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ALEIJADINHO

Universalmente conosciuto con l’appellativo di Aleijadinho (‘piccolo storpio’), Antônio Francisco Lisboa (1738-1814) era figlio di un architetto portoghese e di una schiava di colore. Il soprannome gli venne attribuito negli anni ’70 del XVIII secolo, quando iniziò a soffrire di una terribile malattia, sifilide o più probabilmente lebbra, che deformò orren­damente il suo corpo e gli causò la perdita delle dita di mani e piedi.

Invece di darsi per vinto, Aleijadinho si fece legare alle braccia martello e scalpello e continuò a lavorare senza sosta, allontanando l’arte brasiliana dalle pesantezze del barocco tipico di quel periodo al Barroco Mineiro, dalle forme più leggere e aggraziate.

I mineiros (abitanti del Minas Gerais) vanno giustamente fieri di Aleijadinho, una figura di assoluta importanza nella storia dell’arte mondiale. Studiando libri e illustra­zioni del barocco e del rococò europei, Aleijadinho riuscì a sviluppare uno stile persona­le che faceva ricorso a materiali locali, come il legno e la saponaria. I suoi angeli hanno tratti peculiari: capelli ondulati, occhi spalancati e guance rotonde e paffute.

Per molti anni il più fido collaboratore di Aleijadinho fu Manuel da Costa Ataíde, ori-ginario della vicina Mariana, che intervenne nella decorazione di diverse chiese. Aleija-dinho scolpiva la facciata e alcuni particolari all’interno, mentre Ataíde si dedicava alla pittura dei pannelli collocati all’interno. Grazie a colori frutto di combinazioni segrete di pigmenti vegetali, Ataíde rese ancora più affascinanti molte creazioni del maestro.

Aleijadinho fu seppellito a Ouro Preto nella Matriz NS da Conceição de Antônio Dias, a una cinquantina di passi dalla casa dov’era nato. Nel 1973 un decreto fede­rale lo proclamò patrono delle arti del Brasile. I profeti di Congonhas, la Igreja de São Francisco de Assis e la facciata della Igreja de NS do Carmo, entrambe a Ouro Preto, sono considerati tra i capolavori di Aleijadinho, che lasciò cospicue testimonianze del proprio talento anche a Mariana, Sabará, Tiradentes e São João del Rei.

São João del Rei

POP. 84.000 / ALT. 898 M

Situata fra catene montuose vicino al mar­gine meridionale della Serra do Espinhaço, São João del Rei è una cidade historica che, a differenza di altre, non ha troppo sofferto per la fine del boom aurifero nel XIX seco­lo. L’odierna São João del Rei possiede la vitalità senza fronzoli di una città moderna, in gradevole contrasto con l’aspetto un po’ museale della vicina Tiradentes. In centro sono stati edificati grattacieli e altri edifici tipici del Brasile del XXI secolo, ma dietro ogni angolo ci si imbatte in sorprese risalenti all’epoca coloniale. Il centro storico, tutelato dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici del Brasile, ospita due notevoli musei, alcune tra le più belle chiese del paese e sontuose case d’epoca, una delle quali appartenuta allo scomparso (ma mai dimenticato) Tancredo Neves, che fu eletto presidente del Brasile ma non poté insediarsi perché prima della cerimonia si ammalò gravemente e morì nel giro di un mese. Di sera le chiese sono illuminate da fari che ne accentuano la sug­gestione visiva.

São João è divisa in due dal Córrego do Lenheiro, un torrente convogliato in un letto di cemento. Due graziosi ponti di pietra del XVIII secolo fungono da utili punti di riferi­mento delimitando approssimativamente il centro storico coloniale.

Che cosa vedere

Igreja de São Francisco de Assis

Questa squi-sita chiesa barocca, risalente al 1774, domina una piazza a forma di lira ombreggiata dalle palme. La facciata dell’edificio fu progettata da Aleijadinho; all’interno (secondo altare di sinistra) si possono ammirare due sculture, anche queste opera del grande artista minei­ro. Nel cimitero sul retro della chiesa si trova (indicata da frecce) la tomba di Tancredo Neves, un importante luogo di pellegrinaggio per molti brasiliani. Durante la messa dome­nicale delle 9.15, l’orchestra e il coro Ribeiro Bastos suonano musica sacra barocca.

Museu Regional São João del Rei

(http://museuregionaldesaojoaodel rei.blogspot.com) F Uno dei migliori musei regionali del Minas Gerais è ospitato in questo edificio coloniale ottocen­tesco: tre piani pieni zeppi di mobili antichi, arte sacra e testimonianze culturali.

Museu de Arte Sacra 

(www.museudeartesacra.com.br) In questo edificio, che tra il 1737 e il 1850 fu utilizzato come prigione, oggi ha sede un museo ri­modernato di recente che ospita una piccola ma significativa collezione di oggetti d’arte provenienti dalle chiese cittadine.

Igreja de NS do Carmo 

Questa chiesa del XVIII secolo che domina una graziosa praça tradi­zionale fu progettata da Aleijadinho, a cui si devono anche il frontone e le sculture intorno al portale. La seconda sacrestia ospita una famosa scultura incompiuta di Gesù Cristo.

Catedral de NS do Pilar 

Costruita a partire dal 1721, la cattedrale di São João del Rei è caratterizzata da esuberanti altari dorati e belle maioliche portoghesi. Qui è possibile ascoltare due famose orchestre cittadine: la Lira Sanjoanense accompagna la messa delle 19, mentre il giovedì e il venerdì è la volta della Ribeiro Bastos.

Igreja de NS do Rosário 

Questa semplice chiesa intitolata al santo patrono degli schiavi risale al 1719.

Feste ed eventi

A São João del Rei sembra esserci sempre qualcosa da festeggiare: le celebrazioni, sia religiose sia civili, sono davvero tantissime. Per un elenco completo degli eventi in pro­gramma rivolgetevi all’ufficio turistico.

Carnaval 

La gente del posto sostiene, con una certa fondatezza, che il Carnaval di São João del Rei sia il più bello del Minas Gerais.

Settimana Santa

Le processioni della Semana Santa sono particolarmente pittoresche e ripropongono tradizioni portoghesi secola­ri. Consentono anche di vedere all’opera le due orchestre barocche cittadine, nate nel XVIII secolo e da allora ininterrottamente in attività.

Celebra il primo movimento indipendentista brasiliano e culmina con una processione a cavallo che si snoda tra São João e Tiradentes.

Pernottamento

Prenotate per tempo a dicembre, quando la città si affolla di studenti che vengono qui a sostenere gli esami, e durante le vacanze di Carnevale e Pasqua.

Tiradentes

POP. 7000 / ALT. 927 M

Probabilmente in nessun altro luogo del Minas Gerais il fascino coloniale e l’am­biente naturale si fondono così bene come a Tiradentes. In mezzo a un tripudio di fiori selvatici, i pittoreschi edifici storici si staglia­no sullo sfondo di belle montagne azzurre, mete ideali per un’escursione a piedi. Cercate di visitare la città in un giorno feriale, così da apprezzarne in tutta tranquillità le molte attrattive turistiche. Nei weekend, invece, i tantissimi visitatori trasformano Tiradentes in una sorta di parco a tema, e l’improvviso moltiplicarsi delle carrozze trainate da cavalli è causa di odori non troppo gradevoli.

Storia

Inizialmente chiamata Arraial da Ponta do Morro (Villaggio sulla Collina), Tiradentes venne ribattezzata con il suo nome attuale in onore di un eroico martire dell’Inconfidência, nato in una fattoria poco lontano. In anni recenti la località, che si trova al centro di un triangolo formato dalle tre maggiori città brasiliane, ha visto l’arrivo di numerosi artisti e, più in generale, di tante persone desiderose di sfuggire al caos delle metropoli. Oggi in città vivono una ventina appena di famiglie storicamente originarie di Tiradentes, men­tre molto più numerosi sono i nuovi arrivati da tutto il mondo.

Che cosa vedere

Il centro di Tiradentes è un compatto e pittoresco insieme di strade lastricate. Gli edifici coloniali sono disposti lungo il fianco della collina partendo dalla piazza princi­pale, Largo das Forras, e culminano nella splendida Igreja Matriz de Santo Antônio. Dalla terrazza di fronte alla chiesa si può ammirare uno splendido panorama sulle case d’epoca coloniale dai tetti di tegole, sulla verde vallata e sulla massiccia parete di roccia costituita dalla Serra de São José. Per un’altra immagine da cartolina, risalite la collina subito sopra la stazione degli autobus fino allo spiazzo erboso davanti alla Igreja de São Francisco de Paula.

Igreja Matriz de Santo Antônio 

La splendida chiesa consacrata al santo pa­trono di Tiradentes fu una delle ultime a essere progettate da Aleijadinho. L’interno, ricchissimo di dorature, è caratterizzato da immagini simboliche dell’Antico Testamento. Notevoli sono l’organo policromo costru­ito in Portogallo (e portato qui a dorso di mulo dalla costa nel 1798) e i sette grandi lampadari a forma di fenice appesi a lunghe catene intrecciate. La famosa meridiana sulla facciata risale al 1785.

Igreja NS Rosário dos Pretos 

Questa meravigliosa chiesa di pietra, caratterizzata da numerose immagini di santi di colore, fu costruita nel 1708 dagli schiavi come loro luogo di culto. Impegnati durante il giorno nel lavoro coatto, gli schiavi edificarono la chiesa di notte. Il simbolismo notturno è ben percepibile nella stella a otto punte e nella mezzaluna dipinta sul soffitto.

Chafariz de São José 

Fatta edificare dal consiglio comunale nel 1749, la fontana situata a nord di Córrego Santo Antônio è divisa in tre settori: uno per bere, uno per lavare i panni e uno per abbeverare i cavalli. È alimentata con l’acqua proveniente da una vicina sorgente, Mãe d’Agua, tramite un’antica conduttura di pietra.

Museu de Sant’Ana 

(http://museudesantana.org.br) Aperto nel 2014 nell’ex prigione cittadina, è l’ultimo progetto di museo innovativo voluto da Angela Gutier­rez, collezionista residente a Belo Horizonte e creatrice del Museu do Oratório di Ouro Preto e del Museu de Artes e Ofícios di Belo Horizonte. La collezione, semplice ma organizzata in modo superbo, consiste in 270 statue di sant’Anna realizzate in legno, pietra e terracotta, dal XVII secolo a oggi. Le didascalie, in portoghese e in inglese, aiutano a comprendere l’importanza dell’iconografia della santa in tutto il Brasile e la sua evolu­zione nei periodi del barocco e del rococò.

Museu do Padre Toledo 

Questo museo è dedicato all’eroe e guida spirituale dell’Inconfidência, padre Toledo, che viveva in questa casa con 18 camere, sede del primo incontro dei congiurati. Ospita oggetti e documenti risalenti al XVIII secolo, e i sof­fitti dipinti si riflettono artisticamente negli specchi inseriti nel pavimento.

Museu Liturgia 

(www.museudaliturgia.com.br) Questo museo ospita una collezione nuova e sorprenden­temente moderna di oltre 420 oggetti sacri relativi a un periodo di tre secoli.

Attività

Ai piedi della Serra de São José si estende un tratto protetto di foresta pluviale atlantica largo 1 km e percorso da bei sentieri escursio­nistici – quasi tutti, però, non sono segnalati molto bene. La gente del posto sconsiglia di avventurarsi da soli (e portando con sé og­getti di valore) lungo il Caminho do Mangue. Anche diverse agenzie cittadine organizzano escursioni di durata variabile tra le due ore e 30 minuti e le cinque ore e 30 minuti.

Mãe d’Agua

(h8-16) È il più famoso e semplice tra i sentieri che portano alla Mãe d’Agua, la sorgente che alimenta la fontana Chafariz de São José. Dalla parte alta della piazza, dove si trova la fontana, oltrepassate un cancello e seguite per una decina di minuti la conduttura di pietra circondata dalla giungla. È un luogo magico, con radure inondate di sole e scimmie che saltellano fra gli alti rami degli alberi. Calçada dos Escravos ESCURSIONISMO

(Trilha do Carteiro) Questo itinerario ad anello di tre ore attraversa vaste radure fino a una sella spazzata dal vento, da dove è possibile ammirare uno spettacolare panorama sulla serra. Il sentiero comprende un tratto della vecchia strada lastricata costruita dagli schia­vi che collegava Ouro Preto a Rio de Janeiro.

Per raggiungere l’inizio del sentiero, salite dalla stazione degli autobus fino all’Igreja de São Francisco de Paula, quindi seguite la strada lastricata in direzione nord; prose-guite diritto fino al primo incrocio e deviate leggermente a sinistra al secondo, seguendo il cartello marrone per Serra São José/Trilha do Carteiro. Subito oltre la Pousada Recanto dos Encantos, sulla vostra destra, prendete la deviazione a destra (in salita) e prose-guite diritto per qualche centinaio di metri; superate la casa n. 878 (sulla sinistra) e poi un cancello, quindi cercate l’indicazione per la Calçada dos Escravos. Alla diramazione, attraversate il ponte traballante che supera il corso d’acqua sulla sinistra e quindi iniziate la salita verso la sella.

Caminho do Mangue 

Questa escursione di due ore, da intrapren-dere possibilmente con una guida, sale dal lato occidentale della città fino ad Aguas Santas. Qui troverete una piscina balneabile di acque minerali e un ristorante molto semplice gestito da portoghesi.

Feste ed eventi

Tiradentes ospita importanti eventi a livello nazionale. Tra i maggiori figurano la Mo­stra de Cinema (www.mostratiradentes.com.br), nella seconda metà di gennaio, e il Festival de Cultura e Gastronomia (www.farturagastronomia.com.br/tiradentes), che si svolge per 10 giorni nella seconda metà di agosto, che vedono la presenza, rispettivamente, di film e chef di caratura internazionale. Alla fine di giugno le strade si riempiono di motociclette in occasione del Bike Fest Tiradentes (www.grupoberg.com.br) in un trionfo di birra, blues e rock and roll. Di nascita più recente è il Festival de Fo­tografia (fotoempauta.com.br/festivais).

Pernottamento

Le sistemazioni di Tiradentes si rivolgono soprattutto a una clientela senza problemi di budget e a coppie alla ricerca di atmosfere romantiche. Chi viaggia in economia o da solo potrà risparmiare qualcosa visitando la città nei giorni feriali, quando alcune pousadas offrono ottimi sconti.

MARIAFUMAÇA

Certo, São João del Rei e Tiradentes sono collegate da un gran numero di autobus, ma volete mettere il fascino di un viaggio su un treno a vapore del XIX secolo in perfette condizioni? Salite a bordo e, mentre la locomotiva sibila e sbuffa, godetevi il paesaggio della sinuosa valle della Serra de São José. I binari passano accanto a una delle più antiche zone di estrazione dell’oro del Minas Gerais, e tutto intorno potrete vedere ciò che resta delle miniere settecentesche. Facendo un po’ di attenzione potreste anche individuare qualcuno degli odierni garimpeiros (cercatori d’oro) che sognano il grande colpo di fortuna.

Costruita negli anni ’80 dell’Ottocento, quando a São João del Rei si stava sviluppan-do l’industria tessile, Maria-Fumaça (‘Maria Fumosa’, come la chiama la gente del posto) fu una delle prime linee ferroviarie del Brasile. Se desiderate saperne di più, visitate il Museu Ferroviário all’interno della stazione ferroviaria di São João del Rei.

Oggi gestiti da Trilhos de Minas (www.trilhosdeminas.com), i treni partono due volte al giorno in entrambe le direzioni il venerdì, il sabato, la domenica e nei giorni festivi). An­dando verso Tiradentes i panorami migliori si osservano sul lato sinistro. Se desiderate trattenervi a Tirandentes più di quanto consenta l’orario del treno, potrete ritornare in autobus (tra le due località ci sono corse regolari). Un treno storico con caratteristiche simili collega Mariana a Ouro Preto.

Locali e vita notturna

In Largo das Forras, un terzetto di affermati locali con tavolini all’aperto e, a volte, musica dal vivo si contende i turisti.

continua…

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