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La crisi causata dalla pandemia accelera l’impoverimento dei brasiliani

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Nel 2000 il reddito in Brasile è stato del 9% superiore alla media mondiale. Quest’anno dovrebbe essere inferiore del 19%

La crisi economica causata dal nuovo coronavirus dovrebbe accelerare l’impoverimento dei brasiliani rispetto alla media della popolazione mondiale.

Secondo i dati della società di consulenza britannica EIU (Economist Intelligence Unit) il reddito pro capite del Brasile scenderà da $ 16.670 del 2019 a $ 15.910 nel 2020.

Questi valori sono misurati utilizzando la parità del potere d’acquisto (PPA) una misura che considera e livella le differenze nei costi di vita dei paesi per consentire confronti internazionali.

Se la proiezione venisse confermata il reddito medio brasiliano quest’anno sarà del 18,6% in meno rispetto alla media mondiale che dovrebbe scendere a 19.550 $ (USA) leggermente al di sotto dei 19.730 $ registrati l’anno scorso.

La differenza riflette una forte inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. Nel 2000 il reddito pro capite del Brasile (in PPA) è stato del 9% superiore a quello del cittadino medio globale. Questo vantaggio relativo è rimasto più o meno invariato fino al 2014 quando è iniziata una delle recessioni più gravi nella storia del Paese.

La crisi ha portato il Brasile in una spirale di impoverimento, sia assoluto (il reddito pro capite in reais è diminuito) sia relativo portando il potere d’acquisto di diversi paesi come Cina, Costa Rica, Botswana e Iraq a superare quello dei brasiliani.

La lenta ripresa dell’economia a partire dal 2017 non è stata sufficiente a cambiare questo processo di distanziamento tra il reddito brasiliano e quello di altri paesi e con la crisi economica causata dalla pandemia di Covid-19 la situazione tenderà a peggiorare.

La testata The Economist è stata una delle prime a ridurre drasticamente la sua proiezione per il PIL brasiliano prevedendo una contrazione del 5,5% nell’attività economica del Paese quest’anno.

Anche la Banca mondiale e il FMI (Fondo monetario internazionale) hanno adeguato in modo significativo le loro stime. Le proiezioni delle due istituzioni stimano una decrescita del PIL brasiliano nel 2020 rispettivamente del 5% e del 5,3%.

Tra gli analisti brasiliani le proiezioni, elaborate dalla Banca centrale, si sono deteriorate settimana dopo settimana e attualmente indicano una recessione del 3,3%.

13 Commenti

  1. le crisi economiche uccidono, specie nei paesi poveri. questo é un dato misconosciuto ma di cui tener conto.
    in brasile dal 2000 al 2014 l´indice di mortalitá é stato fisso al 5.9×1000, dal 2015 é balzato al 6,2.
    magari a chi riceve euro importa poco, anzi puó far piacere se in realtá i brasiliani li odia.
    sperando che non rimanga anche lui vittima dell´aumento di omicidi…
    per ovviare temporaneamente a questo il PARLAMENTO, su progetto della SINISTRA poi votato all´unanimitá, e contro il volere del “fuhrer”, ha stanziato sti sussidi di 600-1200 reais al mese. totale 300 miliardi, mica bruscolini, da vedere poi chi pagherá e come quando vorranno indietro i soldi…
    la forza lavoro teorica brasiliana é il 60% della popolazione, quindi circa 130 milioni… ebbene hanno fatto richiesta di sussidio in 100 milioni!!! cani e porci, pure chi continua a lavorare, pure chi guadagna 20.000 al mese. per fortuna ne sfoltiranno una metá.

  2. lucio, notizie positive non ce ne sono mai? sto finendo sia sale grosso che sale fino, lo butto prima di leggerti e dopo di leggerti. inizialmente lo buttavo volentieri perchè è sempre un piacere leggerti ma ora che sto finendo il sale nella dispensa inizio ad avere delle titubanze. su dai scrivi qualcosa di sereno, normale e positivo. ciao.

    • Lucio, per come stanno andando le cose in Brasile dovrò fare scorta di sale e tenere il culo stretto. Fortuna che vicino a dove vivo ci sono delle saline. Ciao

  3. NY: 66% delle persone contagiate da coronavirus non usciva di casa da settimane.

    Mia zia è morta di coronavirus, non usciva di casa da quasi un mese, dopo dieci giorni in casa ha avuto i primi sintomi. Le 2 persone che vivevano con lei hanno tutte contratto il virus.

    Il virus stà circolando da 4 mesi in tutto il mondo e chiudersi in casa ormai non serve a nulla.

    OMS (Organizzazione Mondiale della Satira) pochi giorni fà: l’ esempio da seguire è la Svezia.

    • l’OMS non dice che non bisogna uscire di casa ma che bisogna osservare il distanziamento sociale, l’isolamento, usare i DPI e osservare le norme igieniche.
      Se a casa di sua zia è entrato ad esempio quel marpione di Alexander Boris de Pfeffel Johnson in cerca dell’immunità di gregge perduta allora a nulla è seevito chiudersi in casa.
      Resta incontestabile la necessità di isolamento totale per i soggetti più vulnerabili come i risultati prodotti dal lock down contestato dal miope “e daì”

  4. Quindi il virus si annida nelle case? L’errore è condividere la casa con persone che non rispettano lo stesso regime di quarantena. Quindi chi esce porta il virus in casa e contagia tutti gli altri. Inoltre 10 giorni sono troppo pochi per stabilire che non fosse già stata contagiata prima di cominciare la quarantena.

  5. 1) comparazione morti per milione di ab. tra svezia e paesi a lei comparabili:
    – svezia 301
    – danimarca 89, norvegia 40, finlandia 46 (media 58)
    la svezia quindi ha un indice 5 volte maggiore, mi pare un pessimo esempio.

    2) l´italia (o il brasile) ha i posti UTI e i respiratori della svezia? non credo.

  6. graziano toledo, il virus lo prendi o se te lo vai a cercare tu o se ti vengono a cercare e, sopratutto, se non usi protezioni e/o apri troppo la porta di casa anche a parenti ed amici. mi dispiace per tua zia.

  7. Sempre chi decide in questi casi é il socio di maggioranza, colui che detiene il 51% delle azioni della ns vita…….il culo

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