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Amore, barulho e natureza da São Paulo

Per cominciare, per presentarsi

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Amore, barulho[1] e natureza[2]… così è cominciato il mio rapporto con il Brasile: un percorso a singhiozzo dettato dai 90 giorni di visto turistico, ma ora con calma ve lo spiego così comincerete a conoscermi.
Amore

La prima volta che ho messo piede a São Paulo quasi non credevo a quello che stavo facendo. A novembre, in Italia, avevo conosciuto una persona fantastica con cui avevo trascorso delle ore meravigliose fuori da un piccolo locale che offre ottima musica live a Padova, per chi volesse visitarlo e magari mangiarci un ottimo pranzo il posto si chiama “Al Buscaglione”. Poco dopo l’incontro Padovano ho passato altri 5 giorni con lui, questa volta a Barcellona. Questa città l’avevo già visitata ma quei giorni me l’hanno fatta vedere da un altro punto di vista, quello de El Carmel, dall’ alto dei giardini di Gaudì. E si sa che se prendi un aereo  per passare 5 giorni con un perfetto sconosciuto forse sei abbastanza pazza da accettare un invito nella sua terra natia, il Brasile. Così il 29 Dicembre mi sono ritrovata a prendere un volo per São Paulo e da quel momento l’amore non ha potuto far altro che aumentare.

Barulho

Per chi non conoscesse il portoghese brasiliano barulho significa letteralmente rumore. Beh sappiate che il barulho a cui faccio riferimento ha diversi significati per me: comincerei con il primo e cioè quando ho imboccato la Dutra uscendo dall’aeroporto di Guarulhos a São Paulo: ragazzi che traffico! Nemmeno il raccordo anulare nelle ore di punta è tanto rumoroso, figuriamoci poi se stai viaggiando su di una macchina a cui sfortunatamente si è rotto il cambio in corsa e puoi andare avanti solo con la seconda inserita… – il mondo ti suona il clacson – e a São Paulo il mondo lo incontri per davvero. Ma l’accezione di questo termine che, in quanto italiana e mezza “terrona” (si scherza su!), mi ha messa più a mio agio è o barulho do pessoal brasileiro! Come nell’ Italia meridionale – ma non solo eh – anche qui le persone gridano e ridono sguaiatamente. I mercati sono buffissimi, le strade sono sempre gremite di bambini che giocano a calcio o fanno volare aquiloni, i giocatori di truco sembrano quasi arrabbiarsi, ma non lo fanno na verdade[3], dai forró escono risate e canti struggenti e se verrete mai invitati ad una “churrascata”[4] in famiglia non vi potrete che trovare a vostro agio con una birra gelata, un bel pedaço[5] de carne ed un piatto di arroz[6] e feijões[7]. Per completare infine la spiegazione di questa meravigliosa parola, non poteva mancare la parte legata all’uomo che amo: la musica. Il mondo di cui fa parte – ed in cui sono stata introdotta – fa davvero un gran bel barulho, o almeno il più delle volte è bello, dipende come per tutto dai punti di vista! Ne parlerò molto in questa rubrica di questo mondo, della musica underground e di tutto ciò che gira intorno ad essa. Ma tutto questo ve lo svelerò, per dirlo con le parole di Martinho da Vila, “devagar, devagarinho”

Natureza

Uscita dalla rumorosa Dutra sono finita in un tranquillo quartiere della zona Nord della città. Un panino veloce con la mortadela (ebbene sì… la mortadella qui piace assai!), il mio primo pão de queijo (che mi ha rapito l’anima) e una paçoquinha (D E L I Z I O S O!) e via verso un posto in cui forse ho visto per la prima volta la vera faccia di questo immenso paese che non è fatto solo di cemento e foreste abbattute: Ubatuba. Uba-chuva, come alcune persone la definiscono, è una città sul litorale nord dello stato di São Paulo al confine con lo stato di Rio de Janeiro. Per arrivarci ci sono due modi ma quello per cui si scende attraverso la Serra do Mar credo sia il più suggestivo. Dopo un infinità di campi di milho[8] e di bananeiras[9]  comincia una ripida discesa piena di tornanti nel bel mezzo della Mata Atlântica. Abbassando i finestrini si percepisce l’umidità tipica delle foreste equatoriali e profumi a cui noi europei non siamo abituati. Il profumo della natura mi rimane sempre dentro ed ogni posto ha il suo. Casa mia – ad esempio – sa di autunno, di funghi e larici, di resina fresca e pascoli verdi. Un’ altro posto che è stato casa mia per un po’ di tempo, il profondo sud della Tasmania, ha invece un intenso odore di eucalipto, albero di cui le sue foreste sono zeppe e sa di ghiaccio, di oceano freddo, di animali selvatici e bacche. Ma il profumo del Brasile – più nello specifico il posto in cui ho passato la mia prima settimana in sud America – sa di salsedine, di frutta, di legno bagnato e caldo… Ubatuba ha più di 100 spiagge lungo tutta la costa abbracciata dalla foresta, in questo mio primo viaggio ne ho visitate alcune ed altre nei viaggi seguenti, ma non voglio scoprire tutte le carte in questo primo articolo, avremo tempo di parlare della Natureza che più mi ha fatto innamorare di questo Paese.

Eccoci quindi alla fine della mia presentazione, se avrete voglia di seguire la mia rubrica leggerete di diverse cose che hanno a che vedere con São Paulo ma non solo: arte, musica, teatro, benessere, natura e molto altro. Vi farò entrare nel mio mondo fatto di persone strane e movimenti poco conosciuti, di volontariato e azioni per l’ambiente, di luoghi magici da togliere il fiato, nella speranza di incuriosirvi e farvi magari vivere una faccia di questo paese un po’ meno conosciuta.

[1] Barulho, ba.ru.lho [bar′uλu] sm, rumore, strepito, fracasso.

[2] Natureza, na.tu.re.za [natur′ezә] sf, natura.

[3] Verdade, ver.da.de [verd′adi] sf, verità, vero.

[4] Churrasco, chur.ras.co [ʃur̄′asku] sm, carne allo spiedo (churrascada significa letteralmente grigliata).

[5] Pedaço, pe.da.ço [ped′asu] sm, 1 pezzo; 2 parte, porzione; 3 boccone, morso; 4 brano; 5 fetta; 6 frammento

[6] Arroz, ar.roz [ar̄′os] sm, riso.

[7] Feijão, fei.jão [fejʒ′ãw] sm, fagiolo; feijões, pm, fagioli.

[8] Milho, mi.lho [m′iλu] sm, granturco, grano turco, mais.

[9] Bananeira, ba.na.nei.ra [banan′ejrә] sf banano (albero); pf bananeiras, banani (alberi)

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