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Tropical Horror Tale

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Vivo a Rio, a Copacabana e ho amici che abitano nelle varie favelas della Zona Sud (Vidigal, Rocinha) io stesso per qualche anno ho abitato in favela, in Rocinha.

Li ho sentiti in questi giorni e mi hanno detto che molta gente sta morendo dentro casa, senza nemmeno raggiungere l’ospedale. La diagnosi poi è sempre la stessa: polmonite – nn vengono effettuati tamponi, esami, ecc…

Io allora ho chiesto: – Quindi la gente ha paura, non esce?

  • No. Sono tutti in giro. Pensa che nella casa di fianco a quella in cui è deceduta una signora, una pastora evangelica, la notte in cui il cadavere della donna, fresco, era ancora sul letto, hanno fatto una festa, un churrasco con musica funk. Non gliene frega niente a nessuno; qui siamo abituati alla morte e tutti vogliono divertirsi finché possono…

Allora ho pensato al Presidente e a come ha arringato i manifestanti a Brasilia. Vicino a sé c’era la figlia con la faccia imbronciata (non sarà la 05, questa non lo seguirà).

Mister President ha avvicinato un bambino, l’ha sollevato, si è fatto fotografare col piccolo in braccio poi ha chiesto l’intervento dell’esercito contro il Supremo, contro il Congresso.

Io mi sento parte di un racconto di Edgar Allan Poe, personaggio, mio malgrado, di un Poe tropicale.

Guardate l’immagine riflessa di una sostenitrice di Bolsonaro, l’immagine suggerita dall’ombra sul selciato…

4 Commenti

  1. Non ho capito la morale di questo testo! Dice che sono dei caxxoni e se sbattono di tutto, ma la colpa eh del presidente?

  2. Concordo..e rappresenta bene anche chi non lo ha votato a questo punto..
    Nel predio qui di fronte sabato sera churrasco grida e karaoke fino a dopo mezzanotte

  3. quella della foto con ombra “mortifera” è una imprenditrice di 45 anni che è stata denunciata per tentativo di aggressione fisica (spintoni) e verbale (come un camionista ubriaco). tipica sostenitrice di Bolsonaro in cerca di forti emozioni perchè le ha già passate tutte ed ora “vuole di piu'”.

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