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La disoccupazione aumenta e raggiunge 13,7 milioni di brasiliani

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Il tasso ha raggiunto il 13,1% nel primo trimestre dell’anno

Il tasso di disoccupazione in Brasile è salito al 13,1% nel primo trimestre dell’anno e il numero totale di disoccupati nel paese ha raggiunto 13,7 milioni, con un incremento dell’11,2% rispetto al trimestre precedente (12,3 milioni). Rispetto invece al primo trimestre del 2017 (14,2 milioni di disoccupati) si è registrato un calo del 3,4%.

La popolazione occupata (90,6 milioni) è diminuita dell’1,7% rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno (92,1 milioni) ma è cresciuta dell’1,8% rispetto al primo trimestre del 2017 (88,9 milioni).

Di conseguenza, l’occupazione ha raggiunto il 53,6%, in calo rispetto al 54,5% del trimestre precedente ma in aumento rispetto al 53,1% del primo trimestre del 2017.

Tempo indeterminato

Il numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato riguarda 32,9 milioni di brasiliani, in calo dell’1,2% (408 mila) rispetto al trimestre precedente e dell’1,5% (493 mila in meno) rispetto al primo trimestre dell’anno scorso.

Lavoratori in nero

Il numero di lavoratori non registrati si è attestato a 10,7 milioni, con un decremento di 402 mila persone nel corso dell’ultimo trimestre del 2017.

Reddito

Il salario medio del lavoratore brasiliano è stato di  2169 R$ nel primo trimestre di quest’anno, relativamente stabile sia rispetto all’ultimo trimestre dello scorso anno sia rispetto al primo trimestre.

29 Commenti

  1. credo sia dovuto al fatto che il lavoro interinale (qua però lo chiamano diversamente, dovrebbe essere il terceirizado temporàrio) abbia iniziato a ramificarsi e diffondersi. quindi impiegano per 3 mesi e poi il contratto può essere rinnovato come no. un mio alunno mi pare lavori a termine, con contratti mensili. nella città dove vivo poi, il lavoro nero è la regola dei quartieri periferici.
    il fatto poi che i brasiliani si stiano moltiplicando alla velocità del suono, ben volentieri dovuto ai matrimoni diffusi tra adolescenti, la dice proprio lunga su quale sarà il futuro dell’occupazione in Brasile.

  2. SE QUALCUNO SA SPIEGARMI COSA SIA CAMBIATO TRA LA GESTIONE FALLIMENTARE DI DILMA E IL NULLA DI TEMER, NON SOLO RINGRAZIO MA PAGO UMA NOITADA NO MOTEL . CAMBIO TORNATO A LIVELLI DI GUARDIA, DISOCCUPAZIONE DRAMMATICA, JUROS BANCARI ELEVATI, CONSUMI AL PALO, NESSUNA RIFORMA DELLA PREVIDENZA E SI POTREBBE CONTINUARE PER ORE . A BEN PENSARCI E’ CAMBIATA SOLO LA SELIC, DIMEZZATA, PER IL RESTO UNO STALLO POLITICO CHE DURA DA ORMAI 4 ANNI. E’ CAMBIATO TUTTO PER NON CAMBIARE NIENTE, IL GATTOPARDO POTEVA ESSERE SCRITTO A RIO O A LAMPEDUSA CHE NON SI SAREBBE MOSSA UNA FOGLIA UGUALE. FORSE L’UNICA CADUTA A TERRA E’ QUELLA DI LULA, UN GIORNO SI RIMPIANGERA’ ANCHE LUI COME QUELLA DI CRAXI E SI MALEDIRA’ IL FALSO NUOVO CHE NON E’ AVANZATO. ITALIA E BRASILE GEMELLI DIVERSI.

    • è cambiato che i politici stanno rubando di meno e che non sono piu’ sicuri del “foro privilegiado” e che vanno in galera dopo il secondo giudizio, non mi pare poco. ti abbuono il motel. PS: per il resto hai ragione.

    • Temer usa palliativi per galleggiare fino a ottobre, con Craxi i bot rendevano il 10/11% ma con l ‘inflazione al 20 e vivevamo (e rubavano) sopra le nostre possibilita’ a debito, ugualmente loro hanno fatto. Per il cambio penso che il livello di guardia fosse prima non ora

      • Piu´che il cambio, abbastanza scontato dato che fuori si alzano i tassi di interesse mentre il Brasile li abbassa, bisogna monitorare la febbre con la borsa e i titoli di stato: quando questi cominciano a crollare, allora c´é qualcosa che non va ; non nego che aspetto con ansia uno storno(fisiologico/tecnico) di entrambi per poter ricomprare a prezzi di saldo, ma allo stato attuale, non c´e´ nulla che preveda tale storno, pazienza!!

        Carmine.

  3. Io ho 47 anni, ho solo ricordi positivi degli anni 80. La prima Repubblica ti lasciava vivere,rubavano come rubano adesso ma avevi la lira che teneva testa all’inflazione ,se prestavi soldi alle banche non prendevi lo 0,5, si arrotondava con i buoni postali, si andava in vacanza 1 mese di fila a luglio o ad agosto ed era veramente il Belpaese.Il debito pubblico da allora e’ vero che e’ sotto controllo della BCE, dimenticano pero’ di dire che e’ aumentato,cosi’ come non dicono che il cambio lira euro ha dimezzato il potere di acquisto e portato quindi un’inflazione del 100%. Vedo parallelismi con la realta’ brasiliana ma il nostro non era un sistema basato sul debito a consumo. Temer e’ un massone, e’ arrivato li’ dietro un golpe , chi scrive non e’ minimamente petista, e non ha concluso una mazza !!Solo una guerra tra gruppi di potere, destra o sinistra non sposta i termini del discorso. Vediamo come va a finire a Ottobre, senza un Governo realmente operativo solo galleggiamento e caduta progressiva verso l’ingovernabile Brasile pre 2002.

    • Negli anni 80 era festa perche’ ancora c’era del margine nell’ indebitarsi poi e’ finita ed e’ arrivato il conto..in Brasile il conto e’ arrivato adesso e stanno tergiversando prima di portarlo sul tavolo dei commensali che tra una birra e un rigore poi non sono nemmeno tanto preoccupati

      • ho 68 anni, sono della pianura padana tra Milano e Piacenza, frequento il Brasile dal 1982 e ci risiedo dal 2007. mi sono fatto dai Rolling Stone e Beatles al 68 pieno….fantastico! fantastico perchè giovane idealista e fautore della solidarietà sociale (democrazia). ho lottato contro il socialismo/comunismo e contro il fascismo che stava ritornando all’interno di Comunione Liberazione/Don Giussani. sono di indole pacifica del “vivi e lascia vivere” e, come tutti quelli della mia terra, adoro “pane e salame” in compagnia ed in famiglia. scusami il dilungo, era solo per presentarmi un poco perchè, da pacifico, vedo il Brasile in rivolta per come sa rivoltarsi. non vedo nessun paragone con l’Italia con Craxi con l’inflazione al 20% e gli interessi al 10% e con il debito. fare paragoni o confronti è sbagliato. il Brasile è da terzo mondo perchè la globalizzazione l’ha voluto bloccare dal 1990 nel terzo mondo per suo interesse. ancora oggi lo è e, mi dispiace dirlo perchè ci vivo, concordo con Lino quando afferma che tutti i politici brasiliani stanno tirando alla lunga prima di presentare il conto perchè vogliono “levar o resto” mentre i brasiliani tutti NON sono preoccupati e trascorrono il loro temo o facendo rate di consumo (globalizzazione imperante) o guardando futbol con una geladina na mesa. chiudo affermando che il Brasile non è mai decollato e mai decollerà fino a che non si inizierà una politica che favorisca la proprietà privata e rallenti l’assistenzialismo genera voti alle elezioni (bolsa familha – minha casa minha vida – etc.).

  4. Il Brasile e’ sempre stato e sara’ sempre un Paese coloniale.Troppo potenzialmente pericoloso per gli Stati Uniti per non sottometterlo prima con il Fondo Monetario Internazionale e poi con Governi fantoccio.Da Collor a Temer e’ lunga la lista di personaggi con innegabili collusioni con determinati spezzoni dei poteri forti. Ovviamente non tutto si spiega con il complottismo, molti problemi nascono anche da una mentalita’ “very light” di molti brasiliani dediti al divertimento e alla visione infantile della vita che non superi il contingente.Qualsiasi metropoli brasiliana e’ un mix di tentativi di “american way of life”e situazioni sociali di stampo africano. Un mostro di contraddizioni, da amare e da temere al tempo stesso perche’ musica,donne e allegria stordiscono e finiscono per far dimenticare che lo Stato quasi non esiste. Il parallelismo con il nostro debito pubblico puo’ anche essere calzante, sia noi che loro siamo seduti ancora al ristorante senza molta voglia di pagare il conto. E’ per quello che Brasile e Italia prendono ordini dal nuovo ordine mondiale. ABRACO A TODOS

    • Dal punto di vista del debito pubblico, credo che l´Italia sia messa peggio, poiche´si tratta di debito estero(in mano ad investitori esteri), per il Brasile si tratta di debito interno(in mano ad investitori interni);
      inoltre, lÍtalia, con l´adesione all´euro, ha devoluto la propria sovranita´alla BCE( e´l´Europa che ce lo chiede….), il Brasile, invece , ha una propria moneta che puo´decidere di stampare.
      l´Ítalia e´un paese ricattabile finanziariamente, il Brasile no, questo spiega tassi Selic cosi- bassi senza necessita´di aumentarli, anzi….
      Il grande pericolo del Brasile, e´il Brasile stesso(questo mi fa paura)!!!
      Opinione personale.

      Carmine.

  5. I governi PT hanno avuto tutto a favore per fare qualcosa di buono ma hanno scelto di fare come gli altri.

    “O Brasil precisa de mais Estado e menos mercado…”

    Sono state le parole del Ministro da Fazenda di Dilma il giorno dell’incarico, mi pare si chiami Barbosa ma non ne sono sicuro (un signore basso con la faccia da ritardato, quella me la ricordo beníssimo, ci tenevo a dirlo), da quel momento si é capito che l’ l’occasione non l’hanno mai avuta e non l’ avranno mai.

  6. concordo con Francesco villa quando dice che i Governi Pt hanno avuto tutto a favore. Il boom del decennio d’ oro si e’ avvalso di fattori contingenti che hanno aiutato i due mandati Lula: le esportazioni verso la Cina, la cui crescita economica spaventosa ha trainato anche l’economia brasiliana, la crisi finanziaria scoppiata negli usa nel 2008. Vi e’ stata una immissione di capitali spaventosa verso il Brasile in virtu’ sia della eccellente fiducia dei mercati nel gigante verdeoro, sia per il rifugio di valute estere nelle banche brasiliane in modo da scavalcare la crisi del sistema bancario americano ed europeo. Lula, oltre a rubare, ha anche governato meglio di tanti suoi predecessori e meglio di Dilma e Temer. Non credo alla sua innocenza ma gli riconosco anche i meriti . Ricordo il Brasile in mano al Fondo monetario internazionale prima del 2002, ho visto il Brasile cambiare. Poi il Pt ha ingigantito la spesa pubblica, si e’ trasformato in simbolo di sperperi e ha creato assistenzialismo ma con equilibrio bisogna anche ricordarsi di quello che c’era prima di Lula.
    Concordo anche con Carmine sul fatto che l’Italia sia piu’ ricattabile finanziariamente in quanto colonia della Banca Centrale Europea. Aver perso la sovranita’ monetaria e’ stato un crimine contro il Popolo Italiano.

    • Subito prima di Lula c’era il piano real con bassa inflazione, vero che il salario minimo era minore di ora, spece se rapportato al dollaro, ma con lo stesso salario minimo ci si comprava piu’ cose..evidentemente non a credito 🙂

    • Giorgio,

      se qualcuno avesse mai governato in Brasile non si continuerebbe a morirebbe nelle UAI per
      In Brasile non sanno nemmeno la differenza tra la tanto sbandierata Educazione (che si apprende in casa, si dovrebbe…) con l’ Istruzione che si apprende a scuola.

      E’ tutto tempo perso, purtroppo per Noi.un’ influenza o partorire un figlio morto per strada o in sala d’attesa.

      Se qualcuno volesse veramente governare la prima cosa da fare sarebbe eliminare Ministeri e sotto ministeri inutili ed eliminare centinaia di parlamentari e sentori ancora più inutili che costano solo bilioni di reais.
      Chi vuole veramente cambiare qualcosa lo fà a monte, alla radice, altrimenti non cambierà mai nulla, come sicuramente avverrà.

      • CORREGGO:

        se qualcuno avesse mai governato in Brasile non si continuerebbe a morirebbe nelle UAI per un’ influenza o partorire un figlio morto per strada o in sala d’attesa.

        In Brasile non sanno nemmeno la differenza tra la tanto sbandierata Educazione (che si apprende in casa, si dovrebbe…) con l’ Istruzione che si apprende a scuola.

        Se qualcuno volesse veramente governare la prima cosa da fare sarebbe eliminare Ministeri e sotto ministeri inutili ed eliminare centinaia di parlamentari e sentori ancora più inutili che costano solo bilioni di reais.
        Chi vuole veramente cambiare qualcosa lo fà a monte, alla radice, altrimenti non cambierà mai nulla, come sicuramente avverrà.

        E’ tutto tempo perso, purtroppo per Noi.

        • Da anni non credo piu´nella politica in generale (promesse da non mantenere), credo sia parte di un sistema molto al di sopra di noi;
          solo chi vive di speranza puo´ancora crederci!!
          Dal mio punto di vista, cerco di apprendere il piu´possibile , mantenermi aggiornato per farmi trasportare dal sistema, non travolgermi !!
          Il sapere libera dalle catene!!!

          Carmine.

          • il surfista serio non anticipa mai l’onda e ne la prende in ritardo cerca di cavalcarla nel momento che è prossima alla maggiore altezza. provare per credere. così è nella vita, mai anticipare troppo…..mai ritardare troppo……ma “entrare” nel momento giusto.

    • Giorgio,

      “poi il PT ha ingigantito la spesa pubblica…” Il PT era ancora Lula.

      Aver orchestrato e partecipato a un giro di corruzione bilionario senza precedenti nella storia cancella tutti gli eventuali meriti (secondo me nessuno, solo demeriti).

      I politici devono saper fare pochissime cose fatte decentemente per tentare di limitare i danni (come i portieri di una squadra di calcio che non fanno nessun gol, non vincono nessuna partita, al massimo fanno 0 a 0) e quando inventano di fare qualcosa fanno solo disastri, mai in meglio.

      Che vadano a fare in…

  7. il continuo confronto tra Italia e Brasile è come cercare un raziocinio ad una ideologia, impossibile e qualora ci fosse una tesi sarebbe soggettiva. i problemi sociali, economici e storici del Brasile sono totalmente differenti da quelli dell’Italia. gli unici confronti possibili sono legati al malaffare ed alla corruzione, purtroppo. seguo con attenzione gli interventi di tutti e piu’ ci ragiono sopra e piu’ mi perdo nel tentare di trovare il massimo denominatore comune tra i 2 Paesi. immaginiamoci poi se tento di cercare il minimo denominatore comune…….mi intorciglierei. beati quelli che riescono a darsi una risposta.

    • Ecco!! E’ questa la base culturaleconomica differente che non agevola paragoni, come dice Undo, tra Italia e Brasile.
      La cultura del risparmio e del non fare mai il passo piu’ lungo della gamba;
      infatti in tempo di crisi i conti correnti italici si sono gonfiati e non il contrario

      • fare il passo più lungo della gamba è un marchio di fabbrica brasiliano. ciononostante, a dispetto di quanto, la gente riesce comunque, a livello di consumo, a stare perfino meglio di svariati residenti in Italia. avevo un’amica senegalese residente in Italia che essendo precaria non poteva comprarsi la lavatrice e nonostante avesse una bimba piccolissima era costretta a farsi, nel 2015, il bucato a mano in inverno. in Brasile in simili condizioni, magari faxineiras, umili pensionati e serventes de obra riescono ad avere, grazie alle famose prestações, lavatrice, frigo, divano nuovo. forse anche ristrutturare casa. dal punto di vista dei consumi è indubbio che in Brasile si viva meglio, mentre dal punto di vista delle emergenze sanitario no. qui devo convenirne con Franceso, il termine emergenza ha poco significato. nella mia città puoi anche avere il plano de saùde più costoso, ma se hai un’incidente ci mettono minimo un’ora per arrivare i soccorsi. e se si tratta di una gamba rotta ci può anche stare, ma se c’è di mezzo una testa spaccata è morte sicura.

    • ufficialmente è superiore di 3,5 volte. ufficiosamente di piu’. se poi ci mettiamo i paradisi fiscali solo Europei (Montecarlo – San Marino – Andorra – Lussemburgo): …… molto di piu’. infine, se poi andiamo a vedere in Olanda, Portogallo e Spagna……molto molto di piu’. Non ho menzionato gli oltre oceano tipo Cayman & C.

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