno dove siano) mi guardano strano, in fondo sono un..gringo!!

          • Lino, rischiare però la galera per andare a Disney non è che sia una opzione desiderabile…coloro che vanno a divertirsi lo faranno certo da turisti e poi i casi sono 2: tornare a casa prima che gli scada il permesso turistico o a loro rischio e pericolo cercare lavoro -nero- per guadagnare in dollari (è questo il motivo principale brasiliano che mi è stato raccontato) e viversi il sogno americano. c’è una caratteristica culturale tipica brasiliana, che è quella di essere sognatori incalliti a un livello tale in cui un europeo non immaginerebbe mai di arrivare, ma purtroppo nel caso dell’America non gioca a loro favore. per i sudestini gli States sono la terra delle opportunità (peccato che zeppa di senzatetto, alla faccia delle opportunità). un tempo lo è stata, ma ora non più e il villano della storia sembrano essere gli student’s loans…

  3. Io gli Italiani che vedo a Miami e comprano immobili… hanno tutti la residenza e conti a Panama.Sono un broker immobiliare qui a Miami con moglie Brasiliana, da tempo radicati qui ma io ho sempre avuto l’interesse per il Brasile.Non me ne vogliano ma ha ragione vivereinBrasile, gli italiani che vivono all’estero BENE lo fanno sfruttando tanti trucchi , il più collaudato è andare a prendere una residenza in qualche paradiso fiscale, in genere Panama, li aprono conti e società, poi con quei soldi investono e fanno la bella vita in Florida, ma anche Medellin Colombia, Ecuador , Lima o Singapore ed Hong Kong.Ne vedo tutti i giorni , e tutti comprano come residenti di Panama.Anche io del resto sono stato consigliato per i rapporti che tesso dalla mia stessa casa madre ( nota azienda del Luxury Realty) a incassare a Panama le fee delle vendite..Mi dispiace che il paese verde oro non ingrani la marcia giusta, ma credo che il grosso difetto a detta anche di mia moglie siano i bassi/nulli requisiti di immigrazione , cosa che da quello che vedo accade in centro america e la parte nord del continente latino (ecuador,colombia, messico,peru).

    • alcuni appunti.
      1) mi fa piacere che l’articolo nomini il “movimento brasil livre” che fu in prima linea nelle proteste anti-dilma. è la filiale brasiliana del movimento “student for liberty” americano, finanziato dalla fondazione koch (industriali e finanzieri miliardari ebrei). come sempre, sotto la bella parola “liberismo” nascondono contenuti classisti, contro i lavoratori e di estrema destra. sto movimento apparve dal nulla nel 2014, anno in cui l’impero americano decise l’attacco frontale contro tutti i paesi emergenti “pericolosi”, usando a volte le armi (ucraina, yemen, siria), a volte i magistrati, a volte gli attacchi speculativi contro le monete e le materie prime.

      2) non concordo con la condanna di bolsonaro in quel caso dei gay. ben altre condanne dovrebbe beccarsi ad esempio quando esalta la tortura e l’assassinio.

      3) caetano veloso commise stupro e pedofilia. la sua ex moglie disse di essere stata da lui deflorata quando aveva 13 anni. ma caetano denunciò per diffamazione chi tirò fuori sta storia (vera).

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