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Dilma alla ricerca di una poltrona in senato

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L’ex presidente brasiliana Dilma Rousseff, incriminata nel 2016 caso che la portò alle dimissioni anticipate, ha ufficializzato la propria candidatura al Senato federale per le prossime elezioni politiche di ottobre. L’annuncio è stato fatto domenica durante l’evento organizzato dal Partito dei Lavoratori (PT) nel nuovo quartiere Venda Nova di Belo Horizonte:

“E’ qui in Minas Gerais che si gioca la partita decisiva. Se non vinciamo qui perderemo il Brasile. Noi siamo quelli che si batteranno tutti i giorni per eleggere Lula presidente, Pimentel governatore e naturalmente Dilma al senato. Questo trio è indissolubile Siamo candidati per salvare la democrazia e la libertà di Lula è la sintesi della democrazia in Brasile” ha detto Dilma.

L’ex presidente guida i sondaggi nello stato che è il secondo seggio elettorale del paese con 15 milioni di elettori. San Paolo con circa 33 milioni, è il primo.

“Dilma il 7 ottobre sarà un voto storico per il paese” ha detto l’ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva in una lettera letta durante il convegno che ha lanciato la campagna elettorale. Il messaggio è stato inviato dalla Soprintendenza della Polizia Federale a Curitiba dove Lula è in carcere dal 7 aprile per una condanna a 12 anni e un mese.

Con questo comunicato il partito ha ufficializzato anche la candidatura di Fernando Pimentel che tenterà la rielezione come governatore dello stato di Minas Gerais.

12 Commenti

  1. escono dalla porta a spintonate ma poi rientrano dalla finestra con le unghie. altro che “largo ai giovani”, questi vecchiacci/e del PT ci hanno preso gusto ad arrotondare le loro entrate alla faccia dei loro seguaci. hanno messo profonde radici che saranno difficili da sradicare……..ma se danno loro i voti: giusto che rientrino anche dalla finestra. obtorto collo: la democrazia è anche questa merda!

  2. Questo sacco di spazzatura (terrorista sin da giovane) così come i suoi compari prenderanno ancora tantissimi voti.

    “Roubaram mas fizeram” è il quello che i Brasiliani riescono a elaborare o ripetere per sentito dire, non per colpa loro.

    Non essere tenuti a votare è un Grande Privilegio.

      • alla stregua di Toni Negri, Mario Capanna ed altri ancora finiti in Parlamento Italiano tra gli applausi dell’ala sinistra dell’aula. tornerà, torneranno Dilma ed i petisti perchè la gramigna dell’ideologia della sinistra, che fa ritenere gli appartenenti superiori e giusti e gli altri sempre errati, non è ancora stata estirpata. meglio non dare loro importanza alcuna. a meno che non si sia uno dei loro oppure degli autolesionisti vuoti perchè privi di valori propri e dei valori fondamentali della vita e del rispetto del prossimo. come ci insegna la fisica, un vuoto si riempie sempre della materia piu’ prossima e veloce … e se è la merda, sarà di merda.

  3. Il problema del Brasile è l’assenza di una classe media e quindi di un partito che la rappresenti. Se l’alternativa al PT è un partito che fa gli interessi dei ricchissimi io penso che sia meglio Lula.
    Immaginare di essere un povero in Brasile significa accettare di lavorare 6 giorni alla settimana per un salario minimo o scegliere di delinquere.
    Voi cosa fareste?
    Io (a malincuore) dico forza Lula e abbasso le oligarchie.

    • Mauro, fintanto che vivranno pensieri come quelli che hai espresso, che non condivido ma rispetto, il Brasile starà fermo con la stragrande maggioranza della sua popolazione o con la mano tesa ad elemosinare continuamente o a delinquere. posso capire il tuo forza Lula per il 15%-20% della popolazione alla quale ha dato da mangiare ma il restante della popolazione? e la classe media che non riesce a mettere fuori la testa? io penso che il Brasile sia pieno di intelligenze da far crescere attraverso lo studio e stimolandole con il merito…..tu pensi che il PT o Lula siano in grado di sostituire bolsa familha e minha casa minha vida con investimenti in educazione e sicurezza? se ne sei convinto posso capire la tua affermazione ma un conto esserne convinti un’altra sono i fatti che raccontano il contrario. Salutoni!

  4. Io ti metterei davanti a chi lavora 6 giorni alla settimana per un salario minimo e ha perso un figlio o un parente per un assalto e ti farei ripetere quello che hai detto.

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