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Ivanilda

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Rio de Janeiro – 13/04/2019

Vivevano nella parte alta della favela, a ridosso della roccia. Io li ho conosciuti lì. Due famiglie legate alla ONG di un’amica, che si occupa di bambini e che oggi è riuscita a farsi registrare come “Asilo della Prefettura” e ciò significa che riceverà aiuti economici dal Comune.

Le loro case erano povere, costruite in un luogo pericoloso perché pieno di narcotrafficanti che si nascondevano in quelle vie impervie con molte curve e vicoli, vicoletti di difficile accesso.

Quando le giornate erano calme, andarli a trovare era un piacere. Mi hanno offerto carne e birra, insieme abbiamo visto delle partite alla televisione, ricordo ad esempio la finale Milan Liverpool della Coppa dei Campioni. Il primo tempo finì tre a zero per il Milan ed io, juventino annoiato, decisi di andarmene. Scendendo mi fermai in questa e quella casa a chiacchierare delle vicissitudini della favela, del lavoro che svolgevamo insieme, dei donatori, dei progetti e di quisquilie o cose importantissime che riguardavano le nostre significative/insignificanti esistenze. Quando raggiunsi l’entrata della favela, il Liverpool aveva pareggiato tre a tre e Shevchenko aveva sbagliato un gol praticamente a porta vuota.

Invidiavo il loro senso di comunità così distante dal sentimento di isolamento che aveva caratterizzato i miei ultimi anni a San Donato/San Giuliano Milanese. Nonostante la povertà e le poche aspettative (i figli difficilmente sarebbero andati all’università e per me questa era una gran pena, per me che ero nato nel comune italiano col maggior numero di laureati in rapporto alla densità demografica) nonostante le difficoltà, le fogne a cielo aperto e le croniche mancanze di quei beni materiali che invece per me erano stati di facile accesso, gli abitanti di queste zone disadorne della favela mi insegnarono quanto era potente l’effetto della generosità, della condivisione, dell’aiuto reciproco. Vivevano praticamente senza privacy, i pochi momenti di solitudine ognuno di loro doveva conquistarseli magari con una camminata in riva al mare, insomma per nessuno era naturale avere una stanza propria, una propria libreria, un divano rosso o uno stereo come invece era toccato in sorte a me. Io però, figlio unico di un figlio unico, di solitudine avevo sofferto; venivo da lunghi inverni passati da solo in casa a leggere Dostoevskij, lunghi inverni di quella lunga adolescenza che mentre la vivevo non sapevo mi avrebbe marcato, nel bene e nel male, per sempre.

Sono passati molti anni da quei nostri incontri e molte cose sono cambiate nelle loro vite e nella mia.

Alcuni di loro, estenuati dalle abitudini cruente di narcotrafficanti e polizia, hanno deciso/hanno provato a cambiare. Alcuni di loro si sono illusi che andare a vivere in una zona di Milizia fosse una buona scelta; la Milizia (formata da poliziotti, militari, agenti dello Stato fuori servizio, in pensione o ancora attivi, legati a politici, imprenditori e faccendieri vari) da più di vent’anni vende un’immagine di sé che la dipinge come alternativa al narcotraffico. I quartieri di Milizia (tutta la zona ovest, ed ora anche parte della zona sud e poi quasi tutta la Baixada) vengono considerati tranquilli, con poche armi a vista, quartieri nei quali se non ti metti contro i miliziani, se non “fai le pulci” ai loro traffici, non hai problemi. I miliziani vendono servizi internet, bottiglioni del gas, aprono negozi, ristoranti, riscuotono una tassa da ogni residente, tassa chiamata “Io ti progetto da me stesso” e costruiscono case e condomini abusivamente, dovunque ci sia della terra disponibile. Lo Stato non riesce/non vuole fiscalizzare (spesso perché connivente). Gli appartamenti vengono venduti a prezzi inferiori (la metà) di quelli di mercato. E due tra le famiglie dei miei amici, dei miei conoscenti della favela hanno scelto di cambiare aria, attratti dalla possibilità di vivere in un condominio come si deve e non in una casa scavata nella roccia che per raggiungerla devi scalare tutte le sere una collina.

La cuoca dell’asilo, la cuoca della ONG ha venduto tutto quello che aveva, si è indebitata con la banca e ha comprato un bell’appartamento in un bel condominio, senza registro negli uffici del Comune ma chi gliel’ha venduto le ha garantito (a lei e a centinaia di inquilini) che il registro non era importante, le costruzioni erano a posto, poteva stare tranquilla.

Ieri mattina il palazzo nel quale abitava con la figlia e la nipote è venuto giù. Lei non c’era, era al lavoro in favela.

Ora, trentaquattro ore dopo il crollo, è seduta accanto alle macerie aspettando un miracolo, quello di rivedere la figlia e la nipote, vive.

23 Commenti

  1. 1) nei quartieri infestati dalla milizia la droga chi la vende? mi nonno?
    2) i quartieri infestati dalla milizia sono tranquilli? o sono le solite cazzate mediatiche bolsonariche a cui credono i fessi?
    come sai io voglio i NUMERI, non mi fido delle voci. e i numeri dicono che i quartieri piú violenti sono (rio in senso stretto):
    – santa cruz (zona ovest)
    – anchieta, pavuna, vigario geral (nord, baixada)

    http://riocomovamos.org.br/indicadores-regionalizados/indicador/homicidio/

    quanto ai 13 municipi indipendenti della baixada, hanno un tasso di omicidi DOPPIO rispetto a rio in senso stretto.

    https://www1.folha.uol.com.br/cotidiano/2018/04/mais-violenta-baixada-fica-fora-da-vitrine-da-intervencao-federal-no-rj.shtml

    quindi matteo, informiamoci bene, altrimenti facciamo un servizio agli escrementi bolsonarici.
    p.s. la rochinha ha un indice 4 volte inferiore alla baixada “considerata tranquilla”…

    • ciao Lucio, i numeri sono importanti sì, ma più importante ancora è la percezione delle persone. Nel senso che la stragrande maggioranza degli abitanti di zone di Milizia in zona Barra (non penso alla Baixada ma a Campo Grande, Rio das Pedras, Muzema, ecc) ma soprattutto Rio das Pedras che è la roccaforte della Milizia, dicr che possono rimanere fino a notte fonda in strada senza problemi, che è tranquillo e si felicitano dei bassi costi delle case. E’ tutto illusorio, è tutto falso, certo, nel senso che la situazione di apparente tranquillità è garantita da feroci assassini, ma è il motivo che li seduce, che li attrae e li convince ad uscire dalle favelas o ad approdare in queste zone dopo un lungo viaggio dal Nord est. La Milizia sta anche dando lavoro a molta gente, come la Mafia in Italia. E c’è molta gente che li appoggia e li ringrazia e li considera meglio dello Stato. In zone di Milizia ci sono Associazioni di abitanti, aziende di costruzione edile, bar, ristoranti, supermercati, tutti legati alla Milizia. I Miliziani sono più organizzati del Narcotraffico e adesso i due si stanno associando: sta succedendo in Rocinha dove Milizia e Narcotraffico si stanno spartendo proventi e zone di influenza (a causa della diminuzione del margine di lucro sulla vendita di droga, i narcotrafficanti hanno cercato nuove allenze). Non si tratta di fare un favore o meno a Bolsonaro, nel senso che le Milizie esistono da molto prima del governo Bolsonaro, tutto è cominciato negli ultimi anni della dittatura militare e i governi Lula e Dilma hanno fatto davvero pochino per combatterle.

      • la droga poi in zone di Milizia è venduta dalla Milizia stessa, ma quello che interessa chi ci va ad abitare non è che non si venda droga ma che non ci siano armi a vista come nelle favelas.
        E poi, come ti dicevo, in varie parti della città Milizia e Narcotraffico si stanno alleando.

  2. Sulla Baixada hai ragione tu, ho sbagliato a includerla nei quartieri “considerati tranquilli”. Io mi riferivo alle zone di Milizia vicine a Barra da Tijuca, Recreio, Campo Grande…

    • beh allora ti riferisci a zone molto piccole, non fanno testo. e comunque sempre zona sul… anche se favelas, sono la crema delle favelas. perfino la “terribile” rocinha ha un indice di omicidi 1/4 rispetto alla baixada.
      poi ripeto VOGLIO SCRITTI NUMERI, delle dicerie, impressioni e percezioni mi importa poco perché lo so che la mente… mente. a volte sapendo di mentire e a volte no.

        • L’articolo di cui sopra racconta una storia successa a un’amica, che ha perso tutto a Muzema, zona ovest, dove ha comprato un appartamento, illusa dalla Milizia.
          Ha perso figlia e nipote e tutto quello che aveva.
          Tramite lei e altre persone che vivono nella zona ovest, mi sono fatto una idea di cosa li ha attratti, di come la Milizia li ha sedotti. E poi ci sono articoli e inchieste giudiziarie disponibili su internet.
          Non riesco a pensare che sia una storia in una zona piccola che non fa testo.
          O forse proprio il fatto che non faccia testo e che presto tutto potrebbe essere dimenticato mi spinge a scriverne.
          Attento a non pensare che ogni riga che scrivi faccia parte di una guerra pro o contro il governo.
          Ogni riga che scrivi rappresenta solo te stesso. E basta.

          • mi pare di essere stato chiaro: “non fanno testo” mi riferivo alla grandezza di quelle faveline che hai nominato rispetto alla geografia della zona oeste (basta guardare una mappa: guarda quanto sono grosse campo grande o santa cruz o guaratinga), non mi riferivo alla storia della tua amica.
            ripeto: quello che io contesto é che la zona ovest, dominata dalle milizie, sia tranquilla. dai colori della mappa che ti ho postato sopra, non pare affatto tranquilla.
            e la baixada peggio ancora.

  3. Lucio, tanto non ci capiamo. Io non ho mai detto che la zona ovest è tranquilla, tutt’altro, è governata da assassini. Io dico che chi ci va a vivere preferendola alla favela lo fa perché ci sono poche armi a vista, la sera puoi rimanere fuori fino a tardi e la “percezione” che ne hai è che con i mafiosi accanto te ne puoi stare tranquillo. Questo, se gli intervisti, te lo diranno l’80 per cento degli abitanti. E’ tutto falso perché quelli che li fanno illudere di starsene tranquilli sono feroci assassini che estorcono denaro in primo luogo agli abitanti stessi. Ma la loro percezione non è questa. E questo è il motivo del successo delle milizie. E degli agganci politici e dell’amicizia con personaggi importanti tra i quali i figli dell’amato presidente.

    • scusa ma se l´indice di omicidi (ovvero la probabilitá che io mi becco una bala in testa) é perfino piú alto che altrove, cosa me ne frega se non vedo armi in giro (ammesso sia vero)? qualcuno la ammazza la gente, o no?
      é chiaramente un´impressione errata!
      ho letto un botto di articoli su “omicidio a rio das pedras”… evidentemente uccisi da armi fantasma, ahahah!

      • sono omicidi diversi, tipo quelli della mafia in Italia, omicidi su commissione, con nomi e cognomi delle vittime decisi in precedenza. Mentre ciò che spaventa molto la gente sono le “balas perdidas”, le sparatorie da narcos e polizia nelle quali chiunque può morire.

        • ma tu ti trasferiresti a catanzaro perché si sparge la voce che é sicura perché la ndrangheta mantiene l´ordine? poi vai a vedere i NUMERI e scopri che lí l´indice di omicidi é 5 volte maggiore della media italiana… ah, le mitiche “impressioni” 🙂
          ti ricordi quando a causa di un tuo articolo attaccai i deficienti che votarono bolsonaro perché “le sparatorie sono aumentate”? mostrai con un grafico che gli omicidi 20 anni fa erano il TRIPLO a rio. io l´ho vissuta rio negli anni 90…
          non mi fido delle “impressioni” della gente, basta una bella propaganda mediatica e crede pure che il sole é cubico, verde e a pallini rossi.

          • I numeri… sai come funziona? Tu commissioni uno studio e lo paghi profumatamente. L’obbiettivo? Dimostrare una tesi. Di solito l’agenzia commissionata tratta i dati in modo da ottenere la tesi per cui è pagata. Se fossimo nel romanzo “1984” di Orwell a Lucio spetterebbe di diritto una mansione di responsabilità nel ministero della propaganda.

          • sí, invece le dicerie della gente lobotomizzata dai media (questi sí orwelliani) funzionano meglio.
            lascia perdere, nella vita ho avuto migliaia di prove di quello che dico.
            se é come dici te allora i 60.000 omicidi l´anno in brasile sono menzogne frutto di studi commissionati, giusto? oppure é commissionato solo quello che pare a te?
            se credi che é tutto commissionato allora vai al mare che é meglio, tanto é inutile parlare di politica o di cultura senza dati.

          • io non mi trasferirei a Catanzaro perché la ‘ndrangheta mantiene l’ordine. Ma se altri lo fanno posso negare che lo fanno? Non dico che facciano bene ma lo fanno. Meglio è capire perché lo fanno, studiare il fenomeno che negarlo perché è irrazionale o contro i numeri che dicono che Catanzaro è pericolosa.

  4. Lucio, nessuno dice che in Brasile non si ammazza. Stiamo solo cercando di spiegare come funziona la propaganda delle Milizie. E funziona davvero; saranno tutti lobotomizzati quelli che ci credono, ma la propaganda funziona.

  5. Se vuoi vincere quel tipo di propaganda, devi trovare un’alternativa o una propaganda migliore. Tutti mentono, Lucio: la destra, la sinistra, tutti. Nessuno è ciò che dice di essere, in politica e quasi sempre nella vita. Si tratta di mentire meglio e meno cinicamente degli altri. O di mentire per fini superiori. Ma se vuoi solo la pura e semplice verità, sei fuori dai giochi. Ti ricordi Pirandello? Scriveva: “La verità è come uno se la figura”. Nel senso che può anche essere che negli anni 90 Rio fosse più violenta di ora ma io non conosco un carioca che pensa la stessa cosa che pensi tu che sei italiano e vivi a Bahia. Quindi qual è la verità? I numeri della tua ricerca o le impressioni di centinaia di abitanti nati e cresciuti qui?

    • pirandello era un cretino e ha fatto molto male alla cultura mondiale coi suoi, moderni e accattivanti, “relativismi assoluti”.
      io credo che UNA realtá esista e in molti casi sia comprovabile. basta essere dispoosti ad accettarla.
      la “modernitá” si distingue nel sostituire il desiderio alla realtá (freud) e la maggior parte della gente é cosí.
      piace pirandello et similia proprio per avere il passaporto per portare avanti le proprie idee errate.
      ci furono splendidi esempi anche su sto blog, all´epoca de “il governo mente sull´inflazione!!! é il 30% e non l´8%”.
      invece comprovai (ci sono metodi inequivocabili e li spiegai) che il governo non mentiva e io, che la calcolo minuziosamente, ho sempre avuto una mia inflazione uguale a quella del governo (non é questo il metodo inequivocabile).
      la gente funziona cosí: “il mamao é aumentato 30%, quindi l´inflazione é 30%, quindi il governo mente!”.
      poi dopo un mese il mamao calava del 40% e tutti zitti.
      la realtá era che gli italiani delusi dal brasile dovevano per forza gettare merda sul paese. e la cosa grave é che credevano veramente nelle loro “impressioni” sbagliate.

        • ti faccio un altro esempio. chiedi a 100 brasiliani se le tasse sono alte, ti rispondono di sí e che sono piú alte che in occidente.
          sono reduce da un dibattito in tal senso coi bolsoscemi, ammiratori dell´”occidente”, a proposito dell´aliquota massima di IR.
          guarda qua sotto, questa é LA VERITÁ, non la mia veritá:

          vc que admira o ocidente (kkkk) aqui as aliquotas maximas do IR:
          suecia 62%
          japao 55%
          olanda 52%
          portugal 48%
          alemanha 47%
          inglaterra 45%
          suissa 40%
          eua 37%
          (brasil 27%)
          todos vcs tem opinioes baseadas no NADA dos boatos da midia fascio-liberista.
          https://tradingeconomics.com/country-list/personal-income-tax-rate

          • ok Lucio, le tasse non sono alte come in altre parti del mondo. Ma i servizi sono buoni? La scuola pubblica è buona? La sanità funziona?
            La “sensazione” di ingiustizia in relazione alle tasse è dovuta a come i soldi vengono usati. Io non credo che tu abbia torto, anzi le tue tesi sono interessanti. Io non la penso esattamente come te ma non sono a favore del governo. Probabilmente la differenza nel nostro modo di pensare in relazione al Brasile è l’ammirazione verso il PT. Io non lo ammiro né lo disprezzo. Credo che poteva fare di più (soprattutto riguardo alla scuola pubblica di base). Come te penso però che l’attuale governo è il peggiore possibile.

          • matteo:
            1) non confondiamo le acque. quando io parlo, parlo in modo preciso. se si parla di “aliquota massima IR” e si dicono falsitá, si dicono falsitá punto e basta.
            la questione servizi pubblici é un´altra.

            2) chi ti ha detto che ammiro il PT? non me ne frega niente del PT, semplicemente i NUMERI, che concordano con quanto ho visto in 30 anni in brasile, dicono che l´era pt é stata la migliore. se le stesse cose invece che il pt le avesse fatte orban o salvini giudicherei positivamente allo stesso modo.

            3) il PT (NUMERI controllabili perdendoci qualche ora) raddoppió la % del pil dedicato all´educazione, soprattutto dedicandoci i proventi del petrolio invece che facendoli godere ai ricchi azionisti. doveva fare di piú? l´avrebbero fatto cadere prima perché lo scopo é mantenere la popolazione senza educazione e favorire le scuole private e i ricchi. stessa situazione nella salute pubblica (migliorata mostruosamente in 20 anni).
            forse il problema é che voi avete un´orizzonte temporale limitato, io il brasile lo conosco da 30 anni.

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