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Politici, miliziani e forze di sicurezza

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“Quero polícia não milícia” ha detto questa mattina una signora parlando con il portinaio di uno dei palazzi della strada nella quale vivo. Non so quale fosse il discorso, io stavo camminando nella direzione della metro, ho sentito quell’unica frase che bene ha sintetizzato ciò che mi passava per la testa.

 

Analizziamo la composizione della nuova Camera dei Deputati dello Stato di Rio de Janeiro, l’ALERJ.

Vi troveremo 12 nomi legati alle forze di sicurezza (nell’ultima legislatura erano 7). Il leader del PSL, il partito del presidente Bolsonaro, è Rodrigo Amorim, che recentemente ha dichiarato: “Dobbiamo diventare più duri con i partiti di sinistra che sono nocivi a Rio e al Paese”, parole in linea con quelle di Flavio Bolsonaro, figlio del Presidente, eletto al Senato.

Abbiamo poi Alexandre Knoploch, microimpresario, presidente dell’Associazione degli Abitanti di Barra da Tijuca, il cui cavallo di battaglia è la riduzione delle tasse per la fabbricazione e l’acquisto di macchine blindate.

Il soldato di riserva dei PM, Marcelo do Seu Dino, è a favore della diminuzione delle tasse per il rinnovo dell’equipaggiamento della polizia. Doutor Serginho invece vuole cambiare la legge affinché il poliziotto abbia meno paura di ammazzare, secondo lui è necessario ampliare il concetto di legittima difesa.

Il sergente PM Vandro Lopes è stato eletto dal partito Solidariedade; nel suo curriculum c’è la macchia di aver fatto parte della Milizia di Mage’, nella Baixada, dove ha svolto l’incarico di vice sindaco. Ha scontato tre mesi di carcere, il processo poi è stato estinto.

Nella Camera è presente la famosa “Bancada da Bala” che auspica la riduzione delle tasse per stimolare lo sviluppo dell’industria bellica, cioè la vendita di munizioni e di armi. Sono i favorevoli agli incentivi all’acquisto di armi se, come ha promesso il Presidente, verranno modificate le leggi federali. Ne fanno parte il colonnello Fernando Salema, il poliziotto Gil Vianna, il sergente dell’esercito Alana Passos, il poliziotto Renato Zaca, Marcelo do Seu Dino, il poliziotto Marcio Gualberto (tutti del PSL), l’ispettore Martha Rocha (PDT), l’ispettore Carlos Augusto (PSD), il sottotenente Bernardo (PROS), Marcos Abrahao (Avante), Marcos Muller (PHS) e Vandro Lopes divenuto Vandro Familia (Solidariedade).

Tutti miliziani o favorevoli alle Milizie? Certamente no.

Qualcuno però potrebbe avere delle simpatie o non essere sufficientemente rigoroso con ex compagni d’arme, di corporazione…

I gruppi di sterminio nacquero negli anni 60 durante la dittatura. Erano gruppi composti da poliziotti o ex poliziotti che si trasformarono in Milicias quando il controllo militare divenne più profondo. Oggi le Milizie sono presenti in almeno 50 comunità nella città di Rio de Janeiro. Le loro attività sono quelle di estorcere denaro in cambio di sicurezza, ricevere commissioni su servizi quali gas, acqua, tv a cavo, trasporti. I miliziani costruiscono e vendono immobili (senza registro), occupano gli immobili distribuiti dalla Federazione ai più poveri, per poi rivenderli (Minha casa Minha vida era il nome del progetto che prevedeva la distribuzione di appartamenti a famiglie scelte tra i ceti più bassi, progetto iniziato e non concluso dal governo Dilma), vendono terreni senza registro, vendono materiale da costruzione, rubano petrolio crudo dai tubi della Petrobras nella zona litoranea per poi rivenderlo, applicano illegalmente ordinanze di sfratto, radono al suolo case per poi occupare ed usare i terreni, usano uniformi della Compagnia Municipale Nettezza Urbana e Difesa Civile senza nessuna autorizzazione.

I miliziani hanno ucciso Marielle Franco, deputata del partito di sinistra PSOL, il 14 marzo 2018. Marielle tra le sue attività sosteneva un collettivo femminile contro la verticalizzazione di Rio das Pedras, territorio di Milizia. Molte famiglie hanno subito sfratti illegali, le case sono state rase al suolo, al loro posto sono stati costruiti palazzi di dodici piani che gli stessi sfrattati sono stati invitati a ricomprare chiedendo un finanziamento alla Caixa Federal.

Marielle Franco lottava contro tutto questo (le Milizie hanno cominciato ad essere combattute da quando nel 2008 Marcelo Freixo, esponente di punta del partito di Marielle, ha documentato e denunciato ciò che stava avvenendo a Rio das Pedras  – per saperne di più vedete i film Tropa de Elite 1 e 2).

 

Questi gruppi di criminali si insinuano presentandosi come positiva alternativa al narcotraffico; il discorso di legittimazione si basa sulla presunta liberazione dal giogo del narcotraffico (in realtà un giogo è sostituito da un altro giogo).

Offrono protezione in cambio di soldi.

La differenza col narcotraffico risiede nel fatto che i banditi interiorizzano la propria funzione come socialmente deviata e questionabile dal punto di vista morale, i miliziani no, i miliziani si considerano i paladini della giustizia e si alleano con gruppi economici che li pagano per garantirsi sicurezza e protezione; tra di loro è osservabile la presenza diretta di agenti di sicurezza dell’apparato della Polizia UPP (Unità di Polizia Pacificatrice, impiantata dall’ex governatore Sergio Cabral, oggi in prigione) e costituiscono uno schema di potere alternativo dentro alla struttura stessa dello Stato.

I Miliziani vengono anche arrestati grazie all’attività di quella parte della Polizia che è rimasta integra, onesta, come è avvenuto a Santa Cruz, ad una festa di un gruppo denominato Lega della Giustizia (formata da poliziotti, ex poliziotti e vigili del fuoco). La Polizia Civile e i Reparti Speciali hanno riempito due autobus e hanno portato gli ex PM e pompieri in prigione.

Meno di un mese dopo, a seguito della decisione del giudice Eduardo Marques Hablitschek di Santa Cruz che ha revocato la prigione preventiva, dei 159 arrestati ne sono stati liberati 137.

2 Commenti

  1. comunque la relativa recrudescenza della violenza a rio dall’inizio dell’anno credo sia legata alla lotta contro il “roubo de carga”, reato che colpisce le grandi imprese. e in questo caso, come anche nel caso delle rapine alle banche, la pena è la morte per esecuzione seduta stante.

  2. Matteo Gennari,

    “Qualcuno però potrebbe avere delle simpatie o non essere sufficientemente rigoroso con ex compagni d’arme, di corporazione…”

    Questo tuo pensiero è che ti ha fatto dire nel testo anteriore che esponenti delle milizie sono stati eletti no Rio de Janeiro ?

    Potrebbe, forse, ma, qualcuno, magari, però, chissà…mi sembra molto poca roba.

    Lo stato di Rio è ormai irrecuperabile, inizialmente avrei voluto abitarci ma oggi è impensabile anche solo metterci piede.

    In che quartiere vivi di Rio ?

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