Home VIAGGIO BRASILE Minas Gerais

Minas Gerais

0

Serro e dintorni

POP. 21.000 / ALT. 781 M

Fondata nel 1714, l’affascinante cittadina colo­niale di Serro è sinuosamente adagiata lungo il fianco di una collina in uno splendido paesaggio di campagna a sud di Diamantina. Pur essendo molto popolare tra i brasiliani, la regione è ancora poco visitata dagli stranieri, e pertanto conserva la rilassata atmosfera tipica del Minas Gerais. I suoi formaggi sono considerati i migliori dello stato.

Viaggiando in direzione nord da Serro ver­so Diamantina, i tranquilli villaggi d’altura di Milho Verde e São Gonçalo do Rio das Pedras (a meno di 35 km di distanza) sono tappe piacevoli con splendide opportunità escursionistiche, tra cui anche alcuni dei tratti più spettacolari dell’Estrada Real, la strada settecentesca che un tempo collegava Diamantina a Rio de Janeiro.

Che cosa vedere

Le principali attrattive di Serro sono i suoi edifici storici. Oltre a quelli descritti di segui­to, in città ci sono tre chiese del XVIII secolo che meritano una visita: l’Igreja de NS do Carmo, l’Igreja do Bom Jesus do Matozinhos e la Capela de NS do Ro­sario. Siccome queste attrazioni cambiano frequentemente gli orari di apertura, verificate presso l’ufficio turistico per informazioni aggiornate.

Capela de Santa Rita

L’edificio più notevole della città è la Capela de Santa Rita, raggiungibile direttamente dalla piazza salendo una ripida scalinata.

Chácara do Barão do Serro

Scendendo dal centro s’incontra quasi subito la Chácara do Barão do Serro, una bella casa ottocentesca che può dare un’idea della vita della piccola nobiltà locale nel XIX secolo.

Feste ed eventi

Festa de NS do Rosário

Ai primi di luglio Serro ospita una delle manifestazioni più antiche del Minas Ge­rais, la Festa de NS do Rosário, risalente al 1728. I rappresentanti dei tre gruppi sociali tradizionali del Brasile sfilano lungo le vie in vesti variopinte: i caboclos (i discendenti meticci dei popoli nativi e dei portoghesi) scandiscono ritmi incalzanti con archi e frecce e fingono di affrontare i marujos (gli europei) che brandiscono spade e chitarre, mentre i catopês (africani) parlano nel loro antico dialetto percuotendo strumenti che simboleggiano piatti vuoti.

Pernottamento e pasti

Serro abbonda di ristorantini economici che servono quasi tutti comida mineira; al contrario, la scelta delle sistemazioni è piuttosto limitata. I villaggi di São Gonçalo e Milho Verde, con la loro serenità rurale, rappresentano una scelta migliore per il pernottamento, anche perché quasi tutte le pousadas includono i pasti nelle loro tariffe

Parque Nacional da Serra do Cipó

Il Parque Nacional da Serra do Cipó (www.icmbio.gov.br/parnaserradocipo)  un centinaio di chilometri a nord-est di Belo Horizonte, è uno dei parchi più belli del Minas Gerais. La vegetazione è in gran parte costituita da cerrado e da vaste praterie in quota, che si estendono a cavallo della Serra do Espin­haço tra i bacini idrografici dei fiumi São Francisco e Doce. Ad altitudini inferiori si trovano cascate e lussureggianti avvallamenti ammantati di felci, dove crescono moltissime orchidee endemiche. La fauna comprende crisocioni (lupi dalla criniera), tamarini (un tipo di scimmie), formichieri striati, giaguari, pipistrelli e la piccola e coloratissima sapo de pijama (raganella dal pigiama).

Il parco è molto esteso e gli itinerari più frequentati prevedono permanenze di più giorni nella serra. Informazioni e cartine dei sentieri sono disponibili negli uffici amministrativi del parco, pochi chilometri a sud-est della località di Cardeal Mota. Le escursioni in giornata più interessanti sono due: quella di 16 km andata e ritorno dagli uffici amministrativi fino a una cascata con un salto di 70 m, la Cachoeira da Farofa, e quella di 24 km (andata e ritorno) al Cânion da Bandeirinha, una gola profonda 80 m.

Tabuleiro

A nord del Parque Nacional da Serra do Cipó, ma ancora all’interno della Riserva della Biosfera di Serra do Espinhaço, tute­lata dall’UNESCO, si incontra la Cachoeira Tabuleiro, che con il suo salto di 273 m è la terza cascata più alta del Brasile. Vi si accede tramite la piccola località di Tabuleiro, situata circa 180 km a nord di Belo Horizonte.

Per raggiungere la cascata dirigetevi a ovest per 3 km attraversando la zona cen­trale di Tabuleiro fino al Parque Estadual Serra do Intendente. Dall’ingresso, un sentiero ben tracciato di 2 km scende ripido fino al fiume per poi scomparire – nella parte in salita dovrete perciò arrampicarvi. I panorami sulla cascata sono spettacolari lungo tutto il tragitto. Durante la stagione secca è pos­sibile nuotare nella piscina naturale ai piedi della cascata.

La prima parte del viaggio per raggiun­gere Tabuleiro è facile: prendete un autobus Serro da Belo Horizonte a Conceição do Mato Dentro . Il problema è invece andare da Conceição a Tabuleiro; gli autobus locali partono alle 15 lunedì, mercoledì e venerdì e alle 14 sabato, con ritorno da Tabuleiro alle 8 negli stessi giorni.

Parque Natural do Caraça

ALT. 1297 M

Situato circa 100 km a est di Belo Horizonte nel cuore della Serra do Espinhaço, il Parque Natural do Caraça è un luogo di pura beati­tudine. Isolato dal resto del mondo da un crinale montuoso, il parco occupa 110 kmq di terreno di transizione tra gli ecosistemi della Mata Atlântica (foresta pluviale atlantica) e del cerrado. Al suo interno, annidato in una conca, si trova un ex monastero e collegio che fu frequentato da diversi presidenti del Brasile. Oggi è stato trasformato in una pousada, ma rimane di proprietà di una congregazione cattolica che celebra le messe nella chiesa neogotica.

Nella campagna circostante si ergono diverse montagne, fra cui il Pico do Sol (che con i suoi 2070 m di altitudine è il punto più alto della Serra do Espinhaço), e scorrono tor­renti che formano cascate e piscine naturali.

L’ULTIMO RIFUGIO DEL MURIQUI

Il muriqui (o scimmia ragno lanosa), il più grande primate del Nuovo Mondo, è una creatura straordinaria. In piedi gli adulti maschi sono alti circa 1,5 m e, sia per i movimenti sia per l’aspetto, ricordano in modo impressionante un essere umano. Poiché è molto fotogenico, il muriqui è divenuto l’animale simbolo delle campagne di tutela ambientale del Brasile, anche se riuscire a vederne un esemplare in libertà può rivelarsi un’impresa. All’epoca delle ricerche compiute per questa guida ne esistevano solo 3000 in tutto il mondo (di cui appena 900 del più raro muriqui del nord), a fronte dei 400.000 all’epoca della colonizzazione portoghese.

I fattori che hanno causato il drastico calo nella popolazione di queste scimmie sono essenzialmente tre: la distruzione dell’originaria Mata Atlântica (il loro habitat naturale), la loro natura docile (il nome in lingua tupi significa ‘persone accomodanti’) e la lentezza del loro ciclo riproduttivo. Le femmine di muriqui in genere partoriscono un solo piccolo dopo otto mesi di gravidanza, e il cucciolo resta con la madre anche fino all’età di tre anni; in questo periodo non vi sono accoppiamenti. I muriqui sono più lenti e meno combattivi rispetto a quasi tutti gli altri primati; in pratica trascorrono gran parte del tempo mangiando, giocando e abbracciandosi, un comportamento che li rende un facile bersaglio per i cacciatori.

L’Estação Biológica de Caratinga (www.preservemuriqui.org.br/estacao.htm)  una riserva naturale remota e poco visitata nel Minas Gerais orientale, è il luogo dov’è più facile avvistare un muriqui in libertà. Questa riserva ha svolto un ruolo fondamentale nel salvare il muriqui del nord dall’estinzione. Ne erano rimasti soltanto otto nel 1944, quando Feliciano Abdalla, un produttore di caffè del luogo, decise di de­dicarsi alla salvaguardia di un’ampia porzione dell’originale foresta pluviale atlantica all’interno della sua proprietà. Quarant’anni dopo venne creata l’Estação Biológica, e nei tre decenni successivi la ricerca e gli sforzi per la tutela hanno portato a una conoscenza più approfondita del muriqui e a una considerevole crescita del loro numero. Oggi nella riserva vivono 450 muriqui del nord, circa un terzo della popolazione mondiale.

Vedere questi primati nel loro habitat naturale è un’esperienza straordinaria e, grazie alla competenza delle guide locali, le possibilità di avvistamento non mancano. Per organizzare una visita di una giornata, scrivete o telefonate agli uffici del parco. Calzate scarpe robuste per i tratti più ripidi e difficoltosi e non indossate alcunché di rosso: i muriqui potrebbero interpretarlo come un segno aggressivo. Mag­gio è forse il mese migliore per una visita, perché coincide con la fioritura della Mabea fistulifera: essendo ghiotti del nettare dei fiori di questa pianta, potrebbe capitare che i muriqui si trattengano in uno stesso punto più a lungo del solito per nutrirsi.

I LUPI DALLA CRINIERA DI CARAÇA

Il lupo dalla criniera, o crisocione – lobo guará in portoghese – è il più grande canide sel­vatico dell’America Latina e vive nell’habitat protetto del cerrado, all’interno del Parque Natural do Caraça. Qualche anno fa, imitando l’esempio di san Francesco d’Assisi, un sacerdote di Caraça ebbe l’idea di diventare amico dei lupi. Dopo due anni di paziente lavoro per farli avvicinare alla chiesa offrendo loro del cibo, il religioso riuscì finalmente a guadagnarsi la loro fiducia.

Oggi il pasto dei crisocioni è diventato una sorta di rituale notturno a cui possono assistere gli ospiti della Pousada Santuário do Caraça. Una volta terminata la cena nell’antico refettorio in pietra del monastero, ci si trasferisce nel cortile. Il piatto cerimo­niale con gli avanzi di cibo destinati ai lupi viene collocato sulle pietre del lastricato poco dopo il tramonto, mentre per gli ospiti vengono messi a disposizione popcorn, tisane e cachaça. Da quel momento inizia l’attesa.

Anche se i lupi non arrivano, il sereno piacere di conversare amabilmente sotto un tetto di stelle mentre intorno regna il silenzio crea un’atmosfera magica che rimarrà impressa a lungo nei ricordi dei partecipanti. Ma all’improvviso si percepisce un rumore e tutti si zittiscono: zampe veloci corrono sui gradini, occhi selvaggi lampeggiano nel buio e in un attimo la meravigliosa creatura ha consumato il suo rapido pasto ed è già scomparsa nella notte.

Parque Nacional de Caparaó

Questo parco nazionale esteso su una super­ficie di 250 kmq comprende nel suo territorio le montagne più elevate del Brasile meridio­nale, tra cui il Pico da Cristal (2798 m), il Pico do Calçado (2766 m) e la terza vetta più alta del paese, il Pico da Bandeira (2892 m). Molto amato dagli escursionisti brasiliani, consente di ammirare splendidi panorami sulla Valle di Caparaó, che divide lo stato di Minas Gerais da quello di Espírito Santo. I vasti altopiani rocciosi sono l’elemento pa­esaggistico dominante, interrotti da alcuni lussureggianti tratti di Mata Atlântica alle altitudini inferiori.

L’ingresso al parco (www.icmbio.gov.br/parnacaparao) si trova a 2 km (in salita) dalla località più vicina, Alto do Caparaó. Da novembre a gennaio le precipitazioni sono di solito piuttosto intense, mentre i mesi che garantiscono la visibilità migliore sono quelli vanno da giugno ad agosto (questo è anche il periodo più freddo, per cui portatevi abiti pesanti).

Attività

Pico da Bandeira

La classica escursione alla vetta del Pico da Bandeira si può intraprendere senza guida e attrezzatura da arrampicata, poiché il sentiero è ben tracciato e sale gradualmente. Da Alto do Caparaó si può raggiungere in taxi l’inizio del sentiero, nei pressi del campeggio di Tronqueira; sono otto ripidi chilometri di sterrato dall’ingresso del parco. Oltre Tronqueira il transito alle automobili è vietato. Da qui una salita gra­duale di 9 km conduce alla vetta. La maggior parte degli escursionisti ritorna ad Alto do Caparaó in giornata; chi disponga di una tenda potrà invece passare sul versante del parco che fa parte dello stato di Espírito Santo, campeggiare in zona e tornare il giorno seguente. Dalla parte di Espírito San­to il dislivello è maggiore e il tracciato più ripido, ma si possono ammirare panorami davvero spettacolari e ci sono tre cascate, Farofa, Aurélio e Sete Pilões (vicino all’ul­timo campeggio, Macieira) con idilliache piscine naturali.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here
This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.