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Cambio Euro Real: il ministro dell’economia Paulo Guedes non è preoccupato

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“Il dollaro è alto. Qual è il problema? Nessuno! È bene abituarsi a ridurre i tassi di interesse e vedere tassi di cambio alti per ancora molto tempo” ha detto il ministro dell’Economia Paulo Guedes  dopo aver partecipato al forum degli alti dirigenti degli Stati Uniti-Brasile a Washington.

“Quando si ha un bilancio più forte e un tasso di interesse più basso anche il tasso di cambio tende ad aumentare”, ha dichiarato Guedes in una conferenza stampa presso l’ambasciata brasiliana a Washington. Il ministro ha sottolineato che il Brasile ha una valuta forte e che le fluttuazioni dei tassi di cambio non destano preoccupazione: “Abbiamo un tasso di cambio fluttuante, quindi fluttua. A volte aumenta ad esempio quando l’interesse diminuisce, è normale che tenda a salire”

“In questo momento di grande espansione vedo il bicchiere mezzo pieno” ha commentato Powell che ha praticamente escluso ulteriori tagli dei tassi di interesse nel prossimo futuro.

17 Commenti

  1. ricordo la previsione del mitico bradesco per fine anno: 3.80, ahahah!
    il cambio va a puttane a causa del deficit di conto corrente:

    https://tradingeconomics.com/brazil/current-account

    in genere questo causa scoppio dell´inflazione, finora non é avvenuto “grazie” al permanere della crisi e misure di schiacciamento dei salari e dei consumi.
    il conto corrente (bilancia dei pagamenti) ha varie componenti. il peggioramento del saldo é dovuto al crollo del surplus commerciale, che comunque si mantiene positivo, mentre le altre componenti sono negative, soprattutto gli utili e interessi che il brasile paga a imprese e investitori stranieri:

    https://www.bcb.gov.br/content/estatisticas/img_estatisticassetorexterno/ni1-t02p.gif

    inoltre i capitali esteri sono in fuga dall´agosto 2018:

    https://www.bcb.gov.br/content/estatisticas/img_estatisticassetorexterno/ni1-t04p.gif

  2. Sono d’ accordo con Lucio . Aggiungo che la riduzione della tassa di juro , scelleratamente perseguita al fine di calmierare l’inflazione , ha prodotto al momento risultati nefasti . Quello che sembrava la soluzione a tavolino in una economia splendidamente rappresentata in un’equazione matematica si è rivelata nei fatti un boomerang . La riduzione della tassa di juro dovrebbe provocare il disinvestimento dei capitali speculativi ( stranieri e domestici ) e lo spostamento verso attività produttive anche se più rischiose . Difatti la mancanza di reali opportunità nel mercato brasiliano ha spinto gli investitori stranieri si a disinvestire ma solo per riportare i capitali all’estero . Per quanto riguarda i capitali domestici , quelli che come il sottoscritto hanno tentato approcci alternativi sono castigati quotidianamente . Devo aggiungere che in realtà tutto è cambiato in peggio a partire dai primi di Novembre . Sarà una coincidenza ma è proprio il periodo in cui Lula è stato scarcerato e la gara Petrobras è andata male . Faccio questa osservazione perchè tutti gli altri elementi di instabilità del mercato citati : riduzione del tasso di juro , crisi USA-Cina , instabilità politica in molti paesi sudamericani , ecc erano già noti e precificati . Pertanto deve essere stato qualche nuovo ingrediente che è entrato nella ricetta !

    • Antonio ciao. A mio avviso il nuovo ingrediente entrato nella ricetta è la caduta verticale e repentina della credibilità del Brasile dopo 2 fatti che hanno allarmato investitori esteri: 1° la rapidità quasi frenetica della liberazione di Lula. All’estero poco è stato spiegato in modo giusto e, sopratutto, con tempi adeguati alla digestione dell’evento; 2° l’abbandono del PSL da parte di Bolsonaro & Family. Anche qui senza motivo se non che alcuni del PSL erano critici sul comportamento e affermazioni dei figli del Presidente. Questo fatto è passato in sordina anche in Brasile ma è uscito dai confini del Paese come un tornado. Infine chiudo nell’affermare la mia convinzione che la chiusura dei rubinetti Brasiliani alle speculazioni pre-post fixado garantito a 2 cifre per alcuni anni è stata una decisione sana per il futuro di questo Paese. Tu sai cosa faccio io per arrotondare……….Buon tutto caro Antonio.

  3. Lucio, dal 2012 il saldo dei capitali stranieri investiti in Brasile è in negativo come è in negativo la presenza delle imprese straniere in Brasile. A me risulta che anche la presenza di persone forestiere in Brasile sia in negativo. Insomma da 6-7 anni tutto in negativo………ma nulla muta. Si vede che va bene così grazie ai “rubroneri” campioni della America del Sud. Avanti con churraschino e geladina!

  4. Che non sia più terra fertile per i “rentisti” che vivono di interessi altissimi che i brasiliani gli pagano è ottimo…vadano a fare in **** !!

    • Caro Artemio , chi ha i capitali non puoi mandarlo a fare in culo , è lui che ti manda a fare in culo ed investe altrove . Purtroppo è e sarà sempre così . Inoltre i brasiliani ricchi , che già sanno quanto puzza il pesce , hanno già da anni trasferito i loro capitali a Miami .

      • I pochi brasiliani che ne sono consapevoli si sono rotti di alzarsi alle 5 del mattino per pagare gli interessi più alti al Mondo a chi ha i soldi, non fà un cazzo, non produce nulla, non da lavoro a nessuno e magari si traveste anche da difensore dei poveri, speculatori stranieri principalmente.

        E’ un cambiamento radicale che pagherà (ai brasiliani che lavorano) a lungo termine, non certo in qualche mese o anno, forse.

  5. Ho notato che arrivati a fine settimana i fondi stranamente recuperano parte delle perdite della settimana . Questo , per me , significa che stanno speculando sulla caduta a breve oppure è un oscuro meccanismo nella gestione del fondo . Cosa ne pensano gli esperti ?

    • premetto che non sono un esperto di nulla tantomeno di fondi e di economia in generale. Antonio un paradigma: ti ricordi il gioco delle 3 carte o della pallina sotto una delle 3 campanine? C’era il manovratore + i suoi compari che si fingevano giocatori e beccavano sempre un merlo ad ogni giro. Ergo: chi maneggia festeggia, sempre.

  6. Chi ci rimette sono le imprese che importano, pagano minimo 60% del valore compreso del costo di spedizione e si paga anche il Correio nonostante si sia pagato all’ origine.
    Se si dichiarano valori più bassi si pagano multe salatissime.
    Se il dollaro è alto la Receita Federal fa festa…

    • Il problema non è tanto il dollaro ma continuano ad essere le tasse di importazione assurde su prodotti che il Brasile non si sogna nemmeno lontanamente di poter produrre e servono unicamente a creare miseria su miseria e mantenere uno stato enorme (una merda immonda di proporzioni monumentali) e completamente fallito, .

      Chi importa per vendere dovrà accollarsi parte dell’ aumento del dollaro per non alzare troppo i prezzi o fare entrare i prodotti (per lo più cinesi) dal Paraguay (come già avviene abbondantemente) per raggirare la dogana. Se i dazi su ciò che il Brasile non produce (tutto) fossero minori non ce ne sarebbe bisogno, raccoglierebbero più soldi e i prezzi finali sarebbero più accessibili…ma queste non sono cose per paesi di quarto mondo.

      • I dazi ci sono per proteggere una industria nazionale che produce porcherie a un costo superiore di quello importato, la qualita brasiliana petde pure in comfronto al cinese, quando il dollaro era (assurdamente) basso l imprenditorino gialloverde ne approfittava per andare a Orlando mica per rinnovare e rendere piu competitiva la propria azienda! La raffineria vicino a recife é costa milioni ma ancora non esiste..quella che doveva essere fatra col la pdvsa …del paese amico

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