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Investimenti in tempi di Selic magra .

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Sono trascorse poco più di due settimane da che il COPOM ha deciso di mantenere al 6,5% la tassa Selic  , il valore più basso da Marzo 2018 .

I tempi degli ottimi ritorni degli investimenti in rendita fissa sono  storia del passato . La diversificazione oggi è più che mai importante . Infatti con la Selic al 6,5% tutti gli investimenti in rendita fissa , dalla tradizionale poupança ai CDB pos fissati ,fondi DI e titoli del Tesoro Selic rendono molto meno , spesso nulla al netto dell’ inflazione reale ( non quella ufficiale comunicata dal governo ).

Spinto da questi eventi un anno fa ho deciso di diversificare gli investimenti in fondi spostando parte del capitale da un eccellente ( fino a qualche anno fa ) fondo DI del Banco Santander : Recompensa Premium  a due fondi , che pur appartenendo alla categoria dei  Renda fixa , sembravano più promettenti in termine di rendimento : Juro Reais Renda Fixa e Pré Renda fixa .

Dopo 12 mesi ecco il risultato .

Juro Reais Renda Fixa   :  14,95%

Pre Renda fixa               :    7,84%

Recompensa  Premium   :   5,96%

Per completare l’informazione va precisato che la volatilità dei primi due fondi è elevata mentre il fondo DI non ne ha affatto nel senso che cresce costantemente . I valori indicati sono al lordo della Imposta di Renda che ,come è noto , dipende dalla durata dell’investimento , potendo variare dal  22,5  %  al  15%  per investimenti superiori ai due anni .

Qualche giorno fa la società di rating internazionale Fitch ha mantenuto il giudizio sul Brasile a ‘BB-‘ con outlook stabile .

Il rating sovrano del Brasile risulta  condizionato dalla debolezza strutturale delle sue finanze pubbliche e dall’elevato debito del governo.

Tuttavia, gli esperti concordano sulla  capacità del Paese di assorbire gli shock esterni  . Ciò è dovuto ad  un tasso di cambio flessibile,  un reddito pro-capite sopra la media dei mercati emergenti e una bassa incidenza del debito in valuta estera.

Quest’ultimo aspetto della resilienza a shock esterni è fondamentale per noi residenti ed investitori che cerchiamo un porto ” tranquillo ” dove far prosperare il frutto del nostro sudato risparmio .

9 Commenti

  1. Secondo gli economisti (che ci stanno azzeccando, dicevano che il BC avrebbe tagliato la selic di 0,50 e tanto + avvenuto) ci saranno altri 3 tagli entro dicembre (non vorrei dirlo, ma lo prevedevo anch’io). Prevedono poi che una selic bassissima dovrebbe durare anni. Mi pare che si stia camminando verso lo scenario europeo, in cui ai tempi dei miei nonni esistevano depositi bancari che avevano fatto fare ai nostri anziani bei soldi, finché con la scusa che in Germania si pagava per tenere i soldi in banca, é andata a finire che in Italia sono rimasti (tra gli investimenti non rischiosi -va bé che si fa per dire, il rischio zero negli investimenti non c’é, ma comunque pressoché nullo-) i buoni fruttiferi postali a meno di 200 euro in vent’anni su 10K investiti. Peccato che la Germania, a differenza dell’Italia, garantisce un lavoro (pagato 3 volte che in Italia) non soltanto agli amici degli amici, ma a tutti i tedeschi, che quindi non necessiteranno di campare di rendita. Che si cammini verso lo scenario europeo lo dimostra il fatto che quando la crisi in Brasile picchiava molto piú forte, cioé nel 2015, anziché ridurre la selic, l’avevano aumentata vertiginosamente. Mi posso sbagliare, ma temo uno scopiazzamento in chiave EU. Dove magari non ci hanno azzeccato sta nel fatto che dicevano fosse tempo di investire in azioni, peccato che queste stanno crollando a picco piú che mai…

  2. Anche io al momento non mi lamento, anzi devo dire che fino ad adesso me la sono cavata abbastanza bene; soldi ne ho prestati a Governo ,banche , finanziarie e imprese, ma con un discreto compenso.

  3. Scappato con una valigia in Danimarca nel 2006, poi parentesi Brasile e di nuovo Copenaghen. Tornare in Italia e’ il mio sogno ma non annuso prospettive che mi incoraggino in tale direzione . Gli stessi telegiornali da 20 anni, finta alternanza destra sinistra ed oggi nuovi prestigiatori, manipolazione delle menti e nulla di nuovo sotto il sole.Vivere lontano dall’ Italia aiuta a capirla meglio, a mettere a fuoco complotti e illusionisti. Anche il Brasile l’ ho accantonato, pur avendo il permanente. Un conto e’ avere una rendita europea o una pensione, altro pensare di inserirsi adesso che e’ cambiata RADICALMENTE la politica monetaria e il turismo italiano e’ ai minimi i termini. Azzerati i tassi d’ interesse , ormai CDB. e Tesouro Direto sono la nuova poupanca, venuto meno l’ universo affitti ai connazionali, crollate le speculazioni immobiliari dei bei tempi che furono, al netto di tutto questo rimane molto ma molto piu’ stretta la strada da percorrere in un Paese che per piu’ di un decennio ha offerto delle garanzie. Se penso a questo blog, al Brasile che e’ stato….mi chiedo se sia stata solo un’ illusione .Conosco molti italiani che hanno bruciato bei capitali sull’ altare di quel sogno, qualcuno, pochissimi, ha fatto soldi, altri sopravvivono lamentandosi, la grande maggioranza e’ tornata nel Belpaese. Conoscendo il Brasile sono comunque sicuro che un altro ciclo di crescita tornera’ , e’ nella natura dell’ economia brasiliana, ma sara’ impossibile che si ricrei il clima 2003/ 2011. Ultima considerazione tecnica: per fine anno , a riforma della Previdenza approvata, mi aspetto anche un leggero taglio della Selic. Ormai anche il Brasile e’ pienamente globalizzato e dunque anche sotto il sole di Copacabana il nuovo comandamento e’ : PRESTARE SOLDI GRATIS A BANCHE E GOVERNO. La cuccagna e’ finita…. o Banco Central e os bancos privados estao de sacanagem….cuidado viu ?.

    • io sono un´eccezione: sopravvivo senza lamentarmi, ahah!
      hai ragione, in tutto il mondo ormai il risparmiatore é considerato alla stregua di un criminale. prestare soldi gratis… oppure (aggiungo) consumare tutto e regalarli alle imprese.

  4. Ciao Giorgio
    hai fatto bene a puntualizzare una cosa che ho dato per scontato ovvero che quando parlo di investimenti in Brasile mi riferisco a chi vive e spende i soldi in Brasile e non a coloro che intendono riportarli in Italia , sarebbe un suicidio in questo momento .Comunque dopo oltre un anno trascorso in Italia , ho deciso di rientrare in Brasile .Ho riattivato mesi fa il plano de saude che pensavo non dovesse servirmi più ed ho arredato nuovamente il mio appartamento in città ( Natal ) . Nonostante tutto continuo a non vedere un futuro brillante per la nostra Italia . I giovani validi sono andati via e nonostante ciò per i pochi rimasti la vita lavorativa rimane incerta .Senza lavoro si perde la dignità e non basta vivere del più bel paese del mondo per recuperarla . Io appartenendo alla categoria dei pensionati non dovrei essere toccato da questo problema MA lo vivo di riflesso nelle famiglie e nei giovani che incontro ogni giorno … e non mi fa piacere . Un sentimento negativo che riduce la qualità della vita e la gioia di vivere .Tutto questo , nonostante i gravissimi problemi che attanagliano il Paese non lo riscontro in Brasile . I giovani sono battaglieri ed ottimisti . Credono ancora che con il sacrificio la loro condizione può migliorare . Amen .

  5. Caro Antonio, analisi fredda e calzante. Vorrei solo sottolineare come non solo i rendimenti netti siano ormai appena un paio di punti sopra l’ asticella dell’ inflazione dichiarata, alla quale non credo assolutamente, ma come poi suddetti premi di riscossione siano costantemente condizionati dai rischi cambiali. Le oscillazioni della valuta possono spesso massacrare quel risicatissimo margine di ritorno dei 2 punti percentuali oltre l’ Inflazione dichiarata che rappresenterebbero l’ Investimento. Ci troviamo di fronte ad uno scenario in cui l’ approvazione della riforma della previdenza fara’ da arbitro sia per quanto riguarda il cambio futuro, sia per quanto riguarda la sostenibilita’ del sistema Paese. Credo che entro fine anno una riforma verra’ approvata, ma i maggiori analisti concordano sul fatto che la stessa sara’ disidratata e non risolvera’ a pieno il problema del deficit fiscale. Sicuramente l’ approvazione della Riforma potra’ fare scendere il cambio anche sotto i 4 ma rimane il fatto che ormai parliamo di investimenti ad uso interno, per chi non risieda in Brasile e’ veramente sconsigliabile qualsiasi approccio al mercato finanziario verdeoro. Appena tornato da una splendida vacanza, quasi azzerata la presenza di gringos ….a meta’ anni 2000 tutti guardavano al Brasile come una terra promessa, oggi non se lo incula piu’ nessuno. Abraco.

  6. il fondo santander Juro Reais Renda Fixa investe in titoli a reddito fisso a lungo termine. guadagna bene in epoche di discesa dei tassi (perché in queste epoche il valore di mercato dei titoli a reddito fisso aumenta) e perde in epoche di salita dei tassi.
    ora é nel picco di auge, ma se in futuro i tassi ricominciano a salire bisogna liberarsene.
    questo grafico mostra che ha reso meno del CDI dal 2004 al 2011 e dal 2014 al 2015:

    https://verios.com.br/apps/laminas/log/cdi/04385278000185-santander-fundo-de-investimento-em-cotas-de-fundos-de-investiment

    • Ovviamente non esiste il fondo buono per tutte le stagioni .Il CDI., al momento non rende ed è buono e giusto cercare un porto dove ripararsi in attesa di tempi migliori .Le vacche grasse inevitabilmente torneranno.Siamo in Brasile .

  7. Il problema dei fondi è sempre lo stesso: i rendimenti passati non sono mai garanzia di rendimento futuro. Basta che il gestore cambi strategia o sbagli una mossa ed il sottoscrittore è fregato. Senza contare i caricamenti, spesso elevati, che incidono percentualmente di più in presenza di tassi bassi, oltre alla evidente possibilità di confondere i rendimenti lordi per i netti. In questo senso previdençias e lettere di credito mi sono sempre sembrate più trasparenti ed intuibili perchè esenti.
    Ovvio che in presenza di tassi bassi e inflazione elevata diventa ancora più importante la efficiente gestione dei risparmi ma io rimango dell’avviso che si possa dirottare solo una parte del patrimonio sui fondi dinamici, diciamo non superiore al 50%, e comunque tenendo d’occhio commissioni di gestione che non superino l’1% altrimenti il rendimento va al gestore e il rischio al Cliente. Comunque restando fuori da Bovespa. Magari sbaglio ma in Brasile la prudenza è d’obbligo.

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