Home italia Storie da una Rio de Janeiro pandemica 10

Storie da una Rio de Janeiro pandemica 10

0

Ismael cammina a piedi scalzi sulla sabbia. Il vento smuove i suoi pochi capelli rasati a zero tranne un ciuffo, lungo, sugli occhi.

Il vento scuote.

Neve, neve all’orizzonte, sognano i miei occhi stanchi di tanto caldo, sogna il mio corpo, sogna la neve, stanco di sudare.

Ismael, figlio di Pedro Paulo e donna Lùcia, non va a scuola da 13 mesi.

Cammina spesso da solo in spiaggia.

Il vento scuote le cime delle palme, alcune alte dieci metri. I bar sono chiusi, i chioschi sono chiusi, la città è in allerta.

Vicino a casa mia abita un signore con la barba, vive seduto in una panchina o sullo scalino di un negozio di abbigliamento, quando il negozio è chiuso. Fuma Camel. È sempre raffreddato. Tutto ciò che possiede è racchiuso in una borsa che si tiene accanto. Conosce il mio nome, io conosco il suo, ogni tanto parliamo. Una volta mi ha detto che io sono un uomo illuminato.

Ed esplodo di luce come un fuoco artificiale a Capodanno, gli zampilli fluorescenti che escono dal mio corpo, gli zampilli fluorescenti, scoppiettanti, in cui il mio corpo si è trasformato, prendono varie direzioni. Tutte portano al mare, tutte confluiscono nel mare, come affluenti di uno stesso fiume, il cui destino è scritto.

Io sono davanti al mare, seduto, provo a meditare il dialogo tra Ismael e il padre Pedro Paulo.

Pedro Paulo e donna Lùcia vivono proprio all’entrata della favela, nella via Roma, in un appartamento dignitoso di due stanze. Donna Lùcia è domestica e lavora, una volta a settimana, a casa mia. Il resto della settimana pulisce i pavimenti, le stanze, la sala e i bagni di altre case. Pedro Paulo è portinaio di un palazzo, di una palazzina, qui a Copacabana, nella via Anita Garibaldi. Pedro Paulo lavora anche come muratore e ha messo da parte qualche soldo. Non sono poveri. Il figlio però è iscritto alla scuola pubblica e, da più di un anno, finge di studiare online. Nessuno è preparato per le lezioni online, né lui né i professori né tantomeno la scuola. Nessuno ha pensato a come renderle più efficienti, più utili, né lui né i professori né la scuola. Molti suoi compagni nemmeno hanno il computer, a casa.

Io in spiaggia davanti al mare cerco di immaginare il dialogo tra Ismael e Pedro Paulo, un uomo tarchiato, anche se chi conosco meglio è donna Lùcia, la madre, una signora piccola, bruttina e dolce, affabile. Il mio cane l’adora e le fa le feste ogni venerdì mattina. Io e donna Lùcia ci stiamo simpatici e abbiamo spesso opinioni simili sulla politica e sulla pandemia. Io mi identifico con le opinioni di chi ha studiato poco e lavorato molto, anche se sono di un’altra estrazione sociale. Se vivessi in Italia, probabilmente mi identificherei con le opinioni degli stranieri. Nei giornali italiani non vengono riportate le opinioni degli stranieri; mi piacerebbe sapere cosa pensano gli stranieri della pandemia.

Il dialogo tra il ragazzino e il padre non riesco davvero a immaginarlo. Sono stanco e confuso, qui davanti al mare.

Mi mancano i miei genitori.

Ismael cammina a passi felpati, il ciuffo sventola come banderuola al vento.

  • Come va signor Gennaro ? – mi chiede.

Qui, come succedeva in Italia quando lavoravo come operaio o addetto alle pulizie, in molti mi chiamano Gennaro, cambiando una consonante al mio cognome.

  • Così così, Ismael. E tu, ti vedi ancora con gli amici?
  • Certo, ma non come prima. Adesso ci ritroviamo in piazza e ci sediamo nelle panchine o giochiamo a calcio. Ma le feste… sono finite.
  • Il babbo e la mamma stanno bene?
  • La mamma parla sempre del suo cane. Si è affezionata. Come si chiama la cagnolina?

All’orizzonte, due o tre barche a motore. È presto, le sei della mattina, l’ora in cui i pescatori… non so cosa fanno i pescatori a quest’ora, non so se su quelle barche ci siano effettivamente dei pescatori.

Poi Ismael se n’è andato, ha proseguito il cammino, svanendo poco a poco piano piano del tutto, come un sogno.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here
This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.