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dichiarazione dei redditi in Brasile

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Salve, ho un dubbio riguardante la dichiarazione dei redditi in Brasile e quali redditi italiani dichiarare in Brasile. La mia situazione lavorativa è la seguente:

Mi sono trasferito in Brasile a maggio del 2017 con permesso di soggiorno permanente e a ho iniziato a lavorare in un'impresa brasiliana a partire da luglio 2017 ricevendo lo stipendio regolarmente.

A Gennaio 2017 ho ricevuto lo stipendio (stipendio del mese di dicembre 2016) dell'ultima azienda in cui ho lavorato in Italia. Sempre nel 2017 ho ricevuto l'assegno di disoccupazione dell'INPS relativo al mio ultimo lavoro in Italia.

Sono regolarmente inscritto all'AIRE, ho un conto bancario in Brasile e un conto corrente in Italia. Nel 2017 non ho mai trasferito somme di denaro tra il conto italiano e brasiliano.

Sto facendo la dichiarazione dei redditi in Brasile (imposto de renda) e non so cosa dichiarare dei guadagni in Italia e cosa inserire nella dichiarazione.

Mi potreste dare una mano per favore? La confusione è tanta. Grazie mille.

 

 

 

Paride, innanzi tutto hai bisogno di un commercialista brasiliano (e onesto). Gli devi portare l'estratto conto italiano al 31/12, la ricevuta dello stipendio italiano e dell'assegno di disoccupazione. Se poi in Italia hai veicoli (fosse anche solo una macchina sconquassata va dichiarata), casa di proprietà/altri immobili, anche quelli vanno dichiarati in Brasile. Da solo non mi azzarderei a fare la dichiarazione dei redditi brasiliana, basta un flop involontario ed è "malha fina", specie se deduci, sono anche in dubbio sull'obbligo del carné leão mensile al quale sono obbligati tutti i residenti che percepiscono redditi fuori del Brasile. Questo dipende anche da quanto tempo risulti residente in Brasile, visto che sei iscritto AIRE e hai il visto permanente (da quanto?). Teoricamente avresti dovuto fare la dichiarazione dei redditi in Brasile a partire dall'ottenimento del visto. Per questo solo un commercialista onesto ti può aiutare. Se sei nella baixada fluminense ti posso indicare il mio. Per più indicazioni aspettiamo che intervenga Undo, che avendo esperienza in Brasile da decenni sa districarsi bene (io ci vivo da soli 2 anni).

Per quanto riguarda poi unicamente il conto italiano da residente in Brasile: la tua banca italiana lo sa che ti sei trasferito? So che per legge è obbligatorio trasformare il conto italiano in uno per cittadini non residenti in Italia e che alcune banche particolarmente pignole hanno fatto che avvisare di un mantenimento di conto senza conversione l'Agenzia delle Entrate, creando grane al malcapitato cliente che probabilmente non sapeva una cippa di quest'obbligo. Solo se la banca è di larghe vedute e affezionata al cliente allora non lo fa, perchè se la banca tace ti puoi tenere il conto così com'è (quello per cittadini non residenti costa una fucilata di manutenzione). Sul sito di finanzaonline.com ci sono molte indicazioni in proposito. Peccato che quando uno si trasferisce purtroppo riceve solo informazioni "meia-boca"...

Grazie mille per le info. Mi sono trasferito in Brasile il 28/04/2017 e ho ottenuto il visto il 28/06/2017. Ho comunicato alla banca italiana del mio trasferimento all'estero ma non mi hanno detto niente in merito alla modifica del conto corrente.

Attualmente vivo a San Paolo e non conosco commercialisti onesti che mi possono dare una mano. Conosci commercialisti a San Paolo? Gli enti di patronato presenti in Brasile mi potrebbero essere di aiuto?

mi spiace Paride, purtroppo non conosco nulla e nessuno a S. Paulo, ma potresti provare a chiedere al tuo consolato di riferimento se ti possono aiutare. Siccome il tuo visto è fresco non hai accumulato alcun debito con il fisco, ma sto in dubbio per il carné mensile perchè il sito della Receita sembra inequivocabile sul punto e quello se non lo sai fare da solo sono guai. Anche la dichiarazione IR, se non conosci le aliquote brasiliane, le voci da compilare e per forza di cose il portoghese tecnico, meglio non arrischiarti a far da solo, che cair na malha fine diventa dores de cabeça. Oppure nell'impresa paulista dove lavori non hanno un commercialista che ti può aiutare?

In Italia che banca hai? Se mi dici qual è forse posso presupporre se ti lascerà tenere il conto com'è. Ma hai appartamenti/veicoli che hai lasciato? Vanno dichiarati in Brasile

Grazie mille Nina. In Italia ho la Unicredit e non ho ne immobili e ne auto a mio nome. Proverò a contattare il consolato e la impresa in cui lavoro per farmi indicare un commercialista bravo.

Ciao Paride. Se lavori per un impresa brasiliana regolarmente, l imposta sui redditi

della persone fisiche é probabilmente trattenuta alla fonte.

Il valore minimo per cui é obbligatorio pagare, secondo site della RF:

As pessoas físicas residentes no Brasil que receberam rendimentos tributáveis superiores a R$ 28.559,70 ano ano base;

Quindi se tu da quando hai iniziato a lavorare hai ricevuto rendite superiori alla cifra indicata dovrai pagare , ma il datore di lavoro ha l´ obbligo di trattenere alla fonte  l imposta dovuta. Ti dovrebbero rilasciare una dichiarazione che indica il raccoglimento effetuato.

La dichiarazione del datore di lavoro va allegata alla dichiarazione dei redditi insieme alle eventuali detrazioni (plano de saude, scula etc).

Va dichiarato  il patrimonio in Italia (case,  depositi bancari, ) e non redditi percepiti prima del tuo ingresso in brasile.

Sui conti basta dichiarare quanto posseduto al 31 12 2017 convertito in dollari.

Spero di esserti d aiuto.

 

Grazie mille Luciano. Sei stato molto di aiuto. L'azienda mi ha rilasciato la dichiarazione con il raccoglimento effettuato e ha già trattenuto le imposte.

Solo un ultimo dubbio, dopo che sono entrato in Brasile ho ricevuto parte dell'assegno di disoccupazione italiano, devo dichiararlo?

L´assegno ti é stato accreditato in Italia o in Brasile ?

Se in Italia a mio parere é  incorporato al patrimonio e rientra nella dichiarazione patrimoniale del conto corrente.

Se in Brasile non saprei. Il seguro desemprego brasiliano non é tributato ma bisogna dichiararlo e dichiarare la fonte pagadora, ma per quello italiano non saprei.

 

 

 

grazie Luciano per i chiarimenti!

Unicredit non so bene che politica abbia, ma se viaggia con le regole simili a quelle di Intesa Sanpaolo, come mi è sembrato da quel poco che ci ho avuto a che fare, ti dovrebbe aiutare. Almeno nella mia città di origine alla Unicredit mi avevano sempre trattata bene, la conosco un poco perchè ho ricevuto alcuni compensi di natura amministrativa attraverso di loro. Non avevo il conto lì, ma a Intesa Sanpaolo, con cui mi sono trovata bene comunque, a causa di un'antica borsa di studio universitaria che potevo ricevere solo attraverso di loro e per la possibilità, allora, di un conto a zero spese. Se sei in contatto con i gestori dl tuo conto e ti sono stati finora d'aiuto gli puoi scrivere, magari ti propongono di tenere il conto com'è

Paride: prova a farla tu con il lap top o android:

http://idg.receita.fazenda.gov.br/interface/cidadao/irpf/2018/download

inserisce il "raccoflimento" che ti ha consegnato l'Azienda

il saldo al 31.12.2017 del tuo conto Brasiliano

il saldo al 31.12.2017 del tuo conto Italiano

e, se non hai altri beni mobili ed immobili ne in Brasile e ne in Italia.......hai fatto tutto. Ovviamente devi mettere le tue generalità ed il tuo CPF. alla fine ti verrà rilasciato un numero di protocollo dell'avvenuta dichiarazione. Boa sorte. PS: hai anche una guida che ti conduce alla compilazione. Ti consiglio di farla così perchè la tua situazione non è "complicata". Se sbagli 3 o 4 volte allora vai da un correttore che non dovrebbe costarti piu' di 150 Reais.

Solo complementando UNDO . Stai attento a non sbagliare i dati della FONTE PAGADORA (impresa per la quale tu lavori) che generalmente é il dato critico perché viene fatto un controllo incrociato. Solo un poco di attenzione.

Boa sorte

@LUCIANO, l'assegno di disoccupazione INPS a cui mio riferisco è stato accreditato su conto italiano (accredito fatto dopo essere entrato in Brasile) e è riferito a un lavoro svolto in Italia nel 2016.

@UNDO, proverò a fare la dichiarazione da solo, se non riesco mi farò indicare qualcuno dall'azienda in cui lavoro.

@NINA, proverò a chiamare la Unicredit per vedere cosa mi dicono.

Grazie mille a tutti, adesso ho le idee più chiare sull'assunto 🙂

Salve a tutti, spero di aver letto abbastanza e capito altrettanto per non fare una domanda stupida.

Caso non fosse, chiedo venia.

Facendo la dichiarazione IRPF per la prima volta i beni in Italia (casa e cc) vanno dichiarati autocertificando i valori o bisogna allegare qualche documento?(tradotto in caso?)

Grazie molte

beni immobili - beni mobili e saldo conto bancario (1) al 31.12.2017:

vanno dichiarati solo i valori, nessun documento da allegare. nel caso molto remoto che la Receita Federal voglia "vedere" a chiamata loro, allora dobbiamo essere in possesso di documentazione che possa confermare il valore dichiarato.

...il che varrebbe a dire che il valore dichiarato si sarebbe fatto meglio a squagliarlo in una gitarella in Australia, dato che la documentazione purtroppo andrà tradotta da un juramentado (e le traduzioni giurate anni fa viaggiavano a 120 a facciata, non oso quindi pensare ora, non parliamo poi degli ulteriori costi dei successivi obblighi cartorari che seguono a tali traduzioni e a quelli dei viaggi per spostarsi per adempiere a tutti questi doveri) e se consistente vanificherà in un colpo decenni di sacrifici. se poi la documentazione fu "extraviada" o ci troviamo davanti a una dimostrazione impossibile perchè troppo diabolica (vedere i risparmi derivati da stipendi da lavoro subordinato il cui datore di lavoro di dieci anni fa è deceduto o comunque irreperibile) non vorrei che la Receita facesse partire un processo penale per evasione fiscale...insomma, lo dico sempre che i nostri bisnonni se la passavano meglio di noi, a loro bastava fare le valige o sacco in spalla e via alla ventura e una volta fuori dall'Italia non dovevano mai più nulla neppure al fisco italiano, mentre noi dobbiamo rendere conto a destra e manca perfino dell'aria che respiriamo. mi fa venire il sospetto che siano tutti trucchetti per scoraggiare l'espatrio o l'immigrazione o indurre a desistere dallo sposare una persona straniera (quando si parte per matrimonio). se avrò tempo racconterò cosa è successo a una ragazza che ha sposato un'americano e a un mio conoscente che ha sposato un'americana...

il codice Rocco dell'epoca fascista prevedeva il reato di incitamento all'emigrazione. oggi sarebbe incostituzionale vietare l'espatrio. lo è anche in Brasile, che scopiazza (viva l'originalità!) senza il benchè minimo ritegno dal diritto italiano ovunque può. dunque caso mai si ragionasse con la mentalità di allora, a causa delle nuove leggi di oggi si cerca di trovare l'inganno in queste ultime approfittando di falle e lacune, ma mi posso sbagliare, ovvio

Grazie Nina, lo scenario é drammatico... ma almeno mi hai messo in guardia!

E come sempre grazie infinite a Undo, al quale chiedo dell'altro (approfittando ancora se possibile) così come a chiunque abbia informazioni attendibili relative al tema:

1) quale sarebbe il valore dell'immobile da mettere nella dichiarazione (valutazione personale? valore di mercato a oggi? valore catastale? o altro di cui sono ignaro?)

2) quale il documento da avere pronto per eventualmemte giustificare il valore dell'immobile dichiarato nell'IR?

Bg

 

 

e quali i tempi entro cui potrei essere chiamato per verifiche una volta fatta la dichiarazione?

(tanto per valutare le spese extra in tranquillanti!!!)

valutazione personale direi di scordarsela. se vorranno i comprovanti non so quale potrebbe essere la conseguenza. se si vende, il valore di vendita. se non si vende e se dovessero ragionare (senz'altro lo fanno) secondo i criteri brasiliani, quando in Brasile si compra vengono valutati il valore pagato all'acquisto e le "benfeitorias" successive, dei quali bisogna conservare gli scontrini dei materiali da costruzione e del prezzo della manodopera. in Italia non funziona così, quindi c'è da sperare che considerino il valore di mercato, ma per migliori chiarimenti aspettiamo Undo che ha esperienza trentennale o più. la cosa di cui sono però certa è: mai fare trasferimenti di denaro con Bradesco, piuttosto se avete il conto proprio lì apritene uno nel BB. quest'ultimo non vi chiederà l'origine primaria dei quattrini, solo la secondaria, in caso di trasferimenti. per loro è sufficiente che non sia denaro sporco e il fatto che proviene da un'altra banca è per loro una garanzia. per Bradesco no. sono le banche che avvisano la Receita quando arrivano i trasferimenti.

@Andrea: se l'immobile ha un valore sotto i 300.000 Reais NON è da dichiarare. Se l'immobile ha un valore superiore allora è da dichiarare. Il documento che fa fede è la "escrittura" del Cartorio 2° Officio (atto notarile) a nome tuo. Il valore che è scritto su tale documento di titolarità dell'immobile va inserito in IR. La "escrittura" è il documento da conservare nel caso ci fosse una (improbabile) verifica. Ogni anno devi inserire sempre lo stesso valore della "escrittura" sarà la Receita ad aggiornarselo. La "escrittura" devi conservarla a vita nel caso di rivendita dell'immobile. Comunque al cartorio potrai sempre richiedere una copia. Le verifiche chiamate anche "malha fina" della Receita Federal generalmente vengono effettuate entro l'anno e comunque non sono sorteggiate ma sono evidenziate dal sistema che incontra incongruietà elevate e non comprensibili. Insomma c'è una regia dietro per beccare i furbi e se tu non lo sei....puoi stare tranquillo.

@Nina, giusto catastrofismo perchè siamo in casa di altri ma se sei a posto devi stare tranquilla al massimo di fanno andare un po avanti ed indietro ma poi si risolve tutto. Per la Banca ..... perfetto: per far arrivare i soldi in Brasile BB, essendo la Banca pubblica del Banco Central, è la migliore! Aggiungo che per farli uscire dal Brasile i soldi BRADESCO bagna il naso a tutte le Banche Brasiliane, devi aprire un conto Prime e puoi anche aprirlo internazionale.

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