Home Racconti da Rio de Janeiro da Pesaro

da Pesaro

4

Vorrei che Pai Joaquim, il mio amico spirito baiano, fosse qui con me mentre seduto al centro del cortile della casa dei miei genitori, in questo freddo inverno italiano, fumo una Marlboro. Indosso un cappello grigio di lana fin sopra alle orecchie, una giacca impermeabile blu; seduto sul coperchio di cemento del pozzo osservo il fumo della sigaretta che produce strani ghirigori nello spazio; l’aria è tersa, il cielo è scuro, al secondo piano di una delle case delle mie vicine marito e moglie stanno appendendo al soffitto e alle pareti gli addobbi natalizi. Lei, compagna di giochi dell’infanzia, dove essersi accorta della mia presenza e non gradendo gli occhi indagatori di Matteo venuto da lontano si è avvicinata alla finestra e ha chiuso le tende. Poco male, io aspiro, giro il collo e osservo l’inquietante collina che sovrasta le loro villette a schiera e la casa dei miei illuminata dall’unica luce della cucina, stanza nella quale i nonni e la nipote stanno giocando, seduti intorno a un tavolo.

E’ la vigilia di Natale. Il centro popolare, monumentale di Pesaro accoglie una fiumana di persone ben vestite che camminano avanti e indietro per via Branca e calpestano con gli scarponcini di marca e gli stivali di camoscio l’acciottolato antico. Ma io sono lontano dal centro, io sono in via Padre Kolbe a un tiro di schioppo dal mare e, mentre fumo nervoso penso a Pai Joaquim, là a Bahia, e all’apparato religioso brasiliano, agli Orixas, alle entità, agli spiriti che dipanano i fili dei miei pensieri già da qualche anno.

Il paesaggio silenzioso del cortile dei miei è così poco brasiliano: l’erbetta tagliata fina dalla macchina tagliaerba che mio padre, nonostante l’età, utilizza con maestria, è segnata dalla presenza di poche pianticelle verdi con rimasugli di frutti rossi (accanto a piante secche, morte). Dietro di me le galline delle vicine non emettono suoni, forse dormono. Il silenzio di qui è frastuono per chi è abituato come me e mia figlia ai versi delle foreste del Brasile, ai cinguettii, fruscii, squittii, il silenzio di qui induce a pensieri più pesanti, più seri, in sintonia con la luce fioca, severa dell’inverno.

Sono contento d’essere venuto a visitare la mia famiglia di origine, a contemplare le radici, cioè la mia cara mamma ansiosa ma buona e il mio caro babbo ansioso e colto. Stanno invecchiando bene, si lamentano sì ma sono autosufficienti e vogliono continuare a esserlo il più a lungo possibile. Sono contento di aver calpestato l’acciottolato pesarese in mezzo alla fiumana natalizia dedita agli acquisti, al vin brulé, alle castagne e alla pista di pattinaggio.

Mentre aspiro una gran boccata dalla Marlboro e la dedico interamente a Pai Joaquim penso che in fondo una folla di gente che cammina vale l’altra e i pesaresi accalcati tra le pareti di Via Branca non sono poi così diversi dai miei concittadini che si fanno spazio a gomitate quando escono dalla stazione Carioca della metro, a Rio de Janeiro.

(CONTINUA)

4 Commenti

  1. guedes è matto. vuole eliminare il seguro desemprego (che oggi prevede 3-5 parcelle che vanno da un salario minimo a un massimo di 1643 rs) e includere i desempregadi nel bolsa familia (attualmente in media 200 rs al mese)

  2. “Il silenzio di qui è frastuono”
    pensa un po’: io a roma abitavo in un quartiere densissimamente popolato, con a 100m un grande viale con traffico pazzesco e grande commercio… eppure quano torno lì mi fanno male le orecchie a causa del grande SILENZIO che c’è in confronto a bahia.
    solo che a bahia il casino non è fatto da cinguettii e squittii… bensì dagli stereo a palla con la musicaccia animalesca di “igor canario”, ahahah!

  3. Matteo Gennari..scrivi veramente bene..mi hai fatto sentire presente in tutti e due i tuoi mondi…scrivi libri o testi per favore…raramente mi sento trasportare da un testo ultimamente…grazie

    • ciao Joy, ti ringrazio. Scrivo racconti e romanzi. Se vuoi leggere qualcosa di mio ti consiglio “Favelado”, lo trovi in vendita su Amazon, ibs, feltrinelli ecc. Se vuoi leggere un testo simile a quello che hai cominciato, passami la email che ti giro un romanzo inedito, in pdf.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here