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Goiás

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FESTA DO DIVINO ESPÍRITO SANTO

La città di Pirenópolis è celebre per la sua storica celebrazione della Festa do Divino Espírito Santo (Pentecoste), una tradizione risalente al 1819, più nota a livello popolare come As Cavalhadas.

La festa inizia 50 giorni dopo Pasqua e dura tre giorni, durante i quali la città as­sume l’aspetto di un borgo medievale che celebra la vittoria di Carlo Magno sui mori. Viene inscenata una serie di tornei, danze e feste in costumi d’epoca e una battaglia tra mori e cristiani ambientata nell’antica e lontana Iberia. I combattenti montano destrieri riccamente bardati e indossano armature, abiti variopinti e maschere simili a teste di toro. I mori sono sconfitti sul campo e si convertono al cristianesimo, ‘dimo­strando’ in tal modo che l’eresia non paga.

La festa è vissuta con molta allegria e il folklore prevale decisamente sulla religiosi­tà. Se vi doveste trovare da queste parti, fate in modo di non perdere questo spettaco­lo curioso e straordinario, uno dei più suggestivi che si possano vedere in Brasile.

Parque Nacional da Chapada dos Veadeiros

Questo spettacolare parco nazionale, si­tuato nella zona più elevata della regione centro-occidentale, occupa una superficie di 650 kmq (ma sono in corso lavori di ampliamento dell’area protetta, che quasi raddoppierà). Al suo interno si possono am­mirare il paesaggio incontaminato e la flora tipici del cerrado di alta quota.

Le alte cascate, i canyon vertiginosi at­traversati da torrenti impetuosi, le piscine naturali e le macchie di palme Butia capitata disseminate qua e là come oasi richiamano molti appassionati di ecoturismo. In realtà l’intera zona, con i suoi cieli immensi, la flora esotica e le spettacolari alture che s’innalzano come onde in un mare di verdi pianure, è veramente splendida.

Questo paesaggio sublime, in gran parte costituito da cristalli di quarzo e arenaria dalle infinite sfumature, ha richiamato nella zona anche numerosi seguaci del pensiero new age che hanno fondato comunità alter­native e dato vita nella zona a una fiorente industria di esoturismo (turismo alternativo). Il parco è molto ben tenuto: non vedrete una lattina di birra Skol abbandonata per terra nel raggio di diversi chilometri.

I viaggiatori che visitano la riserva fanno base in un paio di località situate nelle vici­nanze: ad Alto Paraíso de Goiás, a 38 km dal parco, o a São Jorge, un paese minuscolo ma in espansione situato a 2 km dall’ingresso della riserva e collegato ad Alto Paraiso da una strada recentemente asfaltata. Il periodo più indicato per visitare il parco va da aprile a ottobre, prima delle piene dei fiumi tipiche della stagione delle piogge, che rendono il terreno molto scivoloso. Per vedere le principali attrattive del parco occorrono un paio di giorni.

Che cosa vedere e fare

Non è più obbligatorio l’accompagnamento di una guida per la visita del parco (www.chapadadosveadeirosoficial.com.br) ma ri­mane altamente raccomandato. Se desiderate ingaggiare una guida rivolgetevi al centro visitatori, direttamente all’associazine delle guide locali ACV‑CV o agli alberghi di Alto Paraíso o di São Jorge. All’epoca delle nostre ricerche l’ingresso al parco era gratuito, ma si parlava di rimettere in vigore il pagamento di un biglietto d’ingresso sospeso nel 2013.

Le guide migliori organizzano tour di un’intera giornata alle tre principali attrattive della riserva: canions (canyon) e cariocas (rocce), generalmente abbinati perché situati lungo lo stesso itinerario, e alle cachoeiras (cascate). Il prezzo dell’escursione è incluso nella tariffa della guida e può essere suddiviso tra gruppi costituiti da un massimo di 10 partecipanti.

Il tour canions‑cariocas costeggia il sinuoso Rio Preto che attraversa il centro del parco. Il fiume ha scavato nella roccia di arenaria due grandi canyon (chiamati con un guizzo di fantasia Canyon I e Canyon II) con pareti scoscese alte 20 m su entrambi i lati, uno scenario veramente spettacolare. Da alcune piattaforme naturali è possibile tuffarsi nel fiume, freddo e dal corso rapido. Solitamente il Canyon I si allaga da set­tembre a maggio ed è quindi inaccessibile. L’escursione alle cariocas (il nome si rifà a due ragazze di Rio scomparse qui negli anni ’80) inizia al fondo della valle fluviale, dove incontra il sentiero proveniente dal Canyon II e prosegue verso interessanti formazioni rocciose e un’imponente cascata.

Il più impegnativo (e gratificante) tour delle cachoeiras comprende il Salto do Rio Preto I e II, due spettacolari cascate (alte rispettivamente 80 m e 120 m) distanti solo 30 m l’una dall’altra. Le cascate sono situate in una pittoresca vallata al fondo di un sen­tiero che si snoda nel tipico paesaggio del cerrado, fatto di prati e foreste a galleria. Ai piedi del Salto do Rio Preto II c’è un laghetto in cui ci si può bagnare e dove i raggi del sole creano incantevoli effetti di luce sott’acqua. Portatevi molta acqua e crema solare: il percorso di ritorno è di circa 6 km in salita sotto un sole rovente.

La più recente offerta escursionistica è costituita dalla Trilha de Sete Quedas, una traversata del parco di due giorni (23 km) con pernottamento in campeggio, un tempo vietato. Le tende sono piantate in un punto letteralmente magico, dove sette piccole cascate si gettano nel Rio Preto.

Vale da Lua

Nel cor­so di milioni di anni le acque impetuose del Rio São Miguel hanno scolpito le formazioni rocciose del paesaggio lunare della Vale da Lua. Un etereo metaconglomerato di quar­zo, sabbia e argilla riflette un arcobaleno di colori e le gelide acque smeraldine del fiume contribuiscono alla creazione di un ambiente surreale e affascinante.

La Vale da Lua si trova al di fuori dei confini del parco nazionale ed è soggetta a piene e allagamenti durante la stagione delle piogge. Il bivio è segnalato circa 4 km fuori da São Jorge, sulla strada recentemente asfaltata che arriva da Alto Paraiso. Portatevi crema solare e acqua in abbondanza.

L’ECOSISTEMA UNICO DEL CERRADO

Definire il cerrado ‘la savana del Sud America’ significa semplificare eccessivamente la natura di un ecosistema estremamente complesso e vario. In effetti, per buona parte dell’anno il cerrado ha l’aspetto di una prateria piena di arbusti, ma andandoci nel periodo giusto lo si scopre trasformato in uno sterminato giardino fiorito di dimensioni e bellezza mozzafiato. A dire il vero, non si può neppure parlare di prateria in senso stretto, perché in realtà alcune zone del cerrado sono ricoperte da un tipo di foresta. Confusi? Cerchiamo di spiegarvelo!

Il cerrado può essere classificato in quattro tipi distinti, che insieme costituiscono un habitat a mosaico simile a quello della savana. Il cerradão, la foresta secca del cerrado, si presenta in blocchi compatti o in piccole isole; il campo limpo (campo pulito) è costi­tuito interamente da erba; il cerrado sensu stricto è composto da vegetazione bassa e cespugliosa priva di erba; infine il campo sujo (campo sporco) e un insieme di tutti gli altri tipi. Le diverse tipologie sono facilmente distinguibili a occhio nudo anche dai pro­fani della materia, ma se si considera che le specie botaniche appartenenti a ognuna di queste classificazioni possono differire nettamente da una zona a quella immedia­tamente successiva, si inizia a farsi un’idea dell’immensa biodiversità del cerrado. Di fatto, delle 10.000 o più specie di piante che caratterizzano il cerrado, il 44% non esiste in alcun altro luogo del pianeta.

Non è soltanto la flora a rendere il cerrado così importante per la tutela dell’ambien­te. Oltre a ospitare alcuni dei mammiferi più straordinari e a rischio di estinzione del Brasile, come il crisocione, l’armadillo gigante, il cervo delle pampas e il formichiere gigante, protegge anche diverse specie endemiche e minacciate di uccelli come il suc­ciacapre alibianche, il tinamo nano, il tinamo minore e lo splendido fringuello dal becco giallo: la sopravvivenza di tutti loro dipende completamente da questo ecosistema unico nel suo genere.

Purtroppo la lotta contro l’estinzione delle specie diventa più dura ogni anno. A parti­re dagli anni ’70 vasti tratti del cerrado sono stati adibiti a coltivazioni di soia, riso, mais, frumento e all’allevamento del bestiame e oggi della vegetazione originale non rimane che il 20%. Il tasso di perdita di habitat fa del cerrado una delle ecozone del mondo a sparizione più rapida e il disastro non mostra segni di rallentamento.

La vegetazione naturale della maggior parte dello stato di Goiás è costituita da cerrado, ma nel Parque Nacional Chapada das Guiamaraes e nel Parque Nacional da Chapada dos Veadeiros esso si inserisce in un ambiente estremamente suggestivo: il suo pittoresco habitat, infatti, spicca contro un magnifico sfondo di monti rocciosi e dirupi scoscesi.

Alto Paraíso de Goiás

POP. 7000

Cristalli, dreadlock e piedi sporchi sono la regola ad Alto Paraíso, a 38 km dal parco. Questo è uno dei posti più stravaganti del Brasile, ma oltre a dare sfogo alla vostra anima hippy, comprare cristalli e organizzare l’escursione alla Chapada dos Veadeiros, non c’è molto altro da fare se non far riposare gli scarponi e lasciarsi contagiare dalla preva­lente cultura new age.

Tour

Benché la maggior parte dei viaggiatori scelga come base il villaggio di São Jorge, è in effetti più comodo (anche se leggermente più dispendioso) organizzare la visita del Parque Nacional da Chapada dos Veadeiros ad Alto Paraíso.

Pernottamento e pasti

Alto Paraíso offre un’ampia scelta di strutture ricettive, molte delle quali sono l’ideale per riposarsi e recuperare le energie. Per pranzo due ristoranti vegetariani rivaleggiano per caratteristiche particolari

São Jorge

POP. 1200

Le vie sabbiose (per ora) e l’atmosfera de­cisamente rilassante danno all’ex paesino di minatori di cristalli di São Jorge (a 2 km dall’ingresso del parco nazionale) l’aspetto di una località balneare, nonostante si trovi ben all’interno del paese. Benché da Alto Paraíso sia più facile organizzare l’escursione al Par­que Nacional da Chapada dos Veadeiros (e altre attività), molti viaggiatori preferiscono fare base a São Jorge perché è più pittoresco e perché conserva un’atmosfera ‘da villaggio’.

Pernottamento e pasti

A São Jorge le pousadas di buona qualità non mancano e i prezzi sono onesti (nono­stante aumentino di molto nei weekend).

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