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Ritorno nel Bel Paese

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Antonio jr , mio figlio di quasi 4 anni , non sta nella pelle . Continua a saltare per la stanza gridando ” Si torna in Italia ! O Brasil acabou !”

Dopo due mesi , di cui  un quarto trascorsi nei pressi di Belo Horizonte in visita alle zie , zii , nonni e cugini adesso  sente nostalgia dell’Italia . Soprattutto della sua cameretta ( “o quarto azul “) dove conserva la sua sterminata collezione di automobiline tutte differenti tra di loro e che conosce una ad una per nome come un pastore conosce le sue pecore e ovviamente degli amici di scuola : Pasquale , Aurora , Giulia , Matteo , Louis , ecc . La cittadina del sud dove viviamo è multiculturale : ci sono una gran quantità di immigrati e pertanto già  dall’asilo i bimbi vivono a contatto con culture diverse , anche se alla loro età parlare di culture diverse è improprio . Gli amichetti di Antonio Jr sono prevalentemente italiani ma non mancano  rumeni , russi , brasiliani e africani .

Dopo la prima settimana in Brasile in cui quasi si rifiutava di parlare brasiliano ripetendo agli adulti che lo interrogavano : sono italiano nao falo portugues  ha ,quasi di colpo, iniziato a parlare il portoghese ad un livello che io , dopo 10 anni di permanenza in Brasile , nemmeno mi sogno . Mi chiedo dove lo abbia appreso visto che in casa sia io che la madre parliamo prevalentemente in italiano . Tv , internet , 20 giorni a Belo Horizonte ? probabilmente tutto questo assieme ad un substrato inconscio di conoscenze acquisite dalla nascita a Natal sino all’età di 2 anni e mezzo quando siamo rientrati in Italia .

A chiunque gli chieda del ritorno in Italia continua a rispondere che dovrà prendere tre aerei facendo tre con le dita . A proposito avete notato come contano con le dita i brasiliani ( americani e non solo )? Iniziano dall’indice e poi proseguono con il medio ,l’anulare , il mignolo ed il pollice . Noi italiani partiamo dal pollice e proseguiamo con l’indice , medio  poi riportiamo il pollice a riposo ed usiamo  anulare e mignolo per il quattro , infine riutilizziamo il pollice per arrivare a cinque . Due stili di codificazione completamente differenti che sono certo qualcuno avrà studiato e spiegato . Antonio Jr utilizza un codice misto : parte dal pollice ( come gli italiani ) e prosegue  sino al mignolo senza la discontinuità del codice italiano .

Oramai mancano poche ore all’arrivo del taxi che abbiamo prenotato con largo anticipo perchè avevamo bisogno di una macchina abbastanza capace da contenere noi tre , sei valigie grandi e tre bagagli  a mano . Purtroppo le recenti regole sui bagagli  hanno molto danneggiato chi va e viene dal Brasile . Prima erano ammesse due valige da 32 Kg ed un bagaglio a mano di 10 Kg . Oggi si acquista il biglietto con il solo bagaglio a mano e per le valige da imbarcare bisogna pagare separatamente con il limite di 23 Kg a valigia e non 32 Kg come prima . Per noi , che viaggiamo in tre , significa perdere oltre 60 Kg di bagaglio utile dal momento che  le nostre valige , acquistate per portare 32 Kg , sono grandi e pertanto hanno una tara superiore ad una valigia media per 23 Kg .

Oggi il tempo è stupendo e in un altro momento avrei trascorso la mattinata in spiaggia ma ho l’abitudine di dedicare il giorno prima della partenza ad organizzare i bagagli , controllare i documenti , lasciare l’appartamento in ordine .Non so ancora quando ritornerò , sicuramente dopo le elezioni di Ottobre e speriamo  di ritrovare ancora il Brasile che ho conosciuto ma che si sta progressivamente disgregando . Qualcuno direbbe che siamo in una fase di distruzione creativa , può darsi di si ma può anche darsi di no come recita una pubblicità che mi tormenta su tutti i canali , quella di Trivago !

46 Commenti

  1. inutile cercare di precorrere i tempi, se un giorno decidero’ di tornare in Italia , o magari ne saro’ costretto, dimostrero’ di non aver prodotto alcun reddito imponibile in Italia. Nel Paese di Pulcinella cambiano sempre le leggi, magari tra 3 o 12 anni sara’ cambiata tutta la normativa. Mi basta pagare il 40% di tasse a Copenaghen, anche se qui ti ritorna tutto in servizi e stato sociale se ne hai bisogno, all’ Italia non devo nulla . La mia patria e’ il Paese dei cazzi volanti: senti un dolorino posteriore, credi sia una indigestione ma e’ o la guardia di finanza o l’agenzia delle entrate! Tutti sti parassiti statali non avrebbero resistito un mese ad una vita in cui ti ritrovi da solo in terra straniera e devi cominciare da zero. La liberta’ ha un prezzo, l’ho pagato volentieri !! Piuttosto che tornare a farmi maciullare di tasse e multe in Italia sfrutto il mio visto per il Brasile !! grazie a tutti per le info !! abraco galera

  2. tra l’altro: se il non obbligato per legge compila il quadro RW, finisce per paradosso per accollarsi volontariamente la doppia imposizione fiscale, perchè pur non tenuto, se lo fa dovrà pagare al fisco italiano una certa cifra (anche se non alta) a causa del conto corrente estero (per Giorgio è la Danimarca, non il Brasile)

  3. è una circolare…..sic! sono i soliti burocrati/boiardi di Stato che per assicurarsi la poltrona ed i privilegi che le emettono. i politici nulla sanno. CI VUOLE UNA LEGGE FATTA DAL PARLAMENTO!

  4. Mi spiace deludervi ma secondo quanto stabilito dalla Circolare n. 304/E/I/2/705 del 2 dicembre 1997, “la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione all’AIRE non costituisce elemento determinante per escludere la residenza o il domicilio dello Stato, ben potendo, questi ultimi, essere desunti con ogni mezzo di prova, anche in contrasto con le risultanze dei registri anagrafici”.

    https://www.fisco7.it/2012/11/il-concetto-di-residenza-fiscale/

    • grazie, a conferma che c’è strozzinaggio corrente. tra l’altro anche se ti naturalizzi Brasiliano rimani sempre Italiano. rinunciare alla cittadinanza Italiana è possibile solo passando attraverso il Ministero della Giustizia e Avvocati con le palle e devi avere una motivazione per “loro” valida.

      • rinunciare alla cittadinanza italiana non è che sia poi così conveniente. se non altro per il fatto che poi a volere entrare in un altro paese dell’UE diventa farragginoso. un italiano entra molto più facilmente in Norvegia rispetto a un brasiliano

    • è una circolare…..sic! sono i soliti burocrati/boiardi di Stato che per assicurarsi la poltrona ed i privilegi che le emettono. i politici nulla sanno. CI VUOLE UNA LEGGE FATTA DAL PARLAMENTO!

    • Marco, questo era risaputo. Anche lasciare in Italia un figlio che sta studiando non sposta la residenza fiscale, a dispetto che il Pinco Pallo di turno non abbia casa di proprietà nè veicoli sia pure da rottamare e il figlio sta in affitto.
      @Undo: ma il quadro RW va compilato pure che la residenza fiscale (non solo domicilio e residenza abitativa, cioè) è effettivamente e pur secondo le tortuose leggi italiane spostata all’estero? anche se ogni infimo appiglio per considerare Pinco Pallo residente in Italia è inesistente? e soltanto in vista di un rimpatrio magari a distanza di 30 anni? cioè, Pinco Pallo iscritto AIRE in Italia non ha più nè casa nè macchina nè moto (nè bicicletta!) nè moglie nè figli nè lavoro.
      da quanto ho capito Giorgio in Italia ci ha lasciato una mamma (e questa mamma occupa un appartamento di proprietà di Giorigio), sarà che per trovarcisi la mamma lo considerano residente fiscale in Italia, anche se non è moglie e figli?

      • Giorgio rimane Italiano anche dopo 30 anni di residenza in Brasile e regolare iscrizione Aire. anche se in Italia NON ha piu’ nulla, è nullatenente, DEVE per legge Italiana compilare annualmente l’Unico riquadro RW per indicare i redditi Brasiliani. E’ un obbligo che non tutti espletano, anzi la maggioranza non dichiara…….ma rimane un dovere. Tieni comunque conto che è una informativa che si da all’Agenzia delle Entrate che, se ben espletata, non viene fiscalizzata o viene fiscalizzata marginalmente. qualora venisse fiscalizzata in Italia puoi appellarti all’art. 23 della convenzione tra Italia e Brasile e mettere in detrazione nell’IR annuale Brasiliana.

        • …eppure il commercialista di mia madre, che si intendeva anche di diritto tributario internazionale, affermava che l’ultimo modello unico andava compilato soltanto fino al permanere dell’effettiva residenza fiscale…sarà a causa della mamma rimasta in Italia?

          • fatta ricerca.
            https://www.fiscoetasse.com/approfondimenti/12911-residenza-fiscale-all-estero-niente-dichiarazione-in-italia.html
            Se Giorgio in Italia è nullatenente e ha provveduto all’iscrizione AIRE non deve dichiarare nulla, la Cassazione conferma.

            questo un pdf della stessa agenzia delle entrate, abbastanza fresco perchè del 2017: http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/archivio/normativa+prassi+archivio+documentazione/archivio+comunicati+stampa/cs+2017/cs+settembre+2017/cs+guida+170917/Com.+st.+Guida+lavoratori+estero+17.09.17.pdf
            in buona sostanza, il nullatenente è tenuto a dichiarare se non ha provveduto a iscriversi all’AIRE
            confermato da questo, sempre guida agenzia entrate:
            “Chiunque possieda redditi imponibili prodotti in Italia, anche se residente all’estero, è tenuto a dichiararli all’Agenzia delle Entrate utilizzando il Modello Unico, salvo i casi di esclusione”
            quest’ultimo è stato fornito dal consolato di Recife, purtroppo non è fresco 2018, è 2009, ma dubito sia cambiato. coincide tutto con quanto affermato dal commercialista di mia mamma nel 2016.

            il dubbio che resta, semmai, è proprio la mamma di Giorgio, perchè per essere considerati residenti fiscali in Italia sono sufficienti anche solo interessi sociali e morali. ora, la mamma non è un interesse familiare in senso fiscale perchè quello è costituito da moglie e figli, ma mi viene in mente che sociale e morale possa essere…
            in più c’è l’appartamento, che però potrebbe essere intestato alla mamma e non a lui. in questo caso però la questione comunque continua a girare intorno alla mamma, se il fisco italiano la considera interesse morale e sociale, qua ci vorrebbe l’aiuto del competente commercialista di cui sopra, temo…

  5. Per undo: grazie di nuovo per le info. Per Nina: io ho la residenza fiscale soltanto in Danimarca e in Italia tornero’ solo se dimezzeranno le tasse e finira’ la dittatura politico-giudiziaria-culturale( quindi MAI ). Fino a quando la scure fiscale impedira’ a me e tanti italiani residenti all’ estero di poter ipotizzare un rientro, fino a quel momento preferiro’ fare la “risorsa”all’ estero piuttosto che l’ospite a casa mia ! Il clima e’ quello che e’ nei mesi invernali ma la Danimarca e’ un gioiellino. D’inverno sogno il mio Brasile ma succede a tutti, ho 47 anni e spero di poterci andare un giorno a riposare la carcassa ! Un saluto a tutti !!

    • anche tu non credi alla flat tax?! concordo. a me basterebbe che in Italia facessero una legge che afferma che un Italiano all’estero se ha prodotto del reddito ed ha dichiarato tale reddito nel Paese di residenza pagando le imposizioni possa far rientrare in Italia il reddito prodotto senza alcuna imposizione (gabella/furto/rapina) con la sola dichiarazione della Receita Federal che non si hanno debiti fiscali in Brasile. Tutto qua. Vediamo ora se Di Maio o Salvini riusciranno a scardinare questo problemone che sta bloccando tanti soldi di Italiani all’estero. Per me non ce la faranno anche perchè questi 2 fanno fatica a sbucciare una castagna abbrustolita. A parole sono bravi ma nei fatti questi qui NON hanno mai lavorato e/o dovuto lavorare per mantenersi e mantenere moglie e figli. Sono mezzi fighetti e mezzi ramarri.

  6. x Undo: come valvola di sfogo musicale,sessuale, mentale e culturale il Brasile non muore mai.Intendevo dire che il Brasile me lo porto dentro di me ovunque mi trovi, ha un lato positivo che nessun disastro di sistema potra’ cancellare. A volte mi ritrovo a fare battute in cearense e me la rido da solo come un matto, a volte mi basta ascoltare musica con i cuffioni, a volte qualcosa si combina e ancora non rimorchio elefanti kkkkk. Comunque vorrei capire perche’ il rientro capitali vada incontro a problemi con l’agenzia delle entrate qualora si dimostri di essere in regola con aire e quant’altro. Io credo si parli o di italiani che non avessero registrato la loro presenza all’estero o di italioti con residenze fittizie. Illuminaci !!grazie

    • semplice: in Italia quattrini che entrano senza che siano stati registrati all’uscita sono ritenuti “illeciti” fino a prova del contrario. cosa significa prova del contrario? significa che devi girare le 7 chiese partendo dall’Agenzia delle Entrate passando attraverso la Receita Federal e le Banche con le quali hai operato e le Aziende con le quali hai lavorato che devono scrivere con firma riconosciuta la tua situazione e produttività….infine il dolcino digestivo: le ultime 3 dichiarazioni dei redditi in Brasile tradotte da un traduttore giuramentato sulle quali se non appare qualcosa che magari hai trascurato involontariamente oppure non hai comunicato annualmente in Italia attraverso Unico RW qualcosa di tuo in Brasile tipo reddito da titoli….ti bloccano la cifra e da li in avanti devi scalare la montagna della Banca d’Italia Uff. Estero che dialoga con il Banco Central del Brasile. Insomma: non ci sono leggi se non la convenzione firmata nel 1978 per evitare le doppie imposizioni tra i 2 Paesi e mai aggiornata. Capisci che dal 1978 ad oggi sono intervenuti tanti fatti. C’è solo da fare le formiche nei trasferimenti oppure pagare la voluntary discolsure (unica legge per far rientrare i capitali nata per i capitali usciti in nero) oppure lasciare il 40% all’Agenzia delle Entrate. Un tributarista internazionale, che io non sono, sarebbe piu’ conciso di me e, magari, potrebbe segnalare altre vie (doleiros). PS: questo vale da 40.000 Euro in su. Pensa che se superi 15.000 Euro anno la Banca Italiana è obbligata ad avvisare l’Agenzia delle Entrate………..

      • cioè se si torna con fino a 40.000 è quindi comunque meglio ficcarseli sotto il materasso? perchè se si va ad aprire un conto è chiaro che diventano più di 15.000. in tal caso non annui ma una tantum (se si tratta di rimpatrio). e però se sono stati registrati all’uscita non si può portare a far vedere il trasferimento bancario fatto all’uscita? insomma, se il trasferimento è registrato non dovrebbe esserci tutto sto casino o si? quanto al RW, solo se si ha la residenza fiscale in Italia o anche se non la si ha, se si svolge un impiego il cui stipendio proviene dall’Italia e supera una certa cifra (nel 2016 erano 3.000 euro annui, adesso non so se è rimasta la stessa cifra o è cambiata) .
        per le traduzioni giurate e passare per la Receita: mi sa che si fa prima a pagare la voluntary disclosure, forse i costi sono gli stessi ma con meno sbattimento. se bisogna, oltre a pagare il traduttore che costa una fucilata ogni pagina, fare avanti indietro Italia-Brasile per la Receita, dichiarazioni dei datori di lavoro e delle banche, alla fine i capitali si squagliano in questo modo. certo, questo per chi pensa di rimpatriare (dubito che Giorgio intenda rimpatriare, poi chissà), specie se ha mantenuto la doppia residenza fiscale

        • ps: il doleiro meglio scordarselo. le formiche: eccessiva dipendenza dalle circostanze esterne, che in pochi possono vantare favorevoli. qualora ci fossero, gli amici potrebbero benissimo decidere di sparire con la grana. ma temo che la maggior parte degli aspiranti a rimpatriare possa a malapena contare solo su se stesso

        • 1° se hai ancora il documento bancario o fiscale di uscita dall’Italia: no problem per qualsiasi cifra che rientra purchè sia la stessa quantità che è uscita.
          2° Unico RW annuale da dichiarare redditi da investimento (affitti-interessi titoli-fondi-etc.) anche se residente in Brasile. Dichiarare anche conto bancario in Brasile comunicando saldo al 31.12 di ogni anno
          3° oggi la voluntary disclosure è del 23% da pagarsi sull’unghia.
          4° la soluzione materasso non è la soluzione migliore, quella della formica che si fa aiutare da altre formiche con il loro conto corrente ricevente SI è la strada migliore(io ne ho 6 di formiche + me medesimo= 7 x 15.000 anno = 75.000 ogni anno). se ne avessi di piu’ li terrei sul conto in Brasile o in Tesoro direto attendendo il prossimo anno. Se ai 75.000 annui ci aggiungi carta ricaricabile mia e di mia moglie sono altri 20.000 Euro. Per me sono tanti. Io non sono un capitalista il problema da mal di testa è per cifre superiori e urgenti da trasferire……li ci va un tributarista internazionale che abbia sede e filiale diretta (stessi azionisti) nei 2 Paesi. Tant’è.

  7. Undo, ma a questo punto non fanno prima a non fare rientrare i capitali e cercare in qualche maniera di usare quelli che restano all’estero? nel caso del Brasile consigliavi il bradesco, la cui carta di credito è utilizzabile all’estero (a differenza di bb e forse pure caixa). resta il punto se però a distanza di 3/6 mesi dal rientro, se bradesco non vede depositi nel conto, lo chiude automaticamente.
    nel frattempo, ho un mio studente (brasiliano) che ha già fatto le valige e venduto casa per stabilirsi in Portogallo. sarà che lì è facile portarsi i soldi della vendita della casa senza che il fisco portoghese glieli porti via, che tu sappia?

    • 1° Bradesco non può chiudere nessun conto se in attivo anche se non c’è attività/movimentazione.
      2° Il Portogallo a differenza dell’Italia è alla ricerca spasmodica di “forestieri” con soldi che si trasferiscono la. Pensa che la gabella di ingresso è del 2,4% del totale indipendentemente dalla cifra che porti o che trasferisci e poi per 5 anni hai il corrispondente dell’Irpef al 4% massimo anno che passa ad essere del 10% per i 5 anni successivi questo ancora al lordo delle detrazioni. Praticamente ti fai un piano dentale o di previdenza privata riscattabile e non paghi imposte. Dopo 10 anni rientri nella imposizione normale che al massimo arriva al 25%.

      • mi riferisco alla tassazione sul reddito. se non c’è reddito ma arrivano soldi dal Brasile paga solo il 2,4% in ingresso e non deve fare dichiarazione dei redditi.

        • ah, ecco, dunque la fregatura sulla lacuna nel rientro dei capitali della convenzione riguarda allora chi per un motivo o l’altro ha mantenuto la residenza fiscale in Italia? in un altro post avevi postato che alcuni italiani rimpatriati si sono visti bloccati dall’agenzia delle entrate i 2/3 del capitale rientrato, che poi hanno citato in tribunale l’agenzia delle entrate ma ovviamente perderanno il processo. e per questo stesso motivo altri aspiranti al rimpatrio ci hanno rinunciato (o stanno rinunciando, spaventati).
          …sto pensando di seguire il mio studente, ma prima devo vedere se le qualifiche mi permetterebbero di lavorare in Portogallo…

          • ops, mi correggo, era tutto riferito al Portogallo e ho fatto confusione. l’orario in combinazione con stato di salute precario non ha aiutato

  8. Sono contento che vadano entrambi al governo, vogio vedere cosa combinano ma soprattutto sono stracontento del fatto che questa sara’ una legislatura con cui il sistema si bruciera’ assieme,ed in una sola volta,le due false opposizioni 5 stelle e lega. Al prossimo giro di boa si ritroveranno senza nuovi prestigiatori, Berlusconi sara’ nei libri di Storia e altri numeri del circo per tenere a bada il malcontento e la fame non sara’ facile inventarli. Vivo a Copenaghen in una vera democrazia, invece l’Italia si governa solo con i plotoni d’esecuzione. Sono rassegnato, per quello mi sono sempre andato a sfogare in Brasile. Da quell parti il sistema e’ anche 10 volte peggiore del nostro ma la gente ride, c’e’ musica ovunque, le donne hanno sempre voglia di scherzare e fare esercizi ginnici appassionanti. Peccato la violenza, altrimenti in Brasile si sta spiritualmente molto meglio che in Italia, dove tutti sono stressati e si lamentano .

    • @giorgio di chiaro…..”da quelle parti il sistema è 10 volte peggiore ma la gente ride…..”, guarda che non è un ridere da felicità ma è un ridere conseguente alla subliminazione della tristezza e povertà che gira da queste parti e aggiungo……oggi per fare gli esercizi ginnici appassionanti devi usare il muletto tanto sono gorde le donne! Fa paura vedere quanta “gordura” gira e in bella mostra. Se torni in Brasile per sfogarti penso che rimarrai deluso.

      • l’IVAFE sarebbe? questa mi è nuova. riguarderebbe chi per qualche ragione quale che sia non ha potuto spostare la residenza fiscale?
        Giorgio se torni in Italia meglio che lasci i quattrini in Danimarca e prelevi con una carta di credito/prepagata danese, fai prima mi sa. tra l’altro in Italia sono già fallite 6 banche nel giro di qualche anno, mentre tutto il nordeuropa non corre certo questo rischio

  9. Se vivo a Copenaghen ma ho la famiglia in Italia pago le tasse solo in Danimarca in virtu’ del trattato di doppia imposizione vigente. La famiglia non genera reddito, al limite stress ! Pensioni erogate dall’ inps neanche se fossi invalido al 109%, immobili di famiglia ma ad uso abitativo di mia madre. Credo siano tutte situazioni di persone fisiche con ancora evidenti legami fiscali ed economici con l’ Italia. Quando tornero’ in Italia, probabilmente solo congelato in una cassa di legno, si prendono l’ultimo IVAFFANCULO di una intera vita passata a combatterli culturalmente e politicamente. Il regalo migliore che mi sono fatto e’ stato un biglietto di sola andata ! TASSE, MULTE,ZERO DIRITTI, INCAZZATURE . …. vedranno solo la mia mano salutare dalla bara, con questa dittatura ho chiuso !!

    • su dai che ora con Di Maio e Salvini e la loro flat tax al 15% o 23% ed il reddito da cittadinanza in Italia si potrà vivere meglio di ora. poi i 2 mi sembrano iperconvinti nel cancellare la Fornero e tante restrizioni/disposizioni emanate da Monti. Evviva!
      Personalmente a 68 anni ho imparato a non fidarmi nemmeno di me stesso, immaginiamoci con questi suggestivi 2 ragazzotti che mai hanno lavorato nella loro vita. Solo balle e come sempre la colpa sarà degli altri. Sono dei rubamerende come tutti gli altri.
      Per fortuna c’è una convenzione per evitare la doppia imposizione tra Italia e Brasile che funziona bene al 95%, nel 1978 quando è stata concordata, c’erano altri politici in Italia ed in Brasile c’erano i Militari…..quindi, capisci a mè! Il 5% che non funziona colpisce i pensionati Inps, Italiani residenti in Brasile, che pagano le imposte alla fonte ed in Brasile sullo stesso cespite di pensione. Insomma una imposizione concorrente fatto salvo uno sconticino previsto all’art. 18 della convenzione.

  10. Innanzitutto ringrazio Nina, Undo e Marcofalco per le risposte,poi mi pongo un quesito: vivo e lavoro a Copenaghen da un decennio, c’e’ anche del Brasile nella mia vita estera. Tecnicamente io dovrei pagare delle tasse in Italia anche se non ci vivo? Dovrei fare una dichiarazione dei redditi? A me non risulta, il senso degli interventi di quel vampiro di Monti erano semmai volti a reprimere i falsi residenti all’estero. Se sei fiscalmente residente all’ estero come fai ad esserlo anche ad Ariano Irpino? Altro e’ dire che se dichiari di vivere e Ariano Irpino e hai la casa a Fortaleza e non l’hai dichiarata e torni ad Ariano a mangiare il provolone due mesi l’anno , beh in quel caso hai omesso qualcosa . Esiste un trattato di doppia imposizione tra Roma e Brasilia, un conto sono le evasioni reali dei falsi residenti all’ estero ed un altro i rientri di capitali in unica soluzione dopo una vita trascorsa all’estero e comprovata da visti e dichiarazioni aire. AMO E DISPREZZO ITALIA E BRASILE ALLO STESSO TEMPO! Sono i due Paesi che scaldano il mio cuore ma mi tengo stretta Copenaghen e la civilta’ dei biondi !! Noi latini, con le nostre buffonate, le nostre furbizie da pollaio,i nostri pettegolezzi, il nostro individualismo, le nostre invidie e le nostre bassezze saremo sempre dei mezzi cavernicoli anarcoidi !! QUE SE FODA MARIO MONTI , LADRAO !

    • Giorgio in sintesi sebbene tu dichiari di vivere e lavorare a Rio o a Copenaghen e ti iscrivi all’AIRE, per il Fisco italiano se tu ad esempio percepisci una pensione INPS, oppure se hai mantenuto una casa in Italia oppure se la tua famiglia è rimasta in Italia, tu devi comunque pagare le tasse in Italia al netto di quelle (quasi certamente inferiori) pagate all’estero.
      E se dopo 20 anni torni in Italia e vuoi riportare indietro i tuoi soldi che magari non hai integralmente dichiarato in sede di espatrio e sui quali nel corso dei 20 anni non hai versato l’IVAFE allo Stato italiano, sei passibile di sanzioni.

  11. La ratio per il fisco italiano non è la residenza anagrafica (AIRE o meno) ma la residenza fiscale (o valutaria) che fa riferimento a dove si è prodotto il reddito e sull’origine dei fondi, oltre che su altri fattori induttivi volti a individuare residenze fittizie (centro dei propri interessi economici e familiari, eventuali proprietà ecc.).
    Inoltre il governo Monti ha stabilito che tutti i fiscalmente residenti italiani, come sopra determinati, devono comunque pagare delle imposte allo Stato italiano (IVAFE e IVIE) anche su tutti i soldi, beni mobili e immobili detenuti all’estero. Inoltre in Italia da sempre vige l’obbligo dichiarativo attraverso il Quadro RW del modello Unico per tutti i trasferimenti di denaro da/per l’estero superiori ad euro 15.000 annui (intesi cumulativamente per ogni singolo codice fiscale).
    Infine in Italia l’onere di provare i fatti impeditivi, estintivi o modificativi della pretesa tributaria spetta al contribuente.
    Il problema è sempre lo stesso, in Italia le Leggi sono fatte da truffatori e favore di altrattanto truffatori. Lo Stato esige imposte anche da chi non ha incassato o guadagnato nulla: un assurdo.

  12. Confidando in qualche info supplementare da parte di Undo, mi chiedo quale sia la ratio di questo accanimento ? Forse e’ giusto affermare che oltre i 40.000 euro si debba giustificare la movimentazione con tutta la documentazione del caso, iscrizione aire, liberatoria del banco central etc, ma non credo basti far rientrare dei capitali per essere considerati evasori. Sono scappato in Danimarca dove lo Stato non e’ il tuo nemico ma e’ la famiglia nazionale. Piu’ sento ste storie e piu’ mi faccio gli applausi per essere arrivato qui da solo armato solo di rabbia !! Grazie e vediamo se trovo ulteriori info

    • L’Italia è come il Brasile……sei tu che, in mezzo ad un ginepraio di leggi e circolari, devi dimostrare di non essere colpevole di “lavaggio di soldi” o, peggio, di traffico di soldi. Non bastano documentazioni a supporto, peggiori la situazione. Piu’ informazioni dai piu’ ti crei la fossa. Devi fare come le formiche e avere persone che ti aiutano anche loro a fare le formiche. Io ho dovuto coinvolgere 6 persone tra parenti ed amici e + 1 con me compreso e a colpi di bonifici max 15.000 Euro anno procapite + altri 6.000 Euro procapite con Transferwise di quando in quando riesco a inviare in Italia il “frutto” del mio lavoro regolare qui in Brasile. Ora con il cambio a 4,10 medio sono fermo e spero che si abbassi anche se in Italia ho assoluto bisogno di inviare quattrini per un investimento in corso d’opera. Questo invio mi costa in rapporto all’anno scorso tra cambio e costi nuovi di trasferimento circa un 36% in piu’…..e non è poco. PS: @ Nina è dal 1982 che ho a che fare con il Brasile e ci vivo come residente Aire da circa 15 anni.

  13. Giorigio, Undo è molto esperto in materia, è lui che ha la maggior parte delle notizie, dato che fa la spola Brasile-italia da mi pare 30 anni oramai. almeno mi pare siano 30, poi lui dirà quanti sono esattamente. e le informazioni peggiorative sulla dittatura fiscale ci sono eccome. indipendentemente dal considerare evasori in automatico chi fa rientrare capitali oltre le 40 mila euro, basta andare su portali quali “fisco e tasse”, “leggi oggi” per vedere che:
    -non puoi neppure ricevere una donazione che ti arrivi su conto corrente senza essere questionato dal fisco, perchè se non hai un atto notarile che la dimostri, saltano subito addosso a questo incremento per loro ingiustificato di capitale (è accaduto a una mia zia il non poter ricevere da mia madre in un momento di bisogno, quando quest’ultima era ancora in vita e a una cara amica poche centinaia di euro gliele hanno bloccate appena ricevute e a tutt’ora la banca manriene il blocco)
    -obbligo dell’assicurazione INPS per le casalinghe, tra l’altro norma niente affatto pubblicizzata, che una casalinga può scoprirlo sol per caso se ha l’abitudine di smanettare il web per questioni fiscali, se no si ritrova a essere evasore per ignoranza -altra cara amica casalinga, alla quale prima di partire per il Brasile avevo domandato se fosse assicurata e lei caduta dal pero perchè non sapeva neppure dell’esistenza dell’obbligo, però se fosse stata pizzicata la multa salata non gliela toglieva neppure il miglior principe del foro
    -redditometro che funziona ora pure all’inverso, cioè che se hai uno stipendio ma spendi tropo poco puoi essere questionato così come se sfori per eccesso
    -il patentino per coltivare la TUA terra (che ovviamente va pagato profumatamente e rinnovato periodicamente, se no sei irregolare e multabile)
    Giorgio, forse è meglio se mi fermo qui, perchè già c’è abbastanza da farsi il sangue marcio. difatto dovessi un giorno tornare in Europa mi orienterei per il Portogallo

  14. per Nina: nel momento in cui dimosti di essere stato iscritto all’ AIRE e di aver vissuto in qualsiasi Paese, puoi tornare a casa e riportare in Italia i tuoi capitali senza essere considerato un evasore fiscale oltre la soglia dei 40.000 euro. I capitali passano dal Banco Central do Brasil, il quale l’operazione te la bloccherebbe per primo se tu avessi delle pendenze fiscali in Brasile o se fossero sprovvisti di leggittimita’ penale. Di quale evasione stiamo parlando? Al limite l’evasione potrebbe essere nel Paese in cui si si e’ vissuto per un certo periodo e non certo in Italia dove non si vive da anni. Per questo non capisco quelli che non si iscrivono all’ AIRE. Quali fonti vi hanno fatto giungere a questa conclusione ? Dato che abito in Danimarca, se avete informazioni peggiorative sullo stato della dittatura fiscale , politica e giudiziaria del Belpaese, accetto volentieri informazioni a riguardo! Questa dell’ equazione rientro capitali = evasione mi era nuova !

  15. Ciao Nina

    grazie degli auguri , in realtà Antonio Jr già frequenta l’asilo in Italia da un anno a tempo pieno e si trova benissimo . Non vede l’ora di andare a scuola per incontrare i suoi amichetti e arriva a scuola sempre con un mazzetto di fiori , raccolto nelle aiuole durante il tragitto da casa a scuola , per offrirlo alla maestra .
    Concordo che i soldi brasiliani vanno spesi sul posto . Questo massimizza i benefici annullando l’effetto cambio . Inoltre , portati in Italia questi soldi non renderebbero nulla .

  16. vivereinbrasile, c’è poi anche la questione della dichiarazione dei redditi sia italiana che brasiliana, ma questo lo saprai meglio di me. per l’Italia dovrai compilare l’IVIE riguardante gli immobili in Brasile e dichiarare anche l’esatto ammontare dei quattrini che ci lasci. spero l’agenzia delle entrate non ti bruci parte del patrimonio in tasse e imposte. per non parlare della dichiarazione dei redditi brasiliana, che lasciandoci immobili va presentata anche se fai comunicação e declaração de saìda definitiva. dovrai pagare 2 commercialisti, uno in Italia e uno in Brasile, quantomeno quello in Brasile se la dichiarazione italiana riesci a compilartela da te. suppongo anche che lascerai una procura a qualcuno qui affinchè adempia agli obblighi per te, se durante il periodi IR non sarai in territorio brasiliano (il tuo bambino sarà in piena scuola, quindi suppongo non sarai in Brasile per allora).
    cambio sfavorevolissimo a parte, portare i soldi in Italia comunque neanche a pensarlo, oltre una certa cifra. Undo mi diceva, una volta che gli avevo chiesto sui rientri capitale, che al di sopra delle 40mila euro per la banca d’Italia sono considerati automaticamente soldi da evasione, se fai rientrare capitale ti considerano comunque e sempre evasore fiscale. tutte le mie ricerche online erano stati inconcludenti, non un solo articolo che parlasse di rientro di capitali legittimamente, unicamente voluntary disclosure, cioè la normativa per gli evasori pentiti. pare che finanche con tanto di documenti alla mano niente da fare. in buona sostanza, i denari meglio lasciarli qui.
    e ora si ripresenta comunque il problema dei malcapitati divorziati che perdono il visto e si ritrovano turisti. anche loro devono rientrare in tutta fretta nel loro paese di origine (che può anche non essere l’Italia, anzi, ci sono mi pare tanti nordeuropei sposati con brasiliane). se gli immobili non si vendono, sono costretti ad andarsene abbandonandoli alla mercè di non si sa bene cosa, magari delle intemperie o degli occupanti abusivi e dovendo pure dichiararli e pagarci le tasse al loro paese di origine perchè in Brasile invendibili?e se nel loro paese non hanno una casa nè familiari che li possano ospitare dove vanno, in mezzo alle strade? certo, perchè dopo anni trascorsi qui, al loro paese un lavoro non ce l’hanno. se fosse il nordeuropa ne trovano uno abbastanza facilmente anche se vecchi bacucchi (senza offesa! è solo una recriminazione per il marchio di fabbrica tutto italiano che ti impiega solo se sei giovane), ma nel sud?
    comunque, da insegnante auguro a tuo figlio (che carino, che tenero! è quello della foto?) di essere felice nella scuola che frequenterà e trovi tanto affetto.

  17. Buon viaggio Antonio,
    Vedo che ti sei trattenuto poco tempo in terra brasiliana e suppongo che quando Antonio Jr. inizierà la scuola dell’obbligo in Italia le tue permanenze sudamericane diventeranno sempre più rare.
    Come farai a gestire dall’Italia gli immobili e gli investimenti a suo tempo fatti (forse inopinatamente visto l’andamento del Brasile?) dall’Italia?
    Questo è un aspetto che mi lascia relativamente preoccupato vista l’inaffidabilità della maggior parte delle persone e anche perchè in Brasile non si riesce a vendere più nulla e tantomeno si riesce a far rientrare i capitali visto il cambio e i costi.
    Un saluto,
    Marco

    • Ciao Marco
      sono restato due mesi Marzo ed Aprile : il Italia faceva freddo ( sono partito mentre impazzava la peggiore tormenta di neve degli ultimi 33 anni a Caserta ! ) mentre in Brasile si era alla fine dell’estate . Adesso è autunno e piove spesso a Natal , nonostante ci si lamenti per la secca io non ho mai visto tanta acqua cadere .Comunque le giornate belle non sono mancate e soprattutto la temperatura , piova o meno , è sempre molto ” agradavel ” .
      Per quanto riguarda gli immobili mi sono liberato di un paio di appartamenti ma ne restano ancora altri da gestire . I soldi li lascio li , ne ho trasferiti pen pochi a causa del cambio sfavorevole . Per fortuna non è ho bisogno per vivere in Italia e pertanto li considero una riserva per le vacanze. Al momento non è possibile fare altro senza perdere almeno la metà del capitale ! Comunque , se un giorno decidessi di rientrare in Brasile , mi basterebbe il bagaglio a mano 🙂

  18. Buona permanenza in Italia caro Antonio! A te ed a tutta la tua Famiglia. Arrivi nel mese migliore del Bel Paese. Rientro in Brasile? Sicuramente troverai la politica na “mesma merda” ed il sociale “ulteriormente compromesso”, purtroppo. Solo nelle isole c’è il Brasile che ci aveva chiamato qui! Ma tant’è. Abraços.

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