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cittadinanza brasiliana senza perdere quella italiana

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salve qualcuno mi puo aiutare? vivo in brasile gia da 8 anni in brasile sposato con una brasiliana posso richiedere la cittadinanza brasiliana senza perdere quella italiana?

La cittadinanza italiana non la perdi. Quando ti fanno firmare per la rinuncia alla cittadinanza italiana significa soltanto che per il Brasile non puoi avere le 2 cittadinanze, ma in Italia quella firma conta zero. Viaggiano indipendentemente, firma e dimentica tranquillamente.

 

salve sapete se si puo aprire il conto poupanca in brasile usando il cpf? mi dicono che la caixa lo fa attendo vs suggerimenti

buongiorno. in Brasile con il solo CPF non apri nessun conto in nessuna Banca, inclusa la Caixa. sono necessari oltre al CPF un comprovante di residenza e l'autorizzazione di residenza rilasciata dalla Policia Federal (ex RNE).

Salve,

sono sposato qui in Brasile da 2 anni, senza figli. Il rapporto purtroppo non funziona, dopo brevi separazioni e ricongiungimenti io e mia moglie abbiamo deciso di non vivere più assieme. Il regime é di separazione totale. Mi dispiacerebbe dover lasciare il paese causa divorzio (di cui non si è ancora parlato).

Qualcuno dei presenti qui ha esperienza per consigliarmi cosa fare? Quali i rischi nel non divorziare rimanendo separati?

Grazie

Marcone mi dispiace per la tua situazione. Separazione totale dei beni? Dove ti sei sposato, in ITalia o in Brasile? Comune Italiano o Cartorio Brasiliano. La separazione totale dei beni ti mette al riparo ma comunque ti consiglio di fare il possibile per arrivare al divorzio consensualmente e con uno scritto condiviso. In assenza di divorzio/separazione legale tu puoi rimanere in Brasile a titolo di ricongiungimento familiare ma quando sarai divorziato/separato legalmente il tuo RNE o Autorizzazione alla residenza in Brasile con motivazione "ricongiungimento familare" decadono e dal momento che la Policia Federal te lo notifica hai 90 giorni per lasciare il Brasile a meno che tu non ti trovi un lavoro oppure metti in piedi una nuova relazione senza sposarti ma come "coppia di fatto" che il codice civile Brasiliano riconosce, ovviamente devi recarti al Cartorio civile per registarti tu e la tua nuova compagna. In Brasile che valgono come permessi di permanenza sono: a) Studio b)lavoro c) ricongiungimento familiare d) hai un figlio con Brasiliana registrato in Brasile c) investimento. Ce ne sono altri ma sono a tempo.

Marcone, dovresti essere tu a comunicare entro 90 giorni dalla data del divorzio/separazione alla Policia Federal che ti ha rilascato l'RNE o l'Autorizzazione alla residenza in Brasile e, da quel momento la Policia Federal, ti consegna un visto turistico che dura 90 giorni. L'inadempienza prevede l'espulsione dal Paese. Così recita il regolamento Brasiliano dei visti di permanenza.

Buonanotte Undo, grazie per le due risposte, e per la tua compassione. Molto utile la precisazione in merito ai 90 giorni di visto turistico rilasciato dalla PF alla comunicazione del divorzio.

E buonanotte a tutti.

Il matrimonio è avvenuto in Cartorio in Brasile, ed è poi di prassi stato trascritto in Italia tramite Consolato.

Tre domande, se possibile.

1) In merito alla considerazione che la separazione totale dei beni mi mette al riparo leggo nel certificato di matrimonio, subito dopo la scelta del regime di "separaçao total" che "os bens a serem paritilhados serà o que os mesmo adquirirem na constância da uniao". Questa precisazione è normale? o nei fatti trasforma il regime in una sirta di "comuniao parcial"?

2 ) In merito invece all'arrivare al divorzio con uno scritto condiviso, cosa intendi praticamente e più precisamente Undo?

3) Per quanto concerne il trovare lavoro per poter rimanere legalmente nel paese, basterebbe un assunzione con Carteira Assinada? dovrei in questa ipotesi ricominciare tutta la procedura per ottenere un nuovo visto (incluso il tornare in Italia per i documenti vari da produrre) o basterebbe portare alla PF i documenti dell'assunzione al momento della comunicazione del divorzio per ottenere un permesso di permanenza, invece dei 90 giorni di visto turistico?

Grazie ancora per l'aiuto,

M

 

Marcone, ti rispondo alla 1 ed alla 2 in contemporanea: il codice civile Brasiliano vincola i coniugi alla "comunione parziale dei beni" indipendentemente da ciò che i coniugi abbiano comunicato al Cartorio Civil che, come un notaio, ha solo trascritto. Quindi se fai/fate un accordo di tenere separati i beni è consigliabile farlo in condivisione scritta con un Avvocato e poi registrarlo in Cartorio. In Brasile tanti matrimoni chiusi all'apparenza alla buona poi si sono rivelati complicati. Se con la tua compagna sei in buoni rapporti e vi state lasciando bene.....ecco questo è il momento perchè dopo qualche settimana ci potrebbero essere dei ripensamenti. Cmq vedi tu. Io non vedo malevolezza nel farlo ma solo prudenza per entrambi. 3a domanda, fino a che sei in regime di "ricongiungimento familiare" e godi del permesso relativo puoi trovare lavoro senza fare avanti ed indietro con l'Italia. Solo un poco di burocrazia che puoi risolvere con il Consolato Italiano o Vice Console. Se invece sarai in possesso del permesso turistico......allora ti tocca rientrare in Italia e fare tutto ex novo. Boa sorte.

Marcone, e iscriverti a un corso tecnico/tecnologo/universitario? Quello che però non so dire è se comunque pretenderebbero, anche iscrivendoti all'università, appunto come dici, di dover tornare in Italia per preparare un pacco di documentazione (qui urge l'aiuto di Undo, perchè se pretendono veramente che ritorni, comunque gli studi verrebbero pregiudicati, ti mangeresti un semestre universitario lontano dal polo e dai libri per startene in Italia correndo dietro alla burocrazia).

Ma comunque, tu e tua moglie non avete modo di riconciliarvi? Dopotutto se ci avete provato varie volte vuol dire che vi volete bene e le differenze caratteriali possono essere superate, se vi venite incontro. Magari può funzionare benone se decidete di non vivere sotto lo stesso tetto, ma continuare a frequentarvi in buona armonia (inutile dirlo, spesso e ben volentieri è la convivenza sotto lo stesso tetto che rende un rapporto di coppia invivibile nel caso di divergenze caratteriali, mentre se ciascuno vive nella propria casa e si gestisce autonomamente, vengono a mancare i motivi di conflitto -voglio però premettere che il mio scopo non è quello di farmi gli affari tuoi, sto solo cercando una soluzione per entrambi e per te in modo da non doverti pregiudicare, non sono qui a voler sapere i vosti motivi-). Visto che da come ho capito lei non ha in mente di divorziare, che ne dici come soluzione? Risolverebbe il tuo problema salvando capra e cavoli (continuereste e rimanere sposati e frequentarvi in buona armonia stando ognuno a casa propria e non perderesti il visto).

Forse può sembrare una soluzione fuori dagli schemi, ma l'agire dentro gli schemi non sempre ha conseguenze papabili

Marcone , anche se non è specificato nella conversazione mi pare che tu abbia acquisito delle proprietà dopo il matrimonio visto che ti preoccupi del regime patrimoniale . Ebbene , indipendentemente dal regime scelto i tuoi beni , sia che siano stati acquisiti prima che dopo il matrimonio sono in ballo . Si , non è come in Italia . In caso di divorzio litigioso tutto viene bloccato e non puoi vendere nulla . Ti conviene arrivare ad un accordo scritto molto bene da un legale  per definire in dettaglio la partiglia dei beni . Te lo dico per esperienza personale . Sono appena uscito da un divorzio litigioso e ci vogliono anni di pazienza e resistenza psicologica .

Una volta ottenuto il divorzio fallo annotare al cartorio sull'atto di matrimonio e conserva la copia omologata della sentenza di divorzio emessa dal giudice . Probabilmente se in futuro vorrai vendere dei beni dovrai anche produrre un documento che certifichi che solo liberi dalla partiglia , infatti nella annotazione sull'atto del matrimonio NON è specificata la partiglia dei beni ma solo nella sentenza .

Attenzione a non farti appioppare la pensione alimenticia .

Quanti interventi d'aiuto! Grazie di cuore; le cose si fanno sempre più "interessanti".

Vado per ordone:

- Per Undo.

ho rimesso bene mani e occhi su tutte le carte. Il certificato di matrimonio dice semplicemente: "Regime: Separação Total" il patto ante-nuziale (scrittura pubblica registrata in cartorio) dice: "regime de separaçao total" e "os bens a serem paritilhados serà o que os mesmo adquirirem na constância da uniao". Mi chiedo se il patto ha valore legale pari all'accordo di cui parli tu, e quindi posso stare tranquillo per i beni acquisiti da me prima del matrimonio. Bg.

- Per Nina.

Gentilissima e premurosa, nessuna malinterpretazione del tuo tentativo di aiuto, ci mancherebbe. Studiare lo vedo assai impossibile, vivere in case diverse avverrà di sicuro, la convivenza ci massacra, ma anche stare in case diverse e ancora assieme la vedo dura. Potremmo non divorziare per il visto, ma non riusciremmo a stare assieme. Solo non só quali rischi potrebbe comportare quest'ultima ipotesi. Grazie.

Per Vivereinbrasile.

Per quanto meglio descritto sopra ad Undo, la scrittura pubblica del patto ante-nuziale non mi permette di fare ciò che voglio dei beni acquisiti prima del matrimonio, anche qualora si innescassero scintille al divorzio? Da quanto trovato in rete sarebbe proprio il patto il documento ufficiale per la definizione del regime.

Ancora grazie, a tutti.

 

 

 

 

 

Dici che non riuscireste a vedervi neppure come amici? Che non c'è modo di mantenere rapporti cordiali? Una volta in case separate ciascuno avrà soltanto le proprie spese e potrà gestirsi senza che le decisioni che prende vadano in conflitto con l'altro. Per quanto riguarda strettamente il tuo visto, una rottura in disarmonia anche senza divorzio se dovesse arrivare alle orecchie della pf, non mi sembrerebbe un grande affare...

Cita da Nina su 28 luglio 2018, 22:12

.... una rottura in disarmonia anche senza divorzio se dovesse arrivare alle orecchie della pf, non mi sembrerebbe un grande affare...

condivido Nina, in ogni caso se tempo e lontananza riuscissero a riportare ad una amicizia, non sarebbe male per il bene di entrambi. Ma questo é difficile ora da sapere.

Qualora quanto tu consigli riuscisse ad accadere, non sarebbe comunque rischioso in termini di pf?

 

 

Marcone, sarebbe decisamente più rischiosa (anche per il benessere personale, ma in termini di politica migratoria non si scherza nemmeno) una separazione in acrimonia. Se vi separate in acredine, guarda, non conosco tua moglie per poterti orientare a dovere, ma ho letto in questo stesso portale che c'è il rischio che il coniuge brasiliano possa, se si sente maltrattato (no, non sto dicendo che maltratti tua moglie, per carità, ma in un momento di malumore, non la conosco da sapere come la prenderebbe), se na va dritto dalla pf a raccontare che il partner straniero si è separato, che la convivenza era invivivile, insomma, una mala separazione ho letto qui in altri topic che può portare a tanto. Insomma, il coniuge brasiliano potrebbe voler fare un dispetto. Magari tua moglie non lo farebbe assolutamente, per carità, ma spero che la soluzione in amicizia funzioni. Separando soltanto le abitazioni mantenendo buoni rapporti. Si spera che in questo modo, oltre a mantenere la serenità personale, manterrai il tuo visto. Non ci sarebbero incentivi a fare dispetti, con questa soluzione. Ovvio che si spera che non siano poi i suoceri o i cognati o i vicini di casa ad andare dalla pf a dire che non vivete più insieme, ma qua urge di nuovo l'aiuto di Undo, che dovrebbe sapere molto più di me quale valore possa avere la lamentela di un parente acquisito o un vicino di casa alla pf. Ma anche se la soluzione che ti ho proposto non è immune al 100% dai rischi, una separazione in malo modo fa lievitare i rischi al quadrato (e al cubo).

Poi magari chissà, con una separazione amichevole può finire per succedere che uno senta la mancanza dell'altro, lo veda con altri occhi e decida di frequentarsi pur mantenendo case separate. Non lo dico per illuderti, ma sono venuta a sapere di casi del genere in cui dopo addirittura un divorzio i due sono tornati insieme più felici di prima...

@Marcone @Nina, la separazione coniugale in Brasile NON è mai in armonia e tranquilla. La famiglia della sposa o dello sposo, mediamente privi di sentimenti, cercano di capitalizzare al massimo per loro la situazione. Prima della separazione dividono geladina, posto in tavola, gite e il tutto in armonia (artefatta) ma a separazione avvenuta si trasformano e, purtroppo, trasformano anche il coniuge facendogli fare cose per noi Europei assolutamente impensabili. nello studio legale che frequento come free lance ne vedo di tutti i colori......fino all'estorsione violenta e tentativi di omicidi se non omicidi. per questo motivo ho consigliato a Marcone di far stendere una separazione condivisa e firmata da entrambi i coniugi da un ufficio legale e fatta registare in Cartorio Civile con la separazione perchè, quasi certamente, il ricorso alla PF alla Policia Civil, alla Magistratura,.....anche alla Prefeitura è certo.

E da li partono i dolori. se si è in possesso di una carta la si mostra e cade tutto li.

Ma Undo, se arrivano alla separazione registrata, Marcone diventa automaticamente turista e tempo 90 giorni deve smammare. Lui sta cercando di evitare proprio questo, una volta che si separa con tanto di carte, per quanto amichevolmente si voglia, per la polizia federale il motivo della concessione del visto è palesemente decaduto...proprio non ce n'è, in questo caso non c'è scampo alla perdita del visto. Capisco che la soluzione che dici è la migliore per salvaguardare il patrimonio, ma qui c'è in ballo anche il visto e un ritorno in patria in fretta e furia gli squaglia il patrimonio in quattro secondi per i motivi che noi permanenti conosciamo fin troppo.

la soluzione "maestra" è quella che ho indicato......ce ne sono altre ma sono mezze misure che alla fine si pagano. e poi non è detto che da ui ai 90 giorni Marco non riesca a trovare lavoro o altra compagna (uniao estavel)

Tralascio la questione altra compagna perchè impiegherei il tempo che ci va per il trattato del Bianca (tranne 2 questioni che non si possono non considerare, quale che possa essere la posizione di chiunque: 1)appena si esce da una relazione turbolenta, il volersi infilare in un'altra, 2)per giunta poi nello stesso ambiente e stessa cultura che tu stesso conosci bene e hai descritto?). Trovare lavoro in 90 giorni: tutti noi sappiamo bene che in Brasile vige un protezionismo degno del medioevo, ragione per cui per cultura le aziende brasiliane non impiegano uno straniero, men che meno de carteira assinada. Consideriamo poi che, pur senza generalizzare, un europeo così come uno statunitense, in Brasile è visto come un bancomat ambulante e il gioco è fatto. Ciononostante, un'assunzione in un'azienda di origine europea o americana non la vedo impossibile, ma noi non sappiamo in quale stato brasiliano vive Marcone. Se vive a Rio, il lavoro in Brasile meglio scordarselo, qua stanno licenziando e creando un tasso di disoccupazione degno dell'Italia. Però il trasferimento in uno stato dove il lavoro non manca lo considererei. A S. Paolo so che c'è molto lavoro, ma il crimine è alle stelle tanto quanto a Rio e uno straniero può esser facilmente preso di mira dai rapinatori. Ci va uno stato più tranquillo dove contemporaneamente c'è lavoro. E dove si possa essere assunti, qualora non si possiedano, senza la paturnia dell'obbligo di determinate qualifiche. Lo dico perchè in genere queste multinazionali americane e europee richiedono di solito ingegneri e esperti nel settore IT (non dico che Marcone non le abbia). Quel che comunque va considerato è che noi non conosciamo di persona nè la moglie di Marcone, nè i parenti acquisiti, nè la zona del vicinato, quindi stiamo andando più che altro per ipotesi, non certezze. Il punto è che il conservare il visto in casi come questi è difficile. In ogni caso, siccome è buono a sapersi in anticipo, se Marcone riesce a farsi assumere da un'azienda, ma nel frattempo la pf gli ha tolto il visto (ma ho la speranza che la soluzione che gli ho proposto funzioni in maniera che non perda nulla, nè serenità, nè visto permanente, considerato che la legge migratoria dell'anno scorso l'ha eliminato), che deve fare? Può restare e cominciare a lavorare subito o deve comunque tornare in Italia pe rifare tutti i documenti per un visto di lavoro? Se è giusta quest'ultima ipotesi, un'azienda che assume mica lo aspetta fintantochè non riesce a disbrigare tutte ste lungaggini burocratiche in un viaggio intercontinentale. Era la domanda che aveva fatto lui al'inizio. Certo che il Brasile non è un paese facile. Altro che il paradiso visto da chissà quanti.

"meglio diventare rosso prima che bianco dopo".....vecchio proverbio della bassa padana. riferito a Marcone: non aspettare evoluzioni standotene fermo, inizia a fare la separazione "giusta" altrimenti ti ritrovi estorto.

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