Home politica Bolsonaro ampia il distacco dai concorrenti

Bolsonaro ampia il distacco dai concorrenti

19
CONDIVIDI

L’ultimo sondaggio Ibope ( Instituto Brasileiro de Opinião Pública e Estatística ) basato su 2002 elettori interrogati tra l’8 ed il 10 Settembre mostra un aumento del distacco tra il candidato Jair Bolsonaro al 26% ed i concorrenti , incluso Haddad che ieri ha ufficialmente sostituito Lula .

Il sondaggio conferma quanto pubblicato dall’Istituto DataFolha che dava al 24% le intenzioni di voto per Bolsonaro ( I valori in entrambi i casi hanno una approssimazione di +/-  2 punti percentuali )  e pertanto i valori sfumano l’uno nell’altro .

Il distacco nei confronti del candidato al secondo posto ,Ciro Gomez , è di ben 15 punti  un abisso che sembra difficilmente colmabile .

Nel frattempo Bolsonaro ha lasciato l’Unità di Terapia Intensiva dell’ospedale Albert Einstein di Sao Paulo , dove è ricoverato , e  sta riprogrammando le interviste  fissate per questa settimana con varie testate giornalistiche prima che fosse vittima dell’attentato venerdì 7 Settembre .

19 Commenti

    • divertente come un pagliaccio ignorante e malato di ideologia, che spara solo menzogne a mitraglia e frasi fatte alla moda.
      io invece ti propongo un grande economista (vicino alla LEGA), GIULIO SAPELLI, leggi soprattutto cosa dice del brasile al terz’ultimo paragrafo (ma illuminante tutto l’articolo):

      “gli stessi settori produttivi, non legati alla rendita ma alla produzione, sono sotto attacco giudiziario e politico. Basti pensare a ciò che succede nel Brasile del “Lava Jato” che vede capitani di industria condannati a diciannove anni di carcere per corruzione amministrativa.
      Le oligarchie terriere e capitalistiche usano l’arma della lotta alla corruzione e hanno condotto all’impeachment Dilma Vana Rousseff Linhares, Presidente del Brasile dal 2011, dopo i due mandati del presidente Lula Da Silva, e imposto un governo di soli uomini e di soli bianchi. A sua volta il presidente Temer, che ha sostituito la Rousseff, è sotto inchiesta e con lui gran parte della classe politica brasiliana. L’inchiesta per corruzione che dovrebbe avere al centro le commesse continentali di Petrobras, ha già coinvolto il presidente premio Nobel della Colombia, Juan Manuel Santos, e gran parte della cuspide della classe politica ed economica sudamericana sotto la regia di magistrati che hanno studiato in USA e che hanno come consulenti noti magistrati italiani.
      L’obbiettivo è la privatizzazione della Petrobras e il contenimento della penetrazione russa e cinese in Sudamerica.
      Gli obiettivi interni delle classi dominanti che hanno sempre ostacolato i programmi del PT e del suo leader Lula si incontrano con quelli dell’equilibrio di potenza geo politico sudamericano che non può sopportare, oltre la presenza di Cuba, una crescita dell’influenza russa e cinese nel continente.”

      https://www.aboutenergy.com/it_IT/topic/Sapelli-oIL.shtml#

      • Sapelli…..da relatore della Lega in Pondita a Economista esperto dell’Ameria Latina senza però dimenticare “polenta e salamelle bergamasche”. Mi piace leggere Sapelli perchè è dotato di sintesi. Nel caso dell’interessante articolo linkato da Lucio la sintesi di Sapelli sta nel titolo: “L’America Latina continua a essere terra di avventure e di sfide politiche durissime e intense, che hanno per posta in gioco il controllo delle fonti energetiche e delle nazioni che ancora sono immerse nel tempo storico dell’oil nationalism”. Sapelli parla di sfide e quando ci sono sfide ci sono per lo meno 2 antagonisti ed alla fine vince sempre uno dei 2. Chi sarà? Al momento è un pareggio (da una parte il totale controllo della Petrobras e dei lavori pubblici e dall’altra parte Lava Jato) ma presto si arriverà al duello finale. Di sicuro la parte chiamata di “sinistra” ha giocato parte delle sue carte ed è tosta ma anche Cina-Russia ed America sono tosti. Stiamo a vedere, presto si saprà. Molto passerà da Caracas e da Cuba, non solo dal Brasile.

  1. è assurdo che qualcuno ancora parli di comunismo e sinistra come pericoli imminenti. I veri pericoli, o meglio le tristi realtà già attuali, sono proprio quelle paventate da Lucio tramite l’articolo di Sapelli. L’uso dei media e della magistratura a servizio di una parte politica e degli interessi che la sostengono rende il paese, qualsiasi paese, poco democratico e quindi invivibile.

    • insomma all’estero tutti (di sinistra, di destra, di centro, liberisti, statalisti) hanno capito cos’è successo negli ultimi anni in brasile… in brasile molti non l’hanno capito, plagiati dai media, senza fare un minimo sforzo per verificarne le fesserie, e seguendo la faciloneria di certe formule magiche.

      gli obiettivi sono sempre gli stessi:
      – sul piano interno distruggere i lavoratori dipendenti (il che ha anche effetti distruttivi per le imprese, ma queste spesso non lo capiscono, guardano solo all’uovo oggi)
      – sul piano esterno schiavitù verso gli usa

      questi obiettivi in brasile sono perseguiti dalla destra (bolsominkia, dem, psdb), in italia dal PD.

      l’obiettivo qui delle destre di cancellare la CLT, e quindi trasformare i lavoratori in “autonomi”, è già stato applicato in italia dal PD (le finte partite iva) con nefasti effetti sull’economia nazionale tutta.

      la stessa persecuzione mediatico-giudiziaria subita qui da chi sappiamo, in italia la sta subendo il governo gialloverde. stessi metodi, stessi fini, stessi attori traditori degli interessi della nazione.

      • concordo, la disinformazione generale può fare strada a una nuova dittatura in Brasile come altrove. In fondo la riforma costituzionale renziana altro non era che un colpo di stato pseudo democratico.
        Non è una bella epoca questa che stiamo vivendo.

  2. a una palestra aos empresarios (indicativo che questi facciano sempre palestre aos empresarios…) il gen.mourao ha attaccato l’esistenza del 13° salario e delle ferie pagate… eh, il lavoratore brasileiro guadagna troppo… tra l’altro il bugiardone ha detto che ste cose esistono solo in brasile!

  3. veniamo a cose interessanti.
    sotto il PT il pre-sal doveva essere a maggioranza petrobras, dalla caduta di dilma non più.
    vediamo l’ultima asta di 4 bacini:
    https://g1.globo.com/economia/noticia/2018/09/28/veja-os-resultados-da-5a-rodada-de-partilha-de-producao-da-anp.ghtml
    i più grossi e buoni (lo si capisce dalla mappa sotto e dal costo dell’assinatura di 3 miliardi l’uno), “saturno” e “tita”, sono andati alle americane exxon e chevron e alla shell. petrobras manco s’è presentata alle aste.
    alla petrobras è andato il quarto, “tartaruga”, minuscolo che non voleva nessuno, assinatura appena 70 milioni.
    è MOLTO STRANO che la petrobras abbia lasciato tutto in mano alle straniere, eppure è reduce da un utile trimestrale record di 10 miliardi, cash ne aveva…

    • trascrivo una parte di un articolo Italiano del 2 Luglio 2018 sulla questione Petrobras – pre sal:
      “Mentre il Brasile assisteva alla Coppa del Mondo, la Camera dei Deputati approvava, con procedura d’urgenza, una delle leggi più vergognose della sua storia. Con una maggioranza semplice di 217 voti hanno deciso di vendere agli stranieri 70% degli immensi giacimenti del pré-sal che la Petrobras aveva ricevuto direttamente dal governo nel 2010. È stato un altro passo del governo golpista e dei suoi alleati per consegnare le nostre ricchezze e distruggere la maggiore impresa del popolo brasiliano.”
      Che dire? …… la frittata ormai è fatta!

      • e non pensi che il VERO motivo della caccia al PT sia stato questo (e altre questioni simili)?
        e non pensi che ora la petrobras è stata “convinta” con metodi “oscuri” a non partecipare alle aste dei bacini migliori?

        • – fosse così in parte si giustificherebbe lo svuotamento delle casse della Petrobras da parte del PT, Lula in testa ….. da una parte per finanziare la costosa campagna politica del PT e dall’altra per fare trovare Petrobras “vuota”. Penso anche che il PT abbia dismesso gli argomenti governativi e amministrativi contro senza lottare, come fossero appagati e “troppo” sicuri di se.
          – non credo che la Petrobras sia stata “spintaneamente” convinta a mollare le aste. Penso che il rilassamento del PT, appagato e sicuro di se, sia stata la causa vera. In fisica, in economia e nella vita in genere quando si crea un vuoto il piu’ attento, il piu’ svelto, il piu’ preparato ed “affamato” lo riempie.
          Io non dimentico che la decisione politica formale è stata nel 2018 ma si è iniziata appena dopo la seconda elezione di Dilma. Prova a rileggere i vari avvicinamenti della “concorrenza” senza che Dilma creasse barriere. Probabilmente era troppo occupata, Lei ed il suo governo, ad assegnare il foro privilegiado a Lula e lo stesso Lula in quel periodo era troppo attento a se stesso. Se avesse deposto le armi e si fosse sacrificato …… probabilmente la storia oggi sarebbe diversa. Ma Lula è un “durone” a vista corta e la conseguenza è che oggi il suo (e nostro) amato Paese è alla deriva.

          • i petisti da 2 anni sono stati cacciati da petrobras. per me qualcuno riceve “ringraziamenti” per tenere l’azienda lontana dai bacini migliori.

          • essere cacciati non significa aver perso l’influenza gestionale ed amministrativa verso dirigenti messi al poso giusto da loro. 2 anni sono pochi. che poi ci sia qualcuno che si è infilato nel vuoto lasciato dai vertici PT impegnati in altro: è certo!

        • e chiudo….”la chapa Dilma Temer” era per essere sicuri della vittoria oppure sotto sotto c’era un progetto/programma “particolare”? Possibile che il carro armato PT non conoscesse le posizioni di Temer e le sue simpatie? Possibile che il PT non sapesse delle dipendenze internazionali di Temer? Non posso credere che non lo sapessero. Ma che cavolo pensavano di fare insieme a Temer vicepresidente? Probabilmente il PT ad un certo punto ha voltato le spalle e Temer gli è andato addosso con tutto! Ora Dilma & C. a lei collegati e Temer & C. a lui collegati: “furono”. E nel vuoto ci si è infilato Bolsonaro.

          • dilma fu costretta ad accettare il PMDB per avere maggioranza in parlamento, non si sarebbe certo potuta alleare coi DEM o PSDB.
            certo la situazione era precaria, il PT non è stato capace di dominare i media e il giudiziario, ammesso sia possibile dominarli.
            quanto a bolsonaro, mi pare l’eroe dei falliti, una moda internettara, ieri all’intervista con datena ho dovuto mettere il traduttore uzbeko-portugues che manco sa parlare… e continua a minacciare golpe militare. probabilmente è appoggiato dalla nuova destra americana del “movement” di steve bannon.

          • io non credo che dilma allora fosse costretta ad accettare temer. il pmdb credo di si ma il nome del vice …… è del presidente sceglierlo dopo accordo chiaro.
            bolsonaro? è di origini lontane piemontesi, quindi come tutti gli italiani sono sempre in accordo con gli americani del nord. capisco il traduttore sia per bolsonaro ma sopratutto per datena, cazzo che coppia!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here