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Riflessioni in un pomeriggio caldissimo

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Fuori ci sono oltre 40° ed un vento di scirocco che ti secca come un vecchio papiro egiziano . Non rimane altro da fare nell’attesa di partire sabato per il mare che dedicarsi a qualche lettura , in casa ,al fresco del condizionatore .

Mentre navigo su un sito ricordo che non ho più verificato se la SELIC è poi realmente restata al palo del 6.5% dopo l’ultima riunione del COPOM di Giugno . Qualche click ed ho la conferma .La SELIC è restata inchiodata  così come previsto dagli analisti. A questo punto mi passa davanti il grafico storico della SELIC , dal 2000 ad oggi : quasi 20 anni di storia del paese giallo verde in un indice  .

Non posso fare a meno di ritornare con la mente ai primi anni 2000 quando teorizzavo e mettevo in pratica il concetto di vivere di rendita finanziaria in Brasile .

Ho ritrovato , nei miei archivi una analisi statistica fatta durante tre anni ,dall’Agosto 2006 all’Agosto 2009 nel quale calcolo media mensile  e varianza del rendimento di 5 fondi Santander da me posseduti all’epoca . Due puramente azionari :Vale e Petro , due azionari misti ( Fondo Etico ,  Ativo ) ed uno DI ( Priority) . Ebbene i vincitori in termini di rendimento mensile medio furono Vale (1.61%/mese ) e Petro ( 1.41% mese ) entrambi però con una volatilità ( varianza ) superiore al 10% seguiti da Etico e Ativo con una media di circa 1% e varianza di poco più del 7% . Ultimo ma anche in termini di volatilità il fondo Priority con 0.86% di media e   0.11%  di varianza  ovvero 100 volte più stabili dei due primi fondi azionari .

In pratica , ad avere il cuore forte , investire in azionario puro  rendeva il doppio di un fondo a basso rischio come il Priority agganciato all’indice DI e quindi alla SELIC . Benchè questo possa apparire appagante per alcuni  , per me  che ho vissuto in prima persona gli alti e bassi della Vale e della Petrobras nel  periodo in esame non lo è . Infatti da allora ho deciso di stare alla larga dai fondi azionari .

Ho anche ritrovato nello stesso archivio un elenco di prezzi di prodotti di prima necessità , 93 per la precisione , presso 5 esercizi commerciali a Bahia . Considerando il cambio dell’epoca (3.5 contro il 4.5 ) non mi sembra che i prezzi siano cambiati in modo così eclatante  , andiamo dal 100 al 150%  nell’arco di quasi 15 anni .

Ritornando al diagramma storico della SELIC non posso fare a meno di osservare che l’andamento , seppure fondamentalmente decrescente , presenta una costante : prima di ogni ulteriore diminuzione della SELIC c’è una impennata .

L’impennata dura  da pochi a parecchi mesi ed il valore massimo raggiunto è sempre significativo rispetto al valore di partenza . In pratica si può azzardare l’ipotesi  che dopo il periodo di SELIC al 6.5%  , la prevista caduta a livelli inferiori dovrebbe realizzarsi dopo un balzo temporaneo a valori più elevati . Lo so che sembra improbabile nello scenario attuale ed onestamente non vedo cosa potrebbe accadere affinchè la ” profezia ” si realizzi MA negli ultimi 15 anni è sempre andata così .

Ma se non dovesse succedere allora anche questo sarebbe un segnale , forse ancora più forte , che l’economia brasiliana e forse mondiale è cambiata .

3 Commenti

  1. a proposito… sono a roma da un mese, pur stando da mia madre e non pagando bollette/escola/planos de saude, sto spendendo un BOTTO… della serie “il brasile é caro”, ahahah!

  2. “non mi sembra che i prezzi siano cambiati in modo così eclatante , andiamo dal 100 al 150% nell’arco di quasi 15 anni”

    mi fa piacere che finalmente qualcun´altro lo riconosca.
    grosso modo é quanto dichiarato ufficialmente dall´IPCA, il governo brasiliano non ha MAI mentito sull´inflazione, lo ripeto da anni.
    15 anni fa l´indice accumulato era a 600, a maggio 2019 a 1343, aumento del 124%, quadra coi conti di antonio (e coi miei):
    https://www.portalbrasil.net/ipca.htm

  3. IO RICORDO CON NITIDEZZA ASSOLUTA IL BRASILE DELLE MILLE GIRAVOLTE. HO COME METRO DI PARAGONE LA REALTA’ DI FORTALEZA, CHE SECONDO ME E’ ANCHE QUELLA MIGLIORE PERCHE’ LA CAPITALE DEL CEARA’ E’ STATA SICURAMENTE LA CITTA’ BRASILIANA CHE PIU’ DI TUTTE HA CALAMITATO ITALIANI. TUTTO E’ CAMBIATO A PARTIRE DAL 2004, DICIAMO CHE PRIMA DELL’AFFIDAMENTO DEL MANDATO DI GOVERNO A LULA LA CREDIBILITA’ INTERNAZIONALE DEL BRASILE ERA AI MINIMI TERMINI. I MERCATI VISSERO CON TIMORE ANCHE L’ INSEDIAMENTO DEL PRESIDENTE TARGATO PT ( NON SONO PETISTA COSI’ COME NON VOTEREI BOLSONARO),MA NEL GIRO DI UN ANNO CAMBIARONO LE CARTE IN TAVOLA. ESISTEVA UN BRASILE CON SELIC A DOPPIA CIFRA, INFLAZIONE DA CAPOGIRO,PERENNEMENTE IN ODORE DI DEFAULT,CON IL CAPPIO DEL FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE AL COLLO E DA CUI TUTTI SI TENEVANO ALLA LARGA. A FORTALEZA I PIONIERI ITALIANI CHE SI SONO TRASFERITI NEGLI ANNI 90 NOM ANDAVANO OLTRE LE DUEMILA UNITA’ E SE NEL 98 IL VOLO CHARTER DELLA LAUDA PORTO’ NELLA CAPITALE CEARENSE NON PIU’ DI 10.000 ITALANI, NEL 2005 SI ARRIVERA’ A BEN 40.000 PRESENZE DI MASCHI ITALICI. ANCORA NEL 2002 IL COSTO DI VITA ERA LA META’ DI QUELLO ITALIANO, SI ACQUISTAVANO APPARTAMENTI NEI FLAT A 25.000 EURO E GLI INTERESSI BANCARI ELEVATI PERMETTEVANO LA PACCHIA AI PIU’. DOPO UN ANNO DI LULA, QUINDI INIZIO 2004, LA MUSICA ERA GIA’ CAMBIATA. PER ME GLI ANNI D’ ORO, QUELLI IN CUI VALEVA LA PENA SCOMMETTERE SUL BRASILE, SONO FINITI A PARTIRE DAL 2005, QUANDO SI E’ FUSA LA VALORIZZAZIONE DEL REAL CON UN AUMENTO NOTEVOLE DEL COSTO DI VITA( FINO AD ARRIVARE ALLA FINE DEL SECONDO MANDATO LULA CON UN REAL CHE VALEVA IL DOPPIO DI ADESSO). DOPO E’ STATO UN CRESCENDO DI COSTI ALLUCINANTE, ACCOMPAGNATO DA UN PEGGIORAMENTO DEL CAMBIO CHE HA RESO SEMPRE PIU’ COSTOSO IL BRASILE SIA PER LE VACANZE CHE PER UN’ IPOTESI DI TRASFERIMENTO. CREDO CHE LA POLITICA MONETARIA BRASILIANA SIA CAMBIATA, REALISTICAMENTE HANNO INIZIATO A INTRAVEDERE IL FONDO DEL BARILE E HANNO CAPITO CHE UN ELEVATO TASSO DI INTERESSE SUL DEBITO PUBBLICO SAREBBE STATA LA GHIGLIOTTINA FINALE PER UN PAESE CON SERI PROBLEMI DI DEFICIT FISCALE, ECONOMIA STAGNANTE E PROSPETTIVE SUDAMERICANE IN CASO DI MANCATE RIFORME . HANNO TIRATO LA CORDA DELLA SELIC, VENDONO DEBITO A BASSO COSTO SOLTANTO AI RESIDENTI E SI SONO CHIUSI COME SISTEMA PAESE. CE LA FARA’ IL BRASILE, IN UNA ECONOMIA GLOBALIZZATA E SPECULATIVA, A RIMANERE IN PIEDI SENZA ATTRARRE CAPITALI E IMPONENDO TASSE DI IMPORTAZIONE CON UN’ ALIQUOTA UNICA AL MONDO. COMUNQUE VADA A FINIRE RIDEREMO, IL BELLO ED IL BRUTTO DEL BRASILE E’ CHE CI RIPORTA SEMPRE ALL’ ETA’ ADOLESCENZIALE E SMETTIAMO DI ESSERE SERI. A GENTE GOSTA MESMO ASSIM !

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