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Goiás

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Lo stato del Goiás, un territorio vasto e selvaggio caratterizzato da verdi colline e profonde vallate, è dominato dal pittoresco cerrado, un’ecoregione tipica del Brasile centrale. L’agricoltura, l’attività più diffusa, ha dato vita a industrie che producono soia, biodiesel ed etanolo a cui lo stato deve la sua prosperità (il suo tenore di vita è tra i più alti del paese), purtroppo, però, a spese del paesaggio. Fortunatamente le straordinarie bellezze naturali rimaste intatte sono tutelate da una serie di magnifici parchi nazionali, mentre le suggestive cittadine coloniali (www.cidadeshistoricasgoias.com.br) sono i luoghi ideali in cui assaggiare l’apprezzata cucina regionale.

Quando andare

Settimana santa Nella Semana Santa, figure incappucciate invadono le vie di Cidade de Goiás.

Pentecoste Sto­rica ricostruzione a Pirenópolis della Festa do Divino Espírito (Pente­coste).

Apr-ott Il mera­viglioso cerrado (savana) è in piena fioritura.

Storia

In seguito alla scoperta dell’oro nel Minas Gerais, i bandeirantes (gruppi di pericolosi avventurieri che si aggiravano nell’interno del paese) si spinsero sempre più nell’entro­terra alla ricerca di metalli preziosi e, come sempre, di nativi da vendere come schiavi. Nel 1682 arrivò nella regione dell’attuale Goiás una bandeira guidata da Bartolomeu Bueno da Silva, che gli indigeni goyaz sopran­nominarono anhanguera (vecchio diavolo) perché, dopo aver dato fuoco a della cachaça (bevanda alcolica ricavata dalla canna da zucchero) che i goyaz credevano fosse acqua, minacciò di incendiare tutti i fiumi locali se non gli fosse stato rivelato il luogo in cui si trovavano le loro miniere d’oro. Tre anni più tardi il vecchio diavolo ritornò nella natia São Paulo con oro e schiavi indigeni del Goiás. A causa delle difficoltà dovute all’isolamento della regione, però, la corsa all’oro di Da Silva terminò ancora prima di essere davvero iniziata.

Il Goiás divenne ufficialmente uno stato nel 1889. La sua storia procedette senza particolari sussulti fino alla metà degli anni ’50, quando una parte del suo territorio fu utilizzata per la costruzione di Brasília.

Data la vastità dei suoi confini, nel 1989 il Goiás fu nuovamente costretto a cedere una parte del suo territorio: infatti la metà settentrionale dello stato andò a formare lo stato del Tocantins.

Goiânia

POP. 1,3 MILIONI

La capitale del Goiás, Goiânia, è l’altra città dello stato a essere stata pianificata a tavolino, quasi trent’anni prima di Brasília. Progettata dall’urbanista Armando de Godói e fondata nel 1933, è un piacevole insieme di parchi, viali alberati e grattacieli disposti in gran parte lungo vie circolari e concentriche. Oltre al verde, la città non offre particolari attrattive, tranne il fatto di essere un impor­tante nodo dei trasporti; se avete l’intenzione di visitare lo stato vi ritroverete senz’altro a passare di qui più di una volta.

Pernottamento

Vicino all’immensa stazione degli autobus ci sono un mucchio di alberghi per tutti i gusti e per tutte le tasche. Gli hotel di livello medio e alto diminuiscono i prezzi anche del 50% nei periodi di scarso afflusso turistico.

Informazioni

Se siete qui solo di passaggio, in questo enorme complesso alla stazione degli autobus troverete praticamente tutto ciò che vi occorre, dai generi alimentari al bancomat e alla posta. Se intendete proseguire per i parchi nazionali o le città coloniali conviene rifornirsi di denaro qui.

Cidade de Goiás

POP. 24.700

A cavallo del Rio Vermelho e incorniciata dalle aspre alture della Serra Dourada, Ci­dade de Goiás appare come una sonnolenta cittadina con strade acciottolate illuminate da lampioni e fiancheggiate da case coloniali imbiancate a calce. Questa ex capitale dello stato, un tempo chiamata Vila Boa, poi per un breve periodo Goiás Velho e talvolta oggi solo Goiás, nel 2002 fu dichiarata dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità. Durante la Sema­na Santa le sue splendide chiese barocche risplendono di luci e la popolazione cresce a dismisura. Il 25 luglio di ogni anno, per cele­brare l’anniversario della sua fondazione, nel 1727, il governatore dello stato visita Cidade de Goiás che per tre giorni ritorna a essere la capitale dello stato.

Che cosa vedere

Passeggiando per la città si nota immedia­tamente la magnifica architettura coloniale del XVIII secolo, gran parte della quale è costituita da strette viuzze e case basse dove si vende la specialità della regione, la frutas cristalizadas (frutta candita di ogni sorta); fate rifornimento e partite alla scoperta delle sette chiese della città.

Museu das Bandeiras

L’affascinante Museu das Bandeiras, rica­vato da una vecchia prigione (1766-1950), è pieno di interessanti pezzi d’antiquariato e mobili d’epoca – le pareti delle celle spesse 1,5 m, originariamente costruite con il poco resistente legno di taipa de pilão e rinforza­te con il molto più solido legno di aroeira (albero del pepe), sono già di per sé pezzi da museo. All’esterno, nella piazza, la fontana di Chafariz de Cauda (1778) è perfettamente conservata, ma è senz’acqua.

Museu de Arte Sacra

Questo museo appena restaurato e situato nella vecchia Igreja da Boa Morte, conserva una pregevole collezione di opere ottocentesche di Viega Vale, celebre scultore di Goiânia.

Casa de Cora Carolina

In questa casa nacque e abitò la famosa poetessa locale Cora Carolina.

Palácio Conde dos Arcos

Il Palácio Conde dos Arcos, oggi restaurato, era la residenza del governatore coloniale.

Igreja São Francisco de Paula

La più imponente delle sette chiese della città è anche la più antica, essendo stata costruita nel 1761. All’interno c’è un modesto museo d’arte sacra.

continua…

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