Home attualità Lo stato delle cose – e il mare s’aprì.

Lo stato delle cose – e il mare s’aprì.

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Dalla Favela Rocinha dicono: molti casi, molti malati, molti morti.

Nei centri religiosi che frequento dicono: ricominciamo, ritorniamo gradualmente alla normalità.

Il sindaco di Rio dice: le scuole private se vogliono possono aprire, quelle pubbliche aspettino.

Bar e ristoranti qui a Copacabana: alcuni sono aperti, i tavoli sono all’aperto e i clienti rilassati; altri rimangono chiusi.

Gli shopping center sono aperti.

Camminando sul lungomare: vari chioschetti aperti, uno circa una settimana fa ospitava una festa piena di gente. Però c’è una macchina della Prefeitura che passa e, attraverso un altoparlante, invita le persone a preoccuparsi del contagio e tornare a casa.

Ai brasiliani e stranieri residenti qui, intanto sono resi più complicati il viaggio, l’ingresso e la permanenza in Europa.

Alla fine non ci rimangono che i pazzi tipo quello che ho incontrato già tre, quattro volte: vestito bene, Bibbia alla mano, in piedi in spiaggia davanti all’oceano con fare apocalittico citava il libro dell’Esodo e invitava il mare ad aprirsi.

Io mi sono fermato ad osservarlo. Ci credeva proprio; era, al contrario di me, cento per cento dentro alla rappresentazione che dava di se stesso.

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