Home News Un articolo di Lucio, assiduo frequentatore del Blog

Un articolo di Lucio, assiduo frequentatore del Blog

24
CONDIVIDI
Un breve articolo della rivista Limes sulla situazione in Brasile.
Il direttore della rivista, Lucio Caracciolo, presiede anche la “Fondazione Usa-Italia”: La proprietà della rivista è della GEDI (De Benedetti, Elkann), quindi non può certo essere tacciata di antiamericanismo, comunismo o ideologia da centro sociale… no, sono imprenditori sovranazionali liberisti filoamericani. E quando il “reo” confessa c’è da credergli o no?
Prende forma il Brasile di Jair Bolsonaro, presidente eletto che entrerà in carica dal gennaio 2019. Conservatore, sedicente anti-establishment, legato ai militari e capace di convogliare i voti di cattolici e protestanti nella corsa al Planalto. In campagna elettorale, Bolsonaro si è più volte definito un ammiratore di Donald Trump, “un esempio da seguire”, auspicando una deideologizzazione della politica interna ed estera.
In tal senso, lasciano pochi dubbi le figure scelte dall’ex capitano dell’esercito per formare la sua squadra di governo. Prima Sérgio Moro (magistrato artefice della condanna a Lula in primo grado) e Paulo Guedes (economista neoliberista), entrambi legati agli Usa, rispettivamente alla guida dei due superministeri di Giustizia ed Economia. Poi il generale della riserva Fernando Azevedo e Silva come ministro della Difesa. Infine la nomina di Ernesto Araújo a capo degli Esteri, un diplomatico di carriera già distaccato a Washington e sinora responsabile del dipartimento Usa, Canada e affari interamericani dell’Itamaraty, anch’egli ammiratore del magnate newyorchese.
Le mosse e la retorica “anti-comunista” di Bolsonaro stanno compromettendo i rapporti di Brasilia con Cuba, che ha annunciato il ritiro dei medici (sono circa 8 mila) impegnati dal 2013 nelle regioni brasiliane più arretrate, mettendo a rischio il sistema sanitario nazionale in queste aree. Resta da vedere in che misura il nuovo presidente riuscirà a tener fede alla promessa di limitare la penetrazione della Cina in comparti strategici dell’economia, data la crescente dipendenza delle esportazioni brasiliane verso la Repubblica Popolare (primo partner commerciale di Brasilia), in aumento anche in virtù della guerra commerciale fra Pechino e Washington.

24 Commenti

    • insomma… limes so’ antiamericani da centro sociale. tutta una sfilza di siti di destra che postai so’ antimaericani da centro sociale. quelli di sinistra manco li metto per ovvi motivi.
      tutta una sfilza di giudizi simili fatti dalla stampa internazionale so’ antiamericani da centro sociale.
      giudizi simili dati da giornali AMERICANI so’ antiamericani da centro sociale.
      ma non è più probabile che tu viva sul pianeta papalla?

  1. Che un Paese non riesca nemmeno a formare i propri médici di base é ridícolo.

    Che li prenda in prestito oneroso da Cuba é il ridícolo del ridícolo.

    Che questi medici costino 11.000 reais mensili dei quali 8.000 vanno a Cuba e 3.000 aí medici é l’ apoteosi del ridícolo.

    Tutta colpa degli Americani…Viva la Revolucion !!

    Andate a fare in **** !!

      • chi sarebbe l’antiamericano scusa?
        LIMES sta dicendo (come tutta la stampa mondiale di destra, di centro, di sinistra) semplicemente che bolsonaro è un pupazzo degli americani.
        usiamo tutti i giorni cose cinesi o francesi o argentine o saudite senza per forza amarne la politica estera dei loro governi, o no?
        ti rendi conto della debolezza logica del tuo discorso?

        addirittura voi dite sempre peste e corna del brasile pur vivendoci o frequentandolo! allora dovremmo tacciarvi di “antibrasilismo” e solo con questa parolina magica automaticamente le vostre critiche contro il brasile sarebbero destituite di senso?

    • il brasile li forma i medici, solo che manco per 20.000 al mese sti coglioni vogliono andare nell’interior… ecco perchè si rivolgono a quelli da fuori (non solo cubani)

  2. p.s. l’articolo non è mio, L’ARTICOLO E’ DI LIMES, rivista FILOAMERICANA.
    sono mie solo le prime 6 righe iniziali che matteo s’è scordato di staccare dal resto.
    per i deboli di mente spiego il perchè di questo post: se perfino la stampa americana o filoamericana ammette che B è un pupazzo degli americani (come ha capito da sè chiunque nel mondo abbia un neurone e non sia totalmente ubriacato di ideologia) c’è da credergli.
    tutto qua.

    personalmente ci sono molte cose che mi piacciono degli usa: le sequoie, le montagne rocciose, le spiagge della florida, inventiva ed efficienza in certi ambiti scientifici ed economici.
    altre cose non mi piacciono: le ingerenze coloniali in altri paesi, il militarismo, il welfare molto debole, i 70.000 morti l’anno di overdose, individualismo e solitudine.
    non vedo perchè, come per tutti gli altri paesi e culture, non se ne possa ANCHE criticare aspetti che ci sembrano negativi… liberatevi da john wayne.

  3. X Matteo . Con riferimento al post in questione che è un ” taglia ed incolla ” di Limes mettiti in contatto con Mauro . A meno che non siano cambiate le regole in casa Google , questa metodologia è penalizzante per il blog . In passato , quando ero l’unico amministratore , per motivi di tempo sono anch’io ricorso al ” taglia ed incolla ” sino al cambio gestione .Da allora le notizie sono rielaborate con parole proprie ed i testi in portoghese sono pazientemente riassunti e tradotti .

    Tornando all’articolo di Limes mi pare che non aggiunga nulla a quello che già tutti sanno . Parlare di compromissione dei rapporti tra Cuba e Brasile poi mi fa sorridere . Il programma Mais Medicos , osteggiato pesantemente dai medici brasiliani ,era praticamente già una reliquia del governo Dilma . Ho un amico italiano , medico , che per amore della sua donna brasiliana , si era convinto a venire a Natal per svolgere l’attività di medico di base in un Posto de Saude . E’ scappato a gambe levate dopo qualche mese essendosi reso conto che non sono solo i medici a mancare ma anche tutto il resto (sicurezza , medicinali , attrezzature , spazi adeguati , ecc ) .

    Adesso aspetto l’intervento di Francesco Villa che dirà che nel Posto di Saude dove lui vive è tutto perfetto .Nell’attesa vado a farmi uno spaghetto .

      • Verissimo : i medici brasiliani NON vogliono andare a lavorare nell’interior . Purtroppo non essendo militari , il governo non può obbligarli ad accettare certe posizioni a differenza del governo di Cuba che ha ordinato a tutti i suoi cittadini medici di rientrare manco fossero soldatini . Vedremo adesso come il nuovo governo del presidente Bolsonaro affronterà il problema .Al momento il programma è stato riaperto e sembra che i primi 2000 posti su 8000 vacanti siano stati coperti . Nelle prossime settimane sapremo i risultati .

        • Secondo il Ministero della Salute 85% dei medici pare sia già stato sostituito.

          C’é una tremenda puzza di liquame anche dietro a questa storia.

          Al solo pensiero che vogliano publicare i conti segreti del BNDES mi vengono i conati di vomito, spero non lo facciano é meglio non saperlo.

          Quello che questi elementi hanno fatto con i soldi dei Brasiliani e miei penso che abbia pochi precedenti nella storia… nauseabundo.

          Inizio a capire i Brasiliani che all’ estero si vergognano di dire da dove provengono e quelli che definiscono il loro Paese un “lixo”.

    • In effetti chi meglio di un medico cubano puo’ esercitare gia’ abituato a lavorare dove manca tutto! (por culpa del bloqueio imperialista claro)

  4. E io cosa c’ entro ?

    Per fortuna non ho mai avuto bisogno, altrimenti dubito sarei qua a scrivere (non ho assicurazione sanitária privata).

    Un Paese normale probabilmente dovrebbero fare il possibile per fornire le condizioni minime per í propri medici di base lavorare e non usare i miei soldi per arricchire la famiglia Castro; é chiedere troppo me ne rendo conto.

    P.S. tu non vivi più in Brasile (giustamente) come hai detto in altro commento, ci vieni ogni tanto (2 anni) per qualche giorno per non perdere il visto, se non sbaglio.

    Ciao

    • Sbagli .

      nel commento ho detto che ho semplicemente invertito i ruoli di Brasile ed Italia . Prima vivevo più spesso in Brasile che in Italia , oggi più spesso in Italia che in Brasile .
      Rientro in Brasile almeno UNA volta l’anno e non ogni due anni come ricordi e non per qualche giorno ma per minimo due mesi , una bella differenza .

      I miei medici di riferimento sono in Brasile e tra l’altro ritorno proprio per fare tutte le visite e gli esami di cui ho bisogno . Ho scoperto , vivendo in Sud Italia che mi conviene andare in Brasile e pagare tutto ( Non ho più il Plano de Saude ) piuttosto che utlizzare l’assistenza sanitaria del Belpaese . Purtroppo la maggoranza dei lettori del Blog che vivono in Italia vivono nel Nord del Paese e NON pagano per visite mediche ed analisi . Posso assicurarvi che invece qui al Sud si paga tutto e si è serviti male ed in ritardo . A meno che non siate un nullatenente , si paga di tutto e di più . Risultato una visita specialistica con il ticket costa quanto una visita specialistica a pagamento in Brasile : 57 euro .

        • Quanto sei disposto a scommettere ? Attenzione che potresti fare la classica figura di merda storica …. quella alla Emilio Fede 🙂
          Ricordi che quando si entra in Brasile ti mettono il timbro sul passaporto ? Piuttosto tu da quanto tempo non vieni in Europa : ogni tanto ti farebbe bene , credimi !

          • Antonio,

            la scommessa è stata accettata, se a te stà bene ti offro una birra quando torni in Brasile, oppure la offri tu.

            Rimango in attesa di tue notizie su Passaporto, AIRE, ecc…

  5. Da quando sei tornato in Italia quanti giorni hai trascorso in Brasile e quanti in Italia ?

    Sei ancora iscritto all’ AIRE ? Facci sapere, manda le foto del passaporto…

    Io sono qua da circa 5 anni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here