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Un anno in Brasile

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Quest’anno è andata così, il virus alla fine è riuscito a modificare completamente le nostre abitudini, a sconvolgere i nostri progetti. Io mi ritrovo a passare l’inverno in Portogallo insieme a una schiera di ricchi pensionati che in questa stagione popolano le ridenti località della costa a sud del paese.

Sono in Portogallo da più di un mese, arrivato inizialmente in macchina a Barcellona con un traghetto da Genova ho costeggiato la Spagna fino a Tarifa e raggiunto il Portogallo quando in Spagna sono cominciati i primi sentori di lockdown.

I portoghesi parlano un idioma molto stretto, con una pronuncia molto particolare, è decisamente diverso da quello parlato in Brasile.

Tutto procede bene e le giornate passano lente ed inesorabili. In Italia il clima è rovente, lo stress da pandemia gridata nei telegiornali spaventa il popolo e passare un altro lockdown all’italiana non avrei potuto sopportarlo. In Portogallo l’informazione sembra essere filtrata da allarmismi puerili, la situazione è sotto controllo e tutto procede nei limiti della normalità nonostante i numeri del contagio siano in crescita come nel resto d’Europa.

Anche la stagione si muove lenta e inesorabile, le temperature si abbassano e l’inverno si palesa nelle giornate di pioggia e forte vento.

I tramonti ed i colori pastello di queste terre sono incredibili, ricordano il Brasile. Il Portogallo ricorda il Brasile; mi ritrovo spesso a constatare questa analogia.

Nonostante il costo della vita alto per una nazione in cui il salario minimo è di circa 635€ i portoghesi sopravvivono in modo più che dignitoso grazie al turismo.

Nel 2021 tornerò in Brasile, ho nostalgia del Brasile perchè mi ricorda una vita normale, quella vera, senza mascherine, senza restrizioni, e senza paure.

5 Commenti

      • In ordine sparso: l abbiglaimento della gente, l atmosfera di sicurezza, i negozi tipo mercerie..calzolaio…, il barbiere con ancora il cavallino per farci sedere i bambini, l arredamento dei bar…….ecc
        Questo notato in varie citta’

  1. Concordo con tutto quanto hai scritto in merito al Portogallo, ci sono stato un paio di volte e anche a me ha ricordato molto il Brasile per vari motivi, non ultimo l’architettura. Mi è piaciuto molto e conto di tornarci a breve.
    Sono in Italia al freddo e sto vivendo le ansie della pandemia e la crisi che comporta.
    Mai vorrei trovarmi ora in Brasile dove solo il 10% della popolazione è stata sottoposta a tampone per nascondere i numeri veri.
    Il Brasile non è mai stato un paese “sicuro” e quindi senza paure, tantomeno adesso che è in balia di un potere odioso, falso, propagandistico, illiberale, demagogico all’ennesima potenza che divide e impera, ma che soprattutto nega la pandemia e le sua soluzioni, nega la scienza, la cultura e la civiltà. Un paese dove non ci sono garanzie sanitarie e certezze di medio/lungo periodo dal punto di vista sociale, finanziario ed economico, dove tutto può cambiare nel volgere di poche settimane.
    No in questo momento non ho nostalgia di un paese così, meglio il freddo e il lockdown per ora.

  2. qui a salvador andiamo ancora in giro con la mascherina. il lockdown é stato meno duro che in italia solo in questi 2 aspetti:
    – non é stato mai vietato agli individui di circolare
    – non hhanno mai chiuso i negozi sotto i 200mq
    il resto é stato tutto chiuso e per un tempo doppio che in italia.
    il brasile ha avuto un´onda lunghissima e ancora siamo a 3000 morti a settimana (massimo 7500 3 mesi fa). e non é detto che pure qua non ci sará una seconda onda, anche se probabilmente meno intensa che in europa perché la popolazione giá con anticorpi é molto maggiore che in europa (ultima ricerca a sao paulo 27%)

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