Home Racconti da Rio de Janeiro Lettera scritta nel 2016 e mai spedita

Lettera scritta nel 2016 e mai spedita

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Cara Mamma,

ti scrivo da Rio de Janeiro. Sono a Barra da Tijuca, il quartiere nel quale lavoro da più di dieci anni. Non ci vediamo spesso e allora approfitto di questo spiraglio di tempo tra una lezione e l´altra per raccontarti come vanno le cose.

Mi hai chiesto di spiegarti come sta questa nostra enorme città, la città che mi ha rapito da Milano, dall’Italia, e da te, in un certo senso. Mi hai detto l´altro giorno via skype che sei curiosa di sapere come andranno le Olimpiadi…

Raccontarti in poche righe due anni di crisi politica e economica sarebbe difficile. Il tempo, come sai, stringe, e mi devo limitare all’essenziale.

Rio de Janeiro è un caos, un vero caos, con tutta la bellezza che il caos produce e lo schifo che si cela tra le pieghe della bellezza. Ci siamo illusi alcuni anni fa che la scoperta del petrolio a qualche chilometro di profondità, in mezzo al mare, dalle parti di Macaé, avrebbe spostato gli equilibri, trasformando Rio in qualcosa di più moderno ed efficiente. Invece, la crisi della Petrobras (l´azienda statale che estrae il petrolio), legata alla corruzione e alle miriadi di indagini che l´hanno rivelata ai giornalisti e al pubblico, ha fatto sì che quello che poteva essere un motivo di gioia si sia trasformato in una causa di grande tristezza.

A Rio non funziona più niente. I costi eccessivi delle Olimpiadi, il buco nelle casse della Petrobras e dello Stato (il Brasile è diviso in Stati. Noi abitiamo nello Stato di Rio de Janeiro) hanno oggi conseguenze disastrose per la popolazione: la polizia non viene pagata regolarmente; la sicurezza non è garantita; la violenza è aumentata; negli ospedali mancano medici, medicinali e infermieri; i professori e le professoresse delle scuole pubbliche sono in sciopero da marzo perché da mesi non ricevono lo stipendio, così gli alunni (cosa che, se succedesse in Italia, ti farebbe piangere il cuore) rischiano di perdere l´anno. Allora (ti conosco troppo bene) tu mi chiederai, ti chiederai: ma cosa ci fa Matteo ancora in Brasile?

Come ti dicevo via skype, Mamma, il lungomare di Copacabana, attraverso la sabbia, gli ombrelloni, le reti di pallavolo, le gabbiette per i bagnini e, soprattutto, attraverso i bagnanti, i corridori, le donne in bikini e gli ubriachi al mattino presto, continua ad esprimere la sua rabbia e le sue contraddizioni rappresentate da gente troppo ricca e troppo povera che vive giornalmente, obbligatoriamente, a braccetto.

Le colline continuano a sovrastare l´orizzonte, inflessibili ma generose. La brezza serale ci sprona ad osservare le isolette e l’ oceano imperioso. Le onde producono ancora quello sciabordio silenzioso che pare una cantilena cantata da sirene impazzite o, forse, così sagge da sembrarci pazze.

Se Dio vuole, l´oceano rimarrà tale e quale e nessuna crisi (almeno spero) potrà intaccare, modificare il suo linguaggio cadenzato, la sua poesia surreale.

Per questo rimango in Brasile, Mamma.

18 Commenti

  1. Rio è Bellissima,

    mi ci trasferirei volentieri nella Zona Nord ma ora e chissà per quanto altro tempo è meglio starci lontano.

        • mensilmente vado in Duque de Caxias per visita parenti. dopo 140 kms dalla partenza mi faccio tutto il ponte di Niteroi, sempre intasato, arrivo al fondo e prendo a destra per Sao Cristovao e proseguo e mi faccio 4/5 della zona norte sempre a passo d’uomo. per fortuna venditori ambulanti mi vendono acqua fresca e patatine. arrivato all’uscita per Duque de Caxias mi faccio il segno della croce e la attraverso quasi tutta per arrivare al Bairro dove vivono i parenti. In verità il segno della croce me lo faccio in partenza, a metà percorso Rio Bonito, a 3/4 di percorso Sao Gonçalo, prima del ponte Niteroi e appena imbocco per la zona norte. Sto pensando di portare con me anche un’acquasantiera da auto piena di acqua benedetta…..della serie che non si sa mai!

  2. una bella “pulizia” bisognava farla. ingabbiare politici corrotti ok. ingabbiare esecutivi corruttori ok. recuperare somme estorte più che ok. questo fu fatto anche in italia sotto mani pulite.
    quello che è INACCETTABILE e che “qualcuno” abbia voluto colpire le IMPRESE, e con esse i lavoratori e tutto il paese, generando una monumentale crisi che ancora non è finita.
    questo NON fu fatto in italia da mani pulite. durante il caso enimont le azioni eni non furono minimamente toccate, il paese continuò a crescere e anzi recuperando dalla crisetta internazionale del 1992.
    https://it.investing.com/equities/eni-historical-data

    sarà ora interessante vedere se, mettendo a presidente uno “buono” (alckmin), finalmente quel “qualcuno” si calmerà, permettendo al paese di tornare a crescere, o se l’opera distruttrice continuerà…

    p.s. ora tocca alla turchia…

          • Schmidt non fosse stato globalista non avrebbe sviluppato Google come l’ha e la sta sviluppando tutt’ora. E’ stato un grande generatore di posti di lavoro ma sopratutto ha accorciato i tempi della ricerca e comunicazione nel mondo intero. Insomma, per me è stato un “visionario vero” che ha saputo contornarsi di bravi “sognatori” che ha gestito e gestisce pragmaticamente. E’ relativamente giovane, poco piu’ di 60 anni, questo in rapporto del Club. Sul Brasile ha detto e dice tante cose, ovviamente perchè per lui un mercato da oltre 200 milioni di persone sottosviluppate economicamente è uno spreco per Google, ma quella che da 1 anno continua a ripetere è la “rapida regolamentazione ed implementazione delle riforme: 1° della giustizia, 2° dello sfruttamento (lavoro precario ed occasionale) delle masse, 3° delle infrastrutture, 4° del sistema bancario, 5° dello scambio internazionale …. menziona anche che in Brasile è un errore quello di voler a tutti i costi privatizzare per sanare il debito, per lui è come mettere un cerotto su di una amputazione. Quello che afferma con determinazione è che nessuno dei protagonisti attuali della politica Brasiliana è in grado di implementare le riforme “giuste”, non l’hanno fatto negli ultimi 30 anni quando le cose andavano meglio non riusciranno mai a farlo ora e, quindi, è necessario una figura che non faccia del presidenzialismo un palco ma che sia al servizio vero dello sviluppo del Paese e, se necessario, anche attraverso un periodo di 3-5 anni duri per tutti per scrollarsi di dosso il passato. Ciò detto da lui durante i suoi incontri del Club che peraltro la nostrana Lilli Gruber, che partecipa al Club come relatrice, di quando in quando lascia trapelare pezzi di sintesi nel suo network. Io, di mio, aggiungo solo: 1° che se non è Bolsonaro al quale si riferisce, chi è? 2° chi sta economicamente sostenendo Bolsonaro nella sua campagna sia Brasiliana che Internazionale? Tutto qui. Lucio se hai tempo di frequententare con assiduità i post di Lilli Gruber in Instagram o FB e altri ancora in TV e carta stampata con assiduità, potresti incappare in qualche notizia sopratutto ora che siamo prossimi alle elezioni.

          • un globalista clintoniano, dopo aver distrutto lula, non credo appoggerebbe mai bolsonaro. e poi bolsonaro vuole privatizzare pure l’aria. e poi bolsonaro vuole schiavizzare ulteriormente i lavoratori, l’ha detto chiaro in tv.
            a meno che ste dichiarazioni non siano menzogne…
            la gruber poi mi fa effetto guttalax.

          • io ho detto la mia su tua sollecitazione e tu hai detto la tua senza mia sollecitazione. qui sta la differenza tra di noi. di bolsonaro, lula, privatizzazioni, schiavizzazione, menzogne, gruber ….. me ne può fregar di meno anche perchè sono esternazioni soggettive. ciao

          • mi sa che non hai capito il mio discorso.
            1) hai detto che schmidt è CONTRO le privatizzazioni e lo sfruttamento dei lavoratori
            2) bolsonaro è quello più a FAVORE delle privatizzazioni e lo sfruttamento dei lavoratori (l’ha detto lui in tv, non è una mia opinione)
            3) se ne deduce che schmidt non può appoggiare bolsonaro

            è una deduzione logica asettica, non ho espresso alcuna mia opinione (tranne sulla gruber).

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