Home Amore Storie da una Rio de Janeiro pandemica 2

Storie da una Rio de Janeiro pandemica 2

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Mi piace leccare la fica.

Barca stracolma di comunisti milionari che gettano banconote al vento, cani, gatti e topi sul pontile; un tuono.

Mi piace leccarla lentamente, sentendone le zigrinature. Più in profondità, all’inizio, poi in superficie. Mi piace ascoltare i gemiti che quell’atto così semplice provoca, genera. Forse perché in quel momento mantengo il controllo della situazione e non penso solo al mio piacere.

In una stanza arieggiata, qui a Copacabana, una bella donna sulla trentina, gambe incrociate, occhiali, s’aggiusta la frangia rossiccia che le cade sulle lenti, e chiede:

  • Hai sognato?

Mi piace leccarle la fica mentre si tiene i seni con le mani. È l’unico momento in cui davvero perde il controllo e io mi sento come ubriaco (e non bevo più, da anni ormai).

  • Ho sognato sangue, solo sangue, molto sangue.
  • Humm…

I comunisti milionari vendono armi e producono vaccini. All’ambulatorio comunale c’era una fila, come un serpente di tre o quattro code, una fila di vecchietti ultraottantenni che aspettavano il loro turno.

Io, cellulare alla mano, ho chiesto al guardiano se potevo filmarli. Lui mi ha risposto:

  • Devi chiedere a loro, non a me. A me comunque non mi filmi.
  • Ultimamente ho sognato che lo Stato distribuiva gratuitamente armi a tutti.
  • Armi? – replica lei.
  • Sì, armi. Quando sono passato davanti all’ambulatorio comunale, ho capito che le armi del sogno erano i vaccini.
  • I vaccini, sì… ma perché, armi?
  • Non so. Erano armi lecite, immagazzinate in un palazzo pieno di stanze e di armi simili. Io entravo, avevo paura, qualcuno però mi diceva che non c’era problema, era tutto legalizzato, in ordine, potevo avvicinarmi.
  • Hai un’opinione negativa dei vaccini?
  • Era solo un sogno.

Quando si lecca la fica, bisogna avere pazienza.

Mi piace quasi addormentarmi sulla sua fica, leccandogliela allo sfinimento, fino alla fine. Solo dopo, solo quando è soddisfatta, mi alzo ed eccitato penso a me.

Ho pensato solo a me per troppo tempo, ma non mi sento in colpa.

Ho pensato solo a me per troppo tempo e mi sono sentito in colpa.

La brezza oggi è leggera, non fa troppo caldo; il mare, già da qualche giorno, non ha onde o ha onde molto basse, cosa strana, inusuale.

I comunisti milionari, assembrati sulla nave mentre distribuiscono regali, non significano niente.

La donna seduta, compita è solo una donna seduta, compita.

E la fica è la fica.

2 Commenti

  1. la psicoanalisi fa effetto, eheheh.
    comunque a me non piace leccare la fica, anche se a letto sono molto altruista… scopando peró

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