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Brasile: socialismo utopico o socialismo scientifico?

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Scrivo sul Forum di Vivere in Brasile cercando di aiutare degli Italiani che hanno questioni e domande su questo grande Paese. Ora con il mio topic in oggetto vorrei arrivare a capire se chi è di sinistra e scrive sul Blog è un socialista utopico alla Gramsci (riformista mancato) oppure è un socialista scientifico alla Carlo Marx (abbattimento delle disuguaglianze e negazione dell'autocritica). Vedo alcuni partecipanti del Blog che lamentano la mancanza di riforme in Brasile negli ultimo 15-17 anni (utopici) e vedo altri che sfornano tabellini per dimostrare che negli anni del PT il povero è meno povero ma le disuguaglianze si sono accentuate (colpa degli Usa) senza parlarne o fare autocritica (Marx docet). In Brasile ci sono tanti talenti ma sono schiacciati quasi cancellati dal "socialismo scientifico". Ora la responsabilità è tutta di Bolsonaro, che sollievo per i socialisti......io non sono un sostenitore di Bolsonaro però gli dò credito per un poco di tempo ancora anche perchè i primi suoi passi non sono "riformisti". Gradirei conoscere il vostro punto di vista.

ho eliminato le parti in cui fai la vittima. Ruolo che non ti si addice.

Mauro va bene l'ironia ma il sarcasmo te lo potresti evitare. Cmq sei tu che "guidi" e hai diritto di eliminare ciò che vuoi o meglio ciò che ti conviene eliminare. Il fatto è che io non posso piu' partecipare al blog perchè do fastidio ai "socialisti" probabilmente come te. Mi sarebbe piaciuta una tua risposta al mio topic ma, come al solito, ....silenzio. Mi dispiace e molto.

Undo, sono credenti ed hanno fede quanto quelli che vanno in piazza S Pietro ad ascoltare l omino vestito di bianco! La fede non si discute. Però  sarebbe meglio non impestare anche questa sede con i discorsi politici

Non puoi partecipare al blog perchè hai deciso di auto-censurarti come forma di protesta.  Questa è l'unica verità.

Mauro: affermi una palla, grossissima palla. Sono stato escluso da te perchè obbligavo i sinistronsi a fare autocritica, questa è la verità. Prova a leggere l'ultimo intervento di Lucio: "maledetti idioti di destra"......... Io non pretendevo fare politica ma solo ribattere al "monotematismo" politico di questo blog. Trova un mio intervento politico che non sia di risposta a provocazioni offensive perchè da liberale "maledetto" (e non di destra) replicavo. Se non sei tu ad avermi censurato ed affermi che sono stato io ad autocensurarmi ....... perchè non mi riattivi? Ti metto alla prova del nove, caro Mauro.

 

Lino, concordo al 101%. Se segui il blog, come mi pare avvenga, facci caso da chi partono "lezioni" di politica senza essere loro politici e senza votare in Brasile. Gli estremismi e gli insulti (non capite un c,,,, - idioti della destra - capre, capre, capre - io so io e tu sei un ca,,, (conte Grillo). Io ho iniziato a partecipare su argomenti di interesse per gli Italiani che vivono e intendono vivere o intendono andarsene da qui. Abbiamo tantissimi argomenti migliori e piu' salubri della politica. All'inizio era così.

Poi "Vivereinbrasile" ha dato una sterzata da quando sono iniziati i guai di Lula. Sterzata ancora piu' brusca dopo l'elezione di Bolsonaro. Ho subito attacchi perchè non la pensavo come loro e ho reagito con spirito costruttivo ed a volte usando un linguaggio forte per farmi capire meglio. E' stata la mia colpa contrappormi. Reciprocità e par condicio non esistono con certe ideologie incapaci di autocritiche. Vorrei tanto che il blog tornasse quello di prima e si allontanasse dalla politica ...... ma si sa il padrone attacca il carro dove ci sono i cavalli che gli paiono migliori che in questo caso sono di sinistra (socialismo scientifico di Carlo Marx). Tutto qui. A presto leggerti, i tuoi interventi sono sempre equilibrati e rispettosi della controparte. Ciao.

Cita da Mauro su 9 Ottobre 2019, 20:20

ho eliminato le parti in cui fai la vittima. Ruolo che non ti si addice.

Censura ?

Cita da Undo su 11 Ottobre 2019, 23:24

Lino, concordo al 101%. Se segui il blog, come mi pare avvenga, facci caso da chi partono "lezioni" di politica senza essere loro politici e senza votare in Brasile. Gli estremismi e gli insulti (non capite un c,,,, - idioti della destra - capre, capre, capre - io so io e tu sei un ca,,, (conte Grillo). Io ho iniziato a partecipare su argomenti di interesse per gli Italiani che vivono e intendono vivere o intendono andarsene da qui. Abbiamo tantissimi argomenti migliori e piu' salubri della politica. All'inizio era così.

Poi "Vivereinbrasile" ha dato una sterzata da quando sono iniziati i guai di Lula. Sterzata ancora piu' brusca dopo l'elezione di Bolsonaro. Ho subito attacchi perchè non la pensavo come loro e ho reagito con spirito costruttivo ed a volte usando un linguaggio forte per farmi capire meglio. E' stata la mia colpa contrappormi. Reciprocità e par condicio non esistono con certe ideologie incapaci di autocritiche. Vorrei tanto che il blog tornasse quello di prima e si allontanasse dalla politica ...... ma si sa il padrone attacca il carro dove ci sono i cavalli che gli paiono migliori che in questo caso sono di sinistra (socialismo scientifico di Carlo Marx). Tutto qui. A presto leggerti, i tuoi interventi sono sempre equilibrati e rispettosi della controparte. Ciao.

Esquerdismo a moda tupiniquim e a democracia nào batem, nào te jeito.

Saulo Nunes, io non so da quanto tempo tu segui il Blog. Io praticamente quasi dall'inizio. si, come puoi leggere ho subito censura ma chi lo ha fatto ha scritto una palla affermando che mi sono autocensurato. Ora ho chiesto di riattivarmi ma probabilmente non avverrà, sono scomodo. Ho chiesto di attivarmi perchè ci sono argomenti sul Brasile ben meglio delle politica interna che noi non possiamo orientare ma la discutiamo come fosse "cosa nostra" e a "colpi di insulti" che partono sempre dalla stessa parte sinistronsa con tabelline che non servono a un cazzo e solo un paranoico o un folle o un presuntuoso o tutti e 3 gli aggettivi leggendo queste tabelline del cazzo può affermare che il Brasile è migliorato sotto il PT. La mia risposta a Lino, anche Lui nel Blog da anni, è voluta per scuoterlo un poco verso questa brutta piega politica da marciapiede e da centro sociale che ha preso il Blog.

Cita da Undo su 12 Ottobre 2019, 22:12

Saulo Nunes, io non so da quanto tempo tu segui il Blog. Io praticamente quasi dall'inizio. si, come puoi leggere ho subito censura ma chi lo ha fatto ha scritto una palla affermando che mi sono autocensurato. Ora ho chiesto di riattivarmi ma probabilmente non avverrà, sono scomodo. Ho chiesto di attivarmi perchè ci sono argomenti sul Brasile ben meglio delle politica interna che noi non possiamo orientare ma la discutiamo come fosse "cosa nostra" e a "colpi di insulti" che partono sempre dalla stessa parte sinistronsa con tabelline che non servono a un cazzo e solo un paranoico o un folle o un presuntuoso o tutti e 3 gli aggettivi leggendo queste tabelline del cazzo può affermare che il Brasile è migliorato sotto il PT. La mia risposta a Lino, anche Lui nel Blog da anni, è voluta per scuoterlo un poco verso questa brutta piega politica da marciapiede e da centro sociale che ha preso il Blog.

Entendo, mas pelo que percebi o site  mudou de dono por tanto as vezes é inútil insistir, sei la.

Cita da Undo su 9 Ottobre 2019, 18:58

Scrivo sul Forum di Vivere in Brasile cercando di aiutare degli Italiani che hanno questioni e domande su questo grande Paese. Ora con il mio topic in oggetto vorrei arrivare a capire se chi è di sinistra e scrive sul Blog è un socialista utopico alla Gramsci (riformista mancato) oppure è un socialista scientifico alla Carlo Marx (abbattimento delle disuguaglianze e negazione dell'autocritica). Vedo alcuni partecipanti del Blog che lamentano la mancanza di riforme in Brasile negli ultimo 15-17 anni (utopici) e vedo altri che sfornano tabellini per dimostrare che negli anni del PT il povero è meno povero ma le disuguaglianze si sono accentuate (colpa degli Usa) senza parlarne o fare autocritica (Marx docet). In Brasile ci sono tanti talenti ma sono schiacciati quasi cancellati dal "socialismo scientifico". Ora la responsabilità è tutta di Bolsonaro, che sollievo per i socialisti......io non sono un sostenitore di Bolsonaro però gli dò credito per un poco di tempo ancora anche perchè i primi suoi passi non sono "riformisti". Gradirei conoscere il vostro punto di vista.

As que seguem não são minhas palavras mas de um jornalista (acredito que seja Guzzo) que condivivo plenamente.

Os sucessores da esquerda:

A “esquerda” que as pessoas com algum tipo de interesse por política conhecem, essa do tipo socialismo-comunismo-petismo e outras manifestações apenas patológicas, deixou de ser fator relevante na luta, centenária e fracassada, contra o capitalismo. Não é nenhuma surpresa, claro. Como alguém com a cabeça em ordem vai acreditar hoje em aberrações do porte das Venezuela, Cuba ou Angola da vida? Ou dessas miseráveis ditaduras africanas que se dizem “socialistas”, mas que são apenas espaços geográficos controlados por gangsters? “O socialismo tem um histórico de fracasso tão flagrante que só mesmo um intelectual poderia ignorar um desastre deste tamanho”, diz o pensador americano Thomas Sowell. O fato é que nem mesmo os “intelectuais de esquerda”, hoje em dia, acreditam mais que a “esquerda” tenha capacidade de eliminar o capitalismo da face da Terra, ou fazer qualquer coisa que não seja cuidar do próprio bolso. Resultado: outras forças assumiram o comando dessa tarefa.

O mais ativo inimigo da liberdade econômica, hoje, é um consórcio disforme, sem comando definido, que age por fora e por cima de partidos políticos. Sua meta é limitar, dificultar e quando possível anular os mecanismos de produção hoje em vigor no mundo. São milhares de grupos que trabalham em projetos apresentados ao público como essenciais, segundo os seus critérios de “bem” e de “mal”, para a melhoria da qualidade de vida na sociedade moderna. Chamam de “causas” os desenhos que fazem de como o mundo deveria funcionar. Estão presentes de forma maciça em toda a mídia mundial, onde transmitem uma imagem de cruzados em luta para salvar o planeta, nas organizações internacionais, nos departamentos de marketing e nas diretorias de multinacionais assustadas, em governos, em dezenas de milhares de ONGs, nas escolas — enfim, em virtualmente todos os lugares em que possam exercer alguma influência. Não são um sistema lógico de ideias; são uma religião.

Em primeiro lugar, na linha de vanguarda dessa confederação, vêm as mil diferentes modalidades de ambientalistas. São, para resumir a ópera, contra praticamente tudo que esteja ligado de alguma forma à atividade de produzir. São contra a indústria automobilística, porque ela gera emissão de carbono — assim como tudo aquilo que se movimente ou funcione com base em “energia suja”. Também são contra as usinas hidroelétricas que produzem energia limpa, a mais limpa disponível no mundo — pois elas interferem com os rios, estressam os peixes e provocam, a seu ver, todo tipo de desequilíbrio ecológico. São contra estradas, túneis, viadutos. São contra fábricas velhas, que poluem a atmosfera, e também contra as novas, que vão poluir. Na verdade, e como questão de princípio, são contra toda a atividade industrial — se saiu de alguma linha de montagem, ou de um processo automático, deve ser banido. São contra, talvez mais do que tudo, a agricultura moderna — que só consegue alimentar bilhões de pessoas por ser extensiva, mecanizada, tecnológica, resistente a pragas e de alta produtividade. Suas propostas, para substituir isso tudo, são o artesanato, a alimentação orgânica, a vida em comunhão com a natureza e por aí afora — ou algo equivalente à essas coisas.

Aos ambientalistas se juntam os movimentos pelo “fim das fronteiras” ou pela liberdade de imigração. São seus aliados os defensores da “relativização” da identidade nacional de cada país — as nações, segundo eles, deveriam reduzir suas exigências quanto à independência, tender à adoção de leis internacionais e abrir mão de valores próprios. Há os pregadores de uma “maior aceitação do islamismo” por países cristãos, os “animalistas” e toda uma constelação de entidades, grupos ou seitas com objetivos disparatados, mas com a suprema ideia comum de que “o capitalismo fracassou”.

São esses os revolucionários de hoje. Podem se revelar apenas um incômodo. Mas a cada dia vão fazer mais barulho — e levar muitas coisas a mudarem na economia.

Cita da Saulo Nunes su 13 Ottobre 2019, 0:15
Cita da Undo su 9 Ottobre 2019, 18:58

Scrivo sul Forum di Vivere in Brasile cercando di aiutare degli Italiani che hanno questioni e domande su questo grande Paese. Ora con il mio topic in oggetto vorrei arrivare a capire se chi è di sinistra e scrive sul Blog è un socialista utopico alla Gramsci (riformista mancato) oppure è un socialista scientifico alla Carlo Marx (abbattimento delle disuguaglianze e negazione dell'autocritica). Vedo alcuni partecipanti del Blog che lamentano la mancanza di riforme in Brasile negli ultimo 15-17 anni (utopici) e vedo altri che sfornano tabellini per dimostrare che negli anni del PT il povero è meno povero ma le disuguaglianze si sono accentuate (colpa degli Usa) senza parlarne o fare autocritica (Marx docet). In Brasile ci sono tanti talenti ma sono schiacciati quasi cancellati dal "socialismo scientifico". Ora la responsabilità è tutta di Bolsonaro, che sollievo per i socialisti......io non sono un sostenitore di Bolsonaro però gli dò credito per un poco di tempo ancora anche perchè i primi suoi passi non sono "riformisti". Gradirei conoscere il vostro punto di vista.

As que seguem não são minhas palavras mas de um jornalista (acredito que seja Guzzo) que condivivo plenamente.

Os sucessores da esquerda:

A “esquerda” que as pessoas com algum tipo de interesse por política conhecem, essa do tipo socialismo-comunismo-petismo e outras manifestações apenas patológicas, deixou de ser fator relevante na luta, centenária e fracassada, contra o capitalismo. Não é nenhuma surpresa, claro. Como alguém com a cabeça em ordem vai acreditar hoje em aberrações do porte das Venezuela, Cuba ou Angola da vida? Ou dessas miseráveis ditaduras africanas que se dizem “socialistas”, mas que são apenas espaços geográficos controlados por gangsters? “O socialismo tem um histórico de fracasso tão flagrante que só mesmo um intelectual poderia ignorar um desastre deste tamanho”, diz o pensador americano Thomas Sowell. O fato é que nem mesmo os “intelectuais de esquerda”, hoje em dia, acreditam mais que a “esquerda” tenha capacidade de eliminar o capitalismo da face da Terra, ou fazer qualquer coisa que não seja cuidar do próprio bolso. Resultado: outras forças assumiram o comando dessa tarefa.

O mais ativo inimigo da liberdade econômica, hoje, é um consórcio disforme, sem comando definido, que age por fora e por cima de partidos políticos. Sua meta é limitar, dificultar e quando possível anular os mecanismos de produção hoje em vigor no mundo. São milhares de grupos que trabalham em projetos apresentados ao público como essenciais, segundo os seus critérios de “bem” e de “mal”, para a melhoria da qualidade de vida na sociedade moderna. Chamam de “causas” os desenhos que fazem de como o mundo deveria funcionar. Estão presentes de forma maciça em toda a mídia mundial, onde transmitem uma imagem de cruzados em luta para salvar o planeta, nas organizações internacionais, nos departamentos de marketing e nas diretorias de multinacionais assustadas, em governos, em dezenas de milhares de ONGs, nas escolas — enfim, em virtualmente todos os lugares em que possam exercer alguma influência. Não são um sistema lógico de ideias; são uma religião.

Em primeiro lugar, na linha de vanguarda dessa confederação, vêm as mil diferentes modalidades de ambientalistas. São, para resumir a ópera, contra praticamente tudo que esteja ligado de alguma forma à atividade de produzir. São contra a indústria automobilística, porque ela gera emissão de carbono — assim como tudo aquilo que se movimente ou funcione com base em “energia suja”. Também são contra as usinas hidroelétricas que produzem energia limpa, a mais limpa disponível no mundo — pois elas interferem com os rios, estressam os peixes e provocam, a seu ver, todo tipo de desequilíbrio ecológico. São contra estradas, túneis, viadutos. São contra fábricas velhas, que poluem a atmosfera, e também contra as novas, que vão poluir. Na verdade, e como questão de princípio, são contra toda a atividade industrial — se saiu de alguma linha de montagem, ou de um processo automático, deve ser banido. São contra, talvez mais do que tudo, a agricultura moderna — que só consegue alimentar bilhões de pessoas por ser extensiva, mecanizada, tecnológica, resistente a pragas e de alta produtividade. Suas propostas, para substituir isso tudo, são o artesanato, a alimentação orgânica, a vida em comunhão com a natureza e por aí afora — ou algo equivalente à essas coisas.

Aos ambientalistas se juntam os movimentos pelo “fim das fronteiras” ou pela liberdade de imigração. São seus aliados os defensores da “relativização” da identidade nacional de cada país — as nações, segundo eles, deveriam reduzir suas exigências quanto à independência, tender à adoção de leis internacionais e abrir mão de valores próprios. Há os pregadores de uma “maior aceitação do islamismo” por países cristãos, os “animalistas” e toda uma constelação de entidades, grupos ou seitas com objetivos disparatados, mas com a suprema ideia comum de que “o capitalismo fracassou”.

São esses os revolucionários de hoje. Podem se revelar apenas um incômodo. Mas a cada dia vão fazer mais barulho — e levar muitas coisas a mudarem na economia.

A esquerdalha brasileria participou das eleições fingindo de aceitar o processo democrático, mandou matar o outro candidato, perdeu, e ja que se enchem a boca a cada 3 minutos da palavra democracia não foram na posse do presidente da  república do proprio país mas foram na posse de Maduro, pois lá onde "ganhou" quem eles gostam é democracia e aqui não porque eles não ganharam as eleições.

Digo eu...ísso é gente civilizada... ?

Como pode uma pessoa normal levar a sério esses sujeitos...?

Se contar para alguém minimamente civilizado não acredita.

Saulo Nunes, 1° ero stato informato a suo tempo di cambiamenti organizzativi e societari in Vivereinbrasile dall'amico Antonio fondatore del Blog. Probabilmente Antonio aveva di meglio da fare e non ha analizzato al meglio chi prendeva il comando del Blog. Comunque è sempre presente, almeno come partecipante anche se recentemente si fa "vedere" poco. A me che interessava era dare continuità ai problemi dei pensionati Inps residenti in Brasile che sono tassati 2 volte, alla fonte ed in Brasile e ai problemi dei visti-permessi-trasferimento di denaro e fiscalità. Con il Blog mi era facilitata la comunicazione. Ora devo rispondere a decine di email al giorno. Lo faccio volentieri e da "volontario", anzi ho un rapporto one to one che mi gratifica 2° concordo appieno sull'articolo dei sucessori della sinistra. 3° la sinistra Brasiliana è uno schifo, quello che mi sorprende è che ci siano Italiani che danno credito a questi ladri di soldi pubblici, compratori di voti e mandanti di omicidio. Danno credito perchè non pagano in prima persona come pagano i Brasiliani. Ipocriti

Non sei mai stato disattivato.

I commenti sono moderati per tutti i partecipanti alla discussione te compreso.

Le regole sono le stesse per tutti,  non hai un trattamento privilegiato.

Se un giorno dovessi venire nel tuo giardino e decidere di trasformarlo in un campo da bocce hai tutto il diritto di opporti essendo una tua proprietà privata.

Mauro, come non sono disattivato? Non sono stato disattivato sul Forum ma se provo a scrivere sul blog qualche cosa non viene mai pubblicata. O devo pubblicare solo quello che gratifica qualcuno magari lodando il PT e il socialismo e criticando il liberalismo e la vera democrazia? Fammi capire, se ne hai voglia. O provami il contrario. Ma il giardino è mio ....... il Blog è tuo o è aperto? Concordo sulla moderazione ma sulla censura sotto forma di moderazione assolutamente non posso concordare. Mai ricevuto un avviso per email che mi invitava a modificare qualche mia affermazione o mi allertava, magari mi sarei trovato d'accordo ...... non credi?

Mauro, per esemplificare: qualche giorno fa su di un post recente LUCIO ha scritto: "maledetti idioti de destra" e non è stato "moderato" (censurato), ha anche scritto, sempre rivolto agli stessi: CAPRE, CAPRE, CAPRE! e non è stato "moderato" (censurato). Se io avessi risposto "siete voi i maledetti de sinistra" e CAPRE,CAPRE,CAPRE! rivolto ai sinistronsi ...... sicuramente sarei stato "moderato" (censurato). Tempo fa ti avevo parlato di par condicio, sia a te che a Matteo Gennari, ora penso che ci sia da parte tua e di altri che non conosco l'incapacità di autocritica e un trattamento diverso a qualcuno che vi è simpatico con le sue tabelline e le sue affermazioni da Conte del Grillo (Alberto Sordi). Mi chiarisci questa discriminazione, il Blog è un giardino anche di Lucio oltre che tuo e di Matteo? Grazie per una risposta diretta senza panegirici.

La linea editoriale del blog è definita dagli stessi autori che decidono in totale autonomia quali argomenti trattare e come trattarli. Sono gli stessi che poi decidono di approvare o meno ogni singolo commento in calce al proprio articolo.

Ti è stato proposto in varie occasioni di manifestare il tuo dissenso con gli stessi nostri mezzi (autore attivo di questo blog) e tu ti sei sempre rifiutato alludendo svariate giustificazioni.

In virtù di tutte queste considerazioni la tua guerra personale nei miei confronti ed in generale le tue considerazioni in merito a presunte discriminazioni mi appaiono vacue, inconsistenti. Per difendere i propri ideali è necessario uscire dal proprio comfort,  dedicare del tempo ad imparare come si usa una piattaforma, scrivere, redarre, correggere, pubblicare, leggere i commenti e decidere se approvarli. Un vero e proprio lavoro che solo in pochi hanno la volontà di fare per puro spirito di divulgazione ed in forma del tutto gratuita.

Ti ringrazio comunque a nome di tutti, le critiche sono sempre ben accette cercheremo di migliorare in futuro.

Mauro, posso pubblicare nel mio pezzetto di giardino (tua affermazione) di Vivereinbrasile che la "Dittatura di sinistra restringe come prevedibile la libertà di espressione del proprio pensiero." Oppure: "maledetti idioti de sinistra" Oppure: "CAPRE CAPRE CAPRE" rivolto a quelli di sinistra. Pensi sia possibile?  Rispondimi a queste domande. Qui ti voglio. Cerca di essere diretto, io non ce l'ho con te e tu pensi troppo male di me. Il problema è la tua mancanza di imparzialità. La tua risposta è un mezzo panegirico.

3° la sinistra Brasiliana è uno schifo, quello che mi sorprende è che ci siano Italiani che danno credito a questi ladri di soldi pubblici, compratori di voti e mandanti di omicidio. Danno credito perchè non pagano in prima persona come pagano i Brasiliani. Ipocriti

A esquerda brasileira è algo que definir repugnante è um elogio...o resultado è o Brasil.

A ideologia fàz o sujeito se tornar um adepto cego e somado ao nivèl de civilizaçào tragico do Brasil o resultado è devastador.

As coisas vào mudando com o tempo, a sociedade evoluindo e abandonando essas aberraçoes, nào è a toa que o atraso do Brasil è de pelo menos 40 anos.

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