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São Paulo

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Pinheiros e Vila Madalena

A ovest di Jardins si trova Pinheiros, un vasto quartiere per lo più residenziale costituito da una quantità di alti condomini presso­ché identici e accompagnati da un sempre più interessante panorama di ristoranti e spazi artistici. Cuore del grande quartiere di Pinheiros è Vila Madalena, una zona pedonale di bassi edifici. Negli ultimi tempi, questa tradizionale enclave bohémienne è diventata una popolare alternativa ai pretenziosi ed esclusivi ristoranti e locali del vicino quartiere di Vila Olímpia. Fulcro della zona dei bar e dei ristoranti è l’angolo tra Rua Mourato Coelho e Rua Aspicuelta, affollatissimo durante l’happy hour e, nei weekend, animato da un intenso andirivieni fino all’alba. In zona si trovano anche molti interessanti negozi, caffè e gallerie d’arte.

Galeria Milan (www.galeriamillan.com.br) Espone le opere di alcuni degli artisti contemporanei più all’avanguardia del panorama cittadino, sia affermati sia emergenti.

Instituto Tomie Ohtake (www.institutotomieohtake.org.br) Questo istituto culturale è stato fondato da Ruy Ohtake, l’architetto più in vista di São Paulo, che ha dedicato l’opera a sua madre, una celebre pittrice paulista di origine giapponese. In questo affascinante spazio espositivo ven­gono allestite mostre temporanee di artisti importanti, soprattutto locali.

A sud e a est di Jardins

Av Brigadeiro Faria Lima (chiamata sempli­cemente ‘Faria Lima’) è un ampio viale che segna il confine sud-occidentale del quartiere di Jardins. Faria Lima è anche il principale corridoio di collegamento tra Pinheiros e gli esclusivi quartieri residenziali di Morumbi, Vila Olímpia, Itaím Bibi e Moema, zone con­gestionate dal traffico e costituite per lo più da lussuosi grattacieli e sfavillanti complessi che ospitano i centri del potere commerciale e finanziario della città, dalle banche alla tec­nologia. Non mancano, tuttavia, anche molti ristoranti raffinati, locali notturni e negozi esclusivi a cui i viaggiatori più instancabili vorranno certamente dare un’occhiata.

Museu da Casa Brasileira www.mcb.org.br) Allestito nella cornice di un’appariscente villa in stile palladiano fatta costruire negli anni ’40 da un magnate dell’industria locale e da sua moglie, questo piccolo ma incantevole museo dedicato all’architettura e al design ospita un’eterogenea collezione di mobili brasiliani d’epoca compresa tra il XVII e il XX secolo.

Fundação Maria Luisa e Oscar Americano (www.fundacaooscaramericano.org.br) Re­sidenza della coppia cui si deve lo sviluppo urbanistico del verde ed esclusivo sobborgo di Morumbi, quest’oasi di pace vanta straor­dinari giardini e un’incantevole collezione di dipinti, sculture e oggetti d’arte risalenti al periodo compreso tra il XVIII e il XX secolo. Trasformata in museo negli anni ’50, è un piccolo capolavoro del modernismo brasilia­no; al suo interno c’è anche un grazioso caffè che serve il tradizionale high tea all’inglese.

Museu Paulista (www.mp.usp.br) Circondato da giardini degni di Versailles, questo museo nel sob­borgo orientale di Ipiranga fu ideato inizial­mente come monumento commemorativo dell’indipendenza del Brasile dal Portogallo. Narra la leggenda che Dom Pedro avesse proclamato l’indipendenza dalle rive di un corso d’acqua che scorre nelle vicinanze. I giardini e il palazzo costituiscono il vero punto di forza di questo luogo, come anche gli splendidi panorami dall’alto della collina su cui si trovano.

Feste ed eventi

I due eventi più importanti del calendario paulista sono la Bienal de São Paulo e il Gay Pride. La prima sfilata del Gay Pride di São Paulo, svoltasi nel 1991, richiamò appe­na 3000 persone, ma a distanza di meno di dieci anni quella di Sampa è diventata la più grande manifestazione del Gay Pride a livello mondiale, con quasi cinque milioni di partecipanti.

Bienal de São Paulo (www.bienal.org.br) Ispirata alla Biennale di Venezia, la Bienal de São Paulo, istituita nel 1951, è cresciuta fino a diventare uno dei più importanti eventi arti­stici internazionali. Molti partecipanti sono artisti di tutto il mondo scelti direttamente dal proprio paese d’origine.

L’evento si tiene negli anni pari, in genere da ottobre a dicembre, nella cornice di un vasto padiglione progettato dal maestro del modernismo brasiliano Oscar Niemeyer tra il verde del Parque do Ibirapuera (www.parqueibirapuera.org). Da qualche anno a que­sta parte l’ingresso alla mostra è libero, per quanto ciò dipenda dall’entità dei finanzia­menti che vengono devoluti all’organizzazio­ne della Bienal.

São Paulo Restaurant Week (www.restaurantweek.com.br) Due volte l’an­no, per due settimane, più di 100 ristoranti offrono menu speciali a prezzi promozionali.

Virada Cultural (www.viradacultural.prefeitura.sp.gov.br) Una maratona non stop della durata di 24 ore con eventi culturali, in particolar modo musica, in tutta la città.

SP-Arte (www.sp‑arte.com) La fiera internaziona­le d’arte di São Paulo è una delle più grandi del mondo.

Mostra Internacional de Cinema (www.mostra.org; hott) Il più importante festi­val cinematografico del paese, con proiezioni in molte sale della città.

Reveillon (h31 dic) La notte di Capodanno, Av Paulista si trasforma in una gigantesca festa all’aperto per salutare il nuovo anno.

Pernottamento

L’unico quartiere di São Paulo veramente rivolto ai viaggiatori il bairro bohémien di Vila Madalena, 6 km a ovest di Praça da Sé, che oltre a essere la tradizionale sede di boutique artistiche, gallerie d’arte d’avan­guardia e vita notturna sfrenata, oggi vanta 255 Stato di São Paulo città d iSão Paulo un autentico panorama di ostelli alla moda. Più costoso, ma ugualmente molto gradevole, è il verde ed esclusivo quartiere di Jardins, 5 km a sud-est del Centro Velho. Troverete un’alta concentrazione di ostelli nei quartieri residenziali di Paraíso e Vila Mariana, poco distanti dall’estremità sud-orientale di Av Paulista – un po’ fuori mano, ma comunque ben serviti dalla metropolitana. Volendo alloggiare nel Centro, la zona attorno alla stazione ferroviaria Estação da Luz e quella centrale ospitano una profusione di alberghi economici, ma anche criminali e prostitute: fate molta attenzione e non andate in giro a piedi di notte. Vi consigliamo piuttosto di rimanere negli immediati dintorni di Praça da República.

Non lasciatevi ingannare dai prezzi par­ticolarmente bassi di quartieri come Belém, Moóca e Parada Inglesa: spenderete di meno, ma vi trovereste a grande distanza dalle zone più interessanti e, soprattutto, nei due quartieri meno attraenti della città, la parte settentrionale e quella orientale, maggior­mente afflitte dal problema della criminalità.

IL CROGIOLO DI RAZZE BRASILIANO

L’ineguagliabile diversità di razze ed etnie del Brasile fa sì che non esistano caratteri somatici tipici brasiliani. Que­sto è il motivo per cui i passaporti brasi­liani sono particolarmente ricercati sul mercato nero, dato che tutti, o quasi, potrebbero avere origini brasiliane. Per approfondire la storia dell’immigrazio­ne di São Paulo visitate il Memorial do Imigrante (www.memorialdoimigrante.sp.gov.br), nel sobborgo orientale di Moóca. Costruito nel 1887, l’Hospeda­ria dos Imigrantes fungeva da punto di transito – non sempre un paradiso – per gli immigrati in cerca di occupazio­ne, che da qui venivano dislocati verso i loro primi posti di lavoro in Brasile, per lo più nelle grandi piantagioni.

Il monumento si trova a cinque minuti a piedi dalla stazione Metrô Bresser.

SERRA DA MANTIQUEIRA

Circa 180 km a nord-est di São Paulo, la splendida Serra da Mantiqueira, con le sue verdi cime, è un’oasi di piste per mountain bike e itinerari da trekking; nei mesi invernali è una meta molto frequentata dai paulistanos, che in questo modo possono provare l’ebbrezza di indossare qualche indumento di lana, cosa per loro insolita. Campos do Jordão, la città più alta del Brasile, è una base accogliente è un po’ kitsch da cui partire all’esplorazione dei monti della zona, le cui pendici conservano gli ultimi tratti di foreste vergini di araucária (pino del Paraná) e consentono di ammirare scorci spettacolari sulla valle di Paraíba.

Fra le attrattive più importanti della zona figura il Parco Statale Horto Florestal 14 km a est di Campo, che ospita la più vasta riserva di araucária dello stato e offre la possibilità di fare belle passeggiate, più o meno impegnative. Uno dei percorsi escursionistici più battuti tra le montagne circostanti è quello che sale alla Pedra do Baú (1950 m).

Campos è meta di un turismo benestante. A luglio, il periodo di punta, la città riceve fino a un milione di turisti (in questo periodo quasi ovunque è richiesto un soggiorno mi­nimo di una settimana; nei giorni feriali e al di fuori dei mesi invernali è invece possibile ottenere sconti molto consistenti). Si fregia inoltre di un certo prestigio gastronomico e, in effetti, è seconda solo a São Paulo per numero di ristoranti stellati, ma in questa zona cenare fuori costa parecchio e nella maggior parte dei casi l’immagine prevale sulla sostanza.

TUDO BEM, Y’ALL?

Quando nel 1865 gli stati del sud persero la guerra di secessione americana, l’imperato­re del Brasile Dom Pedro II intravide la possibilità di arricchire il suo paese. Con l’offerta di terra a poco prezzo in cambio delle innovative tecniche di coltivazione del cotone che essi avrebbero portato con sé, riuscì ad attirare in Brasile ben 10.000 coltivatori sudisti.

Gran parte dei nuovi immigrati si stabilì nello stato centrale di São Paulo, che presen­tava condizioni molto simili a quelle degli Stati Uniti meridionali, e avviarono piantagioni di noci americane, pesche, grano e cotone come avevano fatto nella loro terra d’origine. Inoltre, si sforzarono di rimanere ai margini della cultura brasiliana, mantenendo la venerazione per la bandiera confederata e conservando la loro lingua e molte delle loro usanze. Dovettero tuttavia rinunciare a un lusso per il quale avevano tanto combattuto: gli schiavi. Le ricerche storiche hanno infatti dimostrato che soltanto pochissimi ex confederati erano proprietari di schiavi in Brasile.

Nelle confinanti cittadine di Americana e Santa Bárbara d’Oeste, entrambe situa­te circa 100 km a nord-ovest di São Paulo, è ancora possibile sentire i discendenti dei confederados che parlano inglese con la tipica cadenza degli stati del sud. Ogni anno la Fraternity of American Descendants – la principale istituzione sociale di questa comuni­tà – organizza un picnic con tanto di pollo fritto, biscotti e torta di pesche.

Piracicabana (www.piracicabana.com.br) offre collegamenti diretti per/dalla stazione degli autobus Tietê di São Paulo

SÃO PAULO GAYFRIENDLY

La comunità gay più numerosa e visibile di tutta l’America Latina ha dato vita a una formidabile varietà di locali frequentati da omosessuali a qualsiasi ora del giorno e della notte. Non ci sono soltanto bar e discoteche, ma anche ristoranti, caffè e persino un centro commerciale, lo Shopping Frei Caneca (www.frei canecashopping.com), cono­sciuto anche come ‘Shopping Gay Caneca’ per via della clientela prevalentemente gay. Il São Paulo Pride (www.gaypridebrazil.org/sao‑paulo), che di solito si tiene verso la metà di giugno, è da molti considerato il più grande raduno gay del mondo. São Paulo è anche l’unica città del Brasile dove le manifestazioni pubbliche di affetto tra persone dello stesso sesso sono piuttosto comuni, per lo meno in alcuni quartieri ‘sicuri’. Tra questi sono comprese l’area poco più a nord di Praça da República, tendenzialmente più operaia, Rua Frei Caneca, subito a nord di Av Paulista, polo d’attrazione di comitive più alternative, e Rua da Consolaçao a Jardins, per lo più dominio delle classi alte di Sampa.

Da non perdere sono i bar intorno alla Feira Benedito Calixto a Pinheiros, il sabato pomeriggio dopo il mercato, il Bar da Lôca frequentato a inizio serata prima dei bagordi not­turni da una folla che si riversa fino in strada, e il Bella Paulista (www.bellapaulista.com), il ristorante aperto 24 ore su 24 dove tutti si ritrovano dopo la chiusura dei locali notturni.

Tra gli altri luoghi di aggregazione per omosessuali segnaliamo i seguenti:

Club Yacht (www.facebook.com/clubyacht) Locale notturno a tema nautico frequentato da gay ed etero, con luci stroboscopiche, pareti blu e una gran quantità di orpelli mari­nareschi. Due ampi ammezzati si affacciano sulla grande pista da ballo – per chi ama guardare – e scintillanti gusci di conchiglia sparsi ovunque riempiono il locale di luce. Il più glamour tra il locali del momento.

Bar da Dida Piccolo boteco dall’atmosfera raccolta, è luogo di ritrovo per gay informale e popolare, soprattutto durante il lusco fusco (crepuscolo), dove i tavolini sul marciapiede si riempiono di per­sone belle e alla moda, appena uscite da boutique esclusive, gallerie d’arte o saloni di bellezza del quartiere dove lavorano.

Lekitsch Eclettico e originale, il Lekitsch è il fulcro della creatività di Praça Roosevelt, che negli ultimi tempi è uno dei luoghi d’aggregazione gay più frequentati durante il weekend. Pareti tappezzate di curiosità kitsch (teste di bambole, vecchi giochi da tavolo) fanno da cornice a un’eterogenea clientela di hipster alternativi e per­sonaggi vestiti in modo estroso.
continua…

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