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Uno strano ferragosto

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Un ferragosto strano questo del 2018 . Climaticamente tutto regolare . Dopo un’ estate assolata iniziano i primi temporali seri anche se i giornali tendono ad esagerare qualunque perturbazione atmosferica riportandola al riscaldamento globale . Il malessere e l’inquietudine nascono dagli avvenimenti dei giorni scorsi , la esplosione quasi da atomica sulla autostrada nei pressi di Bologna del 6 Agosto con due vittime e centinaia di feriti e ustionati  ed il crollo improvviso di un monumento nazionale come il Ponte Morandi di Genova  alle 12 meno un quarto di ieri con un numero di vittime ancora imprecisato e per non farsi mancare nulla due terremoti uno ad Udine l’11 Agosto e l’altro sempre ieri  a Campobasso .

Tutti i canali televisivi da ieri non parlano d’altro : il crollo del ponte di uno dei padri della ingegneria italiana Riccardo Morandi , un’opera monumentale ed ardita per il periodo , era il 1964 .La copertina della Domenica del Corriere così celebrava l’avvenimento della inaugurazione , presente il Presidente della repubblica di allora : Giuseppe Saragat .

Seguendo un canovaccio classico si alternano scene dei soccorritori , filmati amatoriali sul disastro , storie dei sopravvissuti e delle vittime . Poi pian piano  entra il perverso  gioco della politica . La ricerca delle responsabilità . Passano interviste di normali cittadini che questionano della manutenzione del ponte come fossero esperti parallelamente a tavole rotonde dove ingegneri  e giornalisti alla pari discutono delle cause e di cosa si sarebbe dovuto fare per evitare la tragedia . Su una cosa  comunque  tutti concordano , che nessuna opera di ingegneria è eterna , nonostante la manutenzione ! Si fa sempre più forte la convinzione  che la tecnologia del calcestruzzo precompresso , stato dell’arte e alla base del boom di opere pubbliche degli anni 60 , ha una vita utile non superiore ai 50 anni dopodichè il manufatto va demolito !  Questa drammatica realtà è stata ” nascosta ” agli italiani perchè demolire e ricostruire le infrastrutture che hanno compiuto i 50 anni richiederebbe miliardi di euro che non ci sono . Sono infatti oltre 60 000 i ponti in Italia !

Nel frattempo appare evidente che il peggio per Genova deve ancora venire .Divisa in due dopo la caduta del ponte e senza una infrastruttura alternativa per assorbire il traffico cittadino e quello pesante in direzione del porto,  il futuro economico della città appare nero . 25 milioni di veicoli all’anno , questo era il traffico sopportato dal ponte Morandi negli ultimi anni , non possono essere gestiti facilmente . Le autorità appaiono evidentemente in difficoltà . Cosa accadrà a Settembre al rientro dalle ferie ? Ci vorranno anni per ricostruire il ponte e portare a termine il cosiddetto progetto ” gronda ” per creare una alternativa al il traffico pesante .

La ricerca del colpevole ha unito M5S  e Lega . Messi da parte i disaccordi sugli sbarchi degli immigrati , il destino dell’ILVA ed il blocco della TAV , è stato individuato il nuovo untore : La società Autostrade e la famiglia Benetton , principale azionista , colpevole di avere le tariffe più alte d’Europa e di non aver condotto una adeguata manutenzione delle infrastrutture affidate con la licenza governativa .

Di Maio e Salvini: “Revoca concessione ad Autostrade e multa di 150 milioni”. Toninelli: “I vertici si devono dimettere”

Dopo quello che è accaduto ed i miliardi di euro che saranno necessari per rimettere in ordine Genova e parte delle infrastrutture italiane ha ancora senso il programma del governo basato sui tagli alle pensioni ed il blocco dell’IVA ? A questo punto l’unica via di uscita sembra quella paventata dal M5S e tanto osteggiata dalla opposizione : rinegoziare il deficit ammissibile per l’Italia con i partner europei . O aumentiamo il debito o non arriviamo a ” domani ” .

93 Commenti

  1. con la immane disgrazia del ponte Morandi siamo morti tutti noi Italiani. Tutti sordi alle anticipazioni della imminente disgrazia, sordi perchè eravamo intenti a curare il nostro giardinetto, come sempre del prossimo ci guardi Dio che……. Ora? caccia ai responsabili! I veri responsabili … siamo tutti noi.

  2. Secondo me fanno bene a cazziare Benetton e sono pure d’accordo nel dare un senso a tutte le pensioni d’oro normalizzandole.

    • concordo con Mauro. Ci vuole una sterzata a 360 gradi anche nel come affrontare tali disgrazie, altrimenti il 4 marzo non avrebbe avuto senso.

      • concordo sulla sterzata ma mi pare che le prime reazioni siano le stesse del passato ….
        per una disgrazia come il crollo del ponte Morandi ora è la Magistratura che decide non la politica e se la politica vuole veramente essere determinante deve da subito fare una riforma che toglie alla Magistratura la titolarità della ricerca delle responsabilità. io non credo che i politici che governano, anche quelli del 4 Marzo per intenderci, siano a tempo indeterminato mentre la Magistratura/Magistrati sono a tempo indeterminato. il politico per fortuna passa e va mentre il Magistrato resta fino alla sua pensione. per intenderci io sostengo la sterzata del 4 Marzo, vorrei dire che la pretendo dopo la loro campagna elettorale che finalmente mi ha fatto vedere una luce in fondo al tunnel dei soliti noti. diamogli tempo e se sbagliano diamogli una mano, anche due. ma che non ripetano gli errori dei precedenti governi anche di fronte alle disgrazie. la reazione deve essere diversa e mi sta bene che tolgano la concessione a Benneton, ma quando? poi, 150 milioni di multa???? che cazzata…..confisca di tutti i beni di Benneton per ripagare le Famiglie dei deceduti, le perdite della città di Genova della Liguria e la ricostruzione di un nuovo ponte + il bypass che i pentastellati avevano bocciato 4 anni fa.

        • @ undo by Prof. Giuseppe Conte

          Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a “Autostrade per l’Italia” la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione.
          Il Governo contesta al concessionario che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte. Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia.

          Si è diffusa la notizia che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia. Se questa iniziativa di ricostruzione del ponte verrà addebitata a “Autostrade per l’Italia” sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo.

          Questa sciagura ci impone di adottare nuove iniziative, ben più rigorose di quelle pensate dai Governi precedenti.

          A) Dobbiamo configurare una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture. Per ogni infrastruttura dovremo avere certezza dell’intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e urgenza.

          B)Potenzieremo il servizio ispettivo che è istituito presso il Ministero delle Infrastrutture, in modo da assicurare una rigorosa e puntuale vigilanza sull’operato dei concessionari e sul rispetto dei vincoli che la legge e le convenzioni pongono a loro carico.

          C) A partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture, costringendoli a consegnarci un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a questo scopo: li costringeremo a impegnarsi in un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando ad esso risorse più proporzionate e adeguate agli utili che ne ricavano.

          Purtroppo arriviamo al Governo un po’ tardi. Il processo di privatizzazioni che riguarda le nostre infrastrutture è stato avviato molti anni fa, secondo una logica che ha favorito la gestione finanziaria delle stesse e ha oscurato la logica industriale che invece dovrebbe caratterizzarle. Adesso ci ritroviamo con rapporti di concessione e contratti di servizio ormai in essere, alcuni dei quali scadono in un futuro non prossimo, e che contengono condizioni e clausole molto sbilanciate a favore dei concessionari.

          Questo Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e man mano che esse scadono ne approfitterà per impostare queste operazioni sulla base di nuovi princìpi e di più soddisfacenti equilibri giuridico-economici.

          Questo Governo intende dare un segnale di svolta ben preciso: d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese e, quindi, i cittadini sono disposti ad affidare alle loro cure solo a patto che il lucro che ne viene ricavato sia ampiamente compensato dalle garanzie di una “assoluta tutela e sicurezza” delle vite degli utenti e di una “gestione realmente efficiente” del servizio.

          • E’ la prima mossa dello Stato che classificherei “doverosa”, insomma lo Stato non poteva fare altrimenti. Aspettiamo e vediamo la contromossa di Autostrade. Vero essere un dovere del Concessionario la corretta e puntuale manutenzione ma altrettanto vero che al “titolare” del ponte, ovvero lo Stato, correva e corre l’obbligo dei controlli periodici del bene pubblico. Il bene era, è e sarà sempre dello Stato. Ora tutto blaterano come al solito. Io penso si sia aperto un contenzioso per pararsi il culo come al solito. Questo contenzioso durerà anni e chissà se almeno toglieranno il segreto di ufficio. Ti ricordo il caso dell’aereo Itavia partito da Bologna e mai arrivato a Palermo perchè abbattuto ancora coperto da segreto di Stato…..posso ricordarti anche qualche altra strage tipo il Vaiont, etc.etc. Io ho perso fiducia di come vengono gestite certe “partite” pubbliche. Possono affermare ciò che vogliono ma penso sempre che lo facciano per coprirsi. Mai sapremo la verità, di questo sono certo.

          • @Marcofalco, ti porto a conoscenza che il mio distacco dalla politica Italiana e la mia non fiducia in quasi tutte le sue Istituzioni pubbliche è dovuto a 3 cause:
            1a) Giorgio Napolitano che nel 1956 ha classificato gli operai Ungheresi
            come dei “sovversivi” giustificando nelle menti Italiane l’invasione dell’Ungheria da parte dell’Unione sovietica e che nel 2018 (oggi) sta gestendo i rapporti dell’Italia con l’Unione Europea in segreto e con l’accordo dei vari governi. Tra il 1956 ed il 2018 ha partecipato con vari incarichi a quasi tutte le disgrazie e/o stragi e/o sequestri in Italia. Non mancherà di gestire anche il prosieguo del ponte Morandi.
            2) Segreto di Stato tutt’ora in vigore in Italia. Tante parole ma fatti ZERO. E’ una politica che parla prima di sedersi sulla poltrona e quando è seduta non cambia niente. Per questa politica è quasi sempre colpa dei precedenti governi. Merda.
            3) Conflitto di interessi + evasione fiscale. Non mi dilungo perchè è ancora come 30-40 anni fa.
            Ho sostenuto e sostengo M5S e Lega per la risoluzione del punto 2 e del punto 3, come hanno promesso. La risoluzione del punto 1 è solo una e prima o dopo accadrà, spero il prima possibile.
            Questo è il mio personale pensiero.

          • Insomma, In Italia tutt’ora si combatte il “presunto” speculatore-faccendiere anziché garantire i benefici ai cittadini, perchè?. Quando le cose vanno bene il merito è della politica quando le cose vanno male la colpa è sempre degli altri.

          • @Undo tu scrivi “E’ la prima mossa dello Stato che classificherei “doverosa”, insomma lo Stato non poteva fare altrimenti.”
            Io invece sono fermamente convinto che se ci fosse stato una qualunque altro governo del passato nessuno avrebbe neppure ipotizzato di incolpare il concessionario e chiedere la revoca.
            In merito ti invito a leggere il libro di Mario Giordano “Avvoltoi” e la illuminante intervista rilasciata ieri al blog delle stelle.

          • Mossa precipitata e non strutturata da far male, della serie “molto rumore per nulla”. scommetti che non riusciranno a togliere il segreto di ufficio? poi, la proprietà del ponte è lo Stato ….. di chi è il controllo della manutenzione. io credo che il segreto di ufficio nasconda tangenti, posti per amici,il rinnovo annuale delle tariffe autostradali oltre l’inflazione e cede il controllo al concessionario che è diventato: “controllato e controllore”.

    • ricordo che 4 anni fa i pentastellati pilotati da Grillo hanno bocciato in Genova/Liguria il progetto di bypass nell’immediato entroterra per riservare il ponte Morandi per chi entrava in città/Sampierdarena e Aeroporto mentre il grosso del traffico verso ovest avrebbe utilizzato tale bypass. le pensioni che siano coperte di contributi regolarmente pagate anche se sono d’oro sono guadagnate. tagliarle è una provocazione puerile senza alcuna probabilità di riuscita. ricordo che tali pensioni (superiori a 4.000 Euro nette al mese) pagani già il contributo di solidarietà che non ho ancora capito dove vada. ringrazio chi me lo spiega. sono d’accordo di tagliare tutte le pensioni, non solo quelle d’oro ma tutte le pensioni che non siano figlie di contributi versati. Io cazzierei per primo Del Rio che, per 2 volte, ha ignorato l’interrogazione del 2016 del deputato di Genova del gruppo misto – on. Rossi. Poi Benetton e chi del governo Prodi gli aveva ceduto la concessione. Se poi pensiamo che Benetton ha rincorso anche Alitalia……. sono bravi a fare magliette sfruttando il lavoro minorile in India e Banladesh. sono degli esseri senza scrupoli come senza scrupoli è il loro amato portaborse O. Toscani che credo vedremo con la maglietta rossa ai funerali delle vittime del crollo tanto per sviare l’opinione pubblica.

      • Undo sei molto disinformato sia sui ponti che sulla proposta pensioni (mai pensato di togliere la pensione a chi ha versato i contributi). I pentastellati non hanno mai deciso nulla a Genova.
        Qui sotto trovi un memorandum riferito ai ponti di Genova:
        PONTE MORANDI vs GRONDA e la polemica strumentale e vergognosa sui 5 Stelle.
        Una cosa fondamentale da sapere è che il Ponte Morandi è previsto anche all’interno del progetto della Gronda (di Autostrade Spa), con importanti funzioni di raccordo per la Gronda stessa!
        Quindi, il ponte, in nessun caso poteva crollare prima, dopo o durante la Gronda.

        In NESSUN CASO la Gronda sarebbe stata sostitutiva del Ponte: al contrario, il Ponte Morandi nel progetto di Autostrade era funzionale al senso stesso della Gronda.
        Coloro che credono che lo scopo della Gronda fosse di sgravare il Ponte Morandi dal “peso” dei tir, implicitamente e tacitamente accettano l’idea mostruosa e irricevibile che Autostrade Spa fosse consapevole che il Ponte Morandi non potesse più reggere il peso dei tir e l’abbiano lasciato comunque aperto in attesa della Gronda. Questo non potrebbe essere possibile in un paese civile, ma sarà la Magistratura ad accertare le responsabilità. Quel che è certo è che non può essere la giustificazione alla tragedia.
        La Gronda avrebbe sì “sgravato” il Ponte Morandi, non dal peso dei tir in vista di un rischio crollo (che nessuno di Società Autostrade ha mai ipotizzato, anzi hanno sempre sostenuto che il ponte fosse in ottima salute) bensì dal TRAFFICO!
        Se davvero Autostrade riteneva che il Ponte Morandi strutturalmente non potesse reggere ulteriore peso dovuto al passaggio dei tir, il Ponte doveva essere chiuso subito.

        Invece, il Ponte Morandi (come è ben spiegato nell’articolo comparso oggi sul Secolo XIX e che condividiamo qui sotto), era il fondamentale raccordo per la Gronda, indispensabile per il suo funzionamento.

        ECCO DI SEGUITO UNA BREVE SINTESI DICUMENTATA PER RESPINGERE AL MITTENTE, DATI ALLA MANO, QUALSIASI ACCUSA STRUMENTALE E FALSA:
        1- Il progetto della Gronda di Autostrade Spa prevede il mantenimento del Ponte Morandi con suo funzionamento a pieno regime.
        2- Autostrade Spa ha sempre sostenuto che il Ponte Morandi avrebbe goduto di ottima salute per lunghissimo tempo (anche cento anni) con la dovuta manutenzione, manutenzione che è responsabilità di Autostrade Spa fare.
        Ecco qui alcuni documenti ufficiali di Autostrade, vedi ad esempio pp. 47-48 qui: http://www.urbancenter.comune.genova.it/sites/default/files/Gronda%20-%20Relazione%20conclusiva%20ASPI%20Parte%202.pdf
        e vedi pp. 44 qui: http://www.comune.genova.it/sites/default/files/documenti/sedute/20150109_comm._5_verbale_ore_9.30.pdf
        3- L’ex sindaco di Genova, Marco Doria, si oppose alla Gronda per tutta la sua campagna elettorale (e verosimilmente fu eletto anche per questa sua battaglia da buona parte dei suoi elettori), salvo poi approvarne il progetto nel 2017.
        4- Per i progettisti di Autostrade Spa il tempo di realizzazione è di 10 anni, e secondo il progetto definitivo approvato nel 2017 i lavori dovrebbero incominciare nel 2019, terminando quindi nel 2029.
        5- Fino al termine dei lavori il Ponte Morandi avrebbe dovuto funzionare perfettamente senza “ausilio” di Gronda o altro (anche se come abbiamo visto è falso pensare che la Gronda servisse per sopperire alle mancanze strutturali del Ponte ma solo per ridurne gli ingorghi e velocizzare il traffico).
        6- Il Dibattito Pubblico sulla Gronda fu avviato e concluso dall’allora Sindaca di Genova, Marta Vincenzi, già nel 2009 (quando il M5S nemmeno esisteva!) e un mandato prima di quello del Sindaco Doria;
        7- Se anche avessero immediatamente dato l’approvazione al progetto nel 2009 (cosa che la Vincenzi non fece), i lavori di realizzazione sarebbero iniziati verosimilmente nel 2010-2011 e sarebbero quindi terminati solo 10 anni dopo: nel 2020 o nel 2021.
        8- Se invece (per assurdo) i lavori fossero iniziati immediatamente dopo il Dibattito Pubblico del 2009, e i lavori nei cantieri fossero filati perfettamente lisci senza nessun intoppo, si sarebbero comunque conclusi nel 2019, e cioè un anno dopo la catastrofe del Ponte Morandi.

        • sulle pensioni mi hai messo in bocca una affermazione che mai ho fatto. se le pensioni non sono coperte dai contributi giusto intervenire. sulle retributive NON intervengono e NON sono intervenuti perchè dopo svariate verifiche di svariati governi partendo da Monti per arrivare all’attuale governo le verifiche hanno dato un risultato ZERO o minimalista. Questo è stato confermato anche dall’attuale Delegato del governo “verdeoro” Prof. Alberto Brambilla.
          sulla Gronda anche, era ed è un bypassa per sgravare il traffico pesante sopratutto verso ovest alleggerendo il traffico anche sul ponte Morandi. Io spero che a questo punto il M5S non sia piu’ così Sfavorevole” alla Gronda che aveva cassato.

          • @Undo in merito alle pensioni tu hai scritto ” le pensioni che siano coperte di contributi regolarmente pagate anche se sono d’oro sono guadagnate. tagliarle è una provocazione puerile senza alcuna probabilità di riuscita. ricordo che tali pensioni (superiori a 4.000 Euro nette al mese) pagani già il contributo di solidarietà che non ho ancora capito dove vada. ringrazio chi me lo spiega. sono d’accordo di tagliare tutte le pensioni, non solo quelle d’oro ma tutte le pensioni che non siano figlie di contributi versati.”
            mentre questa è la posizione di Di Maio (min.Lavoro e Pol. Sociali) e del M5S: “L’Inps sta ricostruendo la storia contributiva di tutti coloro che hanno una pensione superiore a 4.000 euro: quelli che prendono più di quanto hanno versato, una volta individuati, avranno un taglio pari a quello che prendono in più. Prenderanno quello che hanno versato. Come tutti. E non abbiamo alcuna paura dei ricorsi. Perchè, al contrario del contributo di solidarietà che è fissato dalla legge in modo secco e uguale per tutti nelle percentuali, e già giudicato incostituzionale, il nostro ricalcolo si basa su un calcolo oggettivo ed un principio: quanto i pensionati dovrebbero prendere di pensione in base ai loro contributi versati. Semplicemente equità.

            Mettete il caso del signor Bianchi e del signor Rossi, entrambi prendono 5.000 euro di pensione. Il signor Rossi ha versato effettivamente contributi per 5.000, il signor Bianchi ne ha versato solo per 4.000. Con la nostra legge il signor Rossi continuerà a prenderne 5.000, mentre il signor Bianchi inizierà a percepirne 4.000, ossia quello che ha versato.”
            Con tale sistema verranno ricalcolate circa 200.000 pensione privilegiate + i vitalizi (che nessuno ha mai voluto toccare).
            In merito alla Gronda, che non era in nessuno modo alternativa al Morandi, ripeto che il M5s non l’ha mai cassata, nè avrebbe potuto farlo.

          • e per 200.000 pensioni su 16.064.000 pensioni delle quali oltre 11.000.000 “retributive” (quindi 200.000 su 11.000.000) si mette in piedi un ridicolo ricalcolo? giusto e corretto l’intervento sui sui vitalizi. il Di Maio si sta arrampicando sui vetri per poca cosa. lo faccia pure e stiamo a vedere se riesce e cosa butta in termini di economia. la verità caro Marcofalco è che manca il lavoro e, quindi, anche posti a tempo indeterminato e di conseguenza contributi versati. in estrema sintesi la priorità non sono le 200.000 pensioni da ricalcolare ma una strategia per rilanciare la produttività Italiana e quindi aumentare posti di lavoro. che poi il ricalcolo dei 200.000 pensionati serva per contribuire al “reddito di cittadinanza” posso capire ma ritengo ci siano piu’ costi nel ricalcolo (pensa quanti ricorsi che bloccano eventuali riduzioni) che vantaggi. a mio avviso ha ragione Alberto Brambilla ….. contributo di solidarietà da parte di tutti sia pensionati che lavoratori che pratite iva che aziende. contributo a scalare dove le pensioni minime vengano toccate con una media di 1,00-2,00 Euro mese fino ad arrivare ai 100,00 Euro mese. Per la Gronda, l’avessero anche fatta il ponte Morandi sarebbe caduto comunque. Ma non l’hanno fatta causa posizione in consiglio comunale di Genova del M5S, basta leggere sul blog loro e di Grillo cosa comunicavano omnia omnibus 4 anni 4. quello che dice oggi il Di Maio NON è vero.

          • brambilla: siccome i retributivi hanno succhiato alla comunità, ora tutta la comunità deve metterci i soldi?
            anzi, GIA’ li sta mettendo, l’aumento della contribuzione degli attuali lavoratori serve proprio a aggiustare i conti disastrati dai retributivi!
            specie statali ovviamente. ma non solo.

          • @Marcofalco @Lucio,
            mollate il pezzo sui 200.000 retributivi in patetica e rivoltante discussione. parlate continuamente dei retributivi perchè vi hanno portato scientemente fuori strada dai veri privilegiati:
            – militati delle 3 forze armate + polizia + sindacalisti + dipendenti patronati + funzionari dei ministeri e delle partecipate: 1.200.000 IN PENSIONE da decenni con gli ultimi tre anni che li ha visti soggetti ai quali è stato aumentato lo stipendio non per merito ma per farli andare in pensione con una cifra piu’ alta e per i quali i contributi sono tutti “figurativi” cioè mai versati nelle casse dell’Inps o chi per esso. solo con la legge Fornero si è cercato di regolamentare ma non è ancora entrata pienamente in funzione e sono passati 8 anni. A questi aggiungiamoci che ancora oggi i contributi di quelli in servizio sono sempre figurativi e che continuano sempre ad essere promossi nell’ultimo triennio. Come se gli operai della Fiat nell’ultimo triennio li promuovessero tutti o quadro o dirigente! A questi aggiungiamo pure gli oltre 300.000 ex legge Rumor e oplà eccovi servito un piatto piu’ appetitoso perchè vero e non polvere negli occhi. A parziale conferma eccovi un link che racconta quanto in piu’ prendono di pensione i militari ….. probabilmente Lucio dirà ancora che l’articolo è una bufala ma io sono convinto che solo il contributo di solidarietà Brambilla da subito sia l’unica strada, checche ne diciate! Undo
            https://economia.ilmessaggero.it/economia_e_finanza/pensioni_polizia_militari_importi_superiori_contributi-1064203.html

          • mai provato a fare un conto dei contributi “figurativi” mai versati dagli Enti di competenza? chi li ha versati e continua a versarli? NOI li abbiamo versati, di qui il 95% degli aumenti nel tempo (dal 1995) dei contributi previdenziali dipendenti privati.

          • una doverosa precisazione: il 1.200.000 pensionati indicati da me sopra sono una parte dei 3.900.000 pensionati pubblici (ex Indap). Il 1.200.000 sono i pensionati che nell’ultimo triennio di servizio pubblico hanno avuto un incremento di stipendio pari o superiore al 45% (anormale).
            @Lucio, con questo io non intendo dire che non si debba mettere il naso anche nei “retributivi privati” ai quali però va dato atto che i contributi mai sono stati “figurativi”. Da dove inizieresti a mettere le mani per i ricalcoli? Tu pensi che i pensionati pubblici non reagiscano? Come peraltro sempre hanno fatto. Ora chiudo questo argomento e informo non risponderò mai piu’ ad interventi non ordinati (in ordine).

          • @Undo non importa se si tocca il privilegio di uno o cento mila, in un paese civile si fa quello che è GIUSTO senza fare calcoletti da “ragioniere” e senza considerare quali interessi si toccano. L’unica cosa che mi premeva puntualizzare è che Di Maio, o chi per lui, non ha mai sostenuto un taglio di pensioni coperte da regolari contributi.
            In questo penso anche che la proposta di Brambilla sia profondamente ingiusta in quanto non vedo perchè un pensionato al minimo (500 euro/mese) dovrebbe versare qualcosa di “solidarietà” come pure chi attualmente lavora o una partita Iva, già tartassati che pagano già salatissimi contributi per mantenere i pensionati attuali, non vedo perchè e secondo quale principio dovrebbe subire un ulteriore salasso. Una profonda minchionata insomma quella di Brambilla perchè è ovvio che il dato previdenziale deve in primis essere depurato dall’assistenza sociale e deve poi eventualmente trovare copertura nella fiscalità collettiva (oltre che dal recupero dell’elevatissima evasione contributiva) e non a carico sempre e solo delle stesse categorie già martoriate all’inverosimile. Secondo quanto hai scritto lo schema brambilla prevederebbe che chi prende 500 euro pagherebbe 1 euro e chi ne prende 20 mila pagherebbe 100 euro? Ma siamo pazzi??
            Tutt’altro discorso poi sarà quello per il superamento dell’abominevole legge fornero.
            Quanto alle presunte bugie di Di Maio, a Genova c’è stato solo un ex consigliere pentastellato (Putti) che ha appoggiato in passato i movimenti no-gronda ma è stato casualmente cacciato dal movimento stesso e comunque la posizione di un ex esponente locale non rappresenta la posizione del Movimento nazionale perchè è ovvio che quando si hanno migliaia di iscritti non tutti la pensano allo stesso modo. Così avviene sempre ed è quanto affermato da Di Maio al netto delle minchionate costantemente scritte dai giornaletti di de benedetti, benetton e caltagirone.
            Dopodichè torniamo a parlare di Brasile su questo blog please.

          • tra l’altro, gentile Marcofalco, l’argomento pensioni l’ha iniziato Mauro, non io, e Lucio ed io abbiamo espresso il nostro punto di vista che effettivamente si è dilungato troppo ma con Lucio a volte è piacevole conversare. quindi per le pensioni Italiane….citofona Mauro.

        • @Marcofalco, ma è ovvio che le pensioni assistenziali e di invalidità sono escluse. Non hai fatto una parola sui contributi figurativi di diverse categorie di lavoro pubblico (Militari-Sindacalisti-Funzionari dei Ministeri-etc.etc.) sono questi contributi figurativi che fanno alzare a dismisura i contributi previdenziali che paghiamo tutti noi, te compreso sempre che paghi le imposizioni in Italia. Sul resto del tuo commento NON condivido una cippa perchè definire minchiata o minchione una proposta aprioristicamente è un errore. Sul ponte Morandi mi sono imposto di non commentare, troppi Ingegnieri e spandimerda che commentano. Io sto nella mia convinzione che ho manifestato sulla Gronda e non ho mai detto che se la Gronda l’avessero fatta il ponte NON sarebbe crollato, ho solo detto di andarsi a leggere il blog di Grillo e del M5S di 4 anni fa cosa affermavano i pentastellati dirigenti, il Putti era un servo dei dirigenti che è stato fatto fuori per altri motivi iso Pizzarotti. Parlare del ponte è una conseguenza del post di Antonio …… avvisa lui di non pubblicare piu’ nulla che non sia Brasile, please.

    • io tagliere tutte le pensioni RETRIBUTIVE (la metà del totale) a partire dai 1500 al mese e in misura progressiva fino al 50% di quelle più alte. taglio medio 25% dà un rispermio annuale di 20 miliardi.

        • li darei a quelli che oggi sono torchiati per pagare i pensionati retributivi, quindi:
          – diminuzione contributi inps degli attuali lavoratori (con aumento salario netto)
          – diminuzione tasse, ma con una no-tax-zone al posto della flat

          • così i torchiati diventato i retributivi. ma sai quante volte hanno provato a ricalcolare i retributivi (Dini) come se fossero contributivi e non l’hanno mai fatto perchè alla fine i retributivi (Dini) uscivano più alti dei contributivi o al massimo alla pari? se mi dici che taglieresti i retributivi prima della riforma Dini posso capirti li dentro ci sono l’80% degli statali da 15 + 6 mesi + 1 giorno di contributi a 2/3 dello stipendio. ma guarda bene i dati Inps e scoprirai che buona parte di questi o sono già morti o sono in parte già stati livellati. Io penso che non sia giusto fare un semplicistico trasferimento di costi su partite identiche (+ esenzioni contributi lavoratori – pensioni) …. c’è da fare quello che oggi stanno cercando di fare M5S e Lega….. correndo il rischio che Aziende se ne vadano dall’Italia (già se ne stanno andando quelle che hanno goduto finanziamenti pubblici, cioè nostri) … mettere sotto la lente loro e le loro dichiarazioni dei redditi. ma sai quanti imprenditori scaricano sulle loro Aziende le spese personali? iniziare da lì si recupererebbero quattrini “buoni” senza spostare il precariato tra la stessa “classe” (pensionati-lavoratori e i momentanei disoccupati sono sempre dei dipendenti). sulla diminuzione tasse concordo a condizione che la no tax zone sia applicata in maniera differenziata, esempio: per le persone fisiche una no tax zone di almeno 10.000 Euro; per le figure giuridiche almeno 50.000 Euro. ma anche qui dove si rendono i quattrini? revisione della spesa o lotta alla evasione fiscale o … sperare in una crescita del pil rapida (improbabile) oppure …. da subito sforare il 3% debito/pil imposto dall’Europa per almeno 5 anni e poi vediamo se cresciamo OK se non cresciamo andiamo al fallimento.

      • faresti così anche con il 1.200.000 dei 3.900.000 di ex dipendenti pubblici? per questo 1.200.000 il taglio del 25% non recupera minimamente l’aumento salariale di oltre il 45% dell’ultimo loro triennio di servizio. E come fai con tutti questi 3.900.000 a recuperare i contributi figurativi? Questa sarebbe la vera priorità! Il resto è solo “fumo negli occhi” basta spostare il fumo che apparirà una situazione completamente diversa da quella che tu hai descritto. Evviva Alberto Brambilla, anche se bufala…..Evviva!

    • salve Ottorino, anche io non vedo il post. c’è da dire che era datato però dovrebbe essere recuperabile o cercando la voce “pensioni” nello spazio di ricerca o scrivendo agli Admin del blog.

          • Vorrei chiederti 2 cose, la prima è che io la A.R. la manderei a: I.N.P.S. – Direzione Centrale Pensioni – Divisione Convenzioni Internazionali, Via Ciro il Grande 21 – Roma – 00144. Va bene?. La seconda domanda, se va bene e mi rimborsano i 1100 Euro, l’anno prossimo a chi mando l’e-mail? a Roma, a chi? o solo a Imperia, che mi paga la pensione? O a tutti i due gli Enti? A Imperia so che c’è un’ufficio Convenzioni Internazionali, e conosco l’emai, quella di Roma non la conosco Mi hai detto che devo riportare il credito, il credito dove lo ricavo, o devo ricordargli solo i 5.000 dollari da rimborsarmi?
            Ultima cosa, ho trovato: Messaggio INPS n. 2239 del 31.5.2017
            Testo del Messaggio INPS n. 2239 del 31.5.2017 su Certificazione Unica Pensionati residenti in Canada e Brasile

            Il prodotto è in formato pdf

            Gratuito
            Data: 09/06/2017 Autore: INPS Tipologia: Normativa
            A un certo punto c’è scritto: La Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con il Brasile (L. n. 844 del 29.11.1980) prevede all’art. 18, per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati prevede, all’art. 18, una soglia di esenzione di 5.000 dollari statunitensi, corrispondenti ad €. 4.517,12, per l’anno d’imposta 2016, e, per l’eccedenza, la tassazione secondo le regole della legislazione fiscale italiana (tassazione ordinaria). Vedi, qui dice che per l’eccedenza, la tassazione secondo le regole della legislazione fiscale italiana (tassazione ordinaria), come a dire che devo pagare tutto in Italia. Tu come la interpreti? Ma so che hai ragione tu, e devo presentarla anche in Brasile. Scusa e grazie

  3. Ponte Morandi: l’articolo pubblicato sul quotidiano di “Casa Berlusconi” riporta che la rescissione del contratto da parte dello Stato comporterebbe una penale da 20 Mld.
    (Salvo altre clausole “secretate”).
    Se è così……..son cazzi amari in termini economici. Spero che M5S e Lega tolgano al piu’ presto il segreto di Ufficio sulle concessioni.

    • se c’è inadempienza contrattuale (e c’è) non gli è dovuta alcuna penale.
      berluska, insieme ai piddini, sta dal lato oscuro della forza. ora stanno facendo di tutto, insieme a tutti i media uniti, per difendere atlantia, MALEtton e i suoi amici

    • vero! stranissimo il segreto d’ufficio sulle concessioni. in genere il segreto d’ufficio copre compromessi non leciti che l’opinione pubblica è meglio che non sappia …. essendo tutti noi dei buoi, per loro.

  4. Mauro e Lucio:
    – pensionati 16.064.000 al 2016 di cui 323.000 ex legge Rumor. Poco recupero…..
    – proposta del prof Alberto Brambilla “contributo di solidarietà” su tutte le pensioni a scalare all’insù.
    recupero 18-23 mld anno. durata del contributo 5 anni. Recupero totalmente da dedicare alla flat
    tax. proposta giusta, equilibrata e … per la pace intergenerazionale.

    • non è così. il problema grosso non sono i pochi statali baby-pensionati, ma i 12 milioni di pensionati retributivi in toto (anche privati).
      la riforma dini stabiliva:
      – chi al 1996 aveva minimo 18 anni di contribuzione avrebbe preso pensione TOTALMENTE retributiva
      – chi nel 1996 aveva meno di 18 anni la prendeva mista, retributiva per la quota già lavorata e contributiva per i versamenti dopo il 1996
      – solo per chi iniziava a lavorare dopo il 1996 era totalmente contributiva

      il secondo gruppo riguarda gente che iniziò a lavorare dal 1979 al 1995, in maggioranza lavorano ancora oggi!
      la maggioranza degli attuali pensionati appartengono al primo gruppo, gente che iniziò a lavorare negli anni 60-70 e oggi ha oltre 65 anni (e vedove) i quali in media hanno versato meno di quanto prendono.

  5. x OTTORINO:
    Ottorino, tutto bene. togli solo “direzione convenzioni internazionali” di Roma e lascia l’indirizzo generico perchè poi loro smistano l’EPI all’ufficio pagamenti pensione internazionale per l’emissione del credito. Invia copia anche a Imperia all’attenzione del Direttore, trovi nome e indirizzo sul sito Inps. prendi anche nota dell’indirizzo di email perchè in Febbraio ti consiglio di inviare a Imperia una email di “ricordo” del credito di cui all’art.18. Attenzione: sbrigati ad andare dalla Receita Federal per la firma del modulo, loro impiegano minimo 7 giorni quando va bene. potrebbe anche essere che ci devi andare un paio di volte + hai anche l’Inas per la compilazione e se non spedisci entro Settembre pv il modulo sia all’Inps Roa che Imperia ti giochi il credito del 2018 e non ricevi nulla in primavera del 2019 ma solo nel 2020. Settembre la spedizione della AR, tieniti gelosamente la ricevuta del Correios. Infine, per lo scambio a 2 ti consiglio di abbandonare il Blog Vivereinbrasile ma entrare nel Forum di Vivereinbrasile. E’ piu’ riservato e non annoi i partecipanti del Blog. Ciao.

  6. Vivere in Brasile… Si parla solo di italia
    Io mi trovo a Natal per le ferie ci sono prezzi altissimi al supermercato e prodotti di bassa qualità. E i turisti solo polli da spennare…
    Per non parlare del traffico… E qui mi fermo

    • Ne ho parlato in molti post dato che conosco bene Natal . La soluzione è semplice , soprattutto se sei li come semplice turista : cambiare Nazione . Io sono rientrato da un anno e mezzo in Italia in attesa di miglioramenti … diciamo tra una decade se va bene .

  7. @Lucio , la tua proposta non colpirebbe nessuno? e i 12.000.000 “retributivi” sono nessuno? Ma non scherzare, per favore. Il Brambilla ha ragione …. contributo di solidarietà che tocca tutti. Finalmente un tentativo di pace intergenerazionale che non colpisce solo i “retributivi” ma tutti. UNDO

    • io VOGLIO “colpire” chi ha avuto finora regali, cioè i retributivi. quindi non sarebbe un colpire ma una cancellazione dei regali.

      • maddai….avresti altri da colpire ben peggio: evasori fiscali, sfruttatori mano d’opera, cooperative di assistenza, imprese trasferite all’estero con soldi pubblici …… potrei andare avanti all’infinito. e poi, pensi che i retributivi abbiano o siano i soli ad avere i regali? sei così sicuro? hai mai visitato i patronati? sei un pensionato? hai mai versato o ti hanno trattenuto contributi senza che fossi tu a decidere? sei passato in questo? lascia il pezzo dei “retributivi” e guarda oltre che è meglio e mi pare tu riesca a farlo, o mi sbaglio?

  8. @Lucio, i discriminanti 80 Euro mensili di Renzi li toglieresti? Sono circa 7 mld mese. Il Brambilla si li toglierebbe per destinarli alla riduzione fiscale/contributiva. Anche questa discriminazione per me va tolta e ri-destinata a tutti. Undo

  9. Ieri sera , poco prima delle 20 , tanto per non farsi mancare nulla , nuova scossa di terremoto del 5.2 grado in Molise . Scossa sentita chiaramente sia a Napoli che Caserta . Io avevo inizialmente pensato ad un capogiro perchè mi ero appena alzato dal divano ma una occhiata al lampadario mi ha tolto ogni dubbio . Oggi venerdi 17 , che faccio : esco o resto in casa ?

  10. @Lucio, sintesi Brambilla:
    13.900.000 pensionati previdenziali inizi 2018 (esclusi i 3.900.000 pensionati assistenziali) +
    6.200.000 partite iva attive (escluse 2.000.000 di partite iva non attive) +
    23.000.000 lavoratori dipendenti +
    4.200.000 microimprese (- di 10 addetti) +
    25.000 imprese medie ( 19-249 addetti) +
    1.000 grandi imprese ( oltre 250 addetti)
    media contributo di solidarietà 1 Euro giorno = 1,420 mld mese x 12 = 17 mld anno (malcontati).
    la media del contributo è puramente matematica ed è da spalmare: minimo 1 Euro mese massimo 100 Euro mese per i pensionati ed i lavoratori dipendenti per il resto (p.iva e imprese tra 200 Euro mese e 1.000 Euro mese). Ho fatto una sintesi generica ma estrapolata dalla proposta Brambilla.
    Undo

    • 1) non vedo perchè colpire tutti quando i finora privilegiati stanno solo tra i pensionati retributivi (non tutti)
      2) per poi fare cosa? la flat tax che:
      – se ad aliquota unica è incostituzionale
      – costa molto di più di 20mld annui

      • “colpire”? piuttosto contributo di solidarietà. ed infine tu pensi che i privilegiati siano solo tra alcuni retributivi? e cosa pensi di ricavare per sostenere la pace intergenerazionale?
        dal tuo punto di vista qualche centinaio di milioni, sempre che ci si arriva con alcuni retributivi, si finanzia la flat tax? siamo su piani diversi noi due……at salut e buon w.e.

        • a me pare che ti scordi facilmente le cose. si stava parlando dell’ARGOMENTO PENSIONI che fu tirato fuori da mauro al secondo commento sopra.
          nell’ambito dell’ARGOMENTO PENSIONI ho detto la mia.
          lo so che ci sono altri privilegiati.

          p.s. il buco netto dell’inps ammonta a 45 miliardi annui e la causa sono solo i retributivi, altro che “qualche centinaio di milioni”…

          • tu affermi perdite di 45mld anno causati da retributivi. il giornalista economico parla di 25 mld anno totali includendo: malattie, cassa integrazione, assegni di accompagnamento, privilegi, etc.etc.
            Non specifica le perdite dei retributivi che, qualora ci fossero, sarebbero ben lontane dai tuoi 45 mld. Non voglio piu’ girare intorno ai retributivi che paiono essere per te l’unico problema economico Italiano. Grazie.

          • non voglio sentire tante campane che suonano perchè mi pare che comunque suonano a morte per una sola categoria: i retributivi e sinceramente che siano 45 o 25 mld non mi interessa molto. sono solo dispiaciuto della “monotematica” dell’argomento che da addosso ad una sola categoria di persone che ritengo NON abbiano alcuna responsabilità. quindi, gentile Lucio, non credo al giornalista e non credo anche a te. mi sono fatto una mia idea che ti ho esternato senza malevolezza. alla prossima.

  11. Io ho pensato la stessa cosa di te Antonio, ma ho deciso di uscire… decisione obbligata … risultato : mi hanno aperto la macchina rubandomi la valigia , lo stereo e altri beni personali. Facendo un rapido calcolo tra merce rubata e danno alla macchina , ho un prejuizo di circa 2500,00 reais. !!!
    È solo una casualità o il venerdì 17 centra qualcosa ???
    Comunque sia evviva il brasile.
    Saluti,
    Andrea

  12. Torno al post sul crollo del ponte Morandi di “Vivereinbrasile”, questo post.
    Ho letto diverse critiche al ponte Morandi espresse da Ingegneri su blog di 2 noti quotidiani Italiani: Il Giornale e Repubblica. Critiche sulla meccanica e sull’edilizia del ponte. Nel leggere gli interventi ho inizialmente provato un sussulto poi, raggiunta la soglia di umore, ho provato coniati di vomito. Ho deciso di rispondere, partecipando ai 2 blog anche se non Ingegnere. Inizialmente volevo rimandare a loro sotto forma di vomito la loro ipocresia (come si fa a denunciare storture nel 2018 su una costruzione del 1964?) …. poi volevo accusarli di insensibilità umana (richiamando rispetto per le vittime e le loro famiglie) ….. infine ho deciso di fare a loro una semplice domanda con richiesta di risposta. la mia domanda è stata: “che modello di telefonino mobile avevate nel 1964?”
    Ho avuto montagne di “likes” e commenti che seguivano la mia “soft denuncia”…… sono soddisfatto per averli invergognati ma mi rimane il dolore per le vittime del crollo del ponte e le loro famiglie.

  13. faresti così anche con il 1.200.000 dei 3.900.000 di ex dipendenti pubblici? per questo 1.200.000 il taglio del 25% non recupera minimamente l’aumento salariale di oltre il 45% dell’ultimo loro triennio di servizio. E come fai con tutti questi 3.900.000 a recuperare i contributi figurativi? Questa sarebbe la vera priorità! Il resto è solo “fumo negli occhi” basta spostare il fumo che apparirà una situazione completamente diversa da quella che tu hai descritto. Evviva Alberto Brambilla, anche se bufala…..Evviva!

    • stai dicendo evviva a un ladrone, che vuole derubare ME per pareggiare i buchi dei pensionati privilegiati… poi “patetica e rivoltante discussione” la fanno gli altri?

      • ….anche semplicistica la tua proposta. io sono convinto che quando si è tutti “derubati” c’è equità, quando si è in pochi c’è furto! questa è la cruda verità.

      • patetica, rivoltante e semplicistica discussione …… perchè mette tanti contro pochi e confonde le priorità, le ingiustizie ed i veri privilegiati. tutto qui e scusa se è poco.

      • tra i motivi già evidenziati sopra, una di queste definizioni (semplicistica) è dovuta alla tua proposta di tagliare secco del 25% tutte le retributive senza tenere conto che tagliandole taglieresti anche l’Irpef con perdite ingenti per le casse pubbliche. ma come tu ti sei espresso ho ben inteso che la tua proposta sarebbe di tagliare l’assegno netto del 25% e di lasciare l’imposizione fiscale com’era. sic! bene, bravo 7+.

      • certo che era semplicistica la mia proposta. comunque non era di tagliare il 25% a tutti i retributivi (quello era il taglio MEDIO e si tagliava da 1500 in su partendo dall’1%).
        una proposta più seria sarebbe quella di ricalcolare tutti i retributivi col sistema contributivo.
        a tal fine ricordo che 30 anni fa il contributo medio per i lavoratori nel PRIVATO era 27% del lordo (equivale al 37% del netto) e l’assegno era calcolato su quello degli ultimi anni, il che già è sbagliato. per prendere una pensione pari alla media degli stipendi dell’intera vita lavorativa, solo con 40 anni di contributi non succhiavi agli altri. invece la maggior parte dei retributivi prendono una pensione simile allo stipendio degli ultimi anni e inoltre non hanno contribuito 40 anni.
        ovviamente nel PUBBLICO la situazione è ancora più grave… ma i privati sono in numero maggiore dei pubblici!
        quindi entrambi, pubblicie e privati retributivi, hanno causato lo sconquasso dell’inps.
        come si è corsi ai ripari? non solo aumentando l’età pensionabile, ma SOPRATTUTTO PORTANDO I CONTRIBUTI DEGLI ATTUALI LAVORATORI A LIVELLI CRIMINALI.
        oggi in media il contributo è 40% del lordo (ovvero il 65% del netto!!!) con punte del 50% in alcuni settori.
        ovvero si taglieggiano 23 milioni di attuali lavoratori per continuare a foraggiare molti dei 12 milioni di pensionati retributivi che versarono molto meno di quanto prendono.
        lo sai un lavoratore odierno quanto deve lavorare per pagarsi 15 anni di pensioni? appena 23 anni… i restanti 17 anni lavora per pagare contributi che servono a coprire il buco dei retributivi!!!
        se questo a te pare giusto…

        • i contributi criminali degli attuali lavoratori sono dovuti ai contributi figurativi pubblico impiego partendo dai militari a seguire che, se non interviene una riforma che elimina i contributi figurativi, alla fine sono stati pagati, sono pagati e saranno pagati da tutti sia i lavoratori dipendenti che dai pensionati ex dipendenti privati, anche quelli retributivi. a me sta bene il ricalcolo dei retributivi verso i contributivi ma chiediti perchè non l’hanno mai fatto, eppure ci hanno provato in tanti. la verità è che si parla tanto dei privilegi dei retributivi ma non si conoscono le modalità di calcolo intervenute dalla riforma Amato passando alla riforma Dini per finire alla riforma Fornero. Anche tu credi che il retributivo sia calcolato sugli ultimi anni di lavoro ma ti sbagli. come ti sbagli quando affermi che il retributivo prende qualcosa in meno dell’ultimo o ultimi stipendi. niente di piu’ sbagliato. io sono andato in pensione nel 2007, prima della Fornero. Essendo io allora con una retribuzione lorda superiore a 3.886,00 Euro mese, l’azienda pagava contributi per il 23,81% ed io per il 10,19%…totale 34%. Sono andato in pensione con la media degli ultimi 10 anni di retribuzione che ha contribuito al 50% della mia pensione e la media dei miei primi 27 anni di retribuzione che ha contribuito con l’altro 50%. In conclusione…..percepisco di pensione esattamente il 63% dell’ultimo mio stipendio e pago l’Irpef piena e le addizionali piene. Sono un retributivo. Lucio, posso aver avuto qualche svista nei numeri ma la sostanza è che dopo 37 anni di dipendente + 3 anni di lavoratore parasubordinato la mia pensione al lordo delle imposizioni è del 63% dell’ultimo mio stipendio. Pensione che per 8 anni (dal 2011 ad oggi) NON mi è mai stata rivalutata……Questo è un fatto. Ben venga quindi un ricalcolo verso il contributivo……ho fatto una simulazione tramite “ManagerItalia” ed è uscito che guadagnerei 27 Euro in piu’ lorde al mese. Ecco il motivo del non ricalcolo. Lucio, prima amato, poi Dini e recentemente la Fornero hanno fatto in modo oggi come oggi, sperando che arrivi presto la riforma che elimina e contributi figurativi , di recuperare da tutti il valore corrispondente per pagare le pensioni pubbliche partendo dallo schifo dei militari che si aumentano ancora oggi lo stipendio negli ultimi 3 anni passando di almeno 2 gradi, se sotto-ufficiali da Maresciallo semplice a Maresciallo Maggiore oppure, se Ufficiali, da Capitano a Colonnello….o se sindacalisti ancora peggio come i dipendenti funzionari dei Ministeri.

        • Lucio, errata corrige. Errore di sbaglio…….di pensione (retributiva) prendo esattamente al lordo il 53% dell’ultimo mio stipendio lordo (non il 63%), il 62% della media degli ultimi 5 anni ed il 66% della media degli ultimi 10 anni. Sono stato 37 dipendente aziende private + 2 anni (non 3) di parasubordinato + 1 anno da commerciante.

          • esatto, non mi toccherebbe alcuna riduzione/adeguamento MA essendo io uno dei fondatori dell’associazione qui in Brasile dei doppiamente tartassati, siamo in 226, alcuni di questi circa una ventina retributivi che superano i 4000 netti al mese…… ci stanno chiedendo di essere pronti ad un ricorso collettivo. quindi mi sento un poco parte in causa e cmq ti riconfermo che la mia posizione è di totale condivisione della strategia di Alberto Brambilla (il ladrone…eheheheh).

  14. questa è l’inflazione dal 2011 al 2017 – anni nei quali non è stata rivalutata la pensione al costo della vita:
    Inflazione media anno 2017 uguale a 1.2%

    Inflazione media anno 2016 uguale a -0.1%

    Inflazione media anno 2015 uguale a 0.1%

    Inflazione media anno 2014 uguale a 0.2%

    Inflazione media anno 2013 uguale a 1.2%

    Inflazione media anno 2012 uguale a 3.0%

    Inflazione media anno 2011 uguale a 2.8%

    Malcontato è un 8% senza rivalutazione. Ecco questo 8% è stato giustificato dalla Corte Costituzionale come “necessario per l’equilibrio dei conti statali” e, quindi noi l’abbiamo già preso in quel posto mentre i figurativi continuavano imperterriti ed anche gli aumenti indiscriminati dello stipendio pre pensionamento.

    • è innegabile che tutti i governi italiani degli ultimi decenni hanno solo prodotto “cetrioli per gli ortolani” e sempre i soliti ma, a meno che Undo tu non percepisca una pensione netta mensile superiore €4000 (cosa che ovviamente ti auguro), non vedo di cosa ti preoccupi.

      • alcuni anni fa con altri pensionati Inps residenti in Brasile abbiamo fondato una associazione per lottare contro la doppia imposizione e altre storture. abbiamo aperto varie cause e ricorsi e abbiamo lavorato strenuamente per presentare le famose interrogazioni parlamentari che tu una volta hai definito inutili. quindi, pagare le imposizioni in Italia e poi pagarle anche in Brasile sull’unico cespite da pensione io penso sia ingiusto. se poi si pagano anche le addizionali regionali e comunali del Lazio e di Roma e risiedi all’estero è una seconda ingiustizia. La terza ingiustizia è che ci hanno cancellato dall’assistenza sanitaria nazionale è questo ha fatto si che noi non abbiamo piu’ diritto di presentare l’Unico per le detrazioni del 19% sulle spese sanitarie. La quarta ingiustizia è che dal 2011 al 2017 la nostra pensione NON è mai stata rivalutata….”per ragioni di cassa dello Stato” che significa siccome abbiamo alti costi da sostenere per i vitalizi vari ed i privilegi vari state calmi che non c’è trippa per voi. Chiudo dicendo che io non sono preoccupato per me stesso, non dispongo di una pensione così alta ma sono incazzato perchè anche Italiani che risiedono in Brasile e saranno futuri pensionati NON intendo cosa li spetta quando sarà il loro momento. Mi verrebbe da affermare “cazzi vostri” ma non ne sono capace. Ora hai inteso o no?

    • avidi e senza scrupoli i Maletton, peggio di Totò Riina. ora in Italia non avranno vita facile anche se probabilmente è già pronto anche in Italia qualcuno nelle altissime sfere e magari 93enne che per loro metterà tutto sotto lo zerbino.

  15. Grazie al sito VIVERE IN BRASILE, e con gli aiuti degli internauti del sito che mi hanno aiutato molto, specialmente Hundo, sono riuscito ad acquisire l’Attestato de Residencia Fiscal no Brasil

    Allora, dopo un mio viaggio a Niteroi, ssempre per lo stesso argomento, sono ritornato a Barra, dove mi avevano agendato per il 10 Settembre, ma per l’Attestato di residenza fiscale non serve agendamento Appena arrivati ci siamo messi in fila, solo 2 persone che aspettavano all’Attendimento. Erano tre questa volta le impiegate, la prima era la stessa dell’altra volta che no sapeva niente o quasi, e oggi abbiamo saputo che avevano sbagliato l’agendamento, non per la data, ma per l’argomento. (io avevo già capito che avremmo perso tempo, perche l’agendamento era per: Processo, Senha e Procuraçào, Processo Copia/Vista) Siamo andati dalla prima delle tre, e mia moglie ha incominciato a dirgli che non serviva l’agendamento, e gli abbiamo mostrato il foglio dove diceva questo (io l’ho ricavato da internet ed era lo stesso che mi ha dato Niteroi). L’impiegata ha incominciato a dire che dovevamo agendarci, e ha tirato fuori un foglio per dimostrarci che dovevamo agendarci. Ma ha fatto una figuraccia perche il foglio era identico al nostro, dove c’era scritto dell’Agendamento, ma con l’eccezzione per 2/3 casi compreso l’Attestato Fiscale di Residenza. Noi abbiamo insistito per parlare con la titolare, nel frattempo avevo fatto vedere l’Attestato in portoghese con tutti i dati inseriti e pure dell’Art. 18. Quella di mezzo delle tre ha aggiunto, che allora dovevamo consegnare le carte, io gli ho risposto, che eravamo li per quello. La prima con cui stavamo parlando ci ha chiesto di attendere un momento, perche lei aveva avvisato la titolare, se poteva riceverci. Dopo pochissimo ci ha dato una senha e di attendere la chiamata. Appena seduti è uscito il nostro numero, siamo entrati in una stanza e ci siamo avvicinati al tavolo del nostro numero, ma c’era ancora un’altra persona. L’impiegata si è scusata e ci ha chiesto di attendere fuori. dopo 5 minuti, l’impiegata p uscita e ci ha chiamato con la mano. Siamo entrati, ci siamo seduti e quando ha incominciato a parlarci, ho capito che era la persona giusta. Era una signora sui 50 anni molto gentile, e no arrogante. Io gli ho mostrato le carte, lei aveva capito del problema, anche lei non ha voluto l’EP in italiano/inglese, come Niteroi, ma solo le 2 copie in portoghese quelle dell’Anexo 1

    Ha voluto vedere gli originali del mio CPF e RNE e la mia residenza , io ho il gas intestato Li ha controllati con la fotocopia che gli ho dato. Lei ha controllato in internet i miei dati che già figuravano. Poi gli ho detto che avevo altre carte compreso l’IR di quest’anno, e la Certificazione Unica italiana. Lei gli ha sfogliati un po, e poi ha detto che non gli interessavano. In seguito ci ha chiesto perche a nome di mia moglie l’IR, e gli abbiamo spiegato il perche, (che solo l’anno passato è stato registrato in Brasile il nostro matrimonio avvenuto in Italia nel 96, e che dal prossimo anno avremmo fatto l’IR a mio nome con mia moglie e mia figlia, dipendenti. Una signora molto gentile. In finale ci ha detto che avremmo ricevuto a casa o l’Attestato fiscale firmato, non da lei, ma da un Delegato che stava in un’altro luogo, in quanto la o le persone decisionali, che erano semre state li, da qualche tempo si erano trasferite in un’altro luogo. Una cosa ho capito, l’Attestato me lo faranno avere sicuramente, un’originale lo terranno loro e l’altro lo daranno a me. Il fatto che mi mandino a casa l’Attestato firmato, potrebbe significare che l’impiegata di oggi, è di fiducia massima (sapeva abbastanza bene le cose) e quanto lei riferirà che ha già controllato tutto, a chi ha poteri decisionali, basterà. Stiamo a vedere Anche l’impiegata ha detto 7/10 giorni. Fossero anche 15 giorni, arriverei intorno al 10/15 Settembre. Se invece mi dovessero chiamare per alcuni schiarimenti ci andrei con tutte le carte in mio possesso. Una cosa ho capito, che rispetto a diversi anni fa, adesso la RF preferisce il modulo in Portoghese che si può ricavare:
    http://normas.receita.fazenda.gov.br/sijut2consulta/link.action?visao=anotado&idAto=37097
    al foglio 3 c’è scritto: CARLOS ALBERTO FREITAS BARRETO
    ANEXOS ANEXO I ATESTADO DE RESIDÊNCIA FISCAL NO BRASIL
    Anexo I.doc cliccando su Anexo I doc. esce il modulo Mi dimenticavo una cosa importantissima, l’impiegata alla fine, ci ha rilasciato una copia del mio Attestato Fiscale (in portoghese)con segnato in alto: Dossiè N……sono 17 numeri. Cinque numeri, poi c’è un punto, poi altri 6 numeri, poi una barra, poi altri 3 numeri, poi un trattino e poi altri 2 numeri

    grazie al sito VIVERE IN BRASILE, e con gli aiuti degli internauti del sito che mi hanno aiutato molto, specialmente Hundo, sono riuscito ad acquisire l’Attestato de Residencia Fiscal no Brasil

  16. La scuola in Italia, costerà 1.000 euro a famiglia
    La fine delle vacanze e l’arrivo di settembre per le famiglie significa anche il ritorno a scuola dei figli. Dopo tre mesi di vacanze, dunque, bambini e adolescenti sono pronti a riprendere il loro cammino didattico tra elementari, medie e superiori. E se per i più giovani la voglia di rimettersi sui banchi è difficile da trovare, per mamma e papà la preoccupazione maggiore è la stangata economica che è in arrivo.

    A lanciare l’allarme è il Codacons, che con un comunicato sottolinea come negozi e nei supermercati di tutta Italia già da giorni è comparso tutto l’occorrente per la scuola, si va da diari e quaderni “low cost” a zaini e astucci griffatissimi con le marche del momento, sempre più richieste dai giovanissimi. In base alle prime stime del Codacons per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) i prezzi al dettaglio, rispetto al 2017, registrano quest’anno un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale “griffato”, ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi.

    Il prezzo di uno zaino di marca, fa notare il Codacons, raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’anno a 40 euro, Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note. L’esborso per il materiale scolastico completo raggiungerà durante l’anno scolastico 2018/2019 quota 520 euro a studente su base annua, cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola.

    In particolare per i testi scolastici il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni dei prezzi, e anzi si prevede un esborso economico maggiore a carico delle famiglie rispetto lo scorso anno scolastico. Tra corredo e libri di testo la spesa complessiva può facilmente superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani.

    A ciò, anche se il Codacons colpevolmente si dimentica di ricordarlo, va aggiunta la spesa per le famiglie con i figli più piccoli che riguarda la mensa scolastica. Anche qui si rischia, in base al proprio Isee, di arrivare a pagare centinaia di euro per permettere ai figli di mangiare a pranzo.
    Irpef, uno su tre è sotto la soglia della flat tax
    Per 32,1 milioni di contribuenti l’Irpef media effettiva è già sotto la soglia della flat tax. Più esattamente lo scaglione che dichiara fino a 15.000 euro l’anno, pari a 17,6 milioni di contribuenti, paga un’imposta media del 5,2% mentre lo scaglione successivo, tra 15.000 e 28.000 euro, versa il 14,4%. Tutto merito degli sconti fiscali, per che queste due fasce ammontano a 67,2 miliardi di euro, su un totale di 107,4 miliardi tra detrazioni e deduzioni. I dati sono contenuti nel rapporto 2018 della Corte dei conti sul coordinamento della finanza pubblica, ed elaborati dall’Adnkronos.

    Le aliquote legali, per i primi due scaglioni, sarebbero rispettivamente del 23% e del 27%. Nel dossier la magistratura contabile osserva che l’introduizione di un’aliquota unica ”potrebbe ridurre il grado di progressività del sistema, così come provocare una perdita di gettito complessivo. Questi sono dunque gli impatti di cui occorre avere corretta misurazione nel discutere le proposte di flat tax”.

    Per lo scaglione tra 28.000 e 55.000 euro, che comprende 6,2 milioni di contribuenti, l’aliquota media effettiva è pari al 21,4% (38% quella legale); mentre per quello successivo (tra 55.000 e 75.000 euro) l’imposta sale al 27,4% (41% quella legale). Infine per l’ultimo scaglione, quello che supera i 75.000 euro, il prelievo arriva al 33,2% (43% quella legale). Le ultime due fasce insieme comprendono 1,8 milioni di contribuenti, equamente divisi.

    In totale i soggetti dichiaranti sono 40,1 milioni, per un reddito complessivo di 844,6 miliardi di euro. Il primo scaglione (fino a 15.000 euro) dichiara un reddito pari a 127,6 miliardi e i contribuenti ricompresi hanno potuto godere di deduzioni per 7,3 miliardi e detrazioni di 20,1 miliardi, per un totale di 27,4 miliardi di euro (pari al 25,5% degli sconti fiscali). Gli appartenenti al secondo scaglione (tra 15.000 e 28.000 euro) hanno dichiarato un reddito pari a 311 miliardi. Hanno ottenuto sconti in deduzioni pari a 12,7 miliardi più altri 27,1 miliardi di detrazioni, per un totale di 39,8 miliardi, che ammontano al 37,1% dei 107,4 miliardi di agevolazioni fiscali.

    La terza fascia (tra 28.000 e 55.000 euro) ha dichiarato un reddito di 229,6 miliardi di euro e ha ottenuto 13,5 miliardi di deduzioni a cui si sommano 10,4 miliardi di detrazioni, per un totale di 23,9 miliardi che corrispondono al 22,2% degli sconti totali. Ci sono poi 900.000 contribuenti che appartengono al quarto scaglione (tra 55.000 e 75.000 euro) che hanno dichiarato 55 miliardi e hanno ottenuto 4,4 miliardi in deduzioni e 1,1 miliardi in detrazioni, per un totale di 5,5 miliardi, pari al 5,1% del totale. Infine l’ultimo gruppo, composto da 900.000 contribuenti che hanno dichiarato 121,5 miliardi e hanno ottenuto 9,3 miliardi di deduzioni e 1,6 miliardi di detrazioni, per un totale di 10,9 miliardi (10,1% delle agevolazioni).

    • A titolo di curiositá aliquote de material escolar in Brasile:
      Caneta 49,95%

      Calculadora 44,75%

      Régua 44,65%

      Agenda escolar 43,19%

      Tesoura 43,54%

      Cola branca ou em bastão 42,71%

      Estojo para lápis 40,33%

      Pastas plásticas 40,09%

      Lancheiras 39,74%

      Mochila 39,62%

      Fichário 39,38%

      Apontador e borracha 39,29%

      Clipes 36,54%

      Lápis preto ou colorido 34,99%

      Caderno 34,99
      E adesso fino alle elezioni ascolteremo il ritornello queremos dar prioridade a Educação e Segurança (giá la saude non é piú molto de moda).

    • spero almeno che sia indolore per chi fa fatica a tirare la fine del mese con famiglia a carico. l’Italia non è ancora pronta per una tassa piatta, magari per le imprese potrebbe aiutare ma di sicuro, vista l’attuale situazione, troverebbero il sistema per recuperare dal popolo lavoratore, pensionato, precario e (finte) partite iva. cmq sul versante fisco una riforma ci vuole, stiamo a vedere.

  17. Allarme Codacons: a settembre stangata su pane e pasta
    La siccità che ha colpito nei mesi scorsi i principali Paesi produttori di grano potrebbe causare un aumento dei prezzi di pasta e pane. A lanciare l’allarme è il Codacons, secondo cui “un rialzo dei listini del 5 per cento determinerebbe una maggiore spesa pari a 45,6 euro annui a famiglia. Una maxi-stangata da complessivi 2,7 miliardi di euro annui”. La spesa extra si aggiungerà a quella per le spese scolastiche, con incrementi dello 0,8 per cento rispetto al 2017.

    La base della dieta
    “Il grano è alla base della nostra dieta: in Italia una famiglia media spende circa 76 euro al mese per pane e cereali, e il giro d’affari legato al solo pane raggiunge nel nostro Paese gli 8 miliardi di euro annui”, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Gli italiani consumano ogni anno in media 24 chilogrammi pro-capite di pasta e circa 60 chili di pane, focacce e pizze”. L’aumento del prezzo del grano, quindi, potrebbe avere ripercussioni anche sui prezzi della materia prima e, di conseguenza, su quello dei prodotti al dettaglio.

    L’allarme sul prezzo
    Anche gli analisti hanno sottolineato il rischio legato ai maggiori produttori di grano, come Russia, Usa, Francia, Germania e Ucraina. Questi Paesi hanno ridotto del 20 per cento le scorte di grano tenero, e seppure in quantità minore, anche quelle di grano duro. La situazione viene definita “critica” dagli esperti del settore, c’è insomma una possibilità concreta di aumento del prezzo.

    Il caro-scuola
    A preoccupare le famiglie italiane non è solo il costo di pasta e pane, ma anche quello della scuola. Settembre è il mese in cui i genitori devono fare i conti con le stangate su libri e corredi scolastici per chi deve mandare i figli a scuola. Secondo le stime di Federconsumatori, quest’anno il corredo per ogni singolo studente costerà in media 526 euro, con in incremento dello 0,8 per cento rispetto all’anno precedente.

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