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Storie da una Rio de Janeiro pandemica 5

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Le canzoni dei Csi, i sogni angelicali dei killer, le malizie del Covid, le stranezze, il mio cane, le paure e le grida dei vicini si contendevano il pomeriggio.

Non succedeva niente.

Il killer aveva sognato Gesù Cristo che lo puniva, perché a tutto c’è un limite.

Ci vorrebbe un dialogo, questo:

  • Da quanto tempo vivi in favela?
  • Da 6 mesi. Ero venuto per collaborare con un’associazione. Sono rimasto.

I Csi ridefiniscono l’ordine, la voce di Ferretti stabilisce regole e limiti, senza volerlo. È più forte di lui. Ferretti non canta, è cantato.

E poi ci sono gli spiriti e la fosca nube che offusca il pianeta.

  • A che ora ci vediamo?
  • Hai bisogno di orari, tu?
  • Io sì, sono europeo, di Milano.
  • Mi sa che hai sbagliato posto.
  • Ho sbagliato posto da 6 mesi o da 20 anni?
  • Ti peserebbe aver fallito?
  • Perché sei così dura e non ti limiti a un po’ di sesso?
  • È questo che vuoi, un po’ di sesso?
  • Non so.

Non so quello che voglio, è una condizione che si ripete, ormai.

Luci alte di elicotteri con fari proiettati sul selciato stanno cercando il gigante che ha calpestato macchine e passanti.

Lei ha paura di morire, dice che un killer vuole farla fuori.

Quale killer e perché?

Non lo sa. Ha paura di non durare, gli spiriti le hanno detto che non durerà. Ma gli spiriti mentono.

A me hanno detto che…

Quanta pace negli ospedali mentre i malati muoiono imprecando contro l’aria , che manca.

E se una buona politica ambientalista risolvesse tutto?

Intellettuali grassi dalla pelle bianca vanno in televisione a dire che i neri poveri devono stare chiusi in casa, se escono devono usare le mascherine, meglio se non escono.

Una massa di miserabili, alle porte della città.

Improperi, fuoco e fiamme.

Nella solita chat erotica, una ragazza ha detto che a Rio, in zona Santa Tereza, si stanno organizzando orge, le “orge pandemiche” e che lei, sabato scorso, è stata penetrata da venti tipi diversi, di tutte le dimensioni.

Dice che le è piaciuto, lo rifarà, l’orgia “ha dato senso” e l’ha rilassata.

Intanto i bambini vanno a scuola, un giorno sì e uno no, e gli sguardi tristi dentro casa sono meno tristi.

Nei bar della Princesa Isabel le prostitute si offrono ai neri americani.

Io nemmeno cammino più, prima camminavo, ora chiudo gli occhi e volo, col pensiero.

Vorrei conoscere New York.

Le ho consigliato di fare attenzione alle macchine, quando è sola, di sera.

I messaggi degli spiriti mi inquietano.

Mi inquieta l’orgia di Santa Tereza.

Mi inquietano gli intellettuali bianchi e grassi che parlano in televisione.

Era così bello il mondo quando vivevo in favela ed ero convinto di fare il bene e di lottare, dalla parte giusta.

La natura però è rimasta intatta, si è auto-rigenerata, il mare vive di mulinelli di onde, i gabbiani si avventurano in picchiata sui pesci, poi riprendono il volo, regolari, consapevoli, ingenui.

Non c’è niente di più crudele dell’ingenuità.

In Brasile, ieri, 1.600 morti.

Non so che fare, non so dove andare, non so cosa dire, non so cosa scrivere.

Il killer, davanti alla morale, e alle conseguenze delle sue azioni, cambierà idea?

E lei merita il sacrificio cui teme di andare incontro?

E io quale sacrificio merito?

Nessuno? Questo qui che vivo?

Meno male che ci sono i Csi e la voce di Ferretti Giovanni Lindo, e quelle due vie, via della Chiesa e via della Morale, e i cerri della foresta dietro casa sua, e quell’unica pizzeria, il bar, la chiesa semi vuota.

E il crocifisso a separare, a segnare il confine, a stabilire un nuovo equilibrio immateriale.

Il mio cane qui vicino abbaia a una mosca.

Che sia nostalgico del Partito Comunista?

O che abbia la diarrea?

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