Home Racconti da Rio de Janeiro “Zoe” cioè “Vita”

“Zoe” cioè “Vita”

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Lui si chiama Adriano, ha 47 anni, è di Pordenone. E’ il proprietario dei due bar ristoranti pizzeria Zoe (il nome viene dal greco, significa “Vita”) a Copacabana; uno è nella Tonelero non molto lontano dalla Siqueira Campos, l’altro è nello Shopping degli Antiquari vicino al supermercato Extra.

Specialità di entrambi è la pizza fatta come in Italia, con il lievito zero, la pasta della pizza non è troppo spessa né troppo molle, i pomodori e la mozzarella sono buoni; ci sono anche vari tipi di pastasciutta, lasagne, gnocchi, molti dolci, un buon caffè espresso, innumerevoli clienti chiedono l’hamburger in insalata preparato con carni di qualità. In molti accompagnano i cibi con del buon vino; c’è una cliente, Elaine, giornalista, che sorseggia vino e chiacchiera con Adriano tutte le volte nelle quali lo visito; si danno consigli a vicenda, lei gli suggerisce come migliorare il bar e risolvere il problemi con la Net, fornitrice di servizi televisivi il cui segnale ultimamente fa le bizze (ma non può, non deve mettere in pericolo la visione dei quarti di finale di Champions League altrimenti sarò costretto a cambiare bar!); lui l’aiuta con i suoi consigli di vita. Infatti il bar posizionato nella Tonelero è diventato luogo di ritrovo per molti solitari come me e Elaine che, attratti dalla naturale simpatia di Adriano e dalla buona energia del posto, hanno deciso di passare del tempo tra quelle mura bevendo un caffè, del thè, del vino, mangiando pizza, gnocchi o un hamburger.

La discussione da Zoe è sempre viva e interessanti sono gli incontri casuali soprattutto di turisti di varie nazionalità. Una sera di carnevale un gruppetto di sei inglesi (vedi foto) era appostato davanti alla porta per rifugiarsi sotto alla tettoia, a causa della pioggia torrenziale. Il livello dell’acqua in strada però saliva e così, quasi per caso, voltandosi verso il bar dentro al quale io, Adriano, mia figlia e non ricordo più chi altro stavamo guardando Napoli – Juve, loro hanno preso la decisione di entrare.

Now I understand  why they call this city Rio de Janeiro, because it’s really a river when it rains” ha detto uno del gruppo, ed aveva ragione: quando piove, d’estate soprattutto, la città si allaga ed è impossibile camminare.

Appena loro sono arrivati, per mio disappunto, l’arbitro della partita nella televisione ha decretato un calcio di rigore per il Napoli.

  • Lo sbaglia, lo sbaglia – ha detto lo stesso inglese dall’espressione simpatica da indiano. E Insigne il rigore lo ha sbagliato davvero.

Io e Adriano abbiamo fatto amicizia; per il Blog l’ho anche intervistato. Mi ha raccontato varie cose, alcune allegre altre molto tristi. Quelle tristi riguardano una separazione in Italia e l’allontanamento dalle due figlie. Quelle allegre l’incontro dopo mille peripezie con Sandra, attuale compagna brasiliana, che l’ha aiutato anche finanziariamente  ed oggi è il suo braccio destro nella gestione dei due bar.

  • Adriano, cominciamo con la tristezza. Parlami della fine del tuo matrimonio in Italia, della separazione, i viaggi, il dolore, delle volte in cui hai pensato di ammazzarti (e dell’incontro con uno spirito)
  • Sì, allora… La prima volta in cui ho visto uno spirito è stato in autostrada, tra Pordenone e Venezia. Avevo deciso di farla finita, avevo parcheggiato la macchina, spento il motore e, seduto, coi piedi penzolanti nel vuoto sottostante il cavalcavia, stavo cercando il coraggio per lasciarmi scivolare giù. Ma, alla mia destra, vedo in lontananza la sagoma di un uomo, di un vecchio che camminava lentamente verso di me. Quando mai succede che un vecchio passeggia in autostrada dove peraltro l’accesso ai pedoni è negato? Quel signore mi ha raggiunto e, in piedi dietro di me, accanto alla macchina  (una Audi comprata con i soldi guadagnati nei due ristoranti che gestivo con la mia prima moglie) mi ha detto “Desisti, Adriano, non ne vale la pena, pensa alle tue figlie che ti amano e ami davvero. Non c’è ipocrisia nel vostro amore”. E io ho pensato “beh, forse ha ragione” solo che quando mi sono alzato per abbracciarlo lui era sparito, non c’era più, in un secondo o due era svanito nel nulla! Solo più tardi, quando già ero in Brasile, mi sono convinto di aver parlato con uno spirito, o un angelo. (CONTINUA)

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