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Brasília

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Brasília fu concepita come risposta utopistica, ma realizza­bile, al moderno caos urbano. Questa metropoli pianificata è elogiata da molti per il design architettonico futuristico e d’avanguardia, ma non manca di detrattori che lamentano la scarsa funzionalità dei suoi isolati ‘tematici’ e iperorganiz­zati. Sede del governo brasiliano e regno incontrastato dei burocrati, questa prospera città è anche la prima tra quelle costruite nel XX secolo a essere stata dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Culturale dell’Umanità.

Quando andare

Settimana santa Nella Semana Santa, figure incappucciate invadono le vie di Cidade de Goiás.

Pentecoste Sto­rica ricostruzione a Pirenópolis della Festa do Divino Espírito (Pente­coste).

Apr-ott Il mera­viglioso cerrado (savana) è in piena fioritura.

Storia

Il Goiás divenne ufficialmente uno stato nel 1889. La sua storia procedette senza particolari sussulti fino alla metà degli anni ’50, quando una parte del suo territorio fu utilizzata per la costruzione di Brasília. L’idea del trasferimento della capitale da Rio de Janeiro nell’entroterra risaliva già al 1823 e allo statista brasiliano José Bonifácio, il quale riteneva che tale spostamento avrebbe con­sentito di sfruttare appieno le vaste risorse di cui disponevano le regioni dell’interno. Il progetto non trovò molti sostenitori fino a quando don Giovanni Bosco, il sacerdote torinese fondatore dell’ordine salesiano, profetizzò la comparsa di una nuova civiltà che avrebbe dovuto sorgere in Brasile, in un’area compresa tra il 15° e il 20° parallelo. Improvvisamente l’idea apparve valida e la costituzione del 1891 stabilì l’assegnamento del territorio necessario alla realizzazione della nuova capitale.

Fu soltanto nel 1955, però, che Brasília iniziò a diventare realtà. Il presidente Ku­bitschek ordinò che iniziassero il lavori e l’architetto Oscar Niemeyer si fece carico dell’impresa. Milioni di poveri contadini del Nordeste lavorarono ventiquattr’ore al giorno, tanto che la città fu costruita in appena tre anni. La capitale fu ufficialmente trasferita da Rio de Janeiro a Brasília il 21 aprile 1960.

La nuova capitale divenne il simbolo della determinazione del Brasile a diventare una grande potenza economica, il che contribuì a distogliere l’attenzione dai persistenti problemi sociali e finanziari del paese. La costruzione e l’insediamento di Brasília comportò anche per lo stato del Goiás un periodo di grande prosperità, questa volta dovuta alla ‘corsa all’oro verde’, ossia a un vero boom della soia e della canna da zuc­chero che da un giorno all’altro rese milionari molti agricoltori. Oggi il Goiás rimane uno degli stati più prosperi e dal tenore di vita più alto del Brasile.

Data la vastità dei suoi confini, nel 1989 il Goiás fu nuovamente costretto a cedere una parte del suo territorio: infatti la metà settentrionale dello stato andò a formare lo stato del Tocantins.

BRASÍLIA

POP. 2,6 MILIONI

Inaugurata oltre mezzo secolo fa, l’allora futuristica capitale del Brasile rimane ancora oggi un grandioso monumento allo spirito d’iniziativa nazionale. Brasília sostituì Rio de Janeiro come sede del governo brasilia­no ne1 1960, sotto la guida di personalità lungimiranti come il presidente Juscelino Kubitschek, l’architetto Oscar Niemeyer, l’ur­banista Lucio Costa e l’architetto paesaggista Burle Marx. Visto dall’alto, il perimetro avveniristico di Brasília evoca l’immagine di un aeroplano con tutte le sue meraviglie architettoniche strategicamente allineate lungo l’Eixo Monu­mental (la fusoliera dell’aereo) e i quartieri residenziali e commerciali che si aprono ai lati come ali (asas) spiegate.

Le lunghe distanze e le caotiche arterie a sei corsie collegate da un intrico di raccordi stradali in cui destreggiarsi è un vero incubo, non fanno di Brasília una città a misura di pedoni. Benché l’idea di noleggiare un’auto­mobile possa sembrare pura follia, al volante la struttura urbana della capitale appare più chiara. Dietro la facciata avveniristica gli spiriti avventurosi scopriranno una città piena di vita, meta di viaggio non soltanto per gli appassionati d’architettura e design, ma anche per chi ama la buona cucina, per i nottambuli e per chi è alla ricerca di un’espe­rienza unica nel suo genere.

Che cosa vedere

I monumenti principali di Brasília sorgono lungo un tratto di 5 km dell’Eixo Monumen­tal, con gli edifici governativi più interessanti al fondo. In questa guida i luoghi d’interesse turistico sono elencati in base all’ordine lungo l’Eixo Monumental. Per visitarli con i mezzi pubblici dovrete prendere gli autobus n. 104 e 108 e percorrere lunghi tratti a piedi.

‘Coda’ dell’Eixo Monumental

Sebbene le carte di Brasília rappresentino l’immagine dell’aeroplano con la cabina di pilotaggio al fondo e la coda in cima, in realtà la coda dell’Eixo Monumental si trova nell’area nord-occidentale della città. Per arrivarci, dalla stazione degli autobus urbani prendete i n. 312, 331 o 343 dalle banchine da C8 a C10

Memorial JK 

(www.memorialjk.com.br) La tomba del presidente Juscelino Kubitschek (JK) si trova sotto una suggestiva vetrata istoriata, opera dell’artista francese Marianne Peretti, all’interno del Me­morial JK. Il museo custodisce la biblioteca personale di 3000 libri del presidente, oltre a una serie di immagini che illustrano la storia di Brasília. Da non perdere la Ford Galaxie del 1973 appartenuta a JK!

Museu dos Povos Indígenas 

Di fronte al Memorial JK, in un edificio progettato da Niemeyer e ispirato alla forma circolare delle capanne dei nativi yanomami, si trova il Museu dos Povos Indí­genas, una piccola ma pittoresca collezione di manufatti indigeni raccolti dagli antropologi Darcy e Berta Ribeiro ed Eduardo Galvão.

Torre de Televisão 

La terrazza panoramica della torre del­la televisione offre una bella vista su Brasília. Purtroppo i suoi 75 m di altezza non sono sufficienti a fasi un’idea della configurazione a forma di aeroplano della città. Al piano ammezzato c’è un bel caffè gestito da una cooperativa agricola.

Santuário Dom Bosco 

(www.santuariodombosco.org.br)  Lo scheletro di questo suggestivo santuario è costituito da 80 colonne di cemento che si chiudono in archi ogivali, attraverso i quali risaltano le vetrate istoriate azzurre e blu in vetro di Murano (costituite da 7400 pezzi), simbolo di un cielo stellato, che circondano interamente l’edificio. La luce che colpisce le vetrate dall’esterno inonda i banchi di un blu intenso. Il lampadario centrale pesa 2,5 tonnellate e contribuisce all’illuminazione (nonché all’astronomica bolletta dell’elettri­cità), con la potenza di ben 435 lampadine. L’autobus n. 0.107 passa ogni otto minuti.

continua…

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