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Minas Gerais

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Ouro Preto

POP. 70.000 / ALT. 1179 M

Tra tutte le splendide città coloniali del Minas Gerais, Ouro Preto è probabilmente la più bella. Storicamente fu un importante centro amministrativo e di estrazione dell’oro, nonché il luogo da cui si diffuse il primo movimento indipendentista brasiliano; oggi è una realtà vitale nell’ambito dell’arte e dell’istruzione ed è una delle mete turistiche brasiliane più visitate.

Edificato ai piedi della Serra do Espinhaço, il centro coloniale di Ouro Preto è più grande e con vie più ripide rispetto a quelli di altre località del Minas Gerais nate nello stesso periodo. Le vie strette e tortuose della città alta e di quella bassa si intersecano in più punti, e a volte sono così strette e sconnesse da impedire il transito delle automobili. Le pendenze sono così ripide che anche girare la città a piedi può essere molto faticoso, ma la vista delle 23 chiese che punteggiano il panorama collinare è a dir poco spettaco­lare. Ouro Preto è un vero e proprio museo d’arte e architettura mineira all’aperto, che comprende alcune delle opere più importanti di Aleijadinho.

Storia

Secondo una leggenda, un servo al seguito di una delle prime spedizioni nell’interno del Brasile si fermò per dissetarsi con l’acqua di un fiumiciattolo, nei pressi dell’odierna Ouro Preto. Qui trovò alcuni frammenti di uno strano metallo di colore nero, che si rivelò poi essere oro. In poco tempo si capì che le vene aurifere della zona erano le più ricche del Nuovo Mondo e il contagio della febbre dell’oro si diffuse rapidamente.

Nel 1711 sorse Vila Rica de Ouro Preto, che nel 1721 divenne la capitale del Minas Gerais. Insieme ai cercatori d’oro arrivarono anche molti artigiani, che trasformarono la città in una gemma architettonica barocca. Alla metà del XVIII secolo Ouro Preto arrivò a contare 110.000 abitanti (in maggioranza schiavi), molti di più rispetto ai 50.000 di New York o ai 20.000 di Rio de Janeiro.

In teoria, tutto il metallo prezioso veniva portato alle casas de intendéncias (stazioni di pesatura) e un quinto do ouro (quinto reale) era riservato alla Corona portoghese. L’avidità dei funzionari portoghesi creò rabbia e malcontento nei cercatori, che fati-cavano a pagare tasse sempre più esose. Nel 1789, ispirati dalle idee della Francia rivo­luzionaria, i poeti Claudio da Costa, Tomás Antônio Gonzaga, Joaquim José da Silva Xavier (soprannominato Tiradentes, ossia ‘cavadenti’, per le sue capacità da ‘dentista’) organizzarono, insieme ad altri, la cosid­detta Inconfidência Mineira, una rivolta che però fu stroncata sul nascere da agenti della Corona. Costa finì in carcere e Gonzaga fu esiliato in Mozambico. Tiradentes, dopo tre anni dietro le sbarre, fu trasferito a Rio de Janeiro e lì fu squartato. La sua testa fu fatta sfilare per le strade di Ouro Preto, la sua casa fu demolita e il terreno cosparso di sale, in modo che nulla vi potesse crescere in futuro.

Nel 1897 si decise di trasferire la capitale dello stato da Ouro Preto a Belo Horizonte; ciò permise alla città di mantenere inalterato il suo fascino coloniale. Nel 1980 Ouro Preto si guadagnò il titolo di prima località bra­siliana dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Che cosa vedere

Il fascino coloniale di questa città è inalte­rato, dal momento che in pratica non sono sono stati costruiti edifici dal Novecento in poi. Grazie all’iniziativa Museu Aberto/Ci­dade Viva, accanto a circa 150 case cittadine sono stati collocati cartelli esplicativi ricchi di informazioni utili.

Ouro Preto è divisa in parrocchie, cia-scuna con la sua Matriz (chiesa madre). In Praça Tiradentes, guardando il Museu da Inconfidência avrete la parrocchia del Pilar a destra (ovest) e le parrocchie di Antônio Dias e Santa Efigênia a sinistra (est).

Per ammirare un bel panorama su tetti e chiese, da Praça Tiradentes camminate per cinque minuti in direzione nord-est verso Mariana, lungo Conselheiro Quintiliano.

Su Praça Tiradentes, cuore di Ouro Preto, si affacciano i musei e le chiese più belli della città.

Museu da Inconfidência 

(www.museudainconfidencia.gov.br) Questo museo storico è ospitato in un affascinante edificio (un tempo sede del municipio e del carcere cittadino) costruito tra il 1784 e il 1854 sul lato meridionale di Praça Tiradentes. Qui si trovano la tomba di Tiradentes, documenti relativi all’Incon­fidência Mineira, strumenti di tortura e importanti opere di Manuel da Costa Ataíde e di Aleijadinho.

Museu do Oratório

(www.museudooratorio.org.br) In questo museo è esposta una fantastica col­lezione di oratórios (piccoli altari domestici e reliquiari portatili) realizzati da artigiani locali. Alcuni pezzi risalgono al XVII secolo. Si trova nella Casa do Noviciado, un edificio coloniale di tre piani dove si dice abbia vissu­to Aleijadinho mentre lavorava all’adiacente Igreja NS do Carmo.

Igreja NS do Carmo 

Costruita tra il 1766 e il 1772, questa bella chiesa è frutto del lavoro dei più importanti artisti della regione. La facciata e due altari laterali sono opera di Aleijadinho.

Museu de Ciência e Técnica da Escola de Minas 

Questo museo situato nel vecchio palazzo del governatore, sopra Praça Tira­dentes, custodisce una magnifica collezione di pietre preziose provenienti da tutto il mondo. Anche se non visitate il museo, vale la pena di salire fino alla terrazza anteriore per ammirare i panorami spettacolari di Praça Tiradentes, con le montagne sullo sfondo. Nell’osservatorio astronomico attiguo il sabato si tengono spettacoli gratuiti dalle 20 alle 22.

Igreja de São Francisco de Assis

(www.museualeijadinho.com.br) Dopo le sculture I profeti di Aleija­dinho, a Congonhas, questa splendida chiesa è il più fulgido esempio di arte coloniale del Brasile. L’intera facciata è opera dello stesso Aleijadinho, dal medaglione di saponaria ai pluviali a ricciolo, fino alla croce francescana. L’interno fu affrescato dal suo fedele collabo­ratore, Manuel da Costa Ataíde.

Matriz NS da Conceição de Antônio Dias

(www.museualeijadinho.com.br) Questa chiesa fu progettata dal padre di Aleijadinho, Manuel Francisco Lisboa, e costruita tra il 1727 e il 1770. L’aquila con la testa abbassata e la Vergine circondata da cherubini sono raffigurati sopra la luna, elementi icono­grafici portoghesi che simboleggiano la dominazione cristiana sui Mori. Aleijadinho è sepolto nei pressi dell’altare. Il vicino Museu

do Aleijadinho espone opere dell’artista e di altri maestri del XVIII secolo. Al momento della stesura di questa guida erano in corso lavori di ristrutturazione, ma per quando leggerete queste righe la chiesa dovrebbe avere riaperto.

Museu do Aleijadinho 

(www.museualeijadinho.com.br) Omaggio al più grande artista barocco del Brasile, questo museo alle spalle della Igreja NS da Conceição espone opere di Aleijadinho e di altri maestri settecenteschi. Qui si possono ammirare crocifissi di fine fattura, elaborati oratori (nicchie contenenti immagini di santi per scacciare gli spiriti maligni) e un’ampia collezione di statuette religiose. Al momento della stesura di questa guida, il museo era in fase di restauro e i pezzi più importanti erano stati temporaneamente trasferiti all’Igreja de São Francisco.

Mina do Chico‑Rei 

Nei pressi della Matriz NS da Con­ceição de Antônio Dias si trova la miniera abbandonata di Chico-Rei. Non c’è molto da vedere mentre si percorrono a schiena curva le basse gallerie, ma è un luogo perfetto per meditare sull’affascinante storia di questo re divenuto schiavo e poi ritornato re.

Casa de Tomás Antônio Gonzaga

Fu in questo edificio del XVIII secolo che Gonzaga e gli altri inconfi­dentes progettarono la sfortunata ribellione che intendeva porre fine al dominio porto­ghese in Brasile.

Matriz NS do Pilar

Nella zona sud-occidentale della città è situata la seconda chiesa più sfarzosa di tutto il Brasile (dopo quella di São Francisco a Salvador). Per decorarla furono utilizzati ben 434 kg d’oro e d’argento. Le decorazioni sono dav­vero spettacolari; osservate, per esempio, le sculture di uccelli selvatici che fungono da portacandele e i portali decorati a volute. I capelli sulla statua di Gesù sono veri, e furono donati da un penitente.

Casa dos Contos 

Questo magnifico edificio settecente­sco fu, tra la altre cose, una prigione per i cospiratori dell’Inconfidência. Oggi è stato restaurato e ospita una mostra dedicata alla storia dell’oro (e, in generale, del denaro) in Brasile.

Parque do Vale dos Contos 

(www.valedoscontos.com.br) Costruito nello spazio del vecchio orto botanico di Ouro Preto, questo bel parco pubblico digrada dolcemente dalla stazione degli autobus fino alla chiesa del Pilar, seguendo un ruscello e passando sotto il ponte situato accanto alla Casa dos Contos. È un luogo tranquillo e panoramico, perfetto per allontanarsi un po’ dalla folla e dalle vie acciottolate. Ogni tanto viene chiuso in seguito a piogge intense o smottamenti. Informatevi sul posto se trovate il cancello chiuso.

Igreja de Santa Efigênia dos Pretos 

Costruita grazie ai proventi dell’oro estratto dalla miniera di Chico-Rei e al lavoro degli schiavi, questa chiesa risalente alla metà del XVIII secolo è dedicata a santa Efigênia, una prin­cipessa nubiana. All’esterno, la statua di NS do Rosário è opera di Aleijadinho. Secondo una leggenda anche gli schiavi diedero il loro contributo alla decorazione della chiesa, lavandosi i capelli pieni di polvere d’oro nei fonti battesimali o trasportandola furtiva­mente all’esterno delle miniere, nascosta sotto le unghie o nelle cavità dentali.

Capela do Padre Faria

La più antica cappella di Ouro Preto, edificata tra il 1701 e il 1704 e situata alla periferia orientale della città, è dedicata a Padre Faria, uno dei primi bandei­rantes (avventurieri che nel corso del XVII e XVIII secolo esplorarono le zone interne del Brasile). Proprio di fronte si erge una croce (1756) con tre traverse di diversa lunghezza, che rappresentano il potere temporale, quello spirituale e quello materiale del pontefice. I nomi degli artisti impegnati nella costruzione sono purtroppo andati perduti.

Oratório Vira‑Saia 

È il più famoso dei numerosi oratórios costruiti dagli abitanti di Ouro Preto agli inizi del Settecento agli angoli delle vie per tenere lontani gli spiriti maligni. Se ne trovano altri in Rua dos Paulistas e Antônio Dias.

Feste ed eventi

Le processioni della Semana Santa (Set-timana Santa; marzo/aprile) di Ouro Preto sono un autentico spettacolo.

A Ouro Preto si svolgono le manifestazioni del congado, una forma di sincretismo afro­cristiano (simile al candomblé di Bahia o al quimbanda di Rio). Le principali celebrazio­ni del congado sono legate alla festività di NS do Rosário (dal 23 al 25 ottobre alla Capela do Padre Faria), al Capodanno e all’anniversario dell’abolizione della schiavitù (13 maggio).

Carnaval 

(www.carnavalouropreto.com) Grazie anche alla folta popolazione studentesca, il Carnaval di Ouro Preto, che si svolge a febbraio/marzo, è estremamente spettaco­lare e divertente. L’amministrazione locale organizza concerti gratuiti in diversi luoghi del centro storico, mentre decine di blocos si muovono ballando al suono delle percussio­ni; tra i blocos migliori figurano Balanço da Cobra e Bloco do Caixão.

Giorno di Tiradentes 

Una volta l’anno la città sembra vo­lersi riprendere il ruolo di capitale dello stato.

CineOP 

(www.cineop.com.br) Festival cinema­tografico che si svolge tutti gli anni a metà giugno

Festival de Inverno

(www.festivaldeinverno.ufop.br; hlug) Questo festival di due settimane presenta concerti, spettacoli di danza e teatro, proiezioni di film e attività per bambini in vari luoghi di Ouro Preto e Mariana

LA SEMANA SANTA A OURO PRETO

Le celebrazioni della Semana Santa sono molto sentite in tutto il Brasile e quelle di Ouro Preto sono davvero spettacolari. Per quattro giorni, a partire dalla lavanda dei piedi del Giovedì Santo, la città si trasforma in un gigantesco palcoscenico. Il Venerdì Santo viene rappresentata la deposizione di Cristo, utilizzando una gigantesca croce collocata di fronte alla Igreja de São Francisco.

Il momento culminante delle celebrazioni coincide con la notte tra sabato e domenica. Verso mezzanotte gli abitanti di Ouro Preto iniziano ad aprire contenitori di sabbia colora­ta agli angoli delle vie cittadine. In alcune ore viene creata un’opera d’arte collettiva: 3 km di vie acciottolate sono ricoperti da un gigantesco manto variopinto che segna il percorso delle processioni pasquali del mattino seguente. Fino ai primi anni ’60, Ouro Preto seguì l’antica tradizione portoghese di decorare le vie della processione con fiori e foglie, men­tre negli ultimi anni i tapetes coloridos (tappeti colorati) vengono creati, oltre che con la sabbia, con frammenti colorati di cuoio, chicchi di caffè e segatura.

I viaggiatori stranieri che desiderino partecipare al lavoro di decorazione sono bene accetti, ma si preparino a una nottata lunga e vivace: si entra nel vivo dell’evento ben dopo la mezzanotte, e un po’ ovunque hanno luogo esibizioni musicali e piccole feste; gli ultimi resistono fino all’alba per dare i tocchi finali a Praça Tiradentes, l’ultimo spazio a venire chiuso al traffico dei veicoli. In alternativa, potreste andare a letto presto e svegliarvi domenica mattina verso le 5 per ammirare la magia creata mentre stavate dormendo, quasi una nevicata in technicolor!

I disegni, alcuni sacri e altri profani, cambiano ogni anno e alcuni resistono poche ore soltanto. Un attimo dopo il passaggio della processione, i netturbini intervengono in forze con scope e palette e cancellano i ‘tappeti’ fino alla Pasqua dell’anno successivo.

CHICO REI

Il primo fautore dell’abolizione della schiavitù in Brasile fu Chico‑Rei, re di una tribù africana. All’inizio del XVIII secolo, nel pieno della corsa all’oro, un’intera tribù africana, re compreso, fu catturata, trasferita in Brasile e venduta al proprietario di una miniera d’oro di Ouro Preto.

Il re, chiamato Chico-Rei, divenne il caposquadra degli schiavi e, lavorando tutti i giorni senza sosta, riscattò dal padrone della miniera la propria libertà e successivamente quella di suo figlio Osmar. A poco a poco, padre e figlio riuscirono a liberare l’intera tribù.

La comunità acquistò quindi la ricchissima miniera d’oro di Encar­dadeira, e Chico-Rei poté di nuovo assumere le prerogative regali cele­brando le festività africane in costume tradizionale. La notizia giunse alle orecchie del re del Portogallo, il quale promulgò immediatamente un editto che impediva agli schiavi di acquistare la propria libertà. Chico-Rei viene oggi celebrato dai brasiliani di colore come un eroe popolare.

Pasti

In Praça Tiradentes e lungo le animate Di­reita e São José si trovano tanti ristoranti a prezzi abbordabili.

continua…

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